Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e in questo caso siamo andati in casa Pixar per discutere del loro 24° lungometraggio animato, un film ambientato in Italia e che, nonostante non sia un capolavoro, amo parecchio e a cui sono molto affezionato, Luca. Luca Paguro è un mostro marino che vive sul fondo del Mar Ligure e vicino alla cittadina di umani Portorosso. Un giorno incontra un altro mostro marino chiamato Alberto che lo fa uscire dall’acqua, mostrandogli le meraviglie della terraferma. I genitori di Luca però lo scoprono e, per proteggerlo dagli umani, vogliono mandarlo negli abissi con lo zio Ugo. Così Luca e Alberto fuggono a Portorosso come umani e qui scoprono di poter vincere una Vespa partecipando a una gara. Con l’aiuto di Giulia, una ragazzina umana, si iscriveranno alla gara ma dovranno stare attenti a Ettore, il bullo locale, e a non farsi scoprire visto che in quella cittadina cacciano i mostri marini. Tecnicamente il film è fatto benissimo, con un character design diverso dai film precedenti della Pixar e ispirato alle opere della Aardman e di Miyazaki. Le ambientazioni sono molto belle e curate e la regia ci regala momenti davvero belli, specialmente i sogni a occhi aperti di Luca. La storia convince grazie a un trio di protagonisti ben scritto e a cui ci affezioniamo parecchio e anche i personaggi secondari sono validi. Le tematiche affrontate sono narrate bene, tematiche sulla diversità, sul razzismo, sull’accettazione e viene fatto con semplicità ma al tempo stesso con maturità ed empatia. Un film a cui mi sono molto affezionato e che vi consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di film in live-action e in quest’occasione torniamo a discutere di una saga che amo e che non portavo sul blog da anni. Per la precisione un quarto capitolo uscito parecchio tempo dopo i primi tre e che aveva molto da dire.
Ecco a voi Matrix Resurrections (The Matrix Resurrections), pellicola di fantascienza, azione e satira del 2021 scritta da Lana Wachowski, David Mitchell e Aleksandar Hamon e diretta da Lana Wachowski.

Trama:
Una giovane donna di nome Bugs (Jessica Henwick) scopre che Matrix sta eseguendo un vecchio codice in loop ed è qui che lei incontra un programma che incarna Morpheus (Yahya Abdul-Mateen II) e lo libera. Intanto Thomas Anderson (Keanu Reeves) è uno sviluppatore di videogiochi di grande successo, diventato famoso per aver creato la trilogia videoludica di Matrix senza sapere che in realtà tutto si basa sui ricordi di quando era Neo. A volte sogno e realtà si confondo in lui e non riesce a gestire bene la situazione, andando in una forte depressione ed è per questo che si fa aiutare dal suo terapeuta (Neil Patrick Harris). Thomas continua a incrociare spesso una donna chiamata Tiffany (Carrie-Anne Moss), una donna che assomiglia tanto a Trinity. Bugs e Morpheus intanto riescono a trovare Thomas e, non senza difficoltà, a svelargli la verità sulla sua identità e a tirarlo fuori dal Matrix, risvegliando però anche l’agente Smith (Jonathan Groff). Quello che però stupisce Neo è che, quando si risveglia nella sua capsula, accanto a lui c’è Trinity, viva, e intrappolata nel Matrix e lui farà di tutto per salvarla.
Adoro Matrix e molto tempo addietro portai tutti i capitoli della saga: Matrix, Matrix Reloaded, Matrix Revolutions e perfino Animatrix. Per tantissimi anni si era parlato di un possibile quarto capitolo, cosa che onestamente speravo non succedesse mai. Alla fine però questo nuovo capitolo è uscito e con solo una delle sorella alla regia. Ed è stato molto più interessante di quanto credessi.

Partiamo come al solito dal lato tecnico e in questo caso ci sono delle cose interessanti da dire, dato che da un punto di vista visivo ci sono delle differenze rispetto alla trilogia originale. In questo caso la regia di Lana si dimostra molto valida e gestita bene e lo vediamo all’inizio quando ricrea i primi minuti del Matrix originale, dove però vediamo una fotografia diversa dove non c’è più quel tipo di illuminazione verde ma il tutto è gestito da forti luci al neon che danno al tutto un aspetto diverso ma allo stesso tempo simile alla vecchia Matrix e che servono anche a nascondere delle scritte che vanno a insultare i produttori e un certo tipo di pubblico (ma ci torneremo in seguito). Inoltre possiamo notare una certa differenza nel modo in cui sono impostate le scene d’azione. Nella trilogia originale infatti queste erano gestite come se fossero dei wuxiapian, con ampie acrobazie fatte tramite fili e carrucole.
Qui invece si è deciso per un approccio diverso e più incentrato su un tipo di cinema d’azione anni ’80-’90 e in particolar modo il cinema di John Woo, con combattimenti più veloci e realistici e meno “cartooneschi” e soprattutto un ampio uso del montaggio, rapido e veloce, ma mai confusionario come tanti film d’azione americani recenti. Un ottimo esempio può essere la sequenza sul treno, in cui la regia riesce a gestire in uno spazio ristretto delle belle scene d’azione tra arti marziali e sparatorie. Una delle mie sequenze preferite è presente verso l’ultima parte in cui i protagonisti vengono inseguiti per le strade della città dallo Sciame e qui abbiamo un misto perfetto tra numerosi stunt, ottimi effetti digitali, sparatorie e inseguimenti tra moto, macchine e anche elicotteri, donandoci una sequenza impressionante che rispecchia il climax finale. Ci sono anche altre scene che hanno una loro bellezza estetica ed emotiva come quando Bugs, ai tempi in cui era prigioniera di Matrix, vede Neo per la prima volta sul tetto, con il tramonto alle spalle e lui che non cade mai. Tecnicamente il film è fatto bene, ma è la sceneggiatura quella che colpisce in particolar modo.

Questo film ha deluso parecchie persone che si aspettavano quasi un remake del primo, ma invece si sono trovati davanti a qualcosa di volutamente patetico e sottolineo la parola volutamente. Il film infatti non è altro che una grande critica sociale, schietta e feroce, su quello che è diventata Hollywood e il pubblico in generale. Il film critica pesantemente l’industria cinematografia odierna che si concentra principalmente nello sfornare seguiti, remake, reboot, spin-off e quant’altro, andando a fare ricerche su quello che possa piacere al pubblico e senza più tentare di fare qualcosa di diverso e nuovo (anche perché certi film del passato che amiamo tanto ancora oggi sono stati fatti senza queste ricerche di mercato vuote). Questa critica tende a essere a volte sottile e altre volte molto diretta. Basti pensare all’inizio in cui ci sono scritte al neon con le scritta “Sapore di merda” o “Dedicato a chi piace la merda” e non sto nemmeno scherzando. La critica continua anche quando il capo di Neo dell’azienda videoludica, che sarebbe Smith, gli dice che la Warner vuole fare un quarto capitolo del videogioco e che sono pronti a produrlo anche senza che lui faccia parte del progetto (cosa che la Warner voleva fare veramente con questo capitolo). Perfino certe scene sono volutamente patetiche come il primo incontro tra il nuovo Morpheus e Neo che qui avviene in un bagno e il primo sottolinea questa cosa, facendo riferimento alla drammaticità e teatralità del primo film e mettendola a confronto con questa.
Si ridicolizza questo tipo di industria e questo tipo di cinema su cui ormai i produttori puntano parecchio e su cui ormai noi tutti ci siamo abituati. Perché alla fine critichiamo molto i seguiti, i remake e così dicendo, ma alla fine li desideriamo lo stesso e gli incassi parlano chiaro (basti pensare ai guadagni enormi di film come il live-action de Il re leone e simili). Li vogliamo perché nel profondo desideriamo provare le stesse emozioni che abbiamo sentito guardando le opere originali e anche in questo caso noi vogliamo provare quelle sensazioni che abbiamo vissuto con il primo Matrix ma sappiamo bene che è impossibile. Il film critica ancora una volta il capitalismo sfrenato che caratterizza la nostra società in quanto, come dicono anche nel film, preferiamo essere controllati e indirizzati nelle scelte da fare piuttosto che scegliere per noi stessi. Il film è spietato e pessimista, ma allo stesso tempo riesce a mostrare un minimo di luce, specialmente nella storia d’amore tra Neo e Trinity che mostra una grande forza e dolcezza anche quando loro all’inizio non si riconoscono ma provano comunque dei forti sentimenti.

Per concludere, Matrix Resurrections è un film tremendamente sottovalutato anche perché non è stato capito del tutto. Immagino che molti si aspettassero un vero seguito della storia e non una satira meta cinematografica. Sicuramente è stato un film divisivo, ma vi consiglio assolutamente di vederlo o comunque di dargli una seconda occasione.
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Il primo Matrix è stato una perla di innovazioni cinematografiche, e io lo adoro ancora adesso. Per evitare cocenti delusioni ho evitato di vedere gli altri. ;-)
Sai, ho rivisto questo film alcuni giorni fa e cavolo se è invecchiato ancora meglio. Anche perché il mondo del cinema e in particolare quello hollywoodiano è diventato ancora più estremo proprio come dicevano qui. E questo film non fa altro che prendere in giro questo tipo di mondo.
Proverò a vederlo. :-)
Spero possa piacerti. E’ un film molto divisivo. Per esperienza ho visto che o ti piace o non ti piace, non esiste la via di mezzo proprio perché tende a essere molto meta cinematografico.
Sì, immagino. Io stessa non ho mezze misure. :-)
A me è piaciuto
Ti abbraccio con forza! Io sono molto aperto al dialogo e mi piace molto ascoltare idee all’opposto delle mie per creare discussioni interessanti, ma ammetto che con questo film è stato quasi svilente. Capisco benissimo che a diverse persone possa non piacere, però mi dispiace che il dissenso sia così ampio. Non lo meritava, anzi a distanza di anni secondo me sta invecchiando benissimo proprio perché il discorso e la critica che fa diventa sempre più forte
Si. Non piace per quello….. ma basta osservare e si comprende