Taron e la Pentola Magica

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare della Disney, arrivando così al suo 24° classico animato ossia Red e Toby nemiciamici. Una pellicola importante per lo studio, che vide un cambio generazionale. Fu infatti l’ultima opera a cui lavorarono alcuni dei leggendari Nine Old Men, che lasciarono il tutto nelle mani di animatori come Brad Bird, John Lasseter, Tim Burton e molto altri che avrebbero segnato la storia. Ci furono anche diversi diverbi e Don Bluth, insieme ad altri animatori, lasciò lo studio, però alla fine il risultato che venne fuori fu notevole. La storia di una volpe, Red, e un cane da caccia, Toby, che diventano amici fin da piccoli, ma la distanza e l’ambiente sociale differente li divideranno per poi portarli l’uno contro l’altro. Una storia differente dagli ultimi Diseny che abbiamo recensito, il tono è molto più malinconico e serio e i momenti comici sono secondari, non sono alla base della storia. Una pellicola bellissima, capace di dare messaggi importanti che risultano moderni ancora oggi ed è capace di commuovere. Un’opera da recuperare.
Continuiamo a parlare di Diseny e arriviamo a una pellicola decisamente curiosa. Quest’opera fu una sfida per la nuova generazione di animatori, che volevano mettersi subito al lavoro, ma negli anni in molti lo ricordarono per essere stato uno dei passi falsi della Disney, infatti non solo non ebbe successo, ma venne anche aspramente criticato. Sempre con il tempo si è guadagnato il titolo di cult da certi appassionati, anche se questo argomento rimane tabù nella Disney per i motivi elencati in precedenza. E’ un’opera che è stata sottovalutata oppure è veramente un fallimento? Scopriamolo subito!
Ecco a voi Taron e la Pentola Magica (The Black Cauldron), pellicola animata del 1985 scritta da David Jonas, Vance Gerry, Ted Berman, Richard Rich, Al Wilson, Roy Marita, Peter Young, Art Stevens e Jon Hale e diretta da Ted Berman e Richard Rich.
Come al solito condivido l’articolo di Chest of Tales (QUI).

Trama:
Taron (Grant Bardsley) è un ragazzino, aiutante dell’anziano guardiano di porci Dalben (Freddie Jones), che sogna di poter diventare un giorno un grande guerriero e un eroe. Un giorno però succede qualcosa di imprevisto: mentre fa il bagno alla maialina Ewy, quest’ultima si agia, spaventata a morte. Dalben allora rivela la verità a Taron ossia che Ewy ha la capacità di vedere delle visioni. Dalben scopre così che il temibile Re Cornelius (John Hurt) è alla ricerca della maialina perché vuole trovare la Pentola Magica, un oggetto terrificante e potente, capace di creare un’armata immortale. Dalben affida così una missione importante a Taron: portare Ewy lontana da lì e nasconderla in un posto sicuro. Taron inizia così la sua avventura, ma subito dopo perde di vista Ewy, che viene catturata dalla creature di Re Cornelius e portata al suo castello. Per questo motivo il protagonista parte per recuperare Ewy e così facendo si ritroverà ad affrontare un viaggio inaspettato, che lo porterà alla ricerca della Pentola Magica in compagnia della principessa Ailin (Susan Sheridan), al menestrello Sospirello (Nigel Hawthorne) e a Gurghi (John Byner). Re Cornelius però ha molto potere e farà di tutto per avere la Pentola per sé ed elevarsi a dio.

Questo era uno dei film animati della Disney che guardavo spesso da piccolo. Ero affascinato dalle sue atmosfere e da alcuni elementi cupi che caratterizzavano l’opera. Adoravo quando mostravano tali momenti nei film animati, ne rimanevo colpito ma non spaventato. Non che da piccolo io fossi coraggioso, anzi avevo paura di moltissime pellicole in live-action, ma non ho mai avuto di questi problemi con l’animazione (infatti la scena degli Elefanti Rosa di Dumbo mi affascinava). Quindi da piccolo adoravo quest’opera, ma certe cose bisogna anche saperle guardare con sguardo adulto e consapevole.

Iniziamo con la produzione.
Il film è tratto dai primi due libri della serie Le Cronache di Prydain di Lloyd Alexander. La Disney acquistò i diritti della serie nel 1973  e furono Frank Thomas e Ollie Johnston a convincere lo studio a trasporre la storia e, visto i numerosi personaggi della serie, fecero degli studi per capire chi portare sullo schermo e soprattutto quali libri trasporre. Questo era per tutti una prova molto importante, possiamo dire fondamentale per lo studio perché questa volta era un’intera nuova generazione ad avere in mano l’opera, non c’era nessuno della vecchia guardia a supervisionarli e hanno cercato di fare del loro meglio specialmente a livello artistico, quasi volendosi ispirare a La bella addormentata nel bosco, sia per la grandezza che per certe atmosfere.  Volevano però andare oltre ciò.

Negli ultimi film come Bianca e Bernie e Red e Toby si poteva notare un cambiamento, con storie più malinconiche ma anche cupe. Con Taron hanno deciso di creare un fantasy medievale cupo ma anche oscuro e inquietante, con dei momenti terrificanti. Avevano degli obiettivi ben precisi ma i guai arrivarono quando venne fatto un test screening nel 1984 con delle famiglie. I bambini uscirono dalla sala urlando per via di alcune sequenze violente, in particolare quella che è diventata la più famosa di tutte: il calderone che riporta in vita i morti. Infatti in questa sequenza si vedevano gli scheletri attaccare i soldati di Cornelius e uno di questi si liquefaceva, diventando anch’egli un non-morto. Su internet si possono trovare immagini riguardanti questo momento e devo ammettere che è una scena davvero horror e cruenta (per me è una meraviglia). C’erano poi altri momenti inquietanti e molti concentrati proprio nella parte finale e nelle scene con il calderone (ad esempio uno dei morti che torna in vita aveva ancora un occhio intatto).

Dopo questo test screening il presidente dello studio, Jeffrey Katzenberg, decise di apportare personalmente dei tagli alla pellicola, però c’era un problema: se si deve modificare o tagliare un film animato, lo si deve fare quando è ancora uno storyboard, altrimenti certe sequenze devono essere rianimate da zero e inoltre si perde la continuità delle azioni. Vennero tagliati 12 minuti, in cui si tolsero le scene più cruente ma anche delle interazioni interessanti tra i personaggi. Nonostante alla fine si fece anche un buon lavoro nel montaggio, si possono notare i tagli, soprattutto perché la colonna sonora in qualche punto salta. La produzione fu molto pesante e in parte il film ne risentì. Ora però parliamo sia dei suoi pregi che dei suoi difetti.

La pellicola ha un tono differente rispetto ai suoi predecessori. Nonostante non manchino momenti comici in stile Disney, si respira un’atmosfera molto oscura, con tanti momenti inquietanti e incerti punti capaci di spaventare. Ci sono tante scene che rimangono impresse, come la prima apparizione di Cornelius, il rapimento di Ewy, la scena dei non morti e tante altre ancora. Nonostante tutto mi abbia affascinato da piccolo, e continui a farlo oggi, in molti criticarono questa scelta perché non era una pellicola adatta per i bambini. Un’altra parte del film che venne criticata riguardava i personaggi e in ciò non posso dire il contrario, in special modo per quanto riguarda Taron. Il suo design è molto generico e ha anche dei problemi con la caratterizzazione. Taron è un personaggio che sogna di diventare un grande guerriero, ma è ingenuo, vanaglorioso e arrogante e ammetto che questa cosa mi piace, un personaggio antipatico e pieno di difetti  che con il passare del tempo cresce e matura, diventando una persona migliore. E in parte succede, Taron si rende conto del suo comportamento sbagliato e dei suoi limiti, si rende conto di non essere un eroe invincibile. Però è qualcosa che riesce a metà. In certi casi più che realizzazione sembra solo un momento di tristezza e a volte, quando sembra maturato, ritorna il Taron dell’inizio. Lui è un personaggio incompleto ed è un vero peccato, perché poteva avere un grande potenziale, ma reso così sembra che questa maturazione non arrivi mai.

Diciamo che anche gli altri personaggi soffrono di questa incompletezza eppure ammetto che in certi frangenti lì ho trovati molto più interessanti del protagonista. Mi ritrovo sempre a pensare che Ailin e Sospirello sarebbero stati protagonisti migliori di Taron. Tra le altre cose vorrei anche sottolineare che in questa storia Ailin era molto attiva, una delle prime principesse a non essere passiva. Di solito il merito viene dato ad Ariel, ma credo che sarebbe giusto darlo a lei. Il loro design invece si ispira alla vecchie pellicole animate Disney e ciò lo si può notare anche nel personaggio di Ailin, che ricorda la principessa Aurora. Uno dei design più riusciti in assoluto è quello di Cornelius, uno dei villain più spaventosi che la Disney abbia mai creato. Non avrà una personalità eccelsa come Malefica o Crudelia de Mon, ma ogni volta che entrava in scena riusciva davvero a far paura.

Uno degli aspetti migliori di tutta la pellicola è l’ambientazione e il background. Gli ambienti sono tra i migliori dei film animati Disney del periodo e sono anche tra i miei preferiti. Ci ritroviamo di fronte a grandi foreste incontaminate fino a passare per il castello di Cornelius, un luogo distorto e cupo, ricco di dettagli e veramente grande con le sue numerose torri. Un elemento che rende tutto ciò ancora più impressionante è il formato panoramico (l’ultima volta era stato usato proprio ne La bella addormentata nel bosco ben 26 anni prima) che rende questi luoghi molto grandi e ampi, mostrandoci un mondo incredibilmente vasto. Anche le animazioni sono di grande impatto, ben realizzate e curate, in particolare quelle che presentano Cornelius. In questo caso si è adottato uno stile molto simile a quello di Don Bluth, in cui i movimenti venivano enfatizzati parecchio, in certi punti forse anche troppo, ma è qualcosa che personalmente ho apprezzato.

Questo viaggio nella storia Disney mi ha permesso di notare tanti dettagli affascinanti legati a questa pellicola: il primo è l’uso della computer grafica, infatti Taron e la Pentola Magica fu la primissima opera animata Disney ad avvalersi di questa tecnologia. Come se non bastasse, fu proprio qui che apparve per la prima volta il logo del castello Disney che tutti conosciamo ed è qui che i nomi degli animatori vennero messi nei titoli di coda e non in quelli di testa. Sono piccoli dettagli che però mi colpiscono molto, piccoli cambiamenti che ho percepito facendo questo rewatch delle Disney in ordine cronologico.

Sfortunatamente Taron e la Pentola Magica fu un enorme flop e venne ampiamente criticato (forse anche troppo). Il primo lavoro in solitaria di questi nuovi animatori purtroppo fu fallimentare e in seguito cercarono quasi di nascondere l’esistenza di questa pellicola, vergognandosene molto anche se onestamente non capisco questo disprezzo. La Disney a mio avviso ha fatto opere peggiori e un giorno ci arriveremo. Capisco i problemi economici causati dal grande flop, ma non è un valido motivo per dimenticare un’opera simile.
Una domanda interessante che molti si pongono su questa pellicola è: il film sarebbe migliorato con quei 12 minuti in più? Da quel che ho potuto vedere, recuperando e cercando i materiali su questi momenti, il film ne sarebbe stato valorizzato, ma certamente ciò non avrebbe risolto i problemi che aveva.

Per concludere, Taron e la Pentola Magica è un film imperfetto sotto ogni punto di vista, un tentativo di prendere una strada completamente differente che però non ha avuto gli effetti sperati. Ha diversi problemi e si vedono, ma è comunque un film che tuttora mi affascina per il suo tono, le sue ambientazioni, il suo coraggio e che riesce a intrattenermi. A volte mi piace definirlo un “bellissimo disastro”. Ha i suoi difetti, ma ci vedo molta passione in questo progetto.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

32 pensieri riguardo “Taron e la Pentola Magica

  1. Finalmente, eccolo. Credo che sia uno dei film più ingiustamente criticati. Forse anche perché ha anticipato di molto il futuro. Se fosse uscito una quindicina d’anni dopo, con The Matrix, Harry Potter e il Signore degli Anelli, gli avrebbe fatto concorrenza. Tanti anni fa vidi delle interviste tratte da una VHS, dove avevo capito che c’erano stati alcuni dissapori tra la nuova guardia e quella vecchia che in pratica lasciò. Ma immagino ci siano tante versioni, di questo prodotto nascosto in cantina dalla stessa Disney. Taron mi piace, proprio perché imperfetto e non un archetipo. Potrebbe essere una qualsiasi persona del suo tempo, forse anonimo, ma lo trovo abbastanza reale (ovviamente col la reinterpretazione degli anni ’80). Gurgi è l’antenato di Olaf, inserito per alleggerire il tono del film. Una parola a parte per la fantastica Eilonwy, il primo personaggio Girl Power che salva il personaggio maschile. Dovrebbe entrare a far parte del franchise delle principesse Disney. Dev’essere stato spettacolare vederlo al cinema, con quelle scene integrate con la CGI. Divenni subito fan di quella tecnica, da quando per la prima volta la vidi in corti su alcune VHS, che venivano chiamati “sperimentali”. E per l’anno che è uscito, erano davvero al di sopra di tutto quello che si poteva vedere all’epoca. Chissà se un giorno riceverà il riconoscimento che merita. Grazie per questa bellissma recensione, spero che aiuterà a farlo uscire dall’anonimato.

    1. I difetti lì ha, questo è innegabile, ma l’opera è stata ingiustamente trattata dalla Disney per il semplice fatto che non ebbe successo. Per dire, Chicken Little ricevette anche critiche maggiori ma visto che fu un enorme successo commerciale la Disney non ebbe nulla da ridire. Un po’ da ipocriti. Questo film ha una sua meravigliosa bellezza, amo le atmosfere, amo la sua cupezza e i suoi momenti horror e apprezzo molto certi momenti coraggiosi. E Ailin è un personaggio da rispettare, spero che effettivamente nel tempo possa essere apprezzata di più (so che la Disney vorrebbe fare un remake live action di quest’opera e magari in quel caso le nuove generazioni potrebbero riscoprire l’opera animata). Sono davvero felice che la recensione ti sia piaciuta!

        1. Più che altro perché ciò dimostra che non hanno in mente qualcosa di originale quindi quando finiranno di fare remake che cosa gli rimarrà? Hanno carenza di idee e non possono sempre rubare male dal loro passato. Speriamo in bene, non ho grandi aspettative, l’unica cosa che spero con un remake live action di Taron e che porti in molti a conoscere l’opera originale.

  2. E’ vero, un film imperfetto ma che sprigiona passione e desiderio di mettersi alla prova, di dimostrare il proprio valore; probabilmente è stato fatto il passo più lungo della gamba, ma l’ambizione non è mai un difetto e nonostante tutto ci hanno regalato un film che per fortuna è stato molto rivalutato.
    Io l’ho visto molto poco, è stato, credo, uno degli ultimi che ho guardato, ma credo che se l’avessi visto da bambino ne sarei stato terrorizzato (non sono molto coraggioso adesso, figuriamoci da piccolo!). Però, adesso, apprezzo moltissimo questo tipo di atmosfere cupe e spettrali, e non so cosa darei per vedere fare un altro film d’animazione cin questa estetica; ovviamente non credo verrà mai fatto, purtroppo, e ho paura che anche il live-action in programma (forse l’unico che potrei davvero tornare a vedere) porterebbe fino in fondo l’atmosfera horror del cartone animato.

    1. Quest’opera ha dei momenti veramente coraggiosi e un’atmosfera horror che ho rivisto solo in certi momenti di Notre-Dame. Come hai detto tu, l’ambizione non è un difetto. Se non fosse stata per l’ambizione non avremo mai avuto Biancaneve e probabilmente la storia dell’animazione sarebbe stata diversa. E riguardo al remake live action ormai le mie aspettative sono morte e sepolte da molto tempo. L’unica cosa che spero è che quel film porti in molti a conoscere l’opera originale.

  3. “Disney a mio avviso ha fatto opere peggiori e un giorno ci arriveremo”
    spero non stia citando Mucche alla riscossa, che ti segnalo il blog a wordpress eh 🔪🔪🔪

    il film è carino, ma mi ricordo che ha numerosi tempi noiosetti soprattutto con Taron e le sue interazioni; concordo che Cornelius e le ambientazioni sono fighe
    non hanno avuto il coraggio di fare un cartone non per famiglie

  4. E proprio qui ti volevo. Film che mi faceva paura da bambina (si ero una fifona) l’ho recuperato solo dopo. Ha grandissime sequenze horror e delle meravigliose ambientazioni. Ho notato una forte debolezza invece della trama (della serie, se Taron non faceva niente, Re Cornelius non sarebbe mai entrato in possesso della pentola).
    Fu anche uno dei primi film animati che propose il fantasy medievale, quello alla Signore degli Anelli per intenderci. Molte persone si sono avvicinate al genere attraverso Taron. E trovo il design di Re Cornelius meraviglioso, anche il rapimento di Ewy.

    1. Il design di Re Cornelius è spaventoso. Riusciva a mettere paura soltanto con la sua presenza, mi dispiace solo che non gli abbiano dato più personalità. E sì, ha delle debolezze con la storia e certe personaggi, però è una pellicola fatta di atmosfere che mi ha sempre affascinato e stupito per i momenti horror e ne avrei voluto molti di più!

  5. Da piccola mi piaceva un sacco, sono rimasta malissimo da adulta nello scoprire che alla Disney cercavano addirittura di far finta che non fosse mai esistito. Però questo spiega perché non lo si vedeva troppo in giro!😅

    1. È una cosa che lasciò basito anche me. Voglio dire, ha molti difetti, ma rimane un film valido e coraggioso. L’unico motivo per cui lo volevano dimenticare è perché fu un enorme flop.

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