Dumbo (1941)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso siamo finalmente tornati a parlare di horror e lo abbiamo fatto con l’ottimo e interessante Deliria di Michele Soavi. Un esordio alla regia davvero stupendo, con una storia di base semplice ma intrigante e con un regista che è veramente capace di sorprendere più e più volte, mostrandoci dei personaggi caratterizzati, creando il giusto ritmo e la giusta tensione e mettendo in scena dei momenti gore fatti bene. Un film davvero bello e d’intrattenimento che dimostra una grande conoscenza per lo slasher e con in cattivo con un design interessante. Un ottimo esempio dei film che si potevano fare in Italia e che anche oggi potremo realizzare se solo le produzioni ci credessero un minimo. Un film da recuperare.
Dopo aver fatto un articolo dedicato all’horror, ho deciso di tornare a parlare di animazione e di continuare il progetto di recensire tutti i classici Disney. Mi sembra giusto passare da un horror alla Disney. Un cambio perfetto. In ogni caso dove ci eravamo fermati con la Disney? Avevamo discusso di Fantasia, forse uno dei lavori più ambiziosi e incredibili che questa casa di produzione abbia mai creato. Un film d’animazione musicale diviso in vari segmenti in cui animazione e musica riescono a essere incredibili insieme e a unirsi perfettamente. Ma ho già parlato parecchio di Fantasia in quell’articolo e trovo sempre incredibile quell’opera e penso all’enorme fatica messa per realizzarlo. Ci fu però un grande problema. Il film fu un enorme flop al botteghino. Questo accadde per due motivi:  il primo fu l’utilizzo del Fantasound, un tipo di tecnologia sonora moderna che solo pochissimi cinema potevano utilizzare e che costò molto a Walt Disney, mentre il secondo motivo fu lo scoppio della seconda guerra Mondiale che chiuse il mercato europeo, impedendo al film di guadagnare abbastanza. Quindi il film di cui parleremo oggi è molto importante per la Disney e per dei motivi che spiegherò in seguito.
Ecco a voi Dumbo, film animato del 1941 scritto da Joe Grant, Dick Huemer, Otto Englander, Bill Peet, Aurelius Battaglia, Joe Rinaldi, George Stallings e Webb Smith, diretto da Ben Sharpsteen, Norman Ferguson, Wilfred Jackson, Bill Roberts, Jack Kinney e Samuel Armstrong e basato sull’omonima storia scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl.
Come al solito, ecco il link alla recensione di Chest of Tales (QUI).

Dumbo-film-1941-poster-locandina

Trama:
Il film comincia con delle cicogne che portano dei cuccioli agli animali del circo. In molti ricevono il loro bambino ma non la signora Jumbo (Verna Felton), un’elefantessa che sta aspettando da molto tempo l’arrivo di un cucciolo. Il circo deve ripartire ma proprio mentre tutti gli animali sono in viaggio sul treno arriva una cicogna che si era persa per strada. La cicogna ha un bambino da consegnare proprio alla Signora Jumbo. Le altre elefantesse sono molto contente dell’arrivo di questo bambino, che viene chiamato Dumbo Jumbo (anche se in lingua originale inizialmente era Jumbo Jr. e in seguito viene soprannominato Dumbo), ma cambiano subito idea quando notano un particolare: le sue orecchie sono enormi. Per questo motivo viene ignorato e quasi considerato una vergogna per le orgogliose elefantesse. Solo la madre Jumbo ci tiene a lui e fa di tutto per proteggerlo, arrivando perfino a scagliarsi contro un gruppo di ragazzini che stavano maltrattando Dumbo e poi contro lo staff del circo. Per questo motivo Jumbo viene isolata dalle altre e rinchiusa in una gabbia. Adesso Dumbo è completamente solo e le altre elefantesse non voglio avere nulla a che fare con lui. Però arriva un aiuto inaspettato, Timoteo (Edward Brophy), un topo del circo che non sopporta le ingiustizie che subisce l’elefantino e decide di aiutarlo in tutti i modi. All’inizio ci saranno diverse difficoltà e ci vorrà un po’ di tempo, ma alla fine Timoteo capirà che il difetto di Dumbo può tramutarsi in un grande vantaggio per il cucciolo.

Avevo parlato diverso tempo far del remake di Dumbo del 2019, remake diretto da Tim Burton e probabilmente uno dei pochissimi remake live-action dei classici animati che la Disney ha fatto finora.  Questo Dumbo invece è stato il quarto film animato ed è di solito uno di quei cartoni che di solito viene ricordato con molto affetto dalle persone. Su questo punto ci arriveremo più tardi. Da piccolo tendevo a guardarlo molto spesso, però ammetto che era da molto che non lo riguardavo più e ho deciso di rivederlo alcune volte per avere un’opinione più matura a riguardo. Come sempre in questi casi parliamo di com’è nato il film.

Dumbo-roll-a-book

Da come avete potuto capire, Dumbo è basato su un libro, una storia per bambini, scritto da Helen Aberson e illustrato da Harold Pearl e venne realizzato per mostrare il prototipo di una nuova narrazione visiva giocattolo, il Roll-A-Book. Una piccola opera che Walt Disney conobbe nel 1939 grazie a Kay Kamen, il capo delle licenze di merchandising, e ne acquistò i diritti. La Disney in quel periodo non se la cavava per niente bene. Il fallimento di Pinocchio ma soprattutto di Fantasia avevano danneggiato parecchio la Disney, che aveva assolutamente bisogno di risollevarsi un po’. Per questo motivo Wal Disney chiese espressamente agli animatori di dare al film uno stile non troppo elaborato ,ma soprattutto di renderlo economico. Per quanto riguarda la storia invece furono cambiate pochissime cose come ad esempio il nome della Signora Jumbo, che nella storia era Ella, oppure il fatto che l’amico che aiuta Dumbo non è il topolino Timoteo ma un pettirosso di nome Red. Inoltre i corvi furono un’aggiunta del film. Per il resto rimase tutto fedele alla storia di base.

Per quanto riguarda l’animazione si può vedere chiaramente l’enorme differenza che c’è rispetto a tutti i precedenti film animati Disney. Una cosa che si nota fin da subito è la mancanza dei minuziosi dettagli e in certi punti si può quasi dire che il design sia molto semplice e lo stesso vale per i fondali. Per fare un esempio mettiamo a confronto una scena di Pinocchio e una di Dumbo in cui vengono ripresi personaggi di contorno da lontano. In Pinocchio, durante il primo giorno di scuola, vediamo genitori e bambini uscire di casa. In questa scena sono tutti disegnati benissimo, hanno tutti una loro particolarità e piccoli dettagli interessanti nel vestiario. In Dumbo invece prendiamo come esempio la scena della prima partenza del treno a inizio film, dove vediamo le persone mettere a posto il circo e questi non hanno un volto, hanno dei tratti molto semplici e dei movimenti poco complessi e fumettistici. E infatti lo stile del film è proprio fumettistico e in certi casi ricorda quasi lo stile delle Sinfonie Allegre ma un po’ più elaborato.

baby-dumbo-film-disney

Nonostante tutto, nonostante il basso budget, ci fu un certo impegno nel creare qualcosa di interessante. Pensiamo solamente ai colori del film, molto accesi e ricchi di energia, perfetti per il tipo di ambientazione e capaci di esprimere perfettamente il ritmo della pellicola. Inoltre ci fu uno studio approfondito dei movimenti degli elefanti e di altri animali, tanto che alcuni animatori portarono degli animali veri nello studio. Quindi ci fu un certo impegno nella realizzazione del film e certi momenti sono rimasti impressi per la loro follia e le emozioni che riuscivano a trasmettere.

Gli esempi migliori sono gli elefanti rosa o Dumbo che va a trovare la madre in gabbia. Il primo viene ricordato da molti come un trauma, ma personalmente ne sono sempre rimasto affascinato. Da piccolo lo trovavo strano ma allo stesso tempo mi piaceva molto. Era una scena folle in cui questi elefanti rosa cambiavano forma, dimensione e si ritrovavano protagonisti di eventi assurdi e nonsense. Era una scena sicuramente affascinante a livello visivo e l’ho sempre apprezzata.
Per quanto riguarda invece i momenti emotivi, penso proprio che tutti noi pensiamo subito alla scena in cui mamma Jumbo, dalla gabbia, coccola Dumbo. Una scena veramente semplice ma che ha sempre avuto un impatto a livello emotivo proprio per via della sua semplicità e la sua enorme dolcezza. E’ un momento felice, un momento che però dura poco e infatti i due saranno costretti a separarsi di nuovo. Una scena che mostra una grande sensibilità ed è anche questo un elemento che in molti hanno amato del cartone: la sensibilità con cui il film ha parlato di certe tematiche.

Dumbo-Jumbo-Film

Le tematiche di Dumbo sono principalmente la discriminazione e la diversità, argomenti sempre attuali purtroppo e che riguarda tante persone.  Dumbo viene maltrattato da tutti perché è diverso, perché ha quelle orecchie enormi. Le elefantesse lo considerano un’onta, le persone del circo lo deridono e lo staff lo trova utile come pagliaccio per via della sua goffaggine. Questa sua diversità viene presa in giro da tutti proprio perché è diversa. Una cosa che accade spesso anche oggi. Solo Jumbo e Timoteo aiutano Dumbo e non lo considerano strano. Anzi con l’avanzare della storia sia Timoteo che Dumbo scopriranno come usare questa diversità. La scena del volo, una scena veramente bella, mostra le vere capacità di lui e chi è veramente. Dumbo ha sempre cercato di fare le stesse cose degli altri ma senza successo. Quando invece proverà a fare qualcosa di inaspettato, qualcosa che normalmente nessuno farebbe, lui ci riesce, facendo delle cose incredibili e dimostrando a tutti come la diversità non sia qualcosa di sbagliato. Ed è anche importante ricordare come il concetto di normalità sia alquanto obsoleto ormai e che tutti noi abbiamo delle differenze che ci rendono unici, ma adesso sto divagando.

Nonostante i problemi avuti con lo sciopero dei dipendenti della Disney (sciopero più che giusto visto che la paga di alcuni dipendenti era veramente ingiusta e avevano una grande mole di lavoro), Dumbo fu un successo e aiutò veramente la Disney a risollevarsi. Non solo il film fu un successo economico ai tempi, ma con il temo divenne anche uno dei film più amati della Disney, visto che parla veramente di argomenti che riguardano ognuno di noi e che ne parla con grande umanità.

Dumbo-Timothy-Fly-Movie-Disney

Per concludere possiamo dire che Dumbo è stato una vera e propria sorpresa. Nonostante le limitazioni, Dumbo si è dimostrato un film animato veramente bello con un lato tecnico comunque molto interessante e particolare, ma soprattutto con una storia semplice e ricca di umanità e ottimi messaggi che ancora oggi possono insegnare qualcosa di buono. Una pellicola davvero dolce che consiglio di recuperare.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

35 pensieri riguardo “Dumbo (1941)

  1. My heart always went out to this story ❤️ I don’t like people to feel sad and alone

    And Bambi always made me cry for losing his mom – same thing with Lion King and losing Simba’s dad

    Lol – I do not like parental loss – but it is life

    But yes the movies have a place in my heart – I grew up with them ❤️✌️

    1. La parte degli elefanti rosa è una delle mie preferite. In tanti non fanno che ripetere che quello fu un momento traumatico, ma io in realtà ne rimanevo incantato. Era veramente psichedelico.

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