Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema e più precisamente del mondo dell’animazione, prendendo in esame un’opera della DreamWorks che fu un successo di critica e di pubblico e che ridiede speranza a questo studio ossia Il Gatto con gli Stivali 2 – L’ultimo desiderio. Gatto ormai è una leggenda vivente e vive numerose avventure. Un giorno però, dopo aver sconfitto un gigante, viene schiacciato da una campana e muore. Si risveglia nello studio del medico e scopre di aver sprecato otto delle sue nove vite e il medico lo esorta a smettere con le avventure. Gatto non gli da retta, ma tutto cambia quando incontra un lupo che gli da la caccia e che per poco non lo uccide. Gatto, spaventato, si rifugia in una casa per gatti domestici ed è qui che scopre l’esistenza della Stella dei Desideri, capace di esaudire qualsiasi desiderio. Quindi partirà per quest’avventura accompagnato dai suoi amici e affrontando numerosi nemici. Questo film fu una grande sorpresa, con un lato tecnico stupendo che dava alla storia un aspetto fiabesco attraverso dei colori che sembrano acquerelli e l’uso dei low frames per dare maggior dinamismo alle scene d’azione e una regia che crea sequenze meravigliose che rimangono impresse. La storia è scritta molto bene e ha numerosi personaggi approfonditi e stupendi che non rallentano affatto la trama e hanno il loro giusto spazio. E poi il film parla di tematiche come la morte e la sua accettazione e anche la vita e la sua valorizzazione e lo fa con maturità. Lo consiglio assolutamente!
Con questo articolo torniamo a parlare di live-action e riprendiamo a discutere di un regista che ho sempre amato e che qui traspone un personaggio dei fumetti molto amato.
Ecco a voi Batman, pellicola di supereroi del 1989 scritta da Sam Hamm e Warren Skareen e diretta da Tim Burton.

Trama:
Gotham è una città governata dal crimine e uno dei boss mafiosi più potenti della città è Carl Grissmon (Jack Palance) che gestisce tutta la corruzione, ma negli ultimi tempi c’è qualcuno che si aggira per le strade, spaventando i criminali, ossia Batman che per alcuni è ancora una leggenda metropolitana. Batman però esiste e dietro la sua maschera si nasconde Bruce Wayne (Michael Keaton) e sul suo caso stanno indagando il giornalista Alexander Knox (Robert Wuhl) e la fotografa Vicki Vale (Kim Basinger). Nel frattempo Grossman decide di mandare il suo braccio destro, Jack Napier (Jack Nicholson) alla AXIS, un impianto chimico in cui deve far sparire dei documenti compromettenti. In realtà quella è una trappolare per Napier, una trappola organizzata da Grossman per vendicarsi visto che Napier ha una relazione segreta con la sua donna. Sul posto quindi intervengono i poliziotti corrotti di Grossman, il commissario Gordon (Pat Hingle) e lo stesso Bateman che affronta Napier e lo fa cadere accidentalmente in una vasca piena di acido. Napier sopravvive all’incidente ma rimane orribilmente sfigurato e, dopo un intervento di chirurgia plastica fallito, ha anche un ghigno terrificante. Lui impazzisce del tutto guardando il suo volto e decide di diventare il Joker e portare caos nella città e vendicarsi di Batman.
Ho sempre apprezzato il Batman di Burton e anche se il mio preferito è il secondo capitolo, che ha molti più elementi burtoniani, questo primo film si dimostrò importante per la figura di Batman che in quel periodo stava tornando in auge e aiutò Burton per la realizzazione dei suoi film successivi.

Come avevo detto, questo film aiutò molto Batman perché il personaggio verso la fine degli anni ’70 stava affrontando un grande momento di crisi e le sue avventure erano costellate da gag, commedia e personaggi bizzarri. Per questo nel 1989 i produttore Benjamin Melniker e Michael E. Uslan acquisirono i diritti del personaggio con l’intento di fare un film che rispettasse l’idea originale di Bob Kane, il suo creatore, ossia un Batman oscuro e serio. Qui però ebbero molte difficoltà a trovare qualcuno che accettasse il loro progetto e per questo Uslan scrisse una sceneggiatura, Return of the Batman, in modo da dare un’immagine chiara al mondo del cinema di com’era veramente Batman, anticipando così Batman – Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller, che ridiede spessore al personaggio. Proposero il progetto alla Universal, che rifiutò, e alla fine fu la Warner ad accettare quest’idea, forte anche del successo dei film su Superman con Christopher Reeves. Nel 1983 Tom Mankiewicz scrisse una sceneggiatura per Batman, concentrandosi sulle origini dell’eroe e di Dick Grayson, il primo Robin, e con Joker e Rupert Thorne come villain. Molti registi si approcciarono al progetto tra cui Ivan Reitman e Joe Dante e qualcuno suggerì perfino Wes Craven. Alla fine la Warner scelse Tim Burton, soprattutto dopo il successo di Pee-wee’s Big Adventures e qui Burton decise di scartare lo script di Mankiewicz e, dopo l’uscita del fumetto di Frank Miller, si prese ispirazione da quello per quanto riguarda l’atmosfera e si decise di abbandonare l’idea di una storia sulle origini e la scrittura venne affidata a Sam Hamm. E dopo tanti anni, nel 1988, iniziò la produzione del film.
Partiamo dal lato tecnico che fin da subito funziona benissimo in cui si può vedere il grande budget che venne affidato a Burton e le capacità di quest’ultimo come regista. Una cosa che ho sempre apprezzato di questa pellicola è che qui Burton decide di dare al tutto un aspetto totalmente noir. Fin dalla prima inquadratura abbiamo un’ottima visuale di Gotham attraverso un set davvero grande e ben gestito, in cui vediamo la grandezza della città ma ne vediamo soprattutto la caoticità e la sporcizia, perfino nei luoghi centrali e più ricchi del posto. Anche l’abbigliamento dei personaggi era tipico delle opere noir e la fotografia funziona benissimo ed è perfetta per lo stile di Burton, creando degli ottimi giochi di luce e ombra con un’ovvia ispirazione espressionista. Anche se in altri punti c’è un tipo di illuminazione più accesa. E qui Burton riesce a gestire bene la storia, attraverso un ottimo ritmo che non è in alcun modo frenetico e con calma espone i personaggi e la loro evoluzione, dandoci un’idea chiara di tutto quanto e dando più credibilità alla storia.

La messa in scena è ottima ed è capace di creare sequenze stupende che sono anche entrate nell’immaginario come ad esempio la nascita di Joker, una sequenza ottima in cui vediamo Napier solo di spalle, mentre si toglie le bende dal volto con una tensione crescente e quando finalmente si guarda allo specchio lo vediamo diventare folle e il tutto solo attraverso le immagini. Lo stesso dicasi per tutte le sequenze finale nella cattedrale in cui si raggiunge il climax. Anche gli effetti speciali sono fatti bene, in special modo quelli artigianali come ad esempio i modellini della città di Gotham, che ancora oggi convincono e lo stesso vale per i gadget di Batman, come la Batmobile e il Batplano. Tutti gli effetti artigianali sono ottimi e una cosa che ho sempre apprezzato è il trucco di Joker che con quel ghigno perenne sul volto risulta davvero grottesco. Quindi i lato tecnico funziona bene e anche la sceneggiatura convince.
Di base la storia di questo Batman è molto semplice, con il nostro eroe che deve fermare il Joker. Nonostante ciò il film riesce a essere articolato, soprattutto nella prima parte e come si evolve il tutto. Infatti all’inizio il film è quasi un noir anche a livello di trama, con una grande città governata dai mafiosi e dai gangster e con una parte della polizia corrotta. Anche le motivazioni che spingono Grossman a tradire Napier, la gelosia nei confronti della sua ragazza, ha un che di noir. Fino a quando Napier non diventa Joker, il film ha tantissimi elementi di questo genere ma anche la seconda parte è ottime e ciò che convince sono i personaggi, soprattutto Bruce Wayne e Joker. Infatti ho apprezzato come hanno reso Wayne, allontanandosi dalla figura di miliardario playboy che fa scandalo per nascondere la propria identità. Qui Wayne, anche nell’aspetto, sembra un uomo comune, una persona calma che ha il suo fascino ma non è proprio un divo del cinema e soprattutto, guardandolo, non sembra qualcuno in grado di prendere a pugni il crimine. Ai tempi la scelta di Keaton come interprete di Batman fu molto criticata per il fatto che fosse basso e perché l’attore aveva preso ruoli comici fino a quel momento.

E invece Keaton fa un lavoro eccellente sia come Bruce sia come Batman e vi invito a vedere il film in lingua originale per capire come riesce a cambiare completamente voce quando è Batman (e infatti a oggi è uno degli interpreti di Batman più amati in assoluto). Quello che colpisce di più però è il Joker e qui è interessante vedere come hanno gestito il dualismo tra i due. Infatti i due si sono creati a vicenda, Napier ha creato Batman e Batman ha creato il Joker. Nicholson porta sullo schermo una grande interpretazione, un personaggio folle e inquietante ma con una spiccata intelligenza e un grande senso dell’umorismo. Quello che apprezzo di questa versione del Joker è che non è semplicemente un pazzo che vuole distruggere tutto, ma qualcuno che attraverso la distruzione vuole creare. Infatti alla fine vuole modificare la bellezza in qualcosa che si avvicini al suo volto. Non a caso delle scene emblematiche sono quelle in cui modifica i quadri e quando mette quel gas nei cosmetici. E avere un cattivo caratterizzato così bene valorizza parecchio la storia.
Per concludere, Batman è un ottimo film sui supereroi con un lato tecnico che convince, con questo aspetto noir che si sposa perfettamente con una storia semplice ma ben articolata e con due personaggi come Batman e Joker che sono scritti benissimo e mostrano un forte dualismo. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
[…] progetti futuri e che aiutò a risollevare un supereroe che stava uscendo da una crisi artistica, Batman. Gotham è una città in cui dilaga il crimine ed è controllata dal boss mafioso Carl Grossman, ma […]
anche a me piace molto questo film^^
però per me non è il miglior batman: per me sarebbe nella combinazione di burton regista e bale batman; però forse lui è troppo bellone e sfrontato per essere un protagonista burtoniano
Mi fa molto piacere! Su chi sia il miglior Batman posso dire che la cosa è relativa. A mio avviso Bale ha fatto un ottimo lavoro e anche Keaton si è dimostrato stupendo. Secondo me il peggiore è Ben Affleck (poveretto, penso che anche lui si vergogni profondamente di come hanno reso quel Batman).
affleck l’ho visto solo in suicide squad :)
keaton non mi piace come bruce wayne
Bè, sappi che purtroppo non ha fatto un buon lavoro (e diciamo che era difficile fare un buon lavoro con quella sceneggiatura tremenda) e inoltre il suo design mi faceva un sacco ridere. Era talmente grosso e pompato che non so come riusciva a muoversi. Un design del genere funziona bene in un fumetto ma nella realtà è veramente goffo.
oppure hai la struttura
hemsworth aveva un fisico da modello, l’altezza e lo slancio lo hanno salvato dai muscoli; the rock e simili invece sono imponenti di struttura ossea
affleck ha un fisico normale xD
Ma nel costume sembra veramente molto largo e pompato. E’ il costume che non funziona. Per farlo minaccioso lo hanno reso un bambolotto troppo gonfiato XD
[…] Warner, visto l’enorme successo del primo capitolo, voleva assolutamente fare un seguito con DeVito nel ruolo del Pinguino e Robin Williams in quello […]
A mio giudizio Tim Burton ha fatto bene a evitare di soffermarsi sulle origini di Batman, perché le conoscono tutti, quindi lo spettatore nel vederle avrebbe pensato “Sì vabbè, questo lo so già, vogliamo arrivare al punto?”. E infatti ricordo nitidamente di aver interrotto quasi sul nascere la visione di Batman vs Superman proprio per questo motivo: perché lo sceneggiatore non aveva trovato di meglio da fare che raccontare per l’ennesima volta l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne. Avevo anche speso 10 euro per comprare il dvd in edicola, ma non ho mai rimpianto la mia scelta: infatti mollando il film sul nascere perdevo soltanto quei 10 euro, proseguendola invece perdevo anche 2 ore della mia vita. E siccome sono più geloso del mio tempo che dei miei soldi, quelle 2 ore ho preferito spenderle in un altro modo.
Riguardo al film di cui parli in questo post, quando passa in tv lo guardo sempre volentieri. Come in molti film di Burton c’è almeno una scena troppo disturbante (quella in cui si scopre che il Joker ha sfigurato la sua amante), ma qui il regista ha saputo tenere a freno questo suo difetto, e quindi si guarda con molto piacere. Inoltre, quella caduta di stile viene compensata da tante altre scene che invece sono riuscitissime, e rimangono davvero impresse nella memoria. Penso ad esempio alla riunione in cui il Joker uccide un uomo con una stretta di mano elettrificata, oppure a quella che hai citato anche tu in cui il suo volto ghignante viene scoperto poco a poco tramite una geniale inquadratura di spalle.
Tu hai giustamente definito delle ottime scelte di casting l’ingaggio di Michael Keaton per il ruolo di Batman e quello di Jack Nicholson per il ruolo di Joker (se già allora fosse esistito l’Oscar per il miglior casting questo film l’avrebbe vinto a mani basse). Io aggiungo che fu un ottima scelta di casting anche quella di ingaggiare nel ruolo di Vicki Vale quella che allora era la donna più bella e desiderata del mondo, Kim Basinger. A lei sono molto legato anche per un motivo “familiare”, che ho spiegato in questo post (in cui parlo anche del Batman del 1989): https://wwayne.wordpress.com/2023/06/30/per-mio-padre-era-un-mito/
Batman v Superman è un film tremendo sotto ogni punto di vista. Lo trovo veramente tremendo, pretenzioso, pomposo ma completamente vuoto e spoglio di qualsiasi cosa. E comunque quella parte sulle origini di Batman servivano per costruire la scena “Martha”. Mio Dio, ancora non ci credo che hanno veramente pensato che quell’idea fosse buona. Sta di fatto che Burton è riuscito a rendere il suo Joker veramente affascinante, un distruttore di tutto ciò che è bello e artistico, anche per questo sfigura l’amante, credendo di fare arte anche sulle persone, quando invece è solo distruttivo. In ogni caso vado a leggere il tuo articolo.
Mi sono appena ricordato che avevo fatto una bella discussione con te a riguardo, specialmente sul film The Flash, una discussione veramente interessante a mio avviso.
L’ho appena riletta, e anch’io l’ho trovata molto interessante. Tra l’altro mette in luce praticamente tutti gli errori commessi dalla DC con i suoi cinecomics recenti, 2 su tutti:
– il tentativo di scimmiottare l’ironia dei cinecomics della Marvel, nonostante quell’impostazione sia troppo dissonante con la cupezza dei personaggi della DC;
– la tendenza della DC a modificare l’impostazione dei suoi cinecomics in modo radicale e con tempistiche sbagliate. Perché se il regista era partito con un’idea di film in testa, ha girato metà delle scene seguendo quell’idea e poi arriva la DC a dirgli di cambiare tutto, lui sarà costretto a girare il resto delle scene seguendo le nuove indicazioni della DC. Ma siccome l’idea di partenza era tutt’altra, il risultato finale sarà un guazzabuglio in cui convivono delle scene così diverse nei toni da sembrare che appartengano a film diversi. Un caso estremo è il film della Justice League, perché in quel caso la DC chiese a Joss Whedon di trasformarlo in un film comico in stile Avengers addirittura a riprese ultimate: il massimo che riuscì a fare Whedon fu girare qualche scena aggiuntiva con quello stile e piazzarla in mezzo a quelle seriose girate da Zack Snyder, ma ovviamente non riuscì a evitare l’effetto guazzabuglio che ti dicevo prima.
In quel caso dovevano allontanarsi dal modello Marvel a tutti i costi se volevano riuscire a differenziarsi e ad attrarre le persone. Hanno cercato appunto di fare come la Marvel ma il progetto della Marvel era un progetto con un nque ben studiato e di lungo periodo mentre invece con la DC hanno praticamente bruciato tutte le tappe. E sì, il fatto che arrivassero a cambiare completamente tono dell’opera e quindi a cambiare radicalmente l’idea di base, dimostrava quanto poco chiare fossero le loro idee e di quanto poco si fidassero di queste idee. A mio avviso avrebbero dovuto fare film stand alone sui vari supereroi. Avrebbe funzionato meglio. In quel caos qualche film buono venne pure fuori, tipo il primo Shazam, ma per il resto fu un totale disastro e per il momento Gunn con questo nuovo universo sta facendo le cose in maniera decisamente migliori.
Anche nei fumetti la DC agisce allo stesso modo. Ad esempio, ricordo che anni fa lo scrittore e disegnatore Rob Liefeld si licenziò dalla DC, e imputò la sua decisione all’abitudine di questa casa editrice di imporre degli stravolgimenti narrativi anche quando erano già state scritte le sceneggiature e perfino disegnate le tavole.
A questo proposito citò un episodio specifico: lui a quei tempi stava lavorando sulla serie di un supereroe minore (Grifter), e ad un certo punto i suoi superiori decisero di organizzare un crossover tra quel personaggio e Superman. Gli scrittori e i disegnatori di entrambe le serie si misero al lavoro, e quando lo avevano già completato la DC disse che non se ne faceva più di nulla. Immaginati la frustrazione di questi artisti nel vedere polverizzati mesi di duro lavoro.
Ricordo che alla fine una parte di questo crossover fu pubblicata comunque e Grifter fece capolino in una storia di Superman, quindi Liefeld non stava mentendo: alla DC le cose funzionano davvero come ha detto lui. In un contesto del genere, capisci bene che è difficile sfruttare il potenziale sia dei personaggi che degli artisti che lavorano su di essi.
Riguardo a James Gunn, lo conosco pochissimo, quindi non posso giudicarlo. Comunque, se riesce a lavorare bene perfino in un contesto del genere è davvero un fenomeno.
Sai qual è la cosa assurda? Che nonostante tutto la DC in questo periodo (in realtà da diversi anni) sta scrivendo storie per i fumetti molto più belle e interessanti della Marvel. Purtroppo la Marvel sotto quel punto di vista sta avendo tanti problemi e l’MCU non ha aiutato affatto ad attirare un nuovo pubblico (e la cosa mi dispiace visto che la Marvel ha dei supereroi che mi piacciono molto e inoltre sta creando dei giovani supereroi davvero simpatici). Per quanto riguarda Gunn, penso che il suo talento stia proprio nel muoversi bene tra i capricci dei produttori (che, ti giuro, ultimamente sono figure che non capiscono nulla di cinema) e la voglia di raccontare le sue storie con il suo stile. E sì, non è affatto qualcosa di facile.
Anche secondo me i fumetti della DC nonostante tutto sono buoni, mentre invece quelli della Marvel sono illeggibili da oltre 10 anni a questa parte. Grazie per la chiacchierata, stimolante e ricca di spunti come sempre! :)
P.S.: Mi sono ricordato un caso ancora più grave di quello della Justice League: il film di Batgirl. Anche in quel caso la DC si pentì di com’era stato girato a riprese ultimate, ma anziché farlo modificare da un secondo regista decise semplicemente di annullarne l’uscita. Anche quella volta furono polverizzati gli sforzi delle centinaia di persone che si erano impegnate per quel film, quindi la DC non mostrò il minimo rispetto per il lavoro altrui.
Lì la questione era più ampia. Praticamente la Warner era in crisi finanziaria e doveva perfino pagare diverse tasse. Quindi per evitare di pagare più tasse del dovuto, arrivarono a non trasmettere al cinema diversi film che non ritenevano “interessanti” e tra questo c’era appunto Batgirl. Per questo motivo il caso Coyote vs ACME ha fatto scalpore. Quello era uno dei film che la Warner non voleva trasmettere e la gente, che comunque negli Stati Uniti è molto sensibile per quanto riguarda l’animazione (è un film a tecnica mista) ha protestato per diversi anni pur di farlo uscire. Alla fine una casa di distruzione indipendente ha comprato i diritti del film e ora è al cinema e sta avendo anche un buon successo. Non qualcosa di eclatante ma dobbiamo appunto pensare che la Ketchup Entertainment (la casa che ha comprato i diritti) non ha lo stesso potere di distribuzione della Warner e neanche i soldi per la pubblicità. Quindi il successo che sta avendo è strabiliante.
Ciao The Butcher! Ottima analisi su un film che ha letteralmente ridefinito il blockbuster contemporaneo e l’immaginario visivo dei supereroi al cinema. Condivido in pieno il tuo entusiasmo per la regia di Tim Burton e per quella splendida Gotham City sporca, opprimente e debitrice dell’espressionismo e del noir: un lavoro scenografico colossale che ancora oggi schiaccia visivamente gran parte delle produzioni attuali. Hai colto nel segno anche sul casting: la scelta iniziale di Michael Keaton fece scalpore per i suoi trascorsi nella commedia, eppure ha saputo regalare un Bruce Wayne laconico, tormentato e di una misura ammirevole.
Su un punto, tuttavia, il mio sguardo diverge leggermente: mentre tu trovi la sceneggiatura ben articolata, io ritengo che la scrittura accusi un evidente squilibrio strutturale. Il Joker di un debordante Jack Nicholson catalizza talmente tanto la scena da fagocitare la narrazione, lasciando a tratti il Cavaliere Oscuro quasi come un comprimario di lusso nella sua stessa crociata! Resta comunque un’opera d’autore fondamentale, impreziosita anche da quell’improbabile alchimia musicale tra Danny Elfman e Prince.
D’altronde, i grandi spiriti si incontrano: avevo dedicato una recensione a questo classico su CritiKs MoviZ, e ci ritroviamo su tantissimi aspetti. Grazie per questa ricca disamina e a presto sul tuo blog!
Grazie mille per questo bellissimo commento. Questo Batman è veramente stupendo anche se quello che amo veramente è il secondo capitolo, il Batman in cui Burton ebbe totale libertà creativa e dove a mio avviso riesce a mostrare il suo forte amore verso i mostri. Tornando a questo film, il Joker è un villain che riesce effettivamente a rubare la scena, ma penso che in parte sia dovuto proprio alla prova attoriale di Nicholson che ha reso questa versione di Joker incredibile e soprattutto immortale.