Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo cambiato argomento, passando dal mondo del cinema a quello della letteratura per discutere di un romanzo italiano poco conosciuto ma che mi ha sorpreso dall’inizio alla fine, Molto vapore per nulla di Stefano Ottaviani. Siamo nel 1800 in una Londra governata dai vampiri, dove gli umani hanno uno status sociale ancora elevato mentre le altre creature magiche vengono discriminate e vivono nella povertà. Qui la magia e la tecnologia vanno a stretto contatto ed è qui che si muove Catherine Webest, una giovane donna dell’alta società a cui hanno rapito il padre, un noto parlamentare. Visto che la polizia brancola nel buio, Catherine decide di rivolgersi ad Harvey Langston, un avventuriero fanatico della magia e molto eccentrico. I due scopriranno così dei segreti sconvolgenti. Questo libro ha uno stile solido e veramente curato, uno stile capace di intrattenere il lettore e non solo di spiegare in maniera semplice e naturale il funzionamento di un mondo complesso, ma anche di mostrare un umorismo presente fino alla fine e che non stancherà mai di farci sorridere. La storia sa interessare fin da subito e colpisce proprio per il modo abile con cui unisce diversi generi. Questo romanzo infatti è un investigativo, una commedia, un fantasy e anche un fantascientifico, nello specifico uno steampunk. Questi generi si amalgamo perfettamente, dando vita a una storia unica e originale e a dei personaggi stupendi a cui ci affezioniamo. Lo consiglio assolutamente!
In questo articolo non torniamo nel mondo del cinema ma comunque ci concentriamo sull’animazione e discuteremo di una serie animata storica che amo ancora oggi.
Ecco a voi Le avventure di Lupin III (ルパン三世; Rupan Sansei), serie animata del 1971 composta da 23 episodi basata sul manga di Monkey Punch.

Trama:
Arsenio Lupin III (Yasuo Yamada), nipote del famoso Arsenio Lupin, è un famoso ladro ricercato a livello internazionale. Lui si diverte a rubare tesori di inestimabile valore, affrontando sfide sempre maggiori e accompagnato sempre dal suo braccio destro Daisuke Jigen (Kiyoshi Kobayashi), un abile tiratore con una mira infallibile. Durante le loro avventure saranno accompagnati a volte da Fujiko Mine (Yukiko Nikaido), un’abile donna di cui Lupin è innamorato e che in diverse occasioni cercherà di imbrogliarlo. A loro si aggiungerà anche Goemon Ishikawa XIII (Chikao Otsuka), un samurai molto capace e letale. Lupin e la sua banda saranno sempre inseguiti dall’ispettore Koichi Zenigata (Goro Naya), un’ispettore dell’Interpol il cui obiettivo è quello di arrestare Lupin.
Non vedevo l’ora di parlare della prima serie animata di Lupin III e l’ispirazione per iniziare questo progetto è arrivata grazie al film animato Lupin III – Il sigillo di sangue, la sirena dell’eternità. Questo personaggio mi ha accompagnato da quando ero piccolo e ancora oggi non mi ha mai annoiato, anzi rimane un personaggio immortale e molto moderno. Anche per questo ho deciso di portare la prima serie storica e magari (ma non ne sono sicuro) portare anche le varie stagioni fatte nel corso degli anni. Senza perdere tempo, iniziamo con la recensione.

L’idea di trasporre il manga di Monkey Punch in un anime fu quella dell’animatore Gisaburo Sugii che la suggerì al fondatore della Tokyo Movie Shinsha (TMS) Yutaka Fujioka. L’idea piacque soprattutto per i temi maturi e a tratti erotici dell’opera, ma mancavano i fondi per tale progetto ed è per questo che decisero di creare Lupin III: Pilot Film, un singolo corto animato il cui scopo era quello di destare l’interesse per finanziare il progetto. Il corto serviva anche per introdurre i personaggi e presentava uno stile differente da quello che avrà in seguito la serie, con i volti più allungati e il design più stilizzato, cercando di imitare il tratto di Monkey Punch. Purtroppo Pilot Film non trovò molti finanziatori interessati proprio per la violenza e l’erotismo presenti. Il corto rimase inedito per oltre un anno e alla fine venne rimaneggiato come un episodio pilota per la televisione e nel 1971 la Yomiuri Television accettò di produrre questa serie. Uno dei nomi chiave della serie fu quello di Masaaki Osumi, soprattutto per i primissimi episodi visto che cercò di essere il più fedele possibile al manga. Proprio per questo motivo, dopo l’uscita del secondo episodio e gli ascolti non proprio incoraggianti, i produttori chiesero a Osumi di cambiare il tono della serie, di renderlo più leggero e divertente. Il regista si rifiutò e per questo venne licenziato. Ed è qui che incontriamo due nomi leggendari: Hayao Miyazaki e Isao Takahata. I due registi infatti stavano iniziando per la TMS la pre-produzione di Pippi Calzelunghe, progetto che però venne cancellato (e onestamente mi dispiace tantissimo, avrei voluto veramente vedere un loro adattamento su quella storia). Per questo vennero scelti come rimpiazzo di Osumi, anche se i loro nomi non appaiono nei crediti. Ed è anche per questo motivo che questa serie subirà dei cambiamenti nei toni, ma iniziamo a parlarne.
Lo stile si differenzia molto da quello del pilot, dando ai protagonisti tratti semplici ma non stilizzati, con linee sottili e morbide. Una cosa che però adoravo ed era in tanti episodi (soprattutto nella prima parte) erano i tratti sporchi che caratterizzavano molto i momenti d’azione e quelli di tensione, tratti che in seguito sono diventati invece molto puliti. Un’altra differenza rispetto al pilot era il colore della giacca di Lupin. Nel primo caso infatti la giacca era rossa mentre nella serie è verde, un colore più freddo proprio per sottolineare la maturità e freddezza con cui agiva Lupin. Un altro dettaglio interessante è l’attenzione che hanno posto su vari strumenti, partendo dalle auto come la Mercedes Benz che Lupin guida all’inizio fino alla Fiat 500 che userà in seguito, e arrivando alle numerose armi di vario tipo e quasi sempre diverse tra di loro. Le animazioni sono molto buone, certamente figlie dei suoi tempi, quindi a volte hanno dei limiti, limiti che però vengono gestiti bene dalla regia, capace di creare ottime immagini e di gestire un ottimo montaggio che rende il tutto molto scorrevole. Anche le musiche sono ben fatte e iconiche, soprattutto quelle jazz. Anche se per certi elementi è figlio dei suoi tempi, a livello tecnico è invecchiato benissimo e la storia riesce a divertire.

Lupin III fu molto importante in quanto fu il primo animo pensato per un pubblico adulto ed era proprio questa l’atmosfera che si respirava nei primi episodi. Lupin è un personaggio carismatico, donnaiolo e con la battuta pronta, ma molto più contenuto e capace di mostrare una certa freddezza nell’uccidere i suoi nemici e in generale ha un atteggiamento molto più maturo. Lo stesso vale per Jigen, che mostra una grande personalità e professionalità mentre Fujiko sarà in tutto e per tutto una femme fatale, probabilmente in maniera maggiore rispetto alle altre stagioni. Perfino Zenigata all’inizio era molto più serio e non aveva comportamenti caricaturali, era una vera nemesi che conosceva alla perfezione il suo rivale. La peculiarità di questi primi episodi è che Lupin non commette mai una rapina o un furto, ma lotta contro rivali che lo vogliono morto, sventa crimini di organizzazioni criminali, fugge di prigione (L’Evasione di Lupin è uno degli episodi migliori della prima parte a mio avviso). Nella seconda parte invece si assisterà a un cambiamento dove le gag e l’azione saranno maggiori, Lupin sarà un vero gentiluomo con un grande senso dell’umorismo e Zenigata sarà più goffo e impacciato. Ma è anche qui dove saranno presenti i piani folli di Lupin per rubare i tesori, dove manderà le classiche lettere di sfida. L’umorismo sarà maggiore ma non mancheranno episodi molto maturi e gestiti alla perfezione come l’episodio 11, Furto alla cassa della Banca Centrale, dove si possono vedere alcuni prototipi de Il castello di Cagliostro, per esempio Lisa ricorderà molto Clarice. L’evoluzione di questa serie è stato affascinante e anche se il cambiamento è molto evidente, questa prima serie riesce a meravigliare in ogni suo aspetto.
Per concludere, Le avventure di Lupin III è una serie animata stupenda che a livello tecnico è invecchiata molto bene e con delle storie auto-conclusive magnifiche, nella prima parte mature e ben gestite e nella seconda più movimentate e comiche. In entrambi i casi gli episodi convincono e intrattengono. La consiglio assolutamente!
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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Lupin è sempre Lupin…
Assolutamente e ammetto che è stato interessante recuperare la prima serie animata storica dove ho visto delle bellissime ispirazioni che poi vennero riutilizzate per certi film dedicati a lui come appunto Il Castello di Cagliostro. C’è un intero episodio diretto proprio da Miyazaki che per certi versi è un prototipo di quel film.
Ho iniziato a vedere Lupin ai tempi dell’asilo. Ricordo che era trasmesso in syndacation, subito dopo I cavalieri dello zodiaco, che non ho mai sopportato. Infatti vedevo solo l’ultima parte, in attesa di Lupin. Ma quella che guardavo era la versione con la giacca rossa (anche se nella famosa sigla era sempre con quella rosa). Questa versione con la giacca verde la vidi molto più in là nel tempo, quando approdò sulle reti nazionali.