Sospesi nel tempo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo finalmente parlato di quel film geniale che era Gremlins, una commedia horror davvero bella che aveva degli animatronics ottimi e gestiti bene e soprattutto era una pellicola che riusciva con grande cura e intelligenza a unire perfettamente l’horror alla commedia, creando a volte situazioni da black humor indimenticabili ma capaci allo stesso modo di esprimere bellezza e meraviglia. Un film che mi ha segnato parecchio e che ho finalmente portato sul blog. Ci sono davvero tanti film e registi di cui vorrei discutere ma devo cercare di fare un minimo di ordine e di non creare casini ogni volta su chi o che film recensire. La scorsa volta abbiamo parlato ancora una volta di Joe Dante (ne avevamo già discusso poco tempo fa con Small Soldiers), un regista che apprezzo davvero tanto e che spero riesca ancora a dirigere film perché, a mio avviso, ha ancora molto da dire. Comunque sia penso sia il momento di portare sul blog un regista che finora non ho mai affrontato e che si merita sia il suo spazio sia il suo riconoscimento: Peter Jackson. Sicuramente la prima cosa che viene in mente pensando a lui è la trilogia de Il Signore degli Anelli ed è una cosa assolutamente normale visto che con quei film Jackson ci ha regalato uno dei fantasy più belli di sempre, riuscendo a essere fedele all’opera di Tolkien. Inoltre se si discute di Jackson si tende a parlare sempre del Il Signore degli Anelli e a volte dei film che ha diretto in seguito tra cui la trilogia de Lo Hobbit (però in pochi citano Amabili Resti, un film a mio avviso sottovalutato fin troppo). Sono pochi quelli che tendono a parlare del Jackson pre-Signore degli Anelli, il Jackson che dirigeva horror. Già, per chi non lo sapesse all’inizio della sua carriera il regista neozelandese ha diretto alcuni horror e i suoi due lavori più emblematici e che rimangono impressi sono sicuramente Bad Taste e Splatters – Gli schizzacervelli, due horror splatter capaci di far ridere di gusto lo spettatore. Oggi però non parlerò di quelle perle, oggi voglio parlare di un suo film che viene stranamente preso poco in considerazione, una pellicola che io trovo interessante e di cui mi divertirò a parlare.
Ecco a voi Sospesi nel tempo (The Frighteners), film horror comico del 1996 prodotto da Robert Zemeckis, scritto da Peter Jackson e Fran Walsh e diretto da Peter Jackson.

Trama:
Il film comincia con Patricia Bradley (Dee Wallace) che viene inseguita per tutta la casa da un’entità sovrannaturale che solo la madre sembra riuscire a tenere a bada. Dopo quest’introduzione conosciamo il protagonista del film, Frank Bannister (Michael J. Fox), un uomo all’apparenza strana che possiede un’abilità particolare: può vedere i fantasmi. Grazie a cio è diventato amico di ben tre fantasmi: Cyrus (Chi McBride), un gangster anni ’70, Stuart (Jim Fyfe), un secchione degli anni ’50 e infine il Giudice (John Astin), un pistolero del vecchio West. Insieme ai tre fantasmi Frank mette in atto delle vere e proprie truffe, dove i suoi amici spaventano le persone con eventi di poltergeist nelle loro abitazioni e Frank poi fa dei falsi esorcismi per sbarazzarsi di loro e farsi pagare profumatamente. Un giorno lui conosce Ray Lynskey (Peter Dobson), un uomo che lo ha preso in antipatia, e sua moglie Lucy Lynskey (Trini Alvarado) che invece si dimostra più gentile nei confronti di Frank. Il protagonista decide di infestare la loro casa e, dopo aver fatto il falso esorcismo, lui vede una cosa che non si aspettava: sulla fronte di Ray appare il numero 37 e solo Frank può vederlo. Frank torna a casa e il giorno dopo scopre che Ray è morto in circostanze strane ossia un’attacco cardiaco inspiegabile, come se il suo cuore fosse stato schiacciato dall’interno. Ray non è la prima vittima, anzi è ormai da un po’ di tempo che la cittadina sta avendo queste strane morti e nessuno sa spiegarsi il motivo. Frank, mentre è a cena con Lucy (quest’ultima vorrebbe parlare ancora con Ray), vede un’altra persona con un numero sulla fronte e finalmente vede la causa di tutte queste morti: un’ombra oscura che si aggira sotto forma di Cupo Mietitore. Frank cercherà di fermare questo essere terrificante, ma si rivelerà un osso duro e inoltre Frank si metterà nei guai con la polizia visto che lui è l’unico che si trova nei paraggi quando succedono queste cose.

Parliamo finalmente di Peter Jackson e soprattutto di uno dei suoi film che a mio avviso a cui in pochi hanno dedicato la giusta attenzione. E’ un film che vidi molto tempo fa in televisione e che mi sorprese tantissimo. A quei tempi però non avevo una buona conoscenza di cinema. Dopo tanti anni il film sarà rimasto ancora ottimo? Scopriamolo subito.

Prima di tutto bisogna parlare di come è nata questa pellicola. La sceneggiatura del film nasce appunto per mano di Jackson e di sua moglie Fran Walsh mentre stavano scrivendo Creature del cielo, altra pellicola incredibile che vi consiglio di recuperare. Comunque i due scrivono tre pagine di storia che mandano a Hollywood. La sceneggiatura venne notata da Zemeckis che vorrebbe usarla per un episodio della serie televisiva de I Racconti della cripta (d’altronde era uno dei produttori). Jackson e Walsh allora ampliano la sceneggiatura e la storia piace talmente tanto a Zemeckis che decide di produrla e di farla dirigere a Jackson. Un altro motivo per cui Zemeckis ha fatto questa scelta è stata la visone di Creature del cielo, un film che lo ha molto impressionato. E Zemeckis non è stato l’unico a rimanerne sorpreso, infatti anche il compositore Danny Elfman rimase talmente soddisfatto da quella pellicola che accettò volentieri di creare la colonna sonora di Sospesi nel tempo anche senza sapere di cosa trattasse la storia. E la sua colonna sonora è davvero perfetta per il film: riesce a essere molto movimentata e sa cambiare con naturalezza da motivetti allegri ad altri decisamente più cupi e pieni di pathos.

Parlando ancora del lato tecnico, ci terrei molto a discutere di uno degli elementi che sicuramente colpisce più di tutti: gli effetti speciali. Per questi effetti Peter Jackson si fece aiutare dalla Weta Digital, la compagnia di effetti visivi che lui aveva fondato nel 1993. Questo film dev’essere stato una vera e propria sfida per loro, visto che fino ad allora avevano lavorato principalmente con effetti artigianali a non con la CGI. E qui fecero un lavoro impressionante. Nella pellicola ci sono veramente tantissimi fantasmi e tutti trasparenti con quel colorito bianco-azzurro e capaci di passare attraverso oggetti e pareti e di modificare molte parti del loro corpo. E qui Jackson non ci va leggero con queste scene, anzi crea molte scene folli in cui i fantasmi fanno azioni assurde, passando da un luogo a un altro e a volte trasformandosi in fretta e diverse volte. Tra l’altro le interazioni con i fantasmi sono fatte molto bene e curate in ogni particolare e ogni volta risultano agli occhi dello spettatore credibili. La vera sfida però è stata la realizzazione dell’Oscuro Mietitore. Quella è sicuramente la creatura più complessa di tutte e non solo per il suo design (davvero bello) ma anche per come si muove: è velocissimo e a volte si muove come una bestia affamata, a volte a scatti ed è sicuramente quello che ha i movimenti più complicati e complessi. Il lavoro finale è stato però impressionante e ben fatto. Comunque non ci sono effetti in digitale ma sono presenti anche effetti artigianali come ad esempio il trucco applicato a certi attori e in particolar modo al trucco del Giudice che sembra veramente più ossa che carne e ha una mandibola mezza staccata fatta bene. Gli effetti speciali sono veramente impressionanti.

C’è anche un altro elemento ben gestito e curato che si ricollega a quello che ho detto di Gremlins la scorsa volta: l’ottima gestione dei vari generi. Anche in Gremlins uno dei punti forza era l’ottimo connubio tra horror e commedia e questo vale anche per Sospesi nel tempo. L’inizio è un esempio perfetto dove ci mostrano cosa sarà il film. La scena in cui Patricia scappa dallo spettro riesce a creare tensione ed è gestita molto bene con movimenti di macchina fatti con cura. E poi arriva il lato comico con la madre di Patricia, una donna con i capelli per aria e gli occhi fuori che con un fucile mette in fuga lo spettro. E questo è solo l’antipasto. Le scene comiche sono date molto spesso dai personaggi e le loro interazioni: i tre fantasmi amici di Frank sono molto divertenti e diversi tra di loro (anche per il periodo storico in cui provengono) e quest’ultima particolarità sarà un elemento comico ben sfruttato. Lo stesso Frank risulta comico quando parla con queste entità. Inoltre ci sono tanti personaggi bizzarri che appariranno nella pellicola, a volte anche sopra le righe ma senza andare oltre i limiti, creando a volte personaggi in certi casi grotteschi come Milton Dammers (Jeffrey Combs) che passa dall’essere comico all’essere inquietante con grande naturalezza e abilità.

L’horror comunque è presente e con forza, le scene con l’Oscuro Mietitore sono piene di tensione e riescono a tenere sulle spine lo spettatore e riesce perfino a spaventare per la sua cattiveria e per il fatto che sembri quasi inarrestabile. Ciò che fa funzionare quest’unione di generi è anche il ritmo, che ha un montaggio molto rapido e veloce, senza però esagerare, nelle scene horror e d’azione creando scene davvero niente male. Il montaggio ovviamente non è sempre così e ci sono dei momenti in cui si prende del tempo per discutere dei personaggi.

I personaggi. Ed eccoci arrivati a un altro elemento di forza della pellicola. Frank è sicuramente il personaggio scritto meglio di tutti. Lui riesce a vedere i fantasmi, un’abilità che lo ha reso strano agli occhi della cittadina e in parte lo ha fatto diventare un reietto. Dico in parte perché in realtà non è proprio colpa di questa sua abilità se si è isolato dal mondo intero, ma qualcosa legato al suo passato e che lo ha fatto crollare del tutto. Nonostante tutto però lui dimostra grande invettiva e intelligenza e farà una coppia ottima con Lucy, l’unica persona che crede in lui e che lo aiuterà come meglio può, dimostrando anche lei intelligenza e grande coraggio. Tutti loro sono caratterizzati benissimo e tutti loro sono riconoscibili per i loro modi di fare. Basti pensare appunto ai tre fantasmi, Cyrus, Stuart e il Giudice, il marito di Lucy, un fanatico della palestra, lo stesso Dimmers, completamente folle, fissato con le sette e spaventato dalle donne che urlano. C’è perfino un sergente fantasma al cimitero interpretato nientepopodimeno che da R. Lee Ermey, il sergente Hartman di Full Metal Jacket. Inizialmente doveva essere solo una piccola citazione all’opera di Kubrick ma visto che non riuscivano a trovare un attore adatto al ruolo, hanno deciso di chiamare lo stesso Ermey. E il risultato finale è incredibilmente comico ed esilarante.

Per concludere Sospesi nel tempo è un film straordinario che si dimostra ottimo in vari elementi. Gli effetti speciali sono curati e mostrano momenti davvero grandiosi, il film riesce a unire perfettamente la commedia e l’horror equilibrando i due generi con intelligenza e riuscendo perfino a inserire scene d’azione dirette bene. Anche la sceneggiatura è bellissima e molto originale nel modo di presentarsi e capisco perché Zemeckis ne sia rimasto colpito. Questo è un film davvero particolare e divertente e mi auguro che in molti lo riscoprano perché merita tantissimo.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

30 pensieri riguardo “Sospesi nel tempo

        1. Immagino perché lo spirito malvagio di questo film ha un design simile ai Nazgul. Che poi fu veramente difficile da realizzare in CGI. Ti consiglio di guardarlo. Anche se è completamente diverso, potresti trovare degli elementi in comunque con Il Signore degli Anelli a livello estetico.

  1. Lo avevo registrato, pensa, dalla tv, ma purtroppo alla registrazione mancava tutto il secondo tempo! La prima metà però mi ha lasciata perplessa, diciamo che il senso dell’umorismo non mi era proprio congeniale, ma dovrei senza dubbio recuperarlo nella sua interezza prima di giudicare! Grazie del promemoria e della bella recensione!

    1. Peter Jackson aveva un tipo di umorismo senza freni e sopra le righe in certi punti. Però è un umorismo che riesce sempre a far funzionare benissimo. Sì, prova a recuperarlo e fammi sapere che ne pensi. È un film che vale la pena di vedere.

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