Archivio per 3 febbraio 2020

Devo ammettere che attendevo questo film con una certa curiosità. Sui motivi per cui attendevo questa pellicola ci tornerò dopo, ma ammetto che il progetto mi aveva preso anche se, quando uscì il trailer, la gente era divisa in due: c’era chi diceva che poteva essere un progetto interessante e altri invece che questo film sarebbe stato un pessimo film e avrebbe floppato al botteghino. Per quanto riguarda quest’ultimi ci hanno preso sul fatto che non avrebbe incassato (i suoi guadagni negli USA sono veramente pessimi). Però il film è qualcosa di inguardabile oppure è interessante e ha qualcosa da dire? Scopriamolo insieme.
Ecco a voi Underwater, pellicola fantascientifica horror diretta da William Eubank.

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Trama:
Le Industrie Tion hanno intenzione di trivellare sette miglia sotto la Fossa delle Marianne e per questo hanno costruito delle Stazioni sul fondo del mare. In una di queste stazioni, la Kepler 822, viene gravemente danneggiata e rischia di distruggersi per la pressione. L’ingegnere Norah Price (Kristen Stewart) e Rodrigo (Mamoudou Athie) riescono a chiudere la sezione danneggiata e impediscono che i danni so propaghino. Inizialmente tutto l’equipaggio sopravvissuto crede che tutto ciò sia stato causato da un terremoto ed escono per poter trovare una via di fuga ma subito dopo si renderanno conto che i danni non sono causati da un terremoto, ma da una o più feroci creature che si sono liberate con le trivellazioni.

Perché aspettavo questo film? Pensate alla trama: un gruppo di persone intrappolate in un luogo da cui non possono scappare e braccati da una creatura o entità misteriosa. Sono elementi che mi piacciono tantissimo e quindi tendo a fiondarmi in sala quando sento dell’uscita di questi lavori (un po’ come mi è success per Life). Ammetto però di capire molto bene le preoccupazioni di certe persone per quanto riguarda la pellicola. In giro ci sono tanti film con queste caratteristiche e purtroppo in molti casi il risultato è veramente pessimo e il più delle volte sembrano delle copie molto sbiadite di Alien di Ridley Scott. Ero però abbastanza positivo anche per via del regista, William Eubank, un regista molto promettente che nel 2014 aveva diretto il film fantascientifico The Signal, una storia molto interessante che consiglio a tutti di recuperare.
Quindi un bravo regista come lui, che a mio avviso potrà dare ancora molto al cinema, è in grado di di gestire un progetto così rischioso? Direi proprio di sì.

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Sapete quella frase che dice che si può capire se un film sarà bello o brutto dai primi minuti? Non sempre è veriteria, ci sono state delle occasioni in cui un film partisse un po’ male per poi recuperare parecchio in seguito e viceversa, ma per Underwater la regola vale eccome. Basti pensare alla panoramica iniziale che fa il regista prima che la telecamera si fermi su Kristen Stewart. Inquadrature lente e molto precise che ci fanno capire come questo momento sia la calma prima della tempesta. Quando poi il settore inizia a distruggersi per via della pressione, il film parte spedito e non si ferma più. La fuga della Stewart qui è resa benissimo:la macchina da presa in continuo movimento che riprende l’attrice sia davanti che dietro e un montaggio rapido e netto che sottolinea la gravità della situazione e soprattutto questo montaggio non è caotico o confusionario, nonostante la velocità riusciamo a capire benissimo cosa succede e il susseguirsi dell’azione. Dopo quest momento frenetico arriverà una tensione causata dalla claustrofobia ma soprattutto la paura di non sapere cosa stia realmente succedendo. I sopravvissuti sono confusi, non sanno la causa del disastro ma devono fuggire dalla stazione il prima possibile o almeno cercare aiuto perché tutta la struttura sta cadendo a pezzi.

Da quel momento ci saranno varie scene ambientate nelle profondità della Fossa delle Marianne e qui l’atmosfera sarà uno dei motivi che causerà la tensione. Ciò che ci viene mostrato è un paesaggio marino completamente all’oscuro. Riusciamo a vedere bene i protagonisti ma non bene ciò che li circonda e l’oscurità che li avvolge è pesante e soffocante. Nonostante i personaggi siano all’aperto, si ha comunque una forte sensazione di claustrofobia e in certi casi ciò viene accentuato con i primissimi piani che il regista farà della Stewart dentro la tuta. Il suo sguardo attento e spaventato dentro il casco da sub e intorno a lei un’oscurità fitta e terrificante.

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Come ho già detto, il film riese a tenere la tensione alta da quando succede l’incidente fino alle battute finali della pellicola e il ritmo non cala mai. Anche nei momenti in cui sono al sicuro al sicuro ci sarà una certa tensione e soprattutto una certa agitazione causata dal fatto che hanno poco tempoper fuggire anche per via dell’ossigeno. Anche prima che compaiono i mostri, il film funziona benissimo e sa intrattenere ma quando compariranno le creature la situazione si fa ancora più critica e in questo caso horror. La cosa che più spaventerà di loro è che ci accorgeremo di loro per via degli occhi luminosi che hanno. Gli esseri si vedranno poco ma quando lo faranno ci rimaranno impressi in special modo nel finale.

Un’altra nota positiva sono gli attori. Gli interpreti sono tutti bravi e preparati: abbiamo un ottimo Vincent Cassel, un divertente T.J. Miller e una convincente Jessica Henwick. Colei che però sorprende tutti e che regge le rendini della storia è Kristen Stewart. Una cosa che dirò molto spesso quando parlerò di lei sarà sempre questa: lei è stata ingiustamente derisa e criticata per via del ruolo di Isabella Swan in Twilight e per questo è considerata da molti una pessima attrice ancora oggi. Ciò mi fa capire che molti non hanno visto i flm a cui lei ha partecipato negli ultimi anni. Si è dimostrata molto capace e qui riesce a essere veramente ottima. Se poi volete vedere un film in cui la Stewart dà il meglio di se, vi consiglio di guardarvi il bellissimo Personal Shopper. Ve lo consiglio caldamente.

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L’unico difetto che ha questo film sono i personaggi. Non perché siano brutti o mal scritti ma perché sono poco approfonditi. Capisco che questa pellicola basi tutto sulla tensione e sul ritmo ma avrei tanto apprezzato vedere una caratterizzazione più profonda. Hanno una loro profondità e modo di comportarsi interessante, però alcuni di loro sono resi meglio di altri. La cosa bella è che quando uno di loro morirà proveremo dispiacere nei loro confronti Ciò mi fa pensare che se avessero messo un pò più di impegno, Underwater sarebbe potuto diventare un film grandioso.

C’è da aggiungere che questo film è stato realizzato nel 2017 e solo ora è stato portato nelle sale e soprattutto è l’ultimo film a mostrare il logo della 20th Century Fox (ora diventata 20th Century Studios).
Alla fine Underwater è una pellicola che riesce a dare molto pù di quel che mi aspettassi. Un film con una grande regia, un buon ritmo e degli ottimi attori, che purtroppo ha alcuni difetti, ma che sa intrattenere e tenere lo spettatore incollato allo schermo. Potrebbe non piacere a tutti, ne sono consapevole, ma è comunque un film che consiglio caldamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]