Underwater (2020)

Devo ammettere che attendevo questo film con una certa curiosità. Sui motivi per cui attendevo questa pellicola ci tornerò dopo, ma ammetto che il progetto mi aveva preso anche se, quando uscì il trailer, la gente era divisa in due: c’era chi diceva che poteva essere un progetto interessante e altri invece che questo film sarebbe stato un pessimo film e avrebbe floppato al botteghino. Per quanto riguarda quest’ultimi ci hanno preso sul fatto che non avrebbe incassato (i suoi guadagni negli USA sono veramente pessimi). Però il film è qualcosa di inguardabile oppure è interessante e ha qualcosa da dire? Scopriamolo insieme.
Ecco a voi Underwater, pellicola fantascientifica horror diretta da William Eubank.

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Trama:
Le Industrie Tion hanno intenzione di trivellare sette miglia sotto la Fossa delle Marianne e per questo hanno costruito delle Stazioni sul fondo del mare. In una di queste stazioni, la Kepler 822, viene gravemente danneggiata e rischia di distruggersi per la pressione. L’ingegnere Norah Price (Kristen Stewart) e Rodrigo (Mamoudou Athie) riescono a chiudere la sezione danneggiata e impediscono che i danni so propaghino. Inizialmente tutto l’equipaggio sopravvissuto crede che tutto ciò sia stato causato da un terremoto ed escono per poter trovare una via di fuga ma subito dopo si renderanno conto che i danni non sono causati da un terremoto, ma da una o più feroci creature che si sono liberate con le trivellazioni.

Perché aspettavo questo film? Pensate alla trama: un gruppo di persone intrappolate in un luogo da cui non possono scappare e braccati da una creatura o entità misteriosa. Sono elementi che mi piacciono tantissimo e quindi tendo a fiondarmi in sala quando sento dell’uscita di questi lavori (un po’ come mi è success per Life). Ammetto però di capire molto bene le preoccupazioni di certe persone per quanto riguarda la pellicola. In giro ci sono tanti film con queste caratteristiche e purtroppo in molti casi il risultato è veramente pessimo e il più delle volte sembrano delle copie molto sbiadite di Alien di Ridley Scott. Ero però abbastanza positivo anche per via del regista, William Eubank, un regista molto promettente che nel 2014 aveva diretto il film fantascientifico The Signal, una storia molto interessante che consiglio a tutti di recuperare.
Quindi un bravo regista come lui, che a mio avviso potrà dare ancora molto al cinema, è in grado di di gestire un progetto così rischioso? Direi proprio di sì.

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Sapete quella frase che dice che si può capire se un film sarà bello o brutto dai primi minuti? Non sempre è veriteria, ci sono state delle occasioni in cui un film partisse un po’ male per poi recuperare parecchio in seguito e viceversa, ma per Underwater la regola vale eccome. Basti pensare alla panoramica iniziale che fa il regista prima che la telecamera si fermi su Kristen Stewart. Inquadrature lente e molto precise che ci fanno capire come questo momento sia la calma prima della tempesta. Quando poi il settore inizia a distruggersi per via della pressione, il film parte spedito e non si ferma più. La fuga della Stewart qui è resa benissimo:la macchina da presa in continuo movimento che riprende l’attrice sia davanti che dietro e un montaggio rapido e netto che sottolinea la gravità della situazione e soprattutto questo montaggio non è caotico o confusionario, nonostante la velocità riusciamo a capire benissimo cosa succede e il susseguirsi dell’azione. Dopo quest momento frenetico arriverà una tensione causata dalla claustrofobia ma soprattutto la paura di non sapere cosa stia realmente succedendo. I sopravvissuti sono confusi, non sanno la causa del disastro ma devono fuggire dalla stazione il prima possibile o almeno cercare aiuto perché tutta la struttura sta cadendo a pezzi.

Da quel momento ci saranno varie scene ambientate nelle profondità della Fossa delle Marianne e qui l’atmosfera sarà uno dei motivi che causerà la tensione. Ciò che ci viene mostrato è un paesaggio marino completamente all’oscuro. Riusciamo a vedere bene i protagonisti ma non bene ciò che li circonda e l’oscurità che li avvolge è pesante e soffocante. Nonostante i personaggi siano all’aperto, si ha comunque una forte sensazione di claustrofobia e in certi casi ciò viene accentuato con i primissimi piani che il regista farà della Stewart dentro la tuta. Il suo sguardo attento e spaventato dentro il casco da sub e intorno a lei un’oscurità fitta e terrificante.

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Come ho già detto, il film riese a tenere la tensione alta da quando succede l’incidente fino alle battute finali della pellicola e il ritmo non cala mai. Anche nei momenti in cui sono al sicuro al sicuro ci sarà una certa tensione e soprattutto una certa agitazione causata dal fatto che hanno poco tempoper fuggire anche per via dell’ossigeno. Anche prima che compaiono i mostri, il film funziona benissimo e sa intrattenere ma quando compariranno le creature la situazione si fa ancora più critica e in questo caso horror. La cosa che più spaventerà di loro è che ci accorgeremo di loro per via degli occhi luminosi che hanno. Gli esseri si vedranno poco ma quando lo faranno ci rimaranno impressi in special modo nel finale.

Un’altra nota positiva sono gli attori. Gli interpreti sono tutti bravi e preparati: abbiamo un ottimo Vincent Cassel, un divertente T.J. Miller e una convincente Jessica Henwick. Colei che però sorprende tutti e che regge le rendini della storia è Kristen Stewart. Una cosa che dirò molto spesso quando parlerò di lei sarà sempre questa: lei è stata ingiustamente derisa e criticata per via del ruolo di Isabella Swan in Twilight e per questo è considerata da molti una pessima attrice ancora oggi. Ciò mi fa capire che molti non hanno visto i flm a cui lei ha partecipato negli ultimi anni. Si è dimostrata molto capace e qui riesce a essere veramente ottima. Se poi volete vedere un film in cui la Stewart dà il meglio di se, vi consiglio di guardarvi il bellissimo Personal Shopper. Ve lo consiglio caldamente.

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L’unico difetto che ha questo film sono i personaggi. Non perché siano brutti o mal scritti ma perché sono poco approfonditi. Capisco che questa pellicola basi tutto sulla tensione e sul ritmo ma avrei tanto apprezzato vedere una caratterizzazione più profonda. Hanno una loro profondità e modo di comportarsi interessante, però alcuni di loro sono resi meglio di altri. La cosa bella è che quando uno di loro morirà proveremo dispiacere nei loro confronti Ciò mi fa pensare che se avessero messo un pò più di impegno, Underwater sarebbe potuto diventare un film grandioso.

C’è da aggiungere che questo film è stato realizzato nel 2017 e solo ora è stato portato nelle sale e soprattutto è l’ultimo film a mostrare il logo della 20th Century Fox (ora diventata 20th Century Studios).
Alla fine Underwater è una pellicola che riesce a dare molto pù di quel che mi aspettassi. Un film con una grande regia, un buon ritmo e degli ottimi attori, che purtroppo ha alcuni difetti, ma che sa intrattenere e tenere lo spettatore incollato allo schermo. Potrebbe non piacere a tutti, ne sono consapevole, ma è comunque un film che consiglio caldamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “Underwater (2020)

  1. Aspettavo (anzi, speravo, perché non ero certo che l’avresti scritta, visto che di cose ne vedete tante…) una tua recensione da quando su Facebook avevi detto che questo film ti era piaciuto molto!

    Ero curiosissimo di sentire il tuo parere (che rispetto molto), anche se avevo già deciso di vedere Underwater e non tanto per il soggetto fantascientifico (che comunque mi intriga molto) o per l’apparente claustrofobia dell’ambientazione (suggerita dal trailer), quanto per la presenza della Kristen Stewart, attrice che i frequentatori del mio blog sanno bene quanto io adori: da tempo presente nel mio pantheon personale e persino nella mia Top 25 Best Actresses, di lei ho visto tutto (si sappia che mi piacque anche nei vari Twilight) compresi gli spot pubblicitari e non sono mai rimasto deluso dal suo lavoro, anche quando ha recitato con copioni modesti… Figurarsi se poi mi citi uno dei suoi film migliori in assoluto come l’ottimo ultimo di Olivier Assayas (che poi la Stewart era stata molto brava anche in Sils Maria, pellicola bella bella ma linguisticamente meno moderna di Personal Shopper).

    Comunque, chiudendo la mia parentesi da fan-boy (per la Stewart ho lo stesso trasporto affettivo ed intellettuale assieme che provo per la Pugh, come due facce opposte della stessa medaglia… Una quasi eterea e l’atra pazza scatenata, entrambe grandissime), volevo chiederti una cosa su questo film: hai citato alcune opere di Sci-Fi orrorifica, ma non Abyss di Cameron, che io invece mi aspettavo fosse il riferimento dei produttori, quindi deduco che non ci azzecchi nulla, giusto?

    1. La Stewart è una brava attrice e spero che questa cosa le venga riconosciuta. Tornando alla tua domanda Underwater ha poco di The Abyss di Cameron. Nella pellicola di Cameron c’era il fascino dell’ignoto e dell’oceano qui tutto il contrario, qui è una lotta contro il tempo per sopravvivere sia alla distruzione della Stazione sia all’attacco delle creature. Posso però dirti che ha un pizzico di Lovecraft.

  2. Pensa che a pregiudizio ero convinto fosse una cavolata e avevo deciso di evitarlo; mi hai fatto ricredere, e soprattutto mi hai incuriosito, mi sa che lo andrò proprio a vedere.

    Condivido la tua opinione su Kristen Stewart, è cresciuta moltissimo da Twilight e proprio in Personal Shopper è davvero bravissima (e concordo anche su questo, il film è ottimo); secondo me però dipende molto anche dal regista, da come è capace di guidarla e, appunto, dirigerla per farle tirare fuori quello che può esprimere.

    1. Concordo su quello che hai scritto. A volte dipende anche dai registi e nella saga di Twilight non ha avuto modo di dimostrare le sue capacità. Stessa cosa per Pattinson, un grande attore che viene giudicato solo per la saga di Twilight quando invece è bravissimo e molto capace.

  3. Come sai, la penso all’opposto sul film :-P
    E non per i suoi innegabili “riferimenti” (diciamo pure scopiazzate) da Alien, ci mancherebbe: sia perché rifarsi ad Alien è sempre cosa buona e giusta, sia perché Alien stesso è un film-plagio con assolutamente nulla di originale. Semmai “Underwater” ha molte sospette somiglianze con “La cosa degli abissi” (1990), che a sua volta era un amalgama di “Alien” ed “Abyss”. Ma anche con “La creatura degli abissi” (1989) e si potrebbe andare avanti a lungo…
    Ciò che rimprovero al film è l’essere grande (cioè costoso) sembrando piccolo, con una sceneggiatura che ho trovato terribilmente ovvia, quando non proprio vuota, dove succede esattamente quello che ci si aspetta che succeda, dove ci sono strizzate d’occhio così grandi da creare congiuntivite – il coniglio bianco, la citazione di Alice… ma per sul serio??? – e in generale lo sento un film terribilmente furbetto (leggi “paraculo”).
    Ciò non toglie che abbia apprezzato molto la regia, davvero eccezionale e capace di virtuosismi tecnici da applauso: peccato che siano virtuosismi che servono a mascherare il vuoto di una sceneggiatura assente ingiustificata.

    1. Penso che il film abbia volutamente deciso di basarsi di più sul lato tecnico che sulla sceneggiatura. Del resto questo diciamo che è un film su commissione e che la regia l’hanno affidata all’ottimo Eubank. Credo che anche il regista abbia capito che come sceneggiatura non era chissà che e abbia deciso di dare il meglio di se attaverso regia, ritmo e bravura degli attori. Del resto molti film con sceneggiature abbastanza scadenti sono diventati film ottimi e ricordati proprio grazie alla regia (mi vengono in mente moltissimi film di Argento anche i primi dove una sceneggiatura con delle lacune diventava una storia stupenda grazie alla sua messa in scena).
      Capisco bene il tuo punto di vista e le tue critiche sono molto interessanti. Io lo considero una buona pellicola e anche una piccola sorpresa per me visto che poteva diventare veramente molto peggio se non era per il regista.

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