Spero tanto che abbiate passato un bel Capodanno e che vi siate divertiti molto. Questo sarà il primo articolo del 2020 e quale modo migliore per iniziare il nuovo anno se non parlando di una pellicola che ha due dei miei generi cinematografici preferiti ovvero la fantascienza e l’horror? E, siccome avevo intenzione di fare un bel salto nel passato, perché non parlare di un film che ha fatto la storia come Assalto alla Terra (Them!), pellicola fanta-horror del 1954, diretto da Gordon Douglas.

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Trama:
Due poliziotti, Ben (James Whitmore) e Fred (Don Shelton), mentre perlustrano la zona desertica del Nuovo Messico, trovano una bambina in stato di shock che cammina senza una meta. I due scoprono che la piccola proviene da una roulette completamente distrutta e che è stata squariciata dall’esterno. La scena è molto strana visto che i soldi non sono stati toccati ed è presente una grande quantità di zucchero. I poliziotti continuano ad indagare ma intanto Washington invia sul posto il dottor Medford (Edmund Gwenn), esperto in mirmecologia, e sua figlia Patricia (Joan Weldon). Grazie al loro aiuto si scoprirà che che questi attacchi sono stati perpretati da delle formiche giganti, rese così per colpa della prima esplosione atomica avvenuta ad Alamogordo nove anni prima. Queste enormi formiche non sono un pericolo solo per questa zona ma anche per il mondo intero e bisognerà muoversi al più presto prima che sia troppo tardi.

Ci sono parecchie cose da dire su questo film. Come ho scritto in precedenza, Assalto alla Terra ha fatto la storia e per dei buoni motivi: è stato uno tra i primi film a trattare la tematica dei mostri nucleari (ovvero creature modificate dalle radiazioni delle bombe atomiche) ed è stato il primo film a protare sul grand eschermo le formiche giganti.
Ai tempi ebbe anche un grande successo al botteghino e ciò portò alla produzione di molte pellicole simili sia per i mostri che per le loro modalità (e alcune di queste sono delle vere e proprie perle ma di ciò ne parlerò in futuro).

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Il film è tratto dal soggetto originale di George Worthington Yates e in origine doveva raccontare i disastri e gli orrori provocati da queste formiche giganti nella metropolitana di New York. Il produttore David Weisbart scritturò Yates come sceneggiatore ma questo venne poi rimpiazzato da Russel S. Hughes. Infine anche Hughes venne sostituito da Ted Sherderman. A sceneggiatura ultimata si decise di cambiare l’ambientazione dalla metropolitana di New York alle fogne di Los Angeles (dove si svolgerà tutto l’atto finale).

Una delle cose che più mi sorprese quando vidi Attacco alla Terra furono i primi venti-trenta minuti. Il film riesce subito a catturare l’attenzione del pubblico quando Ben e Fred ritrovano la bambina. Iniziano subito a indagare e trovano particolari molto strani che inizialmente non riescono a comprendere e ricollegare e, mentre cresce la loro confusione, cresce anche la tensione, perché c’è qualcosa che non va e questo sembra essere solo l’inizio. .
Le investigazioni che svolgono i due poliziotti sono interessanti ma poi si arriva al punto in cui si separano e Fred rimane solo in una bottega che è stata assalita di recente. E qui, oltre alla bravura di Douglas nella regia, vediamo, anzi, ascoltiamo uno dei punti di forza della pellicola: il sonoro. I suoni sono molto importanti, riusciremo a sentrie molto bene ogni scricchiolio e il rumore del vento e sarà importante soprattutto quando arriveranno le formiche. Quest’ultime infatti emetteranno un suono fastidioso, ma capace di creare ansia, per comunicare tra di loro. Il regista Douglas sa poi come creare scene terrificanti. Come dicevo, Ben e Fred si separano e Fred rimane indietro nella bottega. Qui lui sente il suono che fanno le formiche e va fuori a controllare. Il regista, attraverso un uso molto intelligente del fuori campo, ci fa capire cosa succede solo attraverso i suoni. Non vediamo l’azione, ma grazie a quel fuori campo possiamo immaginarloe il tutto rende la scena ancora più terrificante.
Ad aiutare molto in questi momenti è la fotografia di Sidney Hickox. Nelle scene luminose fa un buon lavoroma dà il meglio di se nelle scene buie, dove l’oscurità e le tenebre che circondano i protagonisti darà l’impressione di stare in uno spazio stretto e ciò causerà una certa claustrofobia.

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Una particolarità della pellicola sarà la sua comicità. Ha molti elementi horror, fantascientifici e perfino investigativi, ma c’è anche spazio per qualche risata e ciò succederà con l’arrivo del dottor Medford. Questo illustre scienziato è un personaggio goffo e imbranato in certe cose che saprà ridare il buon umore e di cui proveremo simpatia fin da subito. Nonostante la sua goffagine, si dimostrerà molto affidabile e professionale. Sarà lui a supporre la teoria delle formiche giganti (e a provarla) e sarà sempre lui che darà un contributo enorme alla lotta contro questi esseri visto che darà ottimi consigli. Un personaggio all’apparenza buffo che però nasconde molto più di quanto si creda.
Sicuramente Medford è il personaggio più interessante di questa storia mentre gli altri sono abbastanza nella norma anche se funzionali alla trama. Tra i vari personaggi di questo titolo quello che mi ha colpito più di tuti è quello di Patricia, la figlia di Medford.
In quegli anni purtroppo il Codice Hayes aveva messo su una censura molto pesante e in questa censura chi ne fece le spese furono soprattutto i personaggi femminili. Le donne venivano trattate come mogli sorridenti e affettuose oppure come come la ragazza da conquistare alla fine e per questo avevano un ruolo marginale e poco interessante. Patricia inizialmente sembrerebbe incarnare questo tipo di macchietta ma poi vediamo invece una sua forza di volontà e anche un certo carattere. Come dice anche Patricia nel film, lei è una scenziata e vuole studiare questo fenomeno e soprattutto vuole aiutare nella distruzione di queste creature e infatti la vedremo ricoprire un ruolo attivo in questa pellicola. Sono delle piccolezze che però aiutano a rendere un personaggio più interessante e sono felice che non abbiano deciso di renderla banale.

Passiamo ora a un settore che sicuramente interesserà molti di voi: gli effetti speciali. Ovviamente le formiche sono dei costrutti meccanici ma la cosa notevole è che sono tutti a grandezza naturale (e quindi non sono stati usati trucchi per renderle ancor più grandi). Queste macchine vengono fatte muovere con dei cavi manovrati da sei umani chiusi all’interno di ciascuna di esse. Nonostante ciò solamente una formica gigante venne realizzata con l’intero corpo e l’intera testa, tutte le altre furono fatte parzialmente. Questo è dovuto a dei motivi di budget.

Inizialmente la Warner aveva messo a disposizione una somma di denaro molto più elevata che però è diminuita drasticamente prima che iniziassero le riprese. Con il budget iniziale la produzione voleva non solo che il film fosse girato a colori, ma che fosse anche in 3D (negli anni ’50 ci fu un grande periodo per il 3D). Le formiche a colori avevano il corpo viola mentre gli occhi avevano una tonalità rosso-verde. Alla fine Assalto alla Terra venne fatto in bianco e nero e senza 3D ma c’è una cosa nella pellicola che è a colori e ha una sua tridimensionalità: il titolo in inglese. Infatti, quando il film comincia, ci appare questa scritta, Them!, tutta tridimensionale e con un rosso acceso.

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Assalto alla Terra è un film veramente bello dove, nonostante adori in modo particolare la prima parte, riesce sempre a intrattenere e anche le indagini che svolgono nella seconda parte per scoprire se si sono diffusi sono ben scritte, ben dirette e ben recitate. E’ un film che riesce a creare un’ottima atmosfera grazie al suo comparto tecnico e riesce ad essere molto originale in vari punti per il modo con cui mostra la sua storia. Un film che ha dato alla nascita pellicole simili che hanno saputo anche loro narrare qualcosa di nuovo e ancora oggi Assalto alla Terra viene ricordato e citato (Arac Attack fa vari tributi a questo film).

Quindi vi consiglio di vederlo sia se siete fan di questa tipologia sia se siete curiosi di vedere uno dei primi film sui mostri nucleari che sia stato fatto.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

commenti
  1. Sam Simon ha detto:

    Bell’articolo che trasuda amore per quest’opera che non conosco, ammetto, ma che adesso ho voglia di vedere! Grazie!

  2. Misteryously ha detto:

    fantastico è un genere che amo molto grazie per il post

  3. Austin Dove ha detto:

    Bellissimo primo post^^
    Buon 2020!

  4. redbavon ha detto:

    Come commentato già da Simon, non conosco il film. L’ho sentito citare diverse volte, ma ora mi hai messo addosso la scimmia di vederlo. In ogni caso, è stata un’ottima lettura.

  5. kasabake ha detto:

    Che bomba questo articolo di inizio anno, Butcher!

    Ho goduto per tutto il tempo che ho dedicato alla sua lettura: mentre mi gustavo la tua puntuale recensione di un film che adoro e che ogni volta che posso cito nei miei post (per gli stessi motivi di importanza storica che tu hai sapientemente illustrato), pensavo anche che meraviglia fosse averti conosciuto qui su WordPres e quanto fosse bello che ci sia ancora qualcuno in grado, con passione e precisione mai pedante, di ricordare a tutti come il cinema action e sci-fi contemporaneo poggi su quelle colonne robustissime che sono il cinema di fantascienza ed horror avventuroso degli anni ’50 e ’60.

    Un articolo davvero meraviglioso che ha saputo anche fornirmi informazioni golose che malgrado la mia passione io non conoscevo!

    Sei davvero partito in quarta per questo 2020 amico mio!

    Ci si vede e ci si sente in giro per il web…

    • The Butcher ha detto:

      Ne sono molto contento. Il cinema è un luogo affascinante che ancora riesce a sorprendermi e cerco sempre di informarmi sulla sua storia e sulle sue origini. Mi piace esplorare tutto della settima arte e non potevo fare a meno di parlare di Them!
      E’ una pellicola ch emi ha sorpreso, divertito e intrattenuto, una pellicola che ha fatto la storia e di cui si sente ancora oggi la sua influenza.

  6. gianni ha detto:

    Buon 2020!
    Interessante, adoro questi filmoni coi mostri, ovviamente.

    Nota: hai scritto in cui si sperano sperano invece che separano suppongo.

  7. […] massa. Di base la storia del film si ispira molto a pellicole di quel periodo come il già citato Assato alla Terra o il bellissimo Tarantola! (un giorno farò delle recensioni su Jack Arnold, lo giuro!). Ed è […]

  8. […] dicendo che in questo articolo di tanto in tanto metterò a confronto la pellicola in questione con Assalto alla Terra, per mettere in evidenza sia le loro somiglianze ma soprattutto le loro […]

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