Batman (1989)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema e più precisamente del mondo dell’animazione, prendendo in esame un’opera della DreamWorks che fu un successo di critica e di pubblico e che ridiede speranza a questo studio ossia Il Gatto con gli Stivali 2 – L’ultimo desiderio. Gatto ormai è una leggenda vivente e vive numerose avventure. Un giorno però, dopo aver sconfitto un gigante, viene schiacciato da una campana e muore. Si risveglia nello studio del medico e scopre di aver sprecato otto delle sue nove vite e il medico lo esorta a smettere con le avventure. Gatto non gli da retta, ma tutto cambia quando incontra un lupo che gli da la caccia e che per poco non lo uccide. Gatto, spaventato, si rifugia in una casa per gatti domestici ed è qui che scopre l’esistenza della Stella dei Desideri, capace di esaudire qualsiasi desiderio. Quindi partirà per quest’avventura accompagnato dai suoi amici e affrontando numerosi nemici. Questo film fu una grande sorpresa, con un lato tecnico stupendo che dava alla storia un aspetto fiabesco attraverso dei colori che sembrano acquerelli e l’uso dei low frames per dare maggior dinamismo alle scene d’azione e una regia che crea sequenze meravigliose che rimangono impresse. La storia è scritta molto bene e ha numerosi personaggi approfonditi e stupendi che non rallentano affatto la trama e hanno il loro giusto spazio. E poi il film parla di tematiche come la morte e la sua accettazione e anche la vita e la sua valorizzazione e lo fa con maturità. Lo consiglio assolutamente!
Con questo articolo torniamo a parlare di live-action e riprendiamo a discutere di un regista che ho sempre amato e che qui traspone un personaggio dei fumetti molto amato.
Ecco a voi Batman, pellicola di supereroi del 1989 scritta da Sam Hamm e Warren Skareen e diretta da Tim Burton.

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Trama:
Gotham è una città governata dal crimine e uno dei boss mafiosi più potenti della città è Carl Grissmon (Jack Palance) che gestisce tutta la corruzione, ma negli ultimi tempi c’è qualcuno che si aggira per le strade, spaventando i criminali, ossia Batman che per alcuni è ancora una leggenda metropolitana. Batman però esiste e dietro la sua maschera si nasconde Bruce Wayne (Michael Keaton) e sul suo caso stanno indagando il giornalista Alexander Knox (Robert Wuhl) e la fotografa Vicki Vale (Kim Basinger). Nel frattempo Grossman decide di mandare il suo braccio destro, Jack Napier (Jack Nicholson) alla AXIS, un impianto chimico in cui deve far sparire dei documenti compromettenti. In realtà quella è una trappolare per Napier, una trappola organizzata da Grossman per vendicarsi visto che Napier ha una relazione segreta con la sua donna. Sul posto quindi intervengono i poliziotti corrotti di Grossman, il commissario Gordon (Pat Hingle) e lo stesso Bateman che affronta Napier e lo fa cadere accidentalmente in una vasca piena di acido. Napier sopravvive all’incidente ma rimane orribilmente sfigurato e, dopo un intervento di chirurgia plastica fallito, ha anche un ghigno terrificante. Lui impazzisce del tutto guardando il suo volto e decide di diventare il Joker e portare caos nella città e vendicarsi di Batman.

Ho sempre apprezzato il Batman di Burton e anche se il mio preferito è il secondo capitolo, che ha molti più elementi burtoniani, questo primo film si dimostrò importante per la figura di Batman che in quel periodo stava tornando in auge e aiutò Burton per la realizzazione dei suoi film successivi.

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Come avevo detto, questo film aiutò molto Batman perché il personaggio verso la fine degli anni ’70 stava affrontando un grande momento di crisi e le sue avventure erano costellate da gag, commedia e personaggi bizzarri. Per questo nel 1989 i produttore Benjamin Melniker e Michael E. Uslan acquisirono i diritti del personaggio con l’intento di fare un film che rispettasse l’idea originale di Bob Kane, il suo creatore, ossia un Batman oscuro e serio. Qui però ebbero molte difficoltà a trovare qualcuno che accettasse il loro progetto e per questo Uslan scrisse una sceneggiatura, Return of the Batman, in modo da dare un’immagine chiara al mondo del cinema di com’era veramente Batman, anticipando così Batman – Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller, che ridiede spessore al personaggio. Proposero il progetto alla Universal, che rifiutò, e alla fine fu la Warner ad accettare quest’idea, forte anche del successo dei film su Superman con Christopher Reeves. Nel 1983 Tom Mankiewicz scrisse una sceneggiatura per Batman, concentrandosi sulle origini dell’eroe e di Dick Grayson, il primo Robin, e con Joker e Rupert Thorne come villain. Molti registi si approcciarono al progetto tra cui Ivan Reitman e Joe Dante e qualcuno suggerì perfino Wes Craven. Alla fine la Warner scelse Tim Burton, soprattutto dopo il successo di Pee-wee’s Big Adventures e qui Burton decise di scartare lo script di Mankiewicz e, dopo l’uscita del fumetto di Frank Miller, si prese ispirazione da quello per quanto riguarda l’atmosfera e si decise di abbandonare l’idea di una storia sulle origini e la scrittura venne affidata a Sam Hamm. E dopo tanti anni, nel 1988, iniziò la produzione del film.

Partiamo dal lato tecnico che fin da subito funziona benissimo in cui si può vedere il grande budget che venne affidato a Burton e le capacità di quest’ultimo come regista. Una cosa che ho sempre apprezzato di questa pellicola è che qui Burton decide di dare al tutto un aspetto totalmente noir. Fin dalla prima inquadratura abbiamo un’ottima visuale di Gotham attraverso un set davvero grande e ben gestito, in cui vediamo la grandezza della città ma ne vediamo soprattutto la caoticità e la sporcizia, perfino nei luoghi centrali e più ricchi del posto. Anche l’abbigliamento dei personaggi era tipico delle opere noir e la fotografia funziona benissimo ed è perfetta per lo stile di Burton, creando degli ottimi giochi di luce e ombra con un’ovvia ispirazione espressionista. Anche se in altri punti c’è un tipo di illuminazione più accesa. E qui Burton riesce a gestire bene la storia, attraverso un ottimo ritmo che non è in alcun modo frenetico e con calma espone i personaggi e la loro evoluzione, dandoci un’idea chiara di tutto quanto e dando più credibilità alla storia.

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La messa in scena è ottima ed è capace di creare sequenze stupende che sono anche entrate nell’immaginario come ad esempio la nascita di Joker, una sequenza ottima in cui vediamo Napier solo di spalle, mentre si toglie le bende dal volto con una tensione crescente e quando finalmente si guarda allo specchio lo vediamo diventare folle e il tutto solo attraverso le immagini. Lo stesso dicasi per tutte le sequenze finale nella cattedrale in cui si raggiunge il climax. Anche gli effetti speciali sono fatti bene, in special modo quelli artigianali come ad esempio i modellini della città di Gotham, che ancora oggi convincono e lo stesso vale per i gadget di Batman, come la Batmobile e il Batplano. Tutti gli effetti artigianali sono ottimi e una cosa che ho sempre apprezzato è il trucco di Joker che con quel ghigno perenne sul volto risulta davvero grottesco. Quindi i lato tecnico funziona bene e anche la sceneggiatura convince.

Di base la storia di questo Batman è molto semplice, con il nostro eroe che deve fermare il Joker. Nonostante ciò il film riesce a essere articolato, soprattutto nella prima parte e come si evolve il tutto. Infatti all’inizio il film è quasi un noir anche a livello di trama, con una grande città governata dai mafiosi e dai gangster e con una parte della polizia corrotta. Anche le motivazioni che spingono Grossman a tradire Napier, la gelosia nei confronti della sua ragazza, ha un che di noir. Fino a quando Napier non diventa Joker, il film ha tantissimi elementi di questo genere ma anche la seconda parte è ottime e ciò che convince sono i personaggi, soprattutto Bruce Wayne e Joker. Infatti ho apprezzato come hanno reso Wayne, allontanandosi dalla figura di miliardario playboy che fa scandalo per nascondere la propria identità. Qui Wayne, anche nell’aspetto, sembra un uomo comune, una persona calma che ha il suo fascino ma non è proprio un divo del cinema e soprattutto, guardandolo, non sembra qualcuno in grado di prendere a pugni il crimine. Ai tempi la scelta di Keaton come interprete di Batman fu molto criticata per il fatto che fosse basso e perché l’attore aveva preso ruoli comici fino a quel momento.

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E invece Keaton fa un lavoro eccellente sia come Bruce sia come Batman e vi invito a vedere il film in lingua originale per capire come riesce a cambiare completamente voce quando è Batman (e infatti a oggi è uno degli interpreti di Batman più amati in assoluto). Quello che colpisce di più però è il Joker e qui è interessante vedere come hanno gestito il dualismo tra i due. Infatti i due si sono creati a vicenda, Napier ha creato Batman e Batman ha creato il Joker. Nicholson porta sullo schermo una grande interpretazione, un personaggio folle e inquietante ma con una spiccata intelligenza e un grande senso dell’umorismo. Quello che apprezzo di questa versione del Joker è che non è semplicemente un pazzo che vuole distruggere tutto, ma qualcuno che attraverso la distruzione vuole creare. Infatti alla fine vuole modificare la bellezza in qualcosa che si avvicini al suo volto. Non a caso delle scene emblematiche sono quelle in cui modifica i quadri e quando mette quel gas nei cosmetici. E avere un cattivo caratterizzato così bene valorizza parecchio la storia.

Per concludere, Batman è un ottimo film sui supereroi con un lato tecnico che convince, con questo aspetto noir che si sposa perfettamente con una storia semplice ma ben articolata e con due personaggi come Batman e Joker che sono scritti benissimo e mostrano un forte dualismo. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

Un pensiero riguardo “Batman (1989)

  1. Un film che ha segnato profondamente l’immaginario legato a Batman, restituendogli finalmente quell’anima oscura e gotica che gli appartiene. Keaton, inizialmente tanto criticato, si rivelò una scelta perfetta, mentre Nicholson riuscì a creare un Joker folle, teatrale e inquietante, capace quasi di rubare la scena al protagonista. Molto interessante anche il dualismo tra i due, che in questa versione finiscono davvero per generarsi a vicenda. Personalmente adoro anche di più *Batman – Il ritorno*, ancora più profondamente burtoniano, ma senza questo primo film probabilmente il cinema dei supereroi non sarebbe diventato quello che conosciamo oggi. Bellissima e approfondita recensione!

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