Train to Busan

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo ho deciso di dare il via a un progetto che avevo in mente di portare sul blog da molto tempo e di cui ho preso spunto da un collega blogger: potare tutti i classici d’animazione Disney. Tutti. E giustamente come iniziare se non con la storia di Biancaneve e i sette nani? Un film d’animazione che ha fatto la storia, il primo lungometraggio animato, un’opera che ha rivoluzionato il cinema. Quello era un progetto veramente rischioso, che riuscì a trasformarsi in un successo anche grazie all’impegno e alla costanza dei suoi creatori e che ancora oggi sorprende per le sue idee e le sue ottime animazioni. Un film interessante con una storia dietro affascinante. Adesso però abbandoniamo il mondo Disney, fatto di lieti fini e colori e torniamo a parlare del mio genere cinematografico preferito: l’horror.
In realtà mi sono appena reso conto che è da un bel po’ di tempo che non parlo di pellicole dell’orrore e penso proprio che sia giunto il momento di rimediare. In questo caso volevo portare qualcosa di molto interessante e particolare e mi sono accorto di una questione abbastanza preoccupante: non ho quasi mai parlato di film con gli zombi o gli infetti. Le uniche in cui ne ho parlato è stato con Contagious, anche se più che un horror era un film drammatico a tema infetti, con l’ottimo The End? L’inferno fuori e con quel piccolo capolavoro di One Cut of the Dead. Questa è sicuramente una grande mancanza per un blog che parla molto spesso di horror. Quindi mi sembra giusto cercare di rimediare anche a questa cosa, soprattutto perché questa categoria dell’horror può creare veramente tanti spunti interessanti. Visto che reintroduco questo tema dopo molto tempo, vorrei sottolineare una differenza importante tra zombi e infetti. Gli zombi sono i morti che escono dalle tombe, cadaveri ambulanti che sono lenti ma costanti. Gli infetti invece sono persone appunto infette da virus (o altre cose particolari) che li hanno fatti impazzire e corrono molto, comportandosi in modo violento e incontrollato. C’è bisogno di sottolineare questa differenza perché a volte le persone tendono a confondere queste cose. In ogni caso oggi si parlerà di infetti. Un giorno discuterò in maniera approfondita degli zombi, ma voglio farlo partendo dalle origini e questo significa affrontare buona parte della filmografia di George Romero. E’ qualcosa che farei con molto piacere e gioia, ma occuperebbe davvero molto del mio tempo e ho già iniziato qualche progetto abbastanza impegnativo. Lo so, tendo a bloccarmi da solo. Quindi per il momento parliamo di questo singolo film, un film che volevo recensire da tantissimo tempo e che sono felice di portare sul blog.
Ecco a voi Train to Busan (Busanhaeng; 부산행), pellicola horror d’azione del 2016 scritta e diretta da Yeon Sang-ho.

Trama:
Seok-woo (Gong Yoo) è un agente di borsa dedito al suo lavoro e molto spietato, pronto a lasciarsi alle spalle gli altri. Lui sta vivendo una situazione abbastanza complessa, è divorziato e sua figlia Soo-an (Kim Su-an) non si trova bene in sua compagnia e vorrebbe andare dalla madre a Busan prendendo il treno anche da sola. Dopo un po’ Seok-woo decide di accontentare la figlia e vuole fare con il viaggio sul treno verso la stazione di Busan. I due salgono sul treno nonostante sembri che in città stiano succedendo degli strani eventi, come ad esempio persone con comportamenti violenti. Sul treno facciamo la conoscenza di numerosi personaggi che accompagneranno i protagonisti in questo viaggio, come ad esempio l’operaio Sang-hwa (Ma Dong-seok) e sua moglie incinta Seong-kyeong (Jeong Yu-mi), un senzatetto (Choi Gwi-hwa) che si è nascosto nei bagni e sembra aver visto cosa è successo là fuori, Yong-guk (Choi Woo-shik), un giocatore di baseball, e Yon-suk (Kim Eui-sung), una cheerleader, e molti altri personaggi. Mentre il treno sta per partire, una ragazza riesce a entrare in uno dei vagoni, una ragazza che è stata morsa a una gamba da quelle strane persone violente. L’infezione alla gamba si diffonde e cade a terra in preda alla convulsioni. Un’assistente prova a soccorrerla ma viene morsa a sua volta e il contagio inizia a diffondersi così come le persone infette che cominceranno ad attaccare gli altri con grande ferocia. I sopravvissuti sono costretti a chiudersi nei vagoni. Nessuno sa cosa sta succedendo e il panico inizia a diffondersi. Quello che possono fare è riuscire a trovare aiuto nelle stazioni successive, sperando che il contagio non sia arrivato anche lì, ma soprattutto cercare di resistere il più a lungo possibile su quel treno stracolmo di infetti. Per Seok-woo e Soo-an sarà l’inizio di un lungo viaggio.

Questo film meritava assolutamente la sala. Tralasciando il fatto che uscito in Italia con qualche anno di ritardo dopo la sua distribuzione, nel nostro Paese è uscito solamente in home video (portatoci fortunatamente dalla Midnight Factory). Non potete immaginare cosa darei per vederlo sul grande schermo. In ogni caso sono molto felice di poter parlare nuovamente di un film coreano. L’ultima volta è stato con Castaway on the Moon e da allora è passato tantissimo tempo. In ogni caso direi di iniziare subito con la recensione.

Il film ci mostra fin da subito che sta succedendo qualcosa di strano, facendoci vedere quel cervo infetto, ma invece di partire subito con l’azione si concentra nel presentarci i protagonisti di questa storia ossia Seok-woo e Soo-an. Fin da subito lui ci viene mostrato come una persona egoista e per certi versi spietata, che a lavoro è capace di prendere delle decisioni che potrebbero distruggere le vite di molte persone. Come dice poi un personaggio del film, lui è uno che si lascia alla spalle coloro di cui non ha più bisogno. Il suo matrimonio è andato male e l’unico punto positivo che troviamo in lui è che in un certo modo vuole provare a riallacciare i rapporti con la figlia, anche se la sua superficialità e la sua ossessione con il lavoro non aiutano per niente la bambina. Quindi viene messo in risalto questo rapporto padre-figlia complesso, riuscendo in certi momenti a inserire delle scene che ci fanno presagire l’arrivo di qualcosa di grande e tremendo.

Sul treno poi facciamo la conoscenza degli altri personaggi, introdotti tutti molto bene e che durante la pellicola avranno lo spazio sufficiente per farsi apprezzare dal pubblico. Questi personaggi sono veramente tanti e tutti molto caratterizzati. Non si può fare a meno di citare Sang-hwa, un uomo grande e grosso che lavora come operaio, un personaggio diretto e un po’ burbero ma che si dimostra molto dolce e premuroso nei confronti della moglie incinta e fin dall’inizio si batterà con forza contro gli infetti e cercherà di salvare le persone intorno a lui. Ci sarebbe da parlare veramente tanto dei personaggi di questa pellicola. Sono tanti ma occupano tutti il giusto spazio, non rallentano l’azione e riescono rivelare molte informazioni interessanti su di loro, ma soprattutto sono umani e realistici. Tutti loro hanno situazioni e caratteristiche uniche: ci sono le due sorelle anziane che sono inseparabili e che si vogliono molto bene, il giovane giocatore di baseball che si ritrova con i suoi amici completamenti infetti e non riesce a fargli del male, il senzatetto completamente spaventato e confuso da questa situazione e anche dei personaggi negativi come l’uomo d’affari che pretende che gli siano date spiegazioni e più volte è disposto a sacrificare pur di avere salva la vita.
In una situazione del genere viene fuori la vera natura delle persone e, anche se molti sono egoisti, molti dei personaggi principali faranno del loro meglio per aiutare il prossimo come farà molto spesso Sang-hwa oppure nel suo piccolo anche Soo-an. Colui che invece si dimostra egoista è il protagonista, Seok-woo, che è pronto a pensare solo alla figlia e a lasciar morire gli altri, ma questa situazione lo aiuterà a crescere come persona, arrivando a collaborare con gli altri.

A livello di sceneggiatura il film è realizzato bene con personaggi molto umani e caratterizzati e degli attori assolutamente ottimi in quel ruolo, ma il film riesce a colpire lo spettatore anche per il suo lato tecnico. Prima di tutto è sicuramente interessante l’ambientazione principale del film: il treno. E’ un’ambientazione affascinante ma anche complessa. Lo spazio è limitato e stretto e quindi bisogna saper gestire bene le scene. All’inizio ad esempio vediamo come il contagio sia avvenuto nelle carrozze centrali e come le persone abbiano cercato di fuggire dalle parti opposte e qui vediamo la tensione che si crea nello scappare in un luogo così angusto, dov’è semplice cadere o rimanere incastrati tra le carrozze e i sedili. Un ambiente scomodo in cui muoversi ma agli infetti ciò non importa, sono spinti da una forza e una violenza inaudita e corrono travolgendosi l’un l’altro come un’orda. Il poco spazio disponibile riesce a creare anche un’ottimo senso di claustrofobia e riesce a trasmettere la sensazione che i sopravvissuti sul treno siano veramente in trappola.

Ci saranno dei momenti in cui il panico e la paura la faranno da padroni ma anche dei momenti in cui i personaggi reagiranno affrontando gli infetti, quando possibile. Ricordiamoci che il film, oltre a essere un horror, è anche un film d’azione e quest’ultimo elemento è ben reso. Le scene d’azione saranno presenti sia sul treno che fuori da esso. Sul treno avremo i protagonisti che cercano di superare le carrozze con gli infetti, alcune volte affrontandoli con quello che hanno, altre volte cercando di non farsi scoprire. Per quanto riguarda le scene in esterno, qui i personaggi dovranno fuggire perché gli infetti saranno veramente troppi e non hanno alcuna possibilità affrontandoli. Ciò che possono fare è appunto scappare o rallentarli e in queste scene rimaniamo colpiti dall’abilità con cui il regista riesce a gestire momenti del genere con così tante persone, dimostrando di sapersi muovere perfettamente anche in spazi ampi.

In tutto ciò non si può fare a meno di complimentarsi con due elementi chiave: il montaggio e il ritmo. E’ vero che per l’80% il film è ambientato dentro a un treno, ma questa pellicola ha un ritmo travolgente soprattutto quando gli zombi attaccano. Va avanti veloce senza avere un tentennamento e riesce sia a intrattenere che a mettere tensione grazie a ciò. Inoltre la pellicola è letteralmente una corsa verso un luogo sicuro. Il film è sempre una corsa, che sia sul treno o fuori, e tutto ciò che accade non fa altro che sorprendere lo spettatore. Train to Busan però non è solamente un film che si incentra sull’azione e sugli infetti, ma è un film che parla anche di personaggi scritti benissimo, personaggi umani che non vediamo come carne da macello, ma come persone reali intrappolate in una situazione orrenda e per cui facciamo il tifo.

Per concludere Train to Busan è sicuramente uno dei film sugli infetti più interessanti e belli usciti negli ultimi anni. E’ una pellicola realizzata benissimo a livello tecnico, con un ritmo e un montaggio sempre ottimo e vivace che non si ferma, ma che sa dare il giusto spazio ai protagonisti. E sono proprio i personaggi il fulcro di questa storia, dei personaggi che possiamo definire veri, reali, personaggi con cui non si può fare a meno di empatizzare e che vorremo vedere sopravvivere fino alla fine. Una pellicola horror e d’azione curata in ogni dettaglio e molto umana che consiglio assolutamente di recuperare.

Spero che la recensione ci sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

36 pensieri riguardo “Train to Busan

  1. Dopo l’abuso di film su zombi e infetti partiti con la saga di “Resident Evil”, mi son sempre tenuto alla larga da pellicole del genere. L’unica eccezione che mi son concesso è una serie tv coreana su Netflix, mi pare si chiamasse “Sweet home”, nella quale in una situazione diversa (un gruppo di condomini bloccati nel palazzo mentre fuori orrende creature infestavano il mondo) venivano comunque fuori le vere nature dei vari personaggi. Io sono comunque legato a storie di fantasmi per quel che riguarda gli horror asiatici, li trovo più interessanti. Comunque bella recensione :)

    1. Grazie per il commento! Negli ultimi anni gli infetti sono stati utilizzati veramente tanti a volte con risultati pessimi, ma ci sono stati film davvero interessanti. Ad esempio in Italia abbiamo fatto The End? L’inferno fuori, ambientato quasi completamente dentro un ascensore. Te lo consiglio, non è perfetto ma è davvero bello.

      1. Non lo conosco ma ho visto un film, si chiama “Devil”, ambientato in un ascensore fermo in un palazzo con 5 pesone all’interno ma credo che la trama sia diversa. Comuqnue cercherò di recuperarlo, grazie per il consiglio ;)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...