Doctor Sleep (film)

Questo è un film che sta facendo parlare in tanti e che, per fortuna, sta creando delle discussioni molto interessanti sia da parte di chi l’ha apprezzato sia da parte di chi invece non è piaciuto. E sono molto contento quando si arriva a questo tipo di dialogo in rete. La pellicola di cui parlerò oggi era tra le più attese di questo periodo soprattutto per il sottoscritto. In primis perché è tratto da un romanzo di Stephen King, scritotre che adoro e del quale vado sempre a vedere film tratti dai suoi scritti (anche se, come si è visto, sono molto difficili da trasporre), secondo, è il seguito di Shining di Stanley Kubrick e già solo questo dovrebbe bastare sia per incuriosire il pubblico sia per farti provare un po’ di timore verso un progetto rischioso, ultimo ma non ultimo il regista, un regista che io apprezzo molto e che fino a oggi ci ha regalato dei film stupendi.

Ecco a voi Doctor Sleep , un film horror/fantasy tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King e seguito di Shining, diretto e scritto da Mike Flanagan.

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Trama:
Dan Torrance (Ewan McGregor) è cresciuto ma vive una vita da alcolizzato e tossicodipendente per cercare di dimenticare il passato e di tenere a bada la sua luccicanza. Dopo un po’ di tempo, Dan si trasferisce nella cittadina di Frazier, dove incontra Billy, un tuttofare che lo aiuta a sistemarsi e lo presenta al gruppo degli Alcolisti Anonimi. Passano degli anni e Dan ha smesso di bere e si è integrato perfettamente nella piccola cittadina. Inoltre Dan ha stabilito nel tempo una sorta di legame con un’altra persona che come lui possiede la luccicanza, Abra Stone (Kyliegh Curran). Un giorno Abra, attraverso i suoi poteri, assisterà a un brutale omicidio commesso da un gruppo chiamato il Vero Nodo, delle persone che catturano e uccidono tutti coloro che possiedono la luccicanza. Abra però viene vista da Rose Cilindro (Rebecca Ferguson) che rimane affascinata dalla forza della ragazzina. Sarà così che Abra chiederà aiuto a Dan per poter fermare la scia di sangue causata da queste persone.

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Stiamo parlando di una grande sfida per Flanagan. Ovviamente tutti avrebbero fatto il confronto con Shining e cercare di raggiungere le vette di quel capolavoro avrebbe spaventato tutti. Per questo Flanagan ha cercato di rendere questa pellicola il più differente possibile da Shining in molti modi: prima di tutto è un film molo kinghiano. Anche chi non ha letto il libro ma conosce bene le opere di Stephen King, noterà di certo molte caratteristiche tipiche di molti suoi romanzi tra cui i dialoghi, il modo con cui ci si concentra molto sulla vita dei singoli personaggi, la sua visione del male e l’enorme presenza di elementi sovrannaturali.
Inoltre Flanagan ha cercato in tutti i modi di evitare uno scontro diretto con Shining perché ovviamente non sarebbe riuscito in alcun modo a competere con le immagini create da Kubrick. Purtroppo in certi punti, soprattutto verso la fine, Flanagan deve per forza accostarsi allo Shining di Kubrick e, nonostante non riesca a raggiungere la vetta del film del 1980, dà comunque un’ottima interpretazione di quei momenti e li omaggia come meglio può.

Un altro punto positivo di Doctor Sleep riguarda assolutamente la regia di Flanagan. E’ una cosa molto positiva quando si può riconoscere lo stile di un regista e sono felice che in una produzione simile non abbiano soppresso la sua libertà creativa. C’è da dire che qui il regista dà alla sua pellicola un’atmosfera gotica, decidendo di abbandondare i colori accesi di Shining (dove a farla da padrone era il colore rosso) e di mettere in contrasto luci e ombre, in modo da creare una fotografia espressionista in certi momenti, grazie al direttore della fotografia Michael Fimognari, che fa un buon lavoro.
La regia di Flanagan, come ho detto in precedenza, è molto riconoscibile. Il suo è uno stile molto quadrato, non esagera mai nei movimenti e tende a seguire con calma di eventi, soprattutto tende a concentrarsi molto sugli attori e a dargli molto spazio. Sono molto belle anche le riprese dall’alto dove si passa da foreste rigogliose a spazi aperti quasi desolati, quest’ultimi capaci di darti la sensazione di essere allo scoperto e che i mostri possano venire a prenderti in ogni momento.

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Una delle cose più interessanti è sicuramente il ritmo e il modo in cui è suddiviso il film. Nonostante la sua lunga durata, 2 ore e mezza, il film scorre e soprattutto tutto quel minutaggio ha un senso, visto che succedono parecchie cose e non è una scusa per far credere al pubblico che sia un film impegnato e/o intelligente (cosa che ho notato in alcune pellicole recenti).
Partiamo con la prima parte, che si dipana in diversi anni. Inizia con il Nodo, guidato da Rose, che rapisce una bambina e, in un’altra zona, Dan che impara, grazie all’aiuto di Dick Hallorann (Carl Lumbly), a proteggersi dai mostri dell’Overlook in cerca della sua luccicanza. In seguito passiamo al 2011 dove ci ritroviamo davanti a un Dan che si sta autodistruggendo attraverso l’alcool e le drogh, per fermare i suoi poteri. Ci viene mostrata una visione molto negativa di Dan che, per certi versi, rischia di percorrere le stesse orme del padre, fino a quando, per vari motivi, decide di dare una svolta alla sua vita. Qui vediamo ciò che fa per migliorarsi e infine approdiamo nel 2019 dove ormai si è integrato nella cittadina di Frazier e vive una vita pacifica.
Ovviamente in questo lasso di tempo vediamo anche il Nodo, vediamo il loro modo di agire, il motivo per cui cercano i possesori della luccicanza, i loro poteri e anche come convertono le persone per farle entrare nel gruppo.
In questa parte avremo tre punti di vista differenti: quello di Dan, quello del Nodo e nel periodo tra il 2011 e il 2019 anche quello di Abra. Tre punti di vista che funzionano bene e che a un certo punto si incontreranno.
E da qui inzia la seconda parte dove vedremo Abra cercare aiuto da Dan per fermare questi esseri che fanno del male ai bambini. Quest’ultima parte sarà più movimentata ma non avrà brusche accellerazioni e manterrà lo stesso ritmo e lo stesso stile della prima parte.
In questo Flanagan è riuscito a fare un ottimo lavoro in fase di montaggio (sì, ha curato il montaggio e questa è una cosa che tende a fare nei suoi lavori) dove riesce a far scorrere il tempo in modo naturale e a fare gli stacchi temporali al momento giusto. Inoltre è molto bravo nel mostrare i flashback senza interrompere la narrazione, lavoro che anche qui ha svolto in modo egregio.

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Tra i punti di forza troviamo i vari personaggi: Dan che nel corso della pellicola subisce una maturazione, inizialmente uscendo dalla situazione legata all’alcool e in seguito imparando a non aver paura di usare la propria luccicanza. Anche Abra è stata caratterizzata molto bene, una ragazzina molto intelligente e simpatica che vuole fare quello che è giustoe fermare quei mostri dal commettere altri omicidi.
Parlando del gruppo del Nodo, ho trovato molto interessante tutto il tempo a loro dedicato. Sono dei mostri e sono malvaggi, ma sono anche molto uniti, in un certo senso quasi umani ed è ottimo vederli interagire tra di loro e soprattutto vedere la caratterizzazione di alcuni di loro, in primis Rose Cilindro e altri come il Corvo, la Serpe e Nonno Smilzo. Un po’ un peccato invece che tutti gli altri componenti del gruppo non siano stati caratterizzati e non abbiano elementi che li rendano riconoscibili, diventando così semplice comparse per fare numero.

In questo caso i complimenti vanno anche a tutto il cast che si è dimostrato preparato e all’altezza: Ewan McGregor ha interpretato bene il ruolo di Den mentre Kyliegh Curran si è dimostrata all’altezza del proprio ruolo, dimostrando di essere una brava attrice, ma colei che ha rubato la scena a tutti è sicuramente Rebecca Ferguson con la sua Rose Cilindro. E’ un personaggio che sa come farsi apprezzare, allegra, solar, è quel tipo di persona con cui staresti bene e ti farebbe perfino ridere, ma poi scopri cos’è e cosa fa e qui riesce a diventare terrificante. La Ferguson è riuscita a dare carisma a questo lupo travestito da pecora. E inoltre quel cappello a cilindro le dona e le da un tocco in più.

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C’è una cosa che mi sta a cuore discutere per evitare incomprensioni. Da molti Doctor Sleep viene descritto come un film horror, ma a me non è sembrato così. L’impressione che da è quello di un fantasy a tinte horror. Ovviamente i momenti cruenti ci sono anche se in certi punti non viene mostrato ma solo fatto intendere (che a volte è pure più terrificante), ma la componente sovrannaturale è maggiore e per questo sembra molto fantasy.

Per il resto non credo di dover aggiungere altro, a livello tecnico funziona bene tutto, anche gli effetti speciali dove la CGI è stata usata in modo abbastanza saggio (anche se in qualche punto si nota).

Doctor Sleep è un film che consiglio, non è per niente ai livelli di Shining, ma è comunque una pellicola valida e ben diretta con personaggi interessanti e un modo di approciarsi completamente diverso da quello di Kubrick.

Spero che la ecensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

 [The Butcher]

22 pensieri riguardo “Doctor Sleep (film)

    1. Ahah. Sappi che comunque il film e il libro hanno molte differenze. Eppure riesce a trasmettere bene il pensiero di King. Ti consiglio di vederlo. Anche perché si merita un po’ di successo.

        1. Verissimo. Ci sono state pellicole che hanno sagliato tutto dei libri di King. L’ultimo esempio è stato It capitolo 2. Se il primo, con i suoi difetti, era comunque un film godibile, il secondo è stata una catastrofe. Sono ancora arrabbiato per quel film. Invece film meravigliosi tratti dalle sue opere sono Misery, Christine la macchina infernale, La Zona Morta, L’ultima eclissi. Ci sono opere di King che, se ci sono registi capaci, possono diventare film incredibili.

          1. Concordo.
            Anche se la seconda parte di It non l’ho vista
            Aggiungo Il miglio verde e Le ali della libertà alla lista dei film riusciti e alcune versioni per la TV davvero belle (Salem’s Lot,La tempesta del secolo ,l’ombra dello Scorpione etc.

  1. Non è un caso probabilmente che sia Doctor Sleep, sia Terminator Dark Fate siano al momento i due flop commerciali più clamorosi della stagione cinematografica in corso, specie nel lor paese d’origine ossia gli USA, con incassi davvero distastrosi, ma in una misura che assolutamente non è proporzionale all’ottima fattura con cui sono stati entrambi realizzati; non è nemmeno un caso, inoltre,  che un cantore del vero cinema quale tu sei, caro amico, ne abbia fatto di entrambi una recensione appassionata e comunque salvifica, per lo meno negli aspetti positivi che entrambi hanno, sottolineando come questi siano comunque superiori alle negatività, che non hai mai nascosto di entrambe le pellicole… Ma ora voglio spiegare bene questa mia affermazione.

    Sia il film di Mike Flanagan, sia quello di Tim Miller hanno a mio avviso pagato lo scotto dell’essere necessariamente derivativi e non solo dal punto di vista della trama o della messa in scena (almeno nel caso di Doctor Sleep, molto, ma molto più originale di ciò che la gente possa pensare), ma cosa molto più importante sono stati derivativi  per la percezione del pubblico: non aveva infatti alcuna importanza quanto bene o quanto sentitamente fossero realizzati, giacché erano due progetti fallimentari in partenza, ma in modo ancora più netto il film di Flanagan era davvero una scommessa persa.

    Come ben sai, dal mio commento al tuo precedente post, io non ho ancora visto l’ultimo Terminator (visione che mi riprometto di fare come dettoti), mentre ero in sala già al day one a vedere Doctor Sleep, spinto anche dalla lettura fatta del romanzo non appena uscì e posso dirti perciò che il mio giudizio complessivo su questo film è molto positivo, malgrado già dal mio ingresso in sala fossi perfettamente consapevole che sarebbe stato un gioco al massacro! Mentre il romanzo di King (che avevo divorato e che mi aveva persino trovato soddisfatto) era assolutamente un sequel del celeberrimo romanzo The Shining e non del film di Kubrick, questo film di Flanagan, proprio perché film e non testo scritto, fu prodotto sin dall’inizio con la coscienza che il pubblico, tutto il pubblico, lo avrebbe necessariamente visto come un sequel (se non persino un reboot, per le parti aggiuntive e meglio esplicative, come l’alcolismo di Jack Torrance) del capolavoro iconico ed intoccabile di Kubrick e come tale aveva in sè il germe del tradimento: se il film di Flanagan fosse stato fedele al film di Kubrick avrebbe tradito sia il vecchio che il nuovo romanzo di King, ma se invece fosse stato realizzato fingendo (come ha davvero fatto King quando ha scritto il libro di Doctor Sleep) che il film di Kubrick non fosse mai esistito, avrebbe tradito le aspettative del pubblico.

    Una scommessa persa ed una battaglia impossibile, persino peggiore di quello che dovete affrontare Villeneuve con il suo Blade Runner 2049 o quella che affronterà certamente Lana Wachowski nello scrivere la sceneggiatura (assieme a Aleksandar Hemon e David Mitchell) del quarto capitolo della saga di Matrix: chiunque ami il cinema ha amato lo Shining di Kubrick, così come anche coloro che amano il cinema horror, riconoscendo alla pellicola del maestro inglese uno status da leggenda, per lo meno dal punto di vista visivo, senza tuttavia mai nascondere del tutto la delusione che avevano provato coloro che avevano amato il libro originale di King (molti meno degli spettatori sia chiaro), in una sorta di ambiguità critica mai del tutto risolta: Flanagan ci ha provato con tutto se stesso a ricucire questa frattura, resituendo la dignità del testo letterario, a suo tempo scippata al romanziere da parte di Kubrick (che usò oltretutto parole molto denigratorie sul libro), ma è inevitabilmente dovuto soccombere quando il film, per esigenze di copione, è tornato all’Overlook Hotel, perché ciò che in qualche modo era riuscito a fare Spielberg (ovvero un omaggio divertito e divertente) non poteva riuscire al nostro pur bravissimo regista statunitense, poiché i fan di tutto il mondo avrebbero osservato persino ogni singolo filo della moquette su cui corre il triciclo del piccolo protagonista!

    Su tutto il resto, valgano le tue splendide parole sulla regia, sul montaggio e sulle riprese di questo film, perché ne hai fatto una descrizione davvero esaustiva e mirabile.

    Insomma, lode ai coraggiosi, lode a Flanagan che non ha fatto un pastrocchio, anzi e non si è nemmeno piegato con eccessiva umiltà nei confronti del maestro inglese e lode anche agli interpreti, su tutti una assolutamente straordinaria Rebecca Ferguson, attrice che a suo tempo mi convinse davvero pochissimo come badass girl a fianco di Cruise nei capitoli Rogue Nation e Fallout di Mission Impossible, ma che avevo già cominciato a guardare con occhi diversi nello sfortunato The Snowman e che contro ogni pronostico mi aveva convinto persino in quel pasticciaccio di Men in Black: International.

    Un abbraccio, amico mio.

    1. Il tuo discorso non fa una piega. E’ un discorso logico che spiega praticamente il pensiero di tutti. Però non credevo che avrebbe floppato così tanto. Forse me l’aspettavo un po’ di più per Terminator – Dark Fate visto che, leggendo in giro, non avrebbe superato una certa soglia al box office sia perché è uscito in un periodo sbagliato (i primi di novembre sono giorni bui per gli incassi negli USA) sia perché la gente aveva perso la speranza per questa pellicola nonostante fosse tornato perfino Cameron. Con Doctor Sleep speravo in un guadagno più grande anche grazie a It capitolo 1 e 2. Perché comunque quei due film avevano portato un grande pubblico al cinema ed è anche per questo che la Warner ha deciso di fare questo seguito, per seguire l’onda del successo di Pennywise. E speravo anche che il fatto che fosse un sequel di Shining bastasse per incuriosire un po’ le persone.
      Diciamo che le mie erano speranze anche perché voglio vedere Flanagan al cinema e non su Netflix. I suoi film meritano di essere portati in sala.

      Parlando di It… allora io il primo capitolo l’avevo pure apprezzato nonostante tutti i difetti che aveva però It capitolo 2…no. Io non so cosa sia successo, non so perché abbiano scelto di fare quelle cose, ma è un disastro su tutta la linea. Al cinema mi sono sentito imbarazzato e anche un po’ tradito visto che speravo in rischi maggiori dato gli incassi del primo. Sarà perché It capitolo 2 non è piaciuto a tanti che Doctor Sleep ha floppato? Non lo so, spero solo che il film di Flanagan guadagni ancora qualcosa e che faccia ottimi incassi in home video.
      Flanagan deve produrre opere per il grande schermo.

      1. La carriera di Flanagan è tutt’altro che finita ed il flop commerciale di Doctor Sleep costituirà una battuta d’arresto più per gli adattamenti cinematografici di opere di King che non per la carriera del nostro regista statunitense… Dentro le majors chi fa i conti in tasca ai produttori pecca molto spesso di ottusità, ma sanno riconoscere un talento in ogni caso e Flanagan lo è.

        Su “It” che dire… Il secondo capitolo ha tradito le aspettative di tutti, tanto quanto invece aveva sorpreso la prima parte: probabilmente nel grosso degli spettatori Il primo capitolo senza gli attori adulti aveva sfruttato il successo del revival dei gruppi di adolescenti che salvano il mondo in stile “Stranger Things”, mentre il secondo film avrebbe dovuto giocarsela con le sue armi e purtroppo non l’ha saputo fare…
        Per me il peccato maggiore di Muschietti è quello di non avere avuto un progetto chiaro per i due film assieme: nel romanzo originale, King procede sin dall’inizio su due piani temporali, alternando persino i cliffhanger alla fine di ogni capitolo, mentre al cinema sembrava che si fosse scelta la strada più semplicistica di narrare tutto il passato nel primo film e tutto il presente nel secondo ed invece hanno creato uno stupido ibrido…

        A differenza di “Doctor sleep” e di “Dark Fate”, il secondo capitolo di “It” paga secondo me lo scotto di essere fatto molto peggio del primo (oltretutto sembra proprio che non ci sia davvero speranza di vedere al cinema in televisione il finale cosmico che aveva il romanzo e che viene disatteso ogni volta)…

        1. Il secondo capitolo di It ha sbagliato in tante cose. Non so se fare una recensione di entrambi, poi vedrò, ma intanto ti dico tre cose che non mi sono per niente piaciute: l’abuso della CGI, troppo digitale che non serviva, certi mostri in digitale anzi facevano quasi ridere. Punto secondo le risate. Questo è stato qualcosa di terrificante. Nel primo capitolo avevano avuto l’accortezza di farti ridere quando non c’erano scene di tensione con Pennywise, se ridevi per ciò che facevano i Perdenti era quando stavano insieme in situazioni di amicizia. Qui invece hanno messo le scene comiche anche durante i momenti di tensione. Non c’è stato neanche un momento nel film in cui io abbia provato un minimo di tensione. Forse all’inizio e quando Pennywise attacca la bambina, ma poi il vuoto. Ed è grave quando un horror distrugge la tensione in questo modo. Terzo e ultimo punto lo scontro finale. Veramente? Cosa diavolo è successo in quel punto? Ora, non dico di voler quello che succedeva nel libro, ma almeno impegnatevi per creare qualcosa. Quindi la sua forma vera è un clown? Pratiamente lui è uno scarto di Killer Clown from the outer space? E soprattutto…veramente è stato sconfitto in quel modo? Come un molliccio? “La mangiatrice di universi!”, ma per favore! (ormai questa è una battuta che faccio spesso a Shiki quando mi viene in mente It 2. Pneso di averla usata un po’ troppe volte, ma quando parlo di quel film non posso far altro che pensare alla cocente delusione). L’unica cosa buona erano i personaggi e il loro rapporto. Ma anche quello poteva essere reso meglio.

          Tornando invece a Flanagan, spero che non lo utilizzino per fare film nel The Conjuring Universe. Purtroppo quel mondo cndiviso è fatto veramente male, non solo perché i registi sbagliano nel voler imitare lo stile di Wan, ma anche perché la sceneggiatura lascia molto a desidrare. Infatti ogni volta che leggo che la sceneggiatura verrà scritta da Gary Dauberman mi spavento. Piccola nota, è lo stesso sceneggiatore di It capitolo 2. Il primo almeno come base aveva la sceneggiatura di Fukunaga.
          Comunque spero in qualche lavoro originale. Lui riesce a creare davvero dei bei lavori gotici e spero in questo tipo di pellicole (adoro il gotico e lo adorerò per sempre).

  2. Mi ero ripromesso di vederlo, ma non subito.
    Più che altro, immagino come avrà dovuto barcamenarsi tra la trama del libro (che è sequel del libro) e la trama del vecchio film (osia la versione kubrikiana del libro di King).
    Ci sono sbavature e contraddizioni?

    Moz-

  3. Dunque…per me Doc Sleep è molto bello finchè parla della madre e di Hallorann lungo le spiagge di Miami. Poi bello il girovagare di Danny e le sbronze raccontante in maniera quasi divertente e qua finisce forse il bello, quello che uno vuole leggere o spera di leggere riguardo alle vicende dell’Overlook. La storia di Abra…sì sì carina ma niente di straordinario 😉

    1. Ovviamente non è un capolavoro ed è soprattutto un film che può piacere o non piacere, ma anche le parti che si sono già viste al cinema sono dirette bene. Flanagan è un bravo regista e spero che con questa pellicola si sia fatto notare da qualche casa di produzione. Mi dispiacerebbe molto che tornassa su Netflix, non perché critichi Netflix, ma perché i suoi film vanno visti al cinema.

      1. Non mi sono mai piaciuti i film tratti dai libri di King specialmente Pet Sematary e It su tutti. Li avevo immaginati, letti appena usciti a suo tempo, a 14 anni, quindi da teenager in ben altra maniera. Da Fedele Lettore rimango solo sulla carta

        1. Molte volte sbagliano a trasporre le opere di King. Molte volte perché non capiscono cosa spaventi in quel che scrive l’autore. Certe scene che descrive, il modo in cui le spiega e narra riescono a spaventare, ma su schermo perdono valore o perché si pensa solo alla scena in se o al mostro (senza costruzione della tensione o senza contestualizzare) o perché semplicemente l’orrore non riescono a trasporlo. Tra tutti i film tratti dalle opere di King mi sono piaciuti Carrie, La Zona Morta, Misery, Shining (dove lì hanno modificato parecchie cose), L’ultima Eclissi, Christine ecc… se uno vuole cimentarsi nell’impresa di fare un film tratto da un’opera di King, dovrebbe prendere esempio da queste opere.

          1. Esatto. The Shining è ben fatto ma la narrazione si basa anche su un fortissimo impatto psicologico. Il dramma di Danny nella scena faccia a faccia col padre poaseduto dall’hotel nel terzo piano dell’ala ovest dell’Overlook. Quelle parole che Danny gli dice, piene di amore, gli bacia le mani distrutte e sanguinanti. Dan tuo padre ti ha sempre amato ora scappa. Da piangere. Altro che la menata fasulla della corsa nel labirinto innevato e morte di Jack congelato

            1. Il punto è che con Shining Kubrick ha cambiato tutte le carte in tavola. Ha letteralmente trasformato la storia in meglio, a mio parere. Shining non è male, ma non è uno di quei libri di King che mi abbia lasciato tanto o che mi abbia detto qualcosa. Per dire, ho preferito il libro di Doctor Sleep allibro di Shining. Capisco perché King non abbia mai apprezzato l’opera di Kubrick ma bisogna riconoscere che Kubrick è riuscito a creare una tensione e un terrore migliore di King e soprattutto ci ha letteralmente catapultati in un mondo quasi onirico, un incubo a occhi aperti. Però King una cosa l’ha fatta molto meglio di Kubrick, ovvero il personaggio di Jack. Perché nel libro tu provi pietà per lui, vedi il suo crollo piscologico e fa cose che non vorrebbe fare. Una lenta discesa nella follia resa benissimo.

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