Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di film in live-action e questa volta abbiamo deciso di continuare con il mio genere preferito, l’horror, parlando di un’opera franco-belga con ambientazione natalizia che aveva un elemento particolare, Bloody Calendar. Eva è una donna che tempo prima era una ballerina ma per colpa di un incidente è diventata paraplegica ed è molto insoddisfatta della sua vita e l’unica persona con cui può parlare è la sua amica Sophie. Quest’ultima le ha portato un regalo da Monaco ossia un Calendario dell’Avvento di legno molto elaborato che ha delle regole come il fatto che se mangia il primo dolcetto dovrà mangiarli tutti quanti fino alla fine e se non lo fa o butta via il Calendario, qualcuno la ucciderà. Eva inizia a mangiare i dolci e si rende conto che hanno dei poteri e potranno aiutarla a brandire il suo desiderio, ma sacrificando qualcosa. Il film è diretto molto bene, con un ritmo lento che ci presenta benissimo il personaggio e la sua situazione e permette una bella costruzione della tensione e delle sequenze davvero impressionanti e ben gestite. La fotografia è stupenda con sfondi neri espressionisti e luci con forti colori gotici. La storia è semplice ma scritta bene con l’idea del Calendario dell’Avvento gestita benissimo e la protagonista, anche grazie all’attrice, si dimostra piena di sfumature e questo suo viaggio nell’incubo che sembra un viaggio per affrontare i suoi demoni interiori. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di animazione e in questo caso torniamo dalla Pixar per discutere di un’opera interessante ma molto altalenante.
Ecco a voi Elemental, pellicola d’animazione del 2023 scritta da John Hoberg, Kat Likkel e Brenda Hsueh e diretta da Peter Sohn.

Trama:
Gli elementi del fuoco Bernie (Ronnie del Carmen) e Cinder (Shila Ommi) emigrano a Elemental City, una città abitata dagli elementi dell’acqua, della terra e dell’aria che però non è strutturata per il popolo del fuoco e inoltre quest’ultimi li discriminano. Bernie e Cinder però si danno da fare e in poco tempo un quartiere per gli elementi del fuoco nasce, aprono un negozio di prodotti tradizionali e poco dopo nasce la loro figlia, Ember (Leah Lewis). Lei cresce aiutando il padre a gestire il negozio che un giorno sarà suo ma Ember fa fatica a controllare i clienti per il suo temperamento irascibile. Quando un giorno il padre le lascia gestire il negozio, per la rabbia rompe le tubature dell’acqua da cui esce Wade Ripple (Mamoudou Athie), un elemento dell’acqua e ispettore che fa rapporto al municipio per diverse infrazioni riscontrate nel negozio. Wade però si sente in colpa e i due vanno dal suo capo, Gale Cumulus (Wendi McLendon-Covey), per non far chiudere il negozio di Bernie. Lei accetta ma solo sei i due troveranno una falla che sta causando diverse perdite nei canali della città e hanno solo qualche giorno di tempo.
Vidi questo film al cinema, un film che nei primi giorni sembrò un enorme flop al botteghino ma che pian piano guadagnò molto e rimase in sala a lungo, dimostrando come tenere un film al cinema per diverso tempo sia qualcosa di positivo e non si deve vedere solo la prima settimana di incassi, una cosa che purtroppo molti studioso tendono a non fare visto che mettono tali film il prima possibile in streaming. Ora però iniziamo con la recensione.

Partiamo come al solito dal lato tecnico e per l’ennesima volta non posso far altro che elogiare la Pixar e i suoi artisti per l’incredibile lavoro che fanno con l’animazione 3D. Certamente il primo elemento che salta all’occhio è l’ambientazione. Elemental City è una meraviglia per gli occhi e i luoghi che rimangono più impressi sono i quartieri degli elementi dell’acqua e del fuoco. Nel primo caso ci ritroviamo davanti a una zona ricca e precisa, piena di altissimi grattacieli da cui scorre acqua verso il basso e dovei quest’ultimi hanno forme diverse e particolari che permettono sempre una caduta controllata dell’acqua, che serve anche per gestire il quartiere stesso (il treno si muove grazie all’acqua). Il quartiere degli elementi di fuoco è però quello più interessante in quanto si nota come sia una costruzione più caotica e povera ma allo stesso tempi da una sensazione di vita e movimenti e l’ispirazione di questo luogo è sicuramente legata sia all’architettura orientale che a quella medio orientale e in generale sembra una specie di enorme fucina da cui esce sempre fumo. Anche il quartiere del vento è interessante, con i grattacieli a forma di tornado, anche se lo vediamo poco. Mi dispiace invece non aver visto quello della terra, completamente assente (in generale gli elementi della terra saranno presenti poco e solo per qualche gag). I dettagli sono incredibili e questi dettagli sono perfino legati alla storia come ad esempio quella che spiega come si è creata la città con le prime tre ondate di elementi e così via.
Altri elementi stupendi sono sicuramente il character design e le animazioni. Apprezzo molto come i vari personaggi riescano a differenziarsi gli uni dagli altri e non solo per via dell’elemento ma proprio per dei tratti caratteristici. Ad esempio i genitori di Ember sono più bassetti e rotondetti e hanno delle leggere linee, che ricordano l’animazione tradizionale, che rappresentano le rughe e riescono effettivamente a farci comprendere la loro età. Ember invece è più alta e sottile e con questa testa un po’ schiacciata e ampia, con le fiamme che le donano dei capelli ribelli. Ed è qui che l’animazione fa un lavoro eccelso, riuscendo ad animare costantemente le fiamme di Ember e degli altri elementi del fuoco e lo stesso vale per Wade e la sua acqua. Essendo questi due elementi molto malleabili per l’animazione, in certi punti si sono presi delle libertà nei movimenti, soprattutto con Wade che può infilarsi in qualsiasi crepa, tubo e così via. Le animazioni sono davvero ben fatte e si vede lo studio che c’è stato dietro per capire il modo migliore di amare certi personaggi e soprattutto certi elementi. I colori sono meravigliosi così come l’illuminazione che aiuta a creare delle bellissime sfumature e dei riflessi davvero complessi e studiati. La regia è capace di regalarci delle bellissime sequenze e gestisce ottimamente i tempi comici così come quelli drammatici, dando all’opera un ritmo stupendo che non annoierà mai lo spettatore. Tecnicamente è stupendo ma la sceneggiatura ha sia elementi che ho amato sia altri che mi hanno deluso.

Iniziamo con i lati positivi di quest’opera come ad esempio i due protagonisti, Ember e Wade. Ember è una ragazza irascibile, tenace, con una forte volontà e sempre pronta all’azione e oltre ad avere una personalità ben gestita ha una crescita ottime a anche una forte presa di coscienza che si lega ad alcune tematiche del film. Ho apprezzato molto il profondo rispetto e amore che prova verso i genitori e soprattutto verso il padre e come lei faccia del suo meglio per non deluderli mai ed è pronta ad accettare ogni cosa e ogni sacrificio. E una cosa che possiamo notare all’inizio è che lei non ama quel lavoro ma è pronta ad ereditare il proprio negozio per loro e questa consapevolezza le causerà un forte contrasto tra il non volerli deludere e seguire il proprio cuore. L’unico difetto qui è che scopriamo la sua vera passione molto in là nel film e non era qualcosa che veniva introdotta in precedenza o che si poteva intuire. Wade è un personaggio che mi ha sorpreso. Inizialmente appare come un piagnucolone e passivo ma in realtà si dimostra un personaggio molto positivo, un personaggio intelligente e con una forte empatia che sorprenderà per la sua maturità e che aiuterà e sosterrà molto Ember, aiutandola a capire molte cose di sé stessa. E la loro storia d’amore colpisce, è veramente dolce e sa scaldare il cuore. Questi sono i lati positivi ma quello che mi ha deluso è come è stata trattata la tematica del razzismo. Ovviamente non si può fare a meno di pensare a Zootropolis e se si fa il confronto Elemental ne esce male. Qui il razzismo è trattato in maniera superficiale, non ha la stessa intelligenza di Zootropolis e non mostra le varie sfumature del razzismo e la sequenza che rappresenta ciò è quando Ember da piccola voleva vedere un fiore raro al museo ma viene scacciata via perché è un elemento del fuoco. Una scena che in realtà è abbastanza debole soprattutto se messa a confronto con il trauma di Nick di Zootropolis. Altre cose che non ho apprezzato sono alcuni buchi di trama abbastanza evidenti come ad esempio il fatto che il capo di Wade dà l’ordine ai due di risolvere il problema delle tubature quando non c’entrano niente con la questione e in seguito farà perfino di peggio, tanto che ero arrivato a pensare che Gala fosse una specie di villain, anche perché certe scelte che fa sono da criminale. Nonostante ciò il film è piacevole anche se potevano fare di più.
Per concludere, Elemental è un film con un lato tecnico come al solito impressionante, con degli ambienti molto interessanti e ricchi di dettagli, un character design convincente e delle animazioni stupende. La storia ha dei protagonisti meravigliosi e la loro storia d’amore è davvero dolce. Alcune tematiche vengono trattate bene mentre altre sono superficiali e potevano essere gestite meglio così come dovevano gestire meglio certi risvolti di trama. Comunque sia lo consiglio!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
L’avevo visto anch’io e mi era piaciuto! Sicuramente non è tra i film Pixar più profondi, soprattutto per come affronta alcuni temi, ma l’ambientazione è davvero bellissima e la storia tra Ember e Wade è molto dolce e funziona bene. Visivamente, poi, è uno spettacolo.
Purtroppo è quello il problema del film. Ha delle tematiche molto profonde che però non vengono affrontate in quel modo, specialmente per quanto riguarda la discriminazione e il razzismo e mi dispiace tanto visto la meraviglia che avevano fatto con Zootropolis. Allo stesso tempo però è un film che parla bene della famiglia così come parla molto bene di una storia d’amore davvero molto dolce. Il tutto con un aspetto visivo davvero interessante. Lo apprezzo nonostante tutto.