Operazione Paura

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo discusso di una pellicola cinese recente, una pellicola blockbuster davvero molto interessante: L’eroe dei due mondi. Una storia che segue due linee di narrazione, una nel mondo reale e l’altra nel mondo fantasy del libro, in cui un padre è alla disperata ricerca della figlia e sarà costretto a fare delle scelte molto importanti per riaverla. L’unico difetto di quest’opera riguarda sicuramente le relazioni tra i personaggi, probabilmente troppo affrettate, mentre i singoli personaggi sono molto interessanti e ben costruiti. Il film riesce anche a convincere grazie a un lato tecnico molto curato. Le scene d’azione saranno molto varie e originali, con un’ottima regia, degli effetti speciali di alta qualità e un tipo di messa in scena davvero ispirata. Un film d’intrattenimento molto divertente che saprà farvi passare due ore piacevoli e con dei momenti sorprendenti. Non è perfetto ma lo consiglio con piacere.
Questa volta facciamo un passo indietro nel passato e torniamo a parlare di horror, ma più nello specifico del gotico. Ormai sapete benissimo quanto adori il gotico e come riesce sempre a sorprendermi e voglio dedicare su questo blog numerosi articoli a questo genere cinematografico che non viene portato su schermo troppo poco. E quale periodo migliore per parlare del gotico se non gli anni ’60?
Quello fu un periodo particolarmente prospero per questo tipo di cinema e non mi stancherò mai di rimanere affascinato. Negli ultimi tempi ho sempre parlato del ciclo di Poe di Roger Corman, ormai manca poco per finirlo ma oggi non parliamo di quel gotico, ma ci spostiamo in Italia e, quando si parla di gotico italiano, uno dei primi nomi che viene pronunciato è certamente quello di Mario Bava.
Bisogna dire che è sbagliato definire Bava come un regista gotico perché nella sua carriera ha fatto diversi film con generi molto diversificati tra di loro. Il fatto che sia considerato tale è dovuto in parte a La Maschera del Demonio, il primo film gotico italiano, e in parte a questa pellicola, che invece viene considerata da molte come una delle opere più importanti del gotico nostrano. Quindi direi di non perdere altro tempo e immergerci in quest’opera creata da uno dei registi che amo di più in assoluto.
Ecco a voi Operazione Paura ( conosciuto in lingua inglese come Kill, Baby, Kill), pellicola horror-gotica del 1966 scritta da Mario Bava, Roberto Natale e Romano Migliorini e diretta da Mario Bava.

Trama:
Il film inizia con una donna che scappa disperata per poi suicidarsi buttandosi nel vuoto. In seguito a questo evento arriva nel paesino di Kermigen il dottor Paul Eswai (Giacomo Rossi Stuart) per fare l’autopsia al cadavere della donna. Arrivato al villaggio, il dottore non viene accolto molto bene dagli abitanti. Lo stesso ispettore Kruger (Piero Sulli) sta avendo difficoltà con quest’ultimi perché nessuno di loro vuole parlare di quel che è accaduto. Sanno che il suicidio della ragazza è molto più complesso di quello che sembra, ma nessuno vuole aprire bocca per paura. Alla fine Paul riesce a fare l’autopsia al cadavere con l’aiuto di Monica Schuftan (Erika Blanc) e scopre che qualcuno ha inserito una moneta d’argento nel cuore della giovane donna, un’antica usanza locale per impedire che l’anima della persona defunta venga presa dagli spiriti maligni. La situazione si fa sempre più complessa e preoccupante e alla fine Paul scopre che tutto quel mistero ha origine a Villa Graps, un luogo che tutti tendono a evitare perché nessuno esce vivo da lì. Paul si ritroverà a indagare su degli oscuri segreti legati a una misteriosa bambina che sembra essere collegata agli omicidi. Questo è solo l’inizio di un folle incubo.

Adoro Mario Bava e credo che questo sia uno dei suoi film che ho visto di più in assoluto. Ne sono sempre rimasto incantato e capisco bene perché molti definiscano la pellicola come una delle opere del gotico italiano più importanti. Bava in molti dei suoi film è sempre riuscito a lasciare qualcosa di impattante nei suoi film come in La Maschera del Demonio, La donna che sapeva troppo, Sei donne per l’assassino e I tre volti della paura. Anche in Operazione Paura riesce a creare degli elementi unici e particolari, tra cui uno che venne ripreso perfino da una persona molto importante nel mondo del cinema, ma ci arriveremo più tardi.

Operazione-Paura-Giacomo-Rossi-Stuart

Parlando del film, l’inizio è molto d’impatto, dove prima sentiamo l’urlo della donna e poi la donna stessa correre come se stesse fuggendo da qualcosa di orrendo. Fin dai primi minuti vediamo che il suo suicidio è strano, la donna non aveva alcuna intenzione di buttarsi, ma qualcosa o qualcuno l’ha costretta a compiere l’estremo gesto. Quei primi minuti riescono a incuriosire parecchio e la pellicola continuerà a destare l’interesse del pubblico anche con l’arrivo di Paul al paesino. L’ambientazione all’esterno di Kermigen è molto suggestivo, abbiamo il paesino e intorno a esso una landa desolata, che tende a sottolineare l’isolamento del luogo. Il paese stesso è molto interessante, un antico borgo italiano (non so che paesino sia purtroppo) che mostra i segni del tempo ma sembra allo stesso modo bloccato in un’altra epoca. Gli abitanti del posto invece saranno inquietanti ma riusciranno anche a fare pena. Sono inquietanti per via di alcuni gesti che fanno e che all’inizio ci sembreranno incomprensibili ma anche perché si dimostreranno diffidenti e in certi casi perfino aggressivi nei confronti di Paul. Riusciranno però a fare pena perché la loro paura è evidente e non riescono o non possono rivelare niente agli altri. A volte si avrà la sensazione di essere soli in questo luogo, aumentando così la tensione.

Ciò che però sorprende di più è sicuramente la fotografia curata da Antonio Rinaldi e da Mario Bava stesso (ricordiamoci che per molti anni lui fu direttore della fotografia e sa bene come comportarsi). Per quanto riguarda gli esterni avremo una predominanza del colore blu che darà una bella atmosfera a questo luogo dove tutti sono rintanati per lo più nelle loro case e le ombre che si creeranno darà più valore al senso di irrequietezza che proveremo. Dove però la fotografia riesce a sorprendere è sicuramente negli interni, specialmente a Villa Graps. Abbiamo visto nei precedenti film gotici degli anni ‘0 (tra cui proprio quelli di Bava e Corman) come in certi casi si usassero molti colori che entravano in contrasto tra di loro, riuscendo a creare un’atmosfera surreale e onirica e in questo caso Bava non si smentisce per niente. In questi luoghi troveremo colori come il verde, il giallo, il rosso, il blu e anche il viola, colori che entreranno in contrasto tra di loro ma che allo stesso tempo riusciranno a unirsi perfettamente, creando una tela colorata folle e meravigliosa. Tutto ciò non farà altro che aumentare la tensione e la paura e su questo punto arriverà la regia di Bava a dare un contributo importantissimo.

operazione-paura-1966-mario-bava-stairs

Molte scene funzioneranno nella loro follia proprio grazie alla sua messa in scena. Tra le inquadrature che più mi compiscono ogni volta che lo riguardo c’è quelle legate alle scale a chiocciola di Villa Graps. Bava le riprende sempre con una ripresa dall’alto verso il basso e viceversa e quella spirale infinita riesce a dare una sensazione di straniamento, come se non fossero reali, e la cosa diventerà più interessante quando uno dei personaggi fuggirà da lì e la telecamera girerà intorno alle scale e, attraverso il montaggio, si avrà l’impressione che quella sia veramente una spirale infinita.
Questo però non è l’unico momento interessante, ce ne saranno altri simili che grazie alla fotografia e alla regia sembreranno uscir fuori da un incubo.
Bisogna anche contare che queste scene sono state girate con pochissimi mezzi e un budget davvero basso, eppure riescono a funzionare alla grande proprio grazie all’inventiva di Mario Bava che, attraverso dei tagli giusti, attraverso degli zoom in avanti e anche a delle inquadrature distorte, riuscirà a fare un lavoro incredibile.

Ciò che mi sorprende molto è che la sceneggiatura non era per niente finita e molto scene sono state improvvisate, eppure si incastrano perfettamente nella storia. Come se non bastasse, a un certo punto il budget del film si esaurì completamente e Bava e il cast completarono l’opera senza farsi pagare. Nonostante questi problemi ci ritroviamo di fronte a un lavoro davvero curato e ispirato. Uno degli elementi più importanti però risiede nel fantasma, Melissa Graps. Il suo design è diventato iconico (vestito bianco lungo, viso pallido e capelli biondi) ed è stato ripreso molte volte nelle storie di fantasmi e viene perfino preso (diciamo rubato) proprio da Federico Fellini nel suo Toby Dammit, episodio che fa parte del film antologico Tre passi dal delirio. Ultimo approfondimento prima di chiudere: il personaggio di Melissa viene interpretato da Valerio Valeri.

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Per concludere, Operazione Paura è certamente uno dei film gotici più interessanti di quel periodo ma non solo per quanto riguarda l’Italia. È una pellicola fatta molto bene, con una trama semplice che riesce a intrattenere grazie a delle immagini oniriche e distorte, capaci di tenere in tensione ma anche di affascinare. Una pellicola che mostra tutta la bravura di Bava di fronte a diversi limiti tecnici e monetari e che viene ricordata dagli amanti del genere. Da vedere assolutamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Operazione Paura

  1. Bellissimo film di un grande regista che purtroppo resta ancora poco conosciuto, la scena iconica del protagonista che insegue sé stesso è stata riproposta da Lynch in un episodio chiave di Twin Peaks!

    1. Sono contentissimo di leggere di qualcuno che fa quel collegamento! Bava è stata una grande fonte di ispirazione per tantissimi registi come Burton o Dante e anche Lynch è rimasto colpito dalla bravura di questo artista. Dispiace anche a me che questo grande regista sia ancora poco riconosciuto, nonostante sia merito suo se tanti generi hanno visto la luce in Italia. Sono contento che qualcuno condivida la mia passione per lui!

    1. Sì, dai una possibilità a questo film! Inoltre le sa a quest’opera come a un punto di partenza per l’horror gotico. Molti registi si sono ispirato a quest’opera e in molti horror si possono ritrovare certi elementi di Operazione Paura. Ricordati anche che è un film costato veramente poco e che quindi se la sono dovuti cavare come meglio potevano.

  2. mi interessa molto questo film, di cui ignoravo l’esistenza, amo il gotico e il suo romanticismo
    e poi credo di non avere visto ancora nulla di Bava, sono un cinefilo passivo: guardo i film che per caso mi capitano in tv o tra le mani xD

    1. Nessun problema! Potrebbe essere anche una bella esperienza visto che comunque è uno dei suoi film più interessanti. Lui è conosciuto come un regista gotico anche se in realtà è abbastanza sbagliato. Lui fece dei gotici ma fece anche numerosi film di genere differente. Diciamo che Operazione Paura consolidò l’idea di Bava come regista gotico. Spero tanto che ti piaccia e che ti convinca a guardare altro di questo grande regista.

          1. Another fascinating analysis you made for that Bava classic.
            I saw it once but it was such an experience I remember well. There’s something of a vanishing fear, kind of evanescent gothic atmosphere you can find later in “Lisa e il diavolo”. I think I mentioned that in my review of this one. Not sure.
            But what is obvious, it’s that “Operazione Paura” had an influence on the Lynch mood to infuse fear, to blur the limits of reality.
            Strange coincidence, I was yesterday night watching “Sei donne per l’assassin”, another fantastic and artistic prowess of Bava esthetic sense of art. This man was a genious.

            1. You said right, Bava was a genius and i’m sorry he’s not remembered a lot in my country. H ereally did some revolutions in the world of cinema and he deserve to be know by a lot of people. Thank you very much for your comment (i did a review for Sei donne per l’assassino times ago. That movie was awesome!).

              1. Oh, I’m going to read it out and compare with my impressions.
                Yes, I read how Bava was undervalued in Italy. It’s really a shame because he has a so big influence in modern horror film. I mean, when you see the art of someone like Guillermo Del Toro, obviously you have Bava in your mind. Tarantino and Tim Burton, they have chanted his incredible skills to compose a necro-mantic frame in a movie.
                Happily, you’re in position to claim he’s a one of the greatest Italian director. 👏😉

                1. I always hope this reviews i do can help the people to know him better. There was an event that was always impressed in me: the time when Tim Burton was taking Sleepy Hollow in Italy and he described a peculiar scene (The one with the mother of the protagonist) and he said he was inspired by a movie of Mario Bava. And the italian journalists did not know of who he was taking about. Bava deserves better, at least in happy he’s famous other countries.

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