Sepolto Vivo (1962)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siano tornati a parlare dopo molto tempo di Tim Burton e l’abbiamo fatto con il suo primo lungometraggio, Pee-Wee’s Big Adveture. Un film fatto su commissione, basato sul personaggio televisivo di Pee-Wee Herman, un uomo che si comporta come un bambino e che intraprende un lungo e bizzarro alla ricerca della sua amata bici rossa. Una pellicola dedicata ai ragazzi che probabilmente non avrei mai visto se non avessi letto il nome di Tim Burton. Nonostante ciò è sicuramente un lavoro che in certi punti sa sorprendere. Un elemento ottimo di questa storia è il ritmo serrato, che riuscirà a intrattenere dall’inizio alla fine. Nonostante l’umorismo iniziale un po’ infantile, nel corso della storia questa commedia subirà una crescita, riuscendo a farmi sinceramente ridere. Per non parlare poi di alcune scene veramente inaspettate. Qualcuna di queste scene sarà diretta davvero molto bene mentre altre saranno una vera e propria sorpresa. Da vedere se siete incuriositi.
Con questo articolo voglio discutere di altri film che reputo interessanti. All’inizio non ero sicuro di cosa parlare, visto che ci sono tanti argomenti che avevo aperto nel blog. Inizialmente avevo perfino voglia di continuare a parlare dei film animati della Disney, dato che è da un po’ che non scrivo più niente a riguardo, ma ho deciso di aspettare ancora. Certamente sarà divertente scrivere sull’Epoca d’Argento, ma per ora voglio concentrarmi su altro. Così ho deciso di riprendere a parlare di una serie di film legati al ciclo di Poe diretto da Roger Corman. Ammetto che questi articoli non sono stati pensati come quelli sulla Disney ma, da grande appassionato di Poe e del cinema di Corman, potevo veramente ignorare questa situazione? E quindi si continua a parlare di questo ciclo su Poe!
Ecco a voi Sepolto Vivo (Premature Burial), pellicola horror/gotica del 1962 scritta da Charles Beaumont e Ray Russell, diretta da Roger Corman e basata sul racconto La sepoltura prematura di Edgar Allan Poe.

Sepolto-vivo-premature-burial-roger-corman-poster

Trama:
Il film inizia con Guy Carrell (Ray Milland), uno studioso di medicina che, con l’ausilio di un gruppo di persone, sta dissotterrando una tomba al fine di prelevare un cadavere per scopi scientifici. Quando aprono la bara, notano che il coperchio è graffiato e pieno di sangue ed è così che scoprono che l’uomo nella tomba era stato sotterrato vivo e aveva cercato in tuti i modi di uscire da lì. Questa scena e l’espressione di orrore del cadavere sconvolgono profondamente Guy. Poco tempo dopo arriva a casa di Carrell Emily Gault (Hazel Court), la promessa sposa di Guy, venuta fin lì per sapere il motivo lui vuole tenerla lontana. Nonostante la sorella di lui, Kate (Heather Angel) cerchi di impedirle di vederlo, Emily riesce a parlare con Guy. Lui le spiega il terrore che provò quella notte, un terrore legato alla sua infanzia, quando sotterrarono suo padre e lui, una notte, disse di averlo sentito urlare, ma nessuno gli credette e tuttora nessuno gli crede. Nonostante questi problemi, Emily lo ama e lo vuole sposare e infine annuncia il matrimonio. Ma la paura di essere sotterrato vivo è ancora forte in Guy e questa paura si trasformerà in un’ossessione che rasenterà la follia, soprattutto quando inizierà a sentire e vedere cose che non ci sono.

Con questo articolo arriviamo al terzo capitolo del ciclo di Poe diretto Corman. I primi due film, I vivi e i morti e Il pozzo e il pendolo, furono due grandi successi e questo convinse Corman a continuare su questa strada. Con tale pellicola però ci furono dei cambiamenti. La prima cosa che salta all’occhio è la mancanza di Richard Matheson. Questo sarà il primo film di Poe in cui mancherà e non sarà l’ultimo. Ma penso che tutti in realtà si stiano domandando perché manchi Vincent Price. In pratica Corman decise di fare il terzo film su Poe da solo e non con la American International Pictures (AIP) e per questo motivo decise di unirsi alla Pathé Lab, una piccola compagnia che aveva lavorato in passato con l’AIP e che aveva all’attivo qualche piccola produzione. Corman voleva ancora Price come attore principale, ma lui era sotto un contratto esclusivo con la AIP e alla fine optò per Ray Milland (che fece anche un ottimo lavoro). Poco prima dell’inizio delle riprese però, la AIP bloccò tutto, dicendo a Corman di tornare a lavorare per loro e convinsero anche la Pathé a restituire la produzione del film se volevano collaborare ancora in futuro. Una storia breve ma abbastanza turbolenta che spiega anche perché non ci sia Price. Ultimo ma non ultimo Corman assegnò il ruolo di aiuto regista a un giovane Francis Ford Coppola. Mi sembrava giusto ribadirlo.

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Parlando del film, possiamo definirlo una classica pellicola di Poe alla Roger Corman. Come avevo scritto nei due articoli riguardanti questo ciclo, Corman e Matheson avevano creato le fondamenta per questa tipologia di film attraverso elementi ben definiti sia di sceneggiatura che di regia. A livello di storia ritroviamo qualcosa di già visto e che sarà alla base di tutto: un’ossessione del protagonista che sarà ben radicata in lui e che continuerà a peggiorare sempre di più fin quasi a sfiorare la follia pura. In questo caso l’ossessione riguarda appunto l’essere seppelliti vivi. Rimanendo ancorati a questo argomento, apprezzo molto come abbiano sviluppato la storia.

La paura di Guy era qualcosa che apparteneva al suo passato, una convinzione che ha portato avanti per anni e che è esplosa in maniera violenta dopo l’apertura di quella tomba. Da quel momento in poi il personaggio subirà una lenta e inesorabile caduta, con i nervi tesi al massimo e la convinzione di vedere e sentire cose che sembrerebbero non esserci. Questa sua paranoia diventerà talmente incontrollabile che si farà costruire un mausoleo e una tomba appositi, entrambi realizzati in modo da consentire la fuga nel caso venga veramente seppellito vivo per sbaglio. Quella scena è stata folle, quasi esilarante e sottolinea perfettamente lo stato d’animo del protagonista e l’enorme paura che prova. Ci sono altri punti della sceneggiatura che ricalcano i precedenti film, ma non voglio andare oltre in caso non lo abbiate visto.

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Anche a livello tecnico la pellicola ha degli elementi che ritroviamo anche nelle opere precedenti. Il primo elemento che risalta è sicuramente l’ambientazione. Ci ritroveremo ancora una volta in una grande villa isolata dal mondo, in un luogo oscuro e nebbioso. E anche gli interni saranno abbastanza simili per via della mobilia e per la presenza dei sotterranei. La fotografia (sempre a cura di Floyd Crosby) è tipicamente gotica e in questo specifico film ci sarà una forte presenza del colore rosso all’interno della villa. Le candele, i tendaggi, perfino i letti saranno rossi e creeranno un’ottima atmosfera all’ambiente. E anche in questo caso ci sarà un punto in cui Corman deciderà di giocare con i colori. Durante un incubo di Guy il colore blu occuperà l’intera sequenza ma si sovrapporrà anche il verde, una specie di fumo che apparirà sopra le immagini e riuscirà a trasmette una sensazione onirica, come quello che vediamo non sia reale.

Per concludere, Sepolto Vivo è un ottimo horror/gotico il quale ricalca perfettamente lo stile che Corman anche nelle pellicole sui racconti di Poe precedenti. Un ottimo film fatto di paure, paranoie e dubbi in cui non si avrà certezza di quel che si vedrà. Una pellicola capace di intrattenere e incuriosire e che vi consiglio di vedere.

Premature-Burial-2

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

17 pensieri riguardo “Sepolto Vivo (1962)

  1. Non conoscevo i dettagli dell’assenza di Vicent Price, quando ne ho parlato a Halloween non ho avuto il tempo di fare della vera e propria ricerca.
    L’atmosfera è stupenda, ma onestamente è uno dei film che mi è piaciuto meno all’interno del ciclo: l’ho trovato molto fiacco, e dopo un po’ secondo me sembra quasi faticare ad andare avanti.

  2. Tra l’altro, la scelta di incentrare il film su un’osssessione è anche piuttosto rispettosa della fonte, visto che i racconti di Poe sono sempre basati su un’ossessione (una donna, il senso di colpa, il desiderio di vendetta…). Questa qui poi è proprio l’ossessione che permea tutta l’opera di Poe, quella della vita dopo la morte, che può essere intesa sia in senso metafisico (vedi i suoi racconti sul mesmerismo), sia in senso orridamente fisico (come qui).

    (Che grande scrittore era Richard Matheson. Hai mai scritto qualcosa di lui?).

    1. Ben detto, il tema dell’ossessione era molto ricorrente nei racconti di Poe e viene ripreso perfettamente in queste opere. Di Matheson per il momento ne ho solo parlato in qualità di sceneggiatore cinematografico, ma vorrei anche discutere delle opere letterarie che ha creato. Ovviamente un must sarà Io sono leggenda, quel libro tutt’oggi è incredibile.

  3. Poe e Lovercraft sono gli autori di un orrore tutto psicologico e anni luce lontano dalle facili scorciatoie dell’horror moderno in massima parte tendente al “pulp” e allo “jump scare”. Di Poe “il pozzo e il pendolo” è senza dubbio di gran lunga il mio preferito. Come al solito, mi trovo in perfetta sintonia con la tua recensione di “Sepolto vivo”.

    1. Grazie mille per il commento! Lovecraft ma in particolare Poe si sono sempre dati da fare per creare storie che colpissero il lettore a livello psicologico e tuttora quello rimane il mio genere di horror preferito. Ci sono tante pellicole simili anche oggi nonostante non abbiano il successo di certi titoli mainstream. Ti consiglio ad esempio di recuperare Relic (di cui ho fatto anche una recensione sul blog). Quello è un horror veramente bello.

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