La cosa da un altro mondo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo parlato di Attraction, un film sci-fi russo con molti pregi ma anche diversi difetti che riusciva però a incuriosire e divertire lo spettatore. La fantascienza è veramente un genere cinematografico stupendo, capace di intrattenere, di dar sfogo all’immaginazione dell’essere umano ma anche di narrare argomenti centrali nella nostra vita, domande esistenziali che ci chiediamo sempre e di cui siamo sempre alla ricerca di una risposta. La fantascienza è il mio genere cinematografico preferito a pari merito con l’horror e quando i due generi si incontrano il mio interesse sale fino alle stelle. Esatto, ho intenzione di parlare di un horror fantascientifico, per la precisione un horror fantascientifico degli anni ’50. In quel periodo unire quei due generi non era una cosa rara, anzi in molti casi andavano spesso a braccetto e l’abbiamo già visto in pellicole come Assalto alla Terra e Tarantola!
Negli anni ’50 questo genere cinematografico esplose ma non è qualcosa nato in quel periodo. Abbiamo avuto modo di notare come già negli anni ’30 fantascienza e horror fossero utilizzati bene insieme in pellicole come Frankenstein, La moglie di Frankenstein o L’uomo invisibile (tutti di James Whale tra l’altro). Questo tipo di genere esisteva già da alcuni anni, ma fu proprio negli anni ’50 che ebbe il suo momento di gloria e di espansione, creando tantissime pellicole a riguardo, alcune dei veri e propri capolavori senza tempo e altri film molto divertenti. Tra questi film, oltre a quelli con i mostri giganti, andavano molto di modale storie sulle invasioni aliene. E ne sono stati fatti tanti di film con questa tematica e oggi parleremo proprio di uno di questi. Il film di cui parleremo in questo articolo inoltre ha una grande importanza, visto che ha ispirato tanti registi importanti.
Ecco a voi La cosa da un altro mondo (The Thing from Another World), una pellicola horror fantascientifico del 1951 diretta da Christian Nyby e Howard Hawks e tratto dall’omonimo racconto scritto da John W. Campbell.

Trama:
Il capitano dell’aviazione americana Pat Hendry (Kenneth Tobey) si trova in servizio ad Anchorage in Alaska. Durante il suo servizio, riceve l’incarico di recarsi con alcuni dei suoi uomini in un’installazione scientifica artica per via di un evento misterioso accaduto in quella zona. Insieme a Pat si unisce anche il giornalista Ned Scott (Douglas Spencer). Arrivati alla base Pat viene accolto bene sia dallo staff che dalla segretaria Nina Nicholson (Margaret Sheridan), una donna di cui lui è innamorato. Qui fa anche la conoscenza dello scienziato Arthur Carrington (Robert Cornthwaite) che dirige tutta la base e da lui viene informato che un oggetto di grande dimensioni è precipitato sui ghiacciai. Pat e un gruppo di uomini vanno a controllare cosa sia accaduto e trovano un UFO rimasto inglobato nella banchina polare. Il gruppo cerca di liberare il veicolo attraverso la dinamite, ma finiscono con il danneggiare irrimediabilmente l’astronave. Il morale è a pezzi, ma proprio allora notano che nel ghiaccio è rimasto bloccato qualcos’altro, un essere molto grande, il pilota della nave spaziale, che è stato sbalzato fuori dopo lo schianto ed è rimasto congelato. Gli uomini riescono a rimuovere un blocco di ghiaccio con l’essere all’interno e lo portano alla base. Quella creatura dovrà essere tenuta d’occhio finché non riceveranno ordini dal quartier generale. Purtroppo le comunicazioni sono pessime e non si riesce a inviare o ricevere messaggi. Come se non bastasse, dopo qualche ora l’essere alieno è riuscito a liberarsi e per Pat e gli uomini della base sarà abbastanza evidente che quella Cosa non ha buone intenzioni.

Da quanto tempo volevo parlare di questo film! Come ho già scritto in precedenza, questo film fu molto importante, fu uno tra i migliori film fanta-horror di quel periodo e inoltre fu una grande ispirazione per tanti registi come Tobe Hooper, Ridlet Scott e soprattutto il nostro John Carpenter. Carpenter ama questo film, ne è stato influenzato e lo aveva già citato nel suo Halloween – La notte delle streghe. Inoltre Carpenter negli anni ’80 ne fece persino un remake, La Cosa, film che conosciamo tutti benissimo, un vero cult e capolavoro che ai tempi venne sottovalutato ma che in seguito (come molte opere di Carpenter) venne rivalutato in maniera molto positiva. Un film molto più fedele al racconto di Campbell rispetto alla pellicola degli anni ’50 e che si dimostra perfino migliore dell’originale, cosa che lasciò tutti quanti stupefatti. E’ difficile trovare un remake fatto bene ed è ancor più difficile trovare un remake migliore dell’originale. Un altro esempio è senza dubbio La Mosca e alcuni potrebbero anche dire The Ring. In ogni caso questa pellicola fu una grande fonte d’ispirazione per molti e soprattutto fu un film che ai tempi riuscì a spaventare il pubblico nonostante il budget risicato che aveva.

Partiamo però con il discutere dei due registi della pellicola e di un argomento molto interessante. Iniziamo dal più importante ovvero Howard Hawks. Hawks fu un regista importantissimo, uno dei più bravi e stimati del suo tempo che diresse sia pellicole mute che sonore e divenne molto famoso per le sue opere. Se dovesse citarle tutte, questa recensione non finirebbe mai, quindi sappiate che lui fu il regista di pellicole del calibro di Scarface – Lo sfregiato, film che in molti conoscono per l’omonimo remake di Brian De Palma (considero entrambe le pellicole sullo stesso livello e con lo stesso peso artistico). Christian Nyby qui invece è al suo debutto alla regia e dopo questo film diventerà un prolifico regista per la televisione. In questo film Hawks venne accreditato come produttore ma non come regista, nonostante in molti oggi dicano diversamente. Come mai? Diciamo che in questo caso sorse lo stesso problema di Poltergeist. Chi diresse il film? Tecnicamente fu Nyby ma su questo punto ci furono diversi contrasti. In primis perché nella pellicola appaiono molte tematiche ricorrenti di Hawks e un suo stile molto personale. Inoltre l’attore Kenneth Tobey dichiarò ai tempi che fece tutto Hawks. Invece James Arness, che interpretava La Cosa, disse che fu Nyby a dirigere il tutto nonostante Hawks fosse molto presente sul set. Lo stesso Hawks disse che quello che fece fu solo dare delle direttive, anche se nel tempo iniziò a dire di aver avuto molto peso su tutta la storia e la regia. Nonostante tutti questi battibecchi, il film è uscito in maniera molto interessante e vorrei iniziare con il descrivere un’enorme differenza rispetto alle opere che conosciamo noi.

Nel racconto e nella pellicola di Carpenter la storia si incentra sulla paranoia di non sapere quali sembianze avesse la cosa e chi del gruppo era l’impostore. Così facendo si creava un clima di tensione, in cui chiunque poteva essere la creatura e dove tutti pian piano iniziavano a non fidarsi più di nessuno. In questo film invece si decise di prendere una direzione completamente differente. La pellicola non voleva mostrare questo grande clima di tensione, l’obiettivo principale si spostò nel mostrare la grande unione che c’era fra tutti i membri di questa spedizione, il loro rapporto di amicizia e l’ironia con cui affrontano questa situazione critica. In molti film di Hawks è presente questa tematica di fraternità e unione che si può trovare negli amici ma anche nelle persone che non si conoscono. Qui tutti i personaggi riescono a interagire tra di loro in maniera spontanea e naturale, facendo battute, scherzando e in certi casi parlando gli uni sopra gli altri (e qui i complimenti vanno al doppiaggio italiano, che è riuscito a gestire bene tutte queste voci che si sovrappongono e le frasi interrotte a metà). In tutto il gruppo comunque si respira un’aria di complicità e sanno essere molto divertenti, inoltre mi hanno fatto molto ridere le interazioni tra il capitano Pat e la segretaria Nina, quest’ultima soprattutto si è dimostrata un personaggio veramente vivace e simpatico e alcune sue battute mi hanno messo il sorriso. L’unico che invece è distaccato dal gruppo è il dottor Carrington, uomo freddo e calcolatore, che davanti alla creatura decide di volerla conoscere e scoprire altre cose su di esse, nonostante il buon senso suggerisca che con La Cosa non ci si può discutere il alcun modo.

E ora parliamo finalmente della creatura, della Cosa. Nel racconto originale la creatura è un grande umanoide con tre grandi occhi rossi e soprattutto è capace di assumere le forme degli altri esseri viventi. La creazione di questo essere alieno comportava numerosi problemi. Era possibile crearla anche con la tecnologia dei tempi, ma i costi per dare vita a un essere simile dovevano essere abbastanza elevati e purtroppo il budget del film non lo permetteva. E quindi dovettero pensare a un design nuovo tutto da capo. E dopo un po’ venne creata la creatura che tutti conosciamo e, come molti avranno sicuramente pensato, La Cosa assomigliava molto al mostro di Frankenstein. Hanno deciso di utilizzare un design molto conosciuto e utilizzarlo anche come tributo, nonostante ci siano differenze. Prima di tutto la fronte è molto prominente, è molto sporgente e inoltre le braccia sembrano molto più lunghe del normale e ci sono dei rampicanti che le circondano ed escono anche fuori dalle dita. Infatti un’altra grande differenza è che la Cosa ha caratteristiche molto simili ai vegetali. A James Arness il design non piacque molto, dicendo che lo faceva sembrare una carota. La cosa divertente è che nella pellicola faranno una battuta simile. Anche se ha un design completamente differente, La Cosa riesce a fare un certo effetto e il primo incontro faccia a faccia in cui riusciamo a vederlo bene spaventa per la rapidità con cui tutto accade. C’è un’altra scena che a tutti rimarrà in testa: quella in cui sfonda la porta, entrando nella stanza buia dove i soldati lo ricoprono di napalm e lo bruciano ma quell’essere non fi ferma e continua ad avanzare e attaccare. Anche se il suo design è molto semplificato, la creatura a spaventare per il modo in cui appare in scena e, scelta che hanno fatto molto bene a mio avviso, è stata quello di farlo vedere il meno possibile. In questo modo la tensione cresce e quando fa la sua comparsa rimane certamente impresso nella mente degli spettatori.

Per concludere La cosa da un altro mondo è uno stupendo film fanta-horror. Riesce a mostrare dei personaggi umani molti simpatici e divertenti che dimostrano in più occasioni un’intesa e un’amicizia molto sincera e cordiale. E’ un film che sa divertire attraverso i dialoghi, le battute e il comportamento dei personaggi, ma sa anche bene quando far spaventare il pubblico, creando scene e momenti che sono rimasti nella storia. Nonostante anch’io ami molto di più il capolavoro di Carpenter, non bisogna dimenticarsi di questo film e anzi bisogna riconoscere tutti i meriti. Un film che vi consiglio di cuore.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

23 pensieri riguardo “La cosa da un altro mondo

  1. attento a questa riga:”horror fantascientifica del 1051 “, io l’ho visto negli anni 80 in una rassegnadi film anni 50 e devo dire che mi era piaciuto, anche se è passato motl tempo e il mio ricordo è abbastanza sbiadito, ricodo bene solo la scena che citi tu quando sfonda la porta, quella me la ricordo bene! come sempre splendida recensione! bravo

    1. Ops! Grazie per la segnalazione, correggo subito. Quella scena comunque è entrata nella storia. È una scena fatta veramente bene e immagino che le persone di quei tempi si siano spaventate a morte.

  2. Molto interessante questa tua recensione! Mi accodo alle tue belle parole spese per John Carpenter e le sue opere (The Thing in particolare) ed ammetto di non aver mai visto questo film di Hawks (o di chi per lui) nonostante adori il remake di Carpenter! Devo assolutamente recuperarlo, e me lo hai ricordato. Grazie!

    1. Mi fa molto piacere! Carpenter ha sempre citato questo film e nelle interviste si nota bene che ne parla con grande affetto e ricordo. Questa pellicola è veramente bella anche se considero migliore il remake di Carpenter nel quale il regista è stato più fedele al racconto e ha creato una tensione che in poche pellicole riescono a raggiungere.

  3. Io sono di quelli che preferisce quello di Carpenter, perché in Hawks l’idea è buona, ma si vede che Hawks, in fondo, vuole dirigere (e chissà perché ha lasciato tutto a Nyby) una “commedia” delle sue: intelligentissima ma sempre quasi “screwball” (anche i suoi western sono così: è un regista tutto da studiare proprio perché è un vero “autore” che mette il suo “testo” in tutti i “testi”)

    1. Esatto, in questo film nonostante ci siano dei momenti horror degni di nota, in certe occasioni si ride e quantomeno la pellicola riesce a farti sorridere per via dei personaggi, delle loro battute e del rapporto che c’è tra loro.

  4. Ricordo ancora i bei tempi in cui all’esame di storia del cinema portammo come sezione monografica l’intera filmografia di Hawks e il suo La cosa da un altro mondo non potè che essere uno di quelli che (inizialmente) attrasse di più la mia attenzione. Soprattutto perché Carpenter mi sconvolse e continua tutt’ora a sconvolgermi con quel suo capolavoro. Articolo completissimo comunque, ottimo!

      1. sai credo che l’eccesso di effetti speciali (se escludiamo Blade Runner per fare un esempio) non abbia giovato agli sceneggiatori odierni. Negli anni d’oro la suspense progressi va e storie avvincenti invece la vincevano di gran lunga sulla povertà degli effetti.

        1. Non so se sia colpa degli effetti speciali. Penso che sia un problema più legato al grande budget di certe pellicole. I produttori hanno paura di fallire e quindi hanno deciso di semplificare le storie per non dar alcuna difficoltà allo spettatore. Anche se personalmente la considero una brutta cosa, è come insultare il pubblico dicendogli che non è abbastanza intelligente.

          1. appunto… io amo il deserto di tarantula: il paesino polveroso e silente de “L’invasione degli ultracorpi”; la tensione tutta narrativa de “”I figli dell’invasione” le ambiguità affettive e inquietanti de “Ho sposato un alieno” e … potrei citarne tanti a fronte di fracassone battaglie tra galassie in dolby stero … ecco.

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