Basil l’investigatopo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo continuato il nostro viaggio nel cinema dell’orrore, riprendendo il discorso sul grande John Carpenter e parlando di una delle sue opere migliori, Il seme della follia. La storia di un investigatore assicurativo ingaggiato da una casa editrice per trovare uno degli scrittori dell’orrore più famosi di sempre, scomparso ormai da diverso tempo. Inizia così a indagare, credendo di scoprire una truffa per avere più pubblicità, ma quando arriva nel luogo in cui lo scrittore sembra essersi nascosto, vedrà il suo mondo crollare davanti a degli incubi reali di cui non saprà dare una risposta sensata. Una pellicola certamente straordinaria in ogni suo aspetto. A livello tecnico riesce a sorprendere, con una regia curata e capace di creare scene ottime e divenute cult, una fotografia interessante, delle musiche stupende e anche delle belle ambientazioni. Ciò che però sorprende davvero è la storia e il modo in cui ci viene mostrata. Una storia che prende ispirazione da Lovecraft e di cui affronta molti elementi in maniera stupenda, le sue citazioni, la sua filosofia e il suo concetto di Male. Inoltre Carpenter ci aggiunge molto del suo, arrivando a porsi delle domande sul confine tra realtà e finzione. Proprio questo concetto sarà al centro della storia ma non si limiterà solo a ciò, Carpenter arriverà a fare del metacinema, mettendo alla luce i meccanismi del genere come Wes Craven fece con Scream. Un’opera imperdibile.
Questa volta mettiamo in pausa l’horror e torniamo a parlare di animazione e più nello specifico della Disney (sì, il passaggio da horror a Disney e viceversa è sempre comico). L’ultima volta ci siamo lasciati con Taron e la Pentola Magica, un’opera certamente piena di difetti ma con molto coraggio che ancora oggi riesce a colpirmi molto. Mi dispiace per il flop di quell’opera, ma adesso siamo più vicini al Periodo di Bronzo (o Medioevo Disney per alcuni) con questi due ultimi film.
Ecco a voi Basil l’investigatopo (The Great Mouse Detective), pellicola animata del 1986 scritta da Ron Clements, Vance Gerry, Steve Hullet, Burny Mattinson, David Michener, Bruce Morris, John Musker, Matthew O’ Callaghan, Melvin Shaw e Peter Young e diretta da Ron Clements, John Musker, Murny Mattinson e David Michener.

Trama:
Siamo a Londra nel 1897 e Hiram Flaversham (Alan Young), un topo giocattolaio, sta festeggiando il compleanno di sua figlia, Olivia Flaversham (Susanne Pollatschek). Tutto viene però interrotto quando un pipistrello con la gamba di legno, Vampirello (Candy Candido), irrompe nella casa e rapisce Hiram. La piccola Olivia vaga disperata per la città fino a quando non trova il Dottor David Q. Topson (Val Bettin) appena tornato a Londra. Lei gli dice che sta cercando il famoso detective Basil di Baker Street (Barrie Ingham) che potrebbe trovare il padre e il Dottore decide di aiutarla. Trovano così la casa dell’eccentrico detective e, seppur all’inizio non fosse interessato, decide di aiutare Olivia dopo che la bambina gli rivela che il padre è stato rapito da un pipistrello con la gamba di legno. Basil capisce che colui che ha ordito il rapimento non è altri che il Professor Rattigan (Vincent Price), il criminale più pericoloso di Londra. Iniziano così le indagini per risolvere questo mistero, un mistero che si rivelerà qualcosa di molto più grande e folle.

Taron e la pentola magica fu un film molto costoso e il flop che fece fu molto sentito dalla casa di produzione. Nonostante il fatto che per me il disprezzo nei confronti di quella pellicola è qualcosa di esagerato e ingiusto, la Disney adesso aveva bisogno di un guadagno sicuro, di qualcosa di meno costoso e meno ambizioso che aiutasse lo studio. È così che Basil vide la luce.

L’idea di trasporre una storia su Sherlock Holmes (perché il film è una parodia di quei celebri romanzi) con animali al posto delle persone risale ai tempi de Le Avventure di Bianca e Bernie. Fu Joe Hale il primo a suggerire di adattare le storie per bambini di Basil di Baker Street, scritte da Eve Titus. Questo progetto venne però accantonato perché troppi simile a Bianca e Bernie. Fu Ron Clements nel 1982 che ripropose la storia e questa volta venne approvata ma, visto che in tanti erano occupati con Taron, si decise di approvarla solo come progetto alternativo. Ci furono dei cambiamenti nella sceneggiatura ovviamente, ma le cose che cambiarono parecchio la pellicola furono la data d’uscita e il budget. Inizialmente doveva uscire per il Natale del 1987 ma vene anticipato per l’estate del 1986. Questo proprio perché dimezzarono il budget, passando da circa 24 milioni di dollari e 10-14 milioni e dovettero completare l’opera nel giro di un solo anno.

Una pellicola certamente interessante che vede per la prima volta alla regia Clements e Musker, due animatori che in seguito saranno i protagonisti del Rinascimento Disney, dirigendo opere come La Sirenetta, Aladdin, Hercules, inoltre furono i creatori del sottovalutato Il pianeta del tesoro e bel buon Oceania (Moana). Qui sono alla loro prima prova da registi e posso dire che hanno fatto un ottimo lavoro. Ovviamente la pellicola è una parodia delle opere di Conan Doyle, ma anche un grande tributo. Topson sarebbe Watson, Ratigan è Moriarty e Basil ovviamente è Holmes. Tra le altre cose il nome è stato scelto in onore all’attore Basil Rathbone, celebre interprete del grande detective.

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Un elemento positivo dell’opera è certamente il ritmo. Il film è molto leggero, non ha grandi pretese ma comunque riesce a divertire con gag simpatiche, scene d’azioni molto veloci e i bei momenti in cui Basil mette in mostra le sue deduzioni e i suoi esperimenti. Per lo più la pellicola si incentra molto sulle gag comiche, che sono molto simpatiche, senza dimenticarsi della storia, molto semplice, lineare e compatta. I disegni sono molto buoni e caratterizzano bene i vari personaggi, le animazioni dono altrettanto buone nella maggior parte dei casi e nel finale raggiungono ottimi livelli. Anche gli sfondi sono ben fatti anche se non sono complessi o grandi come era successo con Taron o anche solo con Red e Toby. Probabilmente è dovuto al taglio del budget, sono più semplici, ma ad esempio mi è un po’ dispiaciuto vedere sullo sfondo delle comparse anch’esse parte dello sfondo stesso, rimanendo sempre immobili.
Il livello tecnico è buono, non eccelso come in Red e Toby o Taron ma è comunque fatto bene e anche l’uso del digitale è ben ponderato, specialmente nel finale con lo scontro tra Basil e Ratigan.

In tutto ciò l’elemento di maggior rilievo (così come lo è stato per tante opere del passato Disney), è la caratterizzazione dei personaggi. Basil è un ottimo protagonista, per certi versi molto particolare. Lui si dimostra ovviamente intelligente, attivo e pronto all’azione, ma in certi casi si lascia prendere dalla tristezza quando fallisce oppure dalla rabbia da un momento all’altro, mostrando degli interessanti sbalzi d’umore. Il fatto che un genio simile si faccia sopraffare da tutte queste emozioni in realtà mi piace, è qualcosa di verosimile per qualcuno come lui. Anche lui però è capace di essere empatico soprattutto con Topson e Olivia. All’inizio è indifferente, ma con il tempo si affeziona a entrambi.

Topson è simpatico e di buon cuore e Olivia è un personaggio davvero dolce, però anche questa volta è il cattivo che riesce a colpire maggiormente. Lui è egocentrico, ha una grande considerazione di sé, è molto narcisista, ma sa essere molto intelligente e furbo, talmente tanto da mettere in ginocchio l’intera città, sfuggire più volte a Basil e riuscire a portare una situazione inaspettata o di svantaggio a proprio favore. Sembra anche comportarsi come se fosse un nobile ma ciò che è veramente interessante è la sua vera natura: lui è un ratto che si finge topo e se qualcuno gli ricorda questa cosa, Ratigan rischia di perdere la pazienza e infuriarsi oppure mette il malcapitato di turno davanti a un destino nefasto. La cosa migliore di tutte però è che in originale il villain è doppiato da Vincent Price. Quanta perfezione!

Per concludere, Basil l’investigatopo non è un capolavoro, non porta alcuna rivoluzione nella Disney ma è comunque un film che sa intrattenere dall’inizio alla fine attraverso eventi, gag e personaggi ben pensati e il tutto onora in maniera rispettosa il personaggio di Sherlock Holmes. Mi diverte molto e sono sicuro che divertirà anche molti di voi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “Basil l’investigatopo

  1. Hai analizzato bene il tutto. Alla Disney serviva solo un guadagno veloce, ed è per questo che hanno prodotto questo che, pur se non brutto, avrebbe funzionato meglio come direct-to-video, perché come contenuti, trama, realizzazione, si avvicinava molto alle serie televisive animate che all’epoca passavano in tv. Credo che sia stato fatto apposta per attirare il pubblico con qualcosa di familiare. Comunque Rattigan lo ritengo il villain più ridicolo della Disney. Nel complesso, il film né mi piace, né lo disprezzo, diciamo che non mi ha lasciato poi molto.

    1. Secondo me invece aveva un grande potenziale. Visto che comunque è un tributo a Sherlock Holmes, potevano farci anche dei seguiti come è successo con Bianca e Bernie. Dei film leggeri e d’avventura davvero simpatici. Grazie mille per il commento, amico mio!

        1. Nessun problema! Non è un film incredibile ma alla fine voleva solo divertire e non aveva pretese enormi. Per come è nato, è stato anche ottimo. Sarebbe effettivamente stato interessante vedere una serie animata di Basil. Sarebbe stato davvero divertente.

  2. A me piace molto ,ripeto convinta , sono appassionata di cinema letteratura e buona musica per bambini… Spesso la preferisco a tutto il resto. Credo siano i linguaggi e i messaggi a carpirmi perché forieri di vita intrisa di rispetto e di verità ,molteplici verità …
    Tutte in cammino verso la semplicità .
    È la mia forte percezione , è anche un sodalizio che non mi delude ,quasi un bisogno primario . Sarà un abbaglio perfino divertirsi con poco niente …Fatto sta che con i miei 4 nipoti , scialo !
    Grazie per la tua ottima presentazione 👏
    Buona notte

  3. fuori dagli anniversari e dagli articoli a riguardo non ne sento mai parlare e non l’ho mai visto

    invece mi ricordo un film d’animazione inquietantissimo sempre coi topi parlanti; ma non ricordo il nome

    1. Probabilmente ti riferisci a Il segreto del Nimh, pellicola animata diretta da Don Bluth, un vecchio animatore della disney che decise di andarsene e fondare un proprio studio animato, creando delle opere eccellenti. Questo Nihm fu la sua prima opera da regista e rimane tuttora il suo film migliore oltre che una pellicola eccezionale.

  4. Premettendo che il mio giudizio non vale, perché se qualcosa ha a che fare con Holmes a me piace per principio… ma ho sempre ADORATO questo film! È interessante la sua ambientazione notturna, il fatto che il protagonista sia a tratti antipatico, che Olivia non sia la solita damigella da salvare ed anche tutta la trama relativa al complotto di Rattigan. E vogliamo parlare della scena finale, quella nel Big Ben? Spettacolare.

  5. Giusto, un film simpatico, molto gradevole da vedere ma lontano dall’essere un vero e proprio capolavoro; in realtà è un risultato eccezionale considerando le condizioni di tempo e budget in cui gli artisti hanno dovuto lavorare!
    L’idea dei sequel, a cui si accenna in un commento, sarebbe stata perfetta: la Disney ha fatto sequel di qualsiasi cosa tranne dei film che effettivamente avrebbe avuto senso ne avessero, come questo: non so se il romanzo originale avesse dei seguiti, ma sarebbe stato relativamente semplice , secondo me, ispirarsi a qualcosa del canone di Sherlock Holmes per riportare in scena Basil e Topson. Peccato non sia stato fatto, ma ho idea che i film di questi anni non siamo molto valorizzati nemmeno dalla Disey stessa, purtroppo.

    1. Una pellicola molto simpatica e di cui avrebbe giovato molto con alcuni seguiti. Ad esempio un seguito intelligente e che aveva senso di esistere era quello di Bianca e Bernie. Alla fine ci sta, visto che loro viaggiano per il mondo per aiutare il prossimo e lo stesso vale per Basil. Ad esempio io non ho apprezzato per niente i sequel di Ralph e Frozen. Non perché siano brutti, ma perché non aggiungeva veramente niente alla loro storia.

      1. Esatto, anche Bianca e Bernie, come tutti i procedurali, si prestava bene per un sequel e infatti funziona; allo stesso modo anche Zootropolis sarebbe perfetto per avere un sequel, e Judy e Nick sono personaggi che ritroverei molto volentieri.
        A suo modo anche Raya e l’Ultimo Drago avrebbe potuto avere dei sequel nel senso che, secondo me, aveva una storia che avrebbe potuto essere gestita su più film facendola respirare di più: secondo me se avessero osato e ne avessero fatto una trilogia approfondendo meglio sia mondo che personaggi, sarebbe uscito un piccolo capolavoro sulla falsariga di Avatar – The Last Airbender.

        1. Ogni volta che sento parlare di Avatar (la serie animata) gioisco. Quello è un gioiello dell’animazione occidentale e uno dei lavori più impressionanti di Nickelodeon. Da come ho sentito poi, hanno intenzione di fare tre lungometraggi animati, anche se non ho ben capito su cosa nello specifico. Mi pare di aver capito un prequel su un vecchio Avatar (forse Kyoshi), un film sui protagonisti di Avatar da adulti e un lungometraggio su Korra, ma potrei sbagliarmi

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