Aiuto! Sono un pesce

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo ci siamo divertiti a parlare di un’antologia horror creata per la televisione ossia Body Bags. Un film horror diviso in tre episodi e diretto da tre registi in gamba, tra cui John Carpenter e Tobe Hooper, una pellicola che ha momenti pieni di tensione e paura ma anche con alcuni momenti molto esilaranti (specialmente nel secondo episodio) che rendono quest’antologia davvero interessante e d’intrattenimento. Inoltre è una pellicola piena di camei divertenti e simpatici come Wes Craven, Sam Raimi e Roger Corman. Certamente non è un capolavoro ma è comunque un’opera da vedere se si apprezza l’horror e soprattutto un buon black humor.
Dopo aver parlato di horror, di cos’altro parlare se non di un film d’animazione? Mi sembra più che ovvio. In ogni caso questa volta non continuerò con i film d’animazione della Disney. Riprenderò più in là, quando me la sentirò e sinceramente sono curioso di vedere cosa scriverò riguardo a un periodo della Disney che in pochi ricordano ma che per certi versi è molto interessante. Visto che questa volta non parlerò della Disney, ho deciso di concentrarmi su alcuni film animati un po’ meno conosciuti e per questo ho deciso di parlare di opere europee. In Europa abbiamo veramente molti artisti bravissimi nel campo dell’animazione che purtroppo non vengono troppo calcolati nell’ultimo periodo, come ha dimostrato il disastroso flop del meraviglioso La famosa invasione degli orsi in Sicilia (ancora ci soffro). Ed è un vero peccato perché ci sono opere davvero interessanti capaci di differenziarsi molto dai classici film animati di successo. E avere tanti tipi di film diversi è sempre una buona cosa. In questo caso non parleremo di una pellicola animata recente ma di un’opera di inizio 2000. Forse qualcuno conosce quest’opera, perché è passata abbastanza spesso in televisione, ed è per me uno di quei film che non ti aspetti.
Ecco a voi Aiuto! Sono un pesce (in inglese Help! I’m a fish, mentre in originale è Hjælp, jeg er en fisk), pellicola d’animazione del 2000 scritto da Stefan Fjeldmark, Karsten Kiilerich, John Stefan Olsen e Tracy J. Brown e diretto da Stefan Fjeldmark, Michael Hegner e Greg Manwaring (quest’ultimo non accreditato).

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Trama:
Fly (Jeff Pace) è un ragazzo vivace che vive insieme ai suoi genitori e alla sorellina piccola Stella (Michelle Westerson). Lui vorrebbe andare a pescare ma i suoi genitori quella sera devono uscire, così affidano i figli alla zia Anna (Pauline Newstone), accompagnata da suo figlio Chuck (Aaron Paul). Anna però si addormenta e Fly riesce a convincere Fly e Chuck ad andare a pescare. I tre però rimangono bloccati dall’alta marea e riescono a salvarsi trovando un passaggio segreto che porta a un’abitazione molto particolare. Qui abita l’eccentrico scienziato Mac Krill (Terry Jones) che, visto i cambiamenti climatici che porteranno allo scioglimento dei ghiacciai e l’alzamento del livello del mare, ha inventato una pozione in grado di trasformare le persone in pesce e un antidoto che ne annulla gli effetti. Purtroppo Stella beve per sbaglio la pozione, trasformandosi in una stella marina, e Fly la butta in mare per errore. Mentre i tre cercano la bambina con la barca, vengono sorpresi da una tempesta e Fly e Chuck si trasformano in pesci per cercare Stella. In mare cadono sia la pozione per diventare pesci che l’antidoto e quest’ultimo finisce vicino a un grande squalo bianco e un pesce pilota, che lo respirano. I due diventano intelligenti e acquisiscono la parola, ma tra i due il più intelligente è sicuramente il pesce pilota, Joe (Alan Rickman) che decide di usare quell’antidoto per creare un suo regno dove lui sarà il sovrano incontrastato. Ed è qui che inizia la vera avventura.

Questo era un film che vedevo abbastanza spesso in un certo periodo della mia infanzia e che mi aveva sempre divertito anche perché ha come ambientazione il mare e io apprezzo molto quelle pellicole che ne parlano. Tra le altre cose era anche un film con certi elementi unici e per niente scontati che lo rendono migliore e che lo differenziano da altre pellicole animate. Purtroppo anche questa pellicola fu un flop al botteghino (e ti pareva). Con un budget stimato intorno ai 18 milioni di dollari, ne incassò solamente 5,6 milioni. L’ennesimo flop di un film animato che però chiunque abbia visto ricorda con molto affetto. Da piccolo l’adoravo ma è ancora valido oggi? Scopriamolo.

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Inizierei parlando dell’animazione che in questo caso è veramente eccellente soprattutto quella tradizionale. I personaggi principali hanno delle linee morbide e ben definite, con tratti sottili ma curati e sia in versione umana che in versione pesce sono animati in maniera molto fluida. Quando sono umani sono caratterizzati molto bene anche nei movimenti (requisito importante nell’animazione). Fly è quello più agile e scattante, Chuck è goffo e lento per la sua stazza e Stella avrà dei movimenti indecisi ma più leggeri. Qui l’animazione fa un ottimo lavoro nel caratterizzare i personaggi attraverso il movimento e farà un ottimo lavoro anche quando saranno pesci, dei quali ad avere i movimenti più limitati sarà Stella, perché trasformata in una stella marina, mentre Chuck, essendo una medusa, avrà molto più animazioni complesse.

Nel film è presente anche l’animazione 3D che viene usata principalmente per animare pesci molto grandi o banchi di pesce numerosi. In questo caso però quel 3D è invecchiato abbastanza male in certi punti e questo lo si nota soprattutto quando vediamo questi pesci in digitale da vicino. Quando queste creature saranno vicine, noteremo tutti i loro difetti e ciò è, penso, l’unico difetto del film, ma lo stesso non si può dire di altri pesci e oggetti animati in quel mondo che invece faranno da sfondo per le ambientazioni e che in questo caso sarà molto utile per rendere l’oceano un posto più ricco e pieno di vita.

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La storia di base è molto semplice. Dopo l’incidente con la pozione i tre protagonisti dovranno cercare l’antidoto e berlo prima dello scadere delle 48 ore, altrimenti rimarranno pesci per sempre. E in questa corsa contro il tempo ci sarà Joe, il cattivo della storia, che trova l’antidoto e con cui vuole costruire un suo regno distopico. La storia è semplice ma ha varie scene e vari elementi che lo rendono unici e uno di questi riguarda i personaggi. I tre personaggi principali saranno caratterizzati molto bene: Fly spensierato e ottimista che improvvisa ogni volta, Stella una bambina dolce e solare e Chuck un ragazzo intelligente ma goffo e preoccupato. Tutti loro saranno caratterizzati e tutti loro avranno una crescita con il passare della storia, soprattutto Chuck che a mio avviso dei tre è il personaggio migliore.

Chi però a mio avviso ruba la scena a tutti è proprio il cattivo, Joe. Un pesce pilota che acquisisce intelligenza e che inizia il suo piano per dominare i mari. Un personaggio con colori molto forti e cupi (viola e nero) e con dei tratti meno delicati e altri molto accentuati come ad esempio il suo enorme sorriso, che in certi casi mi ha ricordato quello del Joker nella famosa seria animata di Batman degli anni ’90. Nonostante l’aspetto lui si dimostrerà molto elegante e raffinato nei movimenti e con gli altri cercherà sempre di essere gentile all’inizio, prima di mostrare la sua natura crudele. Tra le altre lui è riuscito a creare la sua dittatura in pochissime ore, donando un minimo d’intelligenza agli altri pesci, ma non troppa, perché lui deve essere l’unico intelligente e tutti gli altri dovranno letteralmente pendere dalle sue labbra. In italiano è doppiato ottimamente da Paolo Buglioni, ma in inglese è doppiato da Alan Rickman che, con la sua voce bassa e controllata, riesce a rendere Joe un cattivo molto affascinante e unico.

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Altri elementi da sottolineare sono le canzoni della pellicola e in particolare Fishtastic e Intelligence, sicuramente le migliori dell’intera pellicola. Inoltre questa pellicola ha dei momenti molto dark e inquietanti. Sarà perfino presente del sangue e certi personaggi rimarranno feriti e anche Joe, specialmente ne finale, avrà i suoi momenti da incubo. E’ presente anche una morte molto cattiva che mi ha ricordato quelle cupe e oscure di alcuni film animati della Disney come Tarzan e Il Re Leone.

Per concludere possiamo dire che Aiuto! Sono un pesce è una pellicola d’animazione veramente ottima, una perla che ha rischiato di essere dimenticata ma che per fortuna riesce ancora ad appassionare. Un film che mostra un grande amore verso il mare e le sue creature e che riesce a stupire per le ottime animazioni e per i suoi personaggi. Un film che vi consiglio di recuperare.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

19 pensieri riguardo “Aiuto! Sono un pesce

  1. L’ho visto solo una volta, quando è uscito al cinema, ma la scena finale (non vorrei fare spoiler ma è quella della trasformazione inaspettata, per capirci) mi è rimasta impressa, segno che il film aveva una certa forza d’impatto.

  2. Anch’io vorrei parlare dell’animazione europea e avrei intenzione di cominciare da settembre. Bell’analisi, secondo me la Germania, insieme alla Spagna, ha sfornato diversi bei film d’animazione negli ultimi trent’anni. Ma la capitale europea dell’animazione resta sempre la Francia, ovviamente è una considerazione puramente personale.

    1. Onestamente non posso darti torto. La Francia in questo momento è la nazione che più di tutte sta tenendo alto il nome dell’animazione europea. In realtà anche in Italia abbiamo avuto degli ottimi esempi di animazione (e non parlo solo di D’alò). Se ti interessa voglio consigliarti assolutamente La famosa invasione degli orsi in Sicilia, una coproduzione italo-francese (in realtà non ricordo se te l’avevo già consigliato ma nel caso te lo link di nuovo): https://mymadreams.com/2020/08/12/la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicilia-film/

  3. Non lo avevo mai sentito nominare, ma sono appena andata a vedermi il trailer e sembra proprio carinissimo! E poi amo il mare, ci passerei ogni giorno della mia vita. Alan Rickman come doppiatore è inoltre quel bonus che non ci si può lasciar sfuggire 😁

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