Diabolik (1968)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Questa è una recensione fuori programma. Diciamo che è da un lungo periodo che sto pubblicando diversi articoli dedicati ai film, ma anche qualche libro, che scrissi diverso tempo fa (durante una frenetica fase di ispirazione che poi è scemata  e ora è tornata più forte che mai). Quindi in un certo qual modo mi sono creato un programma di pubblicazione per questi articoli che probabilmente a molti (tutti) sembrerà casuale ma nella mia mente bizzarra ha un senso perfettamente logico (non so spiegare il perché, per me a senso e basta). In ogni caso  queste recensioni fuori programma sono nella maggior parte dei casi dedicate ai film usciti nelle sale di recente, com’era successo tempo fa per Malignant e Freaks Out. E in questo periodo di film interessanti ne sono usciti parecchi, molti dei quali meritavano decisamente una recensione. Questo articolo però non è dedicato a pellicole uscite recentemente. Nelle sale italiane sta per arrivare la trasposizione di Diabolik, diretta dai Manetti Bros. Io adoro i Manetti, sono registi che hanno sempre provato a portare un tipo di cinema diverso in Italia (guardate per esempio la loro ultima opera, Ammore e Malavita) e che ho sempre rispettato anche con i loro progetti meno riusciti (tipo Paura 3D) perché comunque tentano n continuazione di riportare il cinema di genere nel nostro paese, un tipo di cinema per cui eravamo molto famosi. Spero che il loro Diabolik abbia successo (anche se farlo uscire insieme all’ultimo Spider-Man mi pare un grande sbaglio, ma questo dipende dai distributori). C’è una cosa che però vorrei sottolineare. Alcuni giornalisti hanno parlato del loro film come della prima trasposizione sul grande schermo di Diabolik. E si sbagliano parecchio.
Ecco a voi Diabolik (conosciuto all’estero come Danger: Diabolik), pellicola thriller del 1968 scritta da Mario Bava, Dino Maiuri, Brian Degas e Tudor Gates, diretta da Mario Bava e tratta dall’omonimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani

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Trama:
Il film si apre con una maxi operazione ideata dall’ispettore Ginko (Michel Piccoli) per trasportare 10 milioni di dollari al porto. Il suo piano viene però scoperto da Diabolik (John Phillip Law) che ruba tutti i soldi con l’ausilio di alcuni fumogeni e scappa prima con un motoscafo e poi con una Jaguar nera. Ormai da tempo Diabolik riesce a farla franca, umiliando la polizia e il governo e come se non bastasse la criminalità sta dilagando sempre di più. Dopo l’ennesima beffa ordita da Diabolik, Ginko riceve dei poteri speciali che gli permettono di agire liberamente sia per catturare Diabolik che per affrontare la malavita. In questo modo Ginko sferra un colpo brutale ai gangster che pullulano in città, specialmente a Ralph Valmont (Adolfo Celi), boss di questo impero del crimine. I suoi alleati sono stufi delle azioni di Ginko e chiedono al loro boss di intervenire. Così Valmont decide di contattare l’ispettore e di fare un accordo con lui. Ginko dovrà smetterla di dargli la caccia e in cambio gli darà Diabolik. Ginko accetta e i gangster iniziano a muoversi per catturare il ladro e la sua amata, Eva Kant (Marisa Mell).

Per me è sempre un enorme piacere poter parlare di Bava qui sul blog. L’ho detto diverse volte come lui sia uno dei miei registi preferiti in assoluto e, nonostante abbia quasi sempre diretto film con un budget risicato, è riuscito a creare delle opere magnifiche. In questo caso però la storia è un po’ diversa. Infatti questo è stato il film più costoso diretto dal regista romano, ma ci arriveremo più tardi.

diabolik-danger-diabolik-1968-Eva-Kant-John-Phillip-Law-Marisa-Mell

Già qualche anno prima si provò a trasporre un fumetto italiano sul grande schermo ed è così che nacque Kriminal di Umberto Lenzi, pellicola che non venne apprezzata ma che comunque generò un seguito. L’idea di trasporre l’opera delle sorelle Giussani fu di Dino De Laurentiis. Inizialmente alla regia venne scelto Tonino Cervi che però, dopo una settimana, venne licenziato. Corrado Farina, amico e collaboratore delle sorelle Giussani si propose per dirigere la pellicola, ma dovette abbandonare l’idea per la poca esperienza dietro la macchina da presa. Alla fine si decise per Mario Bava e per un motivo ben preciso: lui era considerato come uno dei migliori effettisti italiani del periodo e questo film necessitava di molti effetti speciali. 

Alcuni attori scelti da Cervi vennero cambiati da Bava e, come detto in precedenza, per questo lavoro Bava ottenne il budget più alto di tutta la sua carriera: 200 milioni di lire. Per lui era una cifra molto alta, ma per De Laurentiis era decisamente sotto la media. 
Durante le riprese ci furono dei litigi tra Bava e De Laurentiis. Bava infatti voleva che il film fosse più violento e sanguinoso, per essere il più fedele possibile al fumetto, ma De Laurentiis si oppose perché voleva evitare la censura. Bava uscì da quest’esperienza particolarmente affaticato e quindi decise di non far parte di un possibile seguito, anche se alla fine non si fece proprio. 

Diabolik-Danger-Diabolik-1968-film-Ginko-Michel-Piccoli

Quest’opera fu una vera sorpresa per quei tempi, per vari motivi, e probabilmente fu una delle trasposizioni migliori del periodo. Questo lo possiamo notare fin dai primi minuti, con i poliziotti in moto accanto al furgone portavalori e tutta l’operazione messa in atto da Ginko. Cosa c’è di eccezionale in tutto questo?
Il modo in cui Bava ha diretto il tutto e ha impostato le telecamere mostrando un grande studio della prospettiva e della profondità di campo. Non è qualcosa da sottovalutare. Infatti molti film del periodo tratti dai fumetti, come Batman o Barbarella, tendevano a riprenderne la bidimensionalità. Nei fumetti ciò funziona, ma nei film rende tutto piatto e finto. Per questo motivo non bisogna sottovalutare il fatto che Bava abbia dato tridimensionalità all’opera. 

Sempre fin dai primi minuti si possono notare altri dettagli, come ad esempio l’ironia o l’assurdità di certe situazioni (i poliziotti che cercano di travestirsi), la fotografia molto interessante e la telecamera con zoom in avanti ben fatti e di momenti in cui gira su sé stessa come una trottola (tra le altre cose con questo metodo iniziano i titoli di testa). Già dall’inizio si dimostra molto particolare e andando avanti non perderà affatto colpi. Un elemento che certamente suscita l’interesse del pubblico è la fotografia, una fotografia che in realtà conosciamo molto bene dove moltissimi colori (rosso, verde blu, viola, giallo) vengono utilizzati insieme, creando un forte contrasto tra di loro. Questo tipo di illuminazione era già stata utilizzata nelle sue opere horror, ma in questo caso il contesto cambia completamente e riesce ad amalgamare perfettamente nello stile pop e psichedelico di Diabolik. Lo vediamo soprattutto nella discoteca di Valmont con quel tipo di musica, una musica composta dal leggendario Ennio Morricone
Anche la musica è decisamente affascinante, usata in casi ben specifici come ad esempio per sottolineare l’amore e la passione tra Diabolik ed Eva, ma anche per introdurre il personaggio di Diabolik quando deve commettere un colpo, con una musica forte e acuta, dimostrandosi molto originale e per niente banale o ripetitiva (stiamo pur sempre parlando di Ennio Morricone). 

Diabolik-Danger-Diabolik-1968-film-mario-bava-background

Inoltre vorrei parlare anche delle bellissima ambientazioni. Nonostante il budget, creare certi set così complessi avrebbero richiesto un numero maggiore di soldi e per non spendere troppo Bava usò dei trucchi interessanti. Ad esempio in certe scene adoperò degli specchi per dare l’impressione che la stanza fosse più grande mentre il altri punti usò la prospettiva, mettendo davanti alla telecamera fotografia e pezzi di vetro per creare l’ambientazione, dando l’impressione che le location fossero veramente piene di edifici complessi e folli. E questo trucco non si nota neanche oggi. 

Anche gli attori fecero un ottimo lavoro. Law si dimostrò molto buono con il Diabolik e visto che in molte occasioni doveva indossare il tipico costume, recitò principalmente attraversò gli occhi e in particolar modo con i movimenti del corpo. La sorpresa più grande fu però Piccoli con il suo Ginko. L’attore venne inizialmente criticato perché non assomigliava per niente all’ispettore a livello fisico, ma alla fine il suo modo di fare e il suo comportamento risultarono identici a quello del personaggio cartaceo e si dimostrò il migliore di tutti a mio avviso. La delusione più grande però è stata sicuramente Eva Kant, per un unico motivo: l’attrice non sapeva recitare. La recitazione di Mell è tremenda, non ho molto da aggiungere.

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Per concludere, Diabolik è probabilmente una delle migliori trasposizioni di un fumetto del periodo e dimostra di cosa fosse capace Bava e la sua inventiva.  Le scene d’azione sono stupende, molte sequenze sono folli tantissimi elementi e il film non annoia per un momento. Una pellicola che ancora oggi funziona molto bene e spero veramente che i Manetti abbiano fatto un lavoro incredibile con il loro Diabolik.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “Diabolik (1968)

  1. On my list ! Your splendid review reminds me I saw “Diabolik” (“Danger Diabolik” in french) a very long time ago, and I must see it again. I’m impressed bu the settings, the cast (Michel PIccoli !), the colours, and the lights. Bava was a master for these kind of plastic experiment, the perfect choice to direct a comics born character blasted in a pop mood.

    1. Visto e apprezzato moltissimo! Tra le altre cose Lamberto ha anche diretto Demoni e Demoni 2, due pellicole horror che amo tantissimo e che mi divertono molto, e ha anche creato Fantaghirò. È stato un ottimo regista anche se purtroppo ha realizzato anche delle opere mediocri.

    1. Io direi sempre di provare, giusto anche per dare credito agli sforzi di coloro che hanno lavorato per portare in Italia qualcosa di nuovo. Poi se non piace se ne può discutere ma io direi di andarci al cinema.

  2. Sono completamente d’accordo con te, questo è un film davvero ben fatto che rispetta lo spirito del fumetto, pur discostandosi in alcuni momenti dall’opera originale. Gli effetti speciali pratici reggono ancora oggi, la fotografia è effettivamente splendida, ed è incredibile pensare come tutto sia stato fatto con un budget bassissimo!

    Già che ci sono, visto che è il 24 dicembre… Buone feste!!! :–)

  3. Ho trovato il tuo blog passando da Madame Verdurin ed ho notato che ci interessano perecchie cose in comune. Penso che verrò spesso a leggere e… Il Diabolik di Bava l’ho visto anch’io. Bello, si, molto glam e coloratissimo. Forse anche troppo colorato dato che i fumetti erano in bianco e nero, ma tutto sommato per quel periodo ha il suo perché. Oltre al citato Kriminal, ti segnalo anche Satanik, altro personaggio col fattore K, ma film di livello molto più basso. Tuttavia, siccome ho una certa passione per il cinema di quel periodo, ho visto pure quello 😉

    1. Grazie mille per il commento! Madame Verdurin posta articoli davvero molto interessanti e approfonditi sul cinema e mi diverto a leggere i suoi pensieri a riguardo (ha una grande cultura). In ogni caso ho visto sia Kriminal che Satanik, ma penso proprio che Diabolik sia di gran lunga migliore per i motivi che ho citato nella recensione. Posso capire che tutti quei colori possano sembrare strani per il personaggio di Diabolik ma, come hai anche detto tu, era ottimo per il periodo e inoltre ha creato delle atmosfere molto interessanti e uniche. Grazie ancora per il commento!

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