Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema e l’abbiamo fatto con il mondo dell’animazione e più precisamente con la defunta Blue Sky Studios, con un’opera davvero simpatica ma che aveva il potenziale per essere qualcosa di più ma a cui sono profondamente affezionato, Ferdinand. Ferdinand è un vitello che viene cresciuto in un allevamento di tori per combattere e partecipare un giorno alla corrida ma a lui non piace combattere e preferisce occuparsi dei fiori. Un giorno suo padre viene scelto per partecipare alla corrida ma non torna più e Ferdinand, spaventato, scappa via e si rifugia a casa di Juan e di sua figlia Nina. La bambina si affeziona molto a lui e Ferdinand cresce circondato dall’amore e diventa un toro. Un giorno non può recarsi al Festival dei Fiori perché le persone si spaventerebbero nel vederlo, ma lui decide di andarci lo stesso e causa un disastro, venendo per questo motivo catturato e rispedito all’allevamento di tori da dove proverà a fuggire. Tecnicamente il film è realizzato bene, ha un buon character design specialmente per quanto riguarda i tori che si differenziano tantissimo e il loro aspetto si amalgama perfettamente con la loro personalità e anche la regia fa un buon lavoro. La storia è interessante, Ferdinand è un personaggio molto positivo e gentile, un personaggio empatico che sottolinea l’importanza delle emozioni e che riesce ad aprire gli occhi agli altri, mostrando che possono scegliere la loro strada. L’unico difetto è che il film è rivolto più a un pubblico giovane ma nonostante ciò lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di film in live-action e ancora una volta rimaniamo nel mondo dell’horror per discutere di un’opera che, nonostante i suoi numerosi difetti, ha lasciato il segno nella storia.
Ecco a voi Venerdì 13 (Friday the 13th), pellicola horror thriller del 1980 scritta da Victor Miller e diretta da Sean S. Cunningham.

Trama:
Siamo nel 1958 a Camp Crystal Lake quando due animatori del campeggio vengono uccisi da un misterioso assassino e dopo quell’evento il campeggio viene chiuso. Arriviamo così a venerdì 13 giugno del 1979 in cui Steve Christy (Peter Brouwer), il nuovo proprietario del campeggio, decide di riaprire il posto e di ripararlo con l’aiuto di sei studenti come aiutanti: Alice (Adrienne King), Bill (Harry Crosby), Brenda (Laurie Bartram), Ned (Mark Nelson), Anne (Robbi Morgan), Jack (Kevin Bacon) e Marcie (Jeannine Taylor). Questa riapertura viene malvista dagli abitanti del luogo in quanto considerano il campeggio maledetto visto che lì sono sempre successi eventi strani. E a quanto pare sembrano avere ragione visto che un misterioso assassino inizierà a ucciderli uno a uno senza alcuna pietà.
Venerdì 13 è stata una saga veramente famosa e tutti conoscono bene il personaggio di Jason Voorhees, una vera icona del cinema horror americano degli anni ’80. Questo primo capitolo in particolare è molto importante in quanto ha influenzato pesantemente gli slasher che sarebbero usciti da lì in avanti. Partiamo con ordine.

In quel periodo Halloween di John Carpenter ebbe un successo incredibile sia di critica che di incassi e scosse il mondo del cinema e per questo motivo Sean S. Cunningham decise di prendere ispirazione da quell’opera e creare il suo film seguendo proprio quella linea. Inizialmente doveva chiamarsi A Long Night at Camp Blood ma poi decise di cambiarlo in Venerdì 13, facendosi realizzare poi il famoso logo, un enorme blocco con il titolo che spacca un vetro. Ci sono anche diverse cose da dire sul finale, un finale che non era affatto previsto nella sceneggiatura e venne suggerito da Tom Savini e la produzione decise di aggiungerlo, cosa che non piacque allo sceneggiatore dato che entrava un po’ in contrasto con la sua idea originale. Il punto è che quel finale, la storia di Jason, tutto questo riuscì a colpire talmente tanto il pubblico che quest’ultimo voleva rivederlo, voleva il continuo di tutto ciò e fu proprio per questo motivo che i piani originali di Cunningham cambiarono. Infatti per quanto riguarda i seguiti il regista voleva fare storie e personaggi nuovi e scollegati, un po’ come voleva fare Carpenter con i seguiti di Halloween e ciò fa capire come i personaggi di Jason e Michael Myers riuscirono ad affascinare e a rimanere impressi, anche se Jason avrà bisogno ancora di tempo prima di diventare il personaggio che tutti conosciamo.
Partiamo quindi con il lato tecnico che nonostante un budget veramente misero si dimostra sotto tanti punti di vista valido e ben gestito. La regia ad esempio se la cava bene nel gestire l’atmosfera generale e di tanto in tanto ha dei bei momenti che suscitano interesse, tipo le soggettive dell’assassino che osserva di nascosto i nostri protagonisti. Inoltre dove riesce a colpire è proprio nelle sequenze degli omicidi in cui c’è una buona costruzione delle scene come l’iconica morte del personaggio di Kevin Bacon e in generale tutte le uccisioni sono gestite molto bene e sanno differenziarsi, dimostrandosi a cosa migliore del film e soprattutto i momenti che tutti quanti attendono maggiormente. Anche il ritmo viene gestito abbastanza bene, rendendo l’opera scorrevole nonostante in qualche punto di sono dei tempi morti che potevano essere gestiti meglio.

La fotografia è fatta bene, soprattutto durante la notte in cui riesce a regalare dei bei momenti, a creare un’atmosfera convincente con queste forti ombre e con il contrasto tra il buio degli esterni e la luce proveniente dagli interni. Gli effetti artigianali sono gestiti molto bene, non sono tantissimi ma quelli presenti sono ottimi e arrivano nei momenti giusti, senza venirne abusati. Tra l’altro, visto che l’assassino viene mostrato solo alla fine, decisero di usare un suono specifico per indicare la sua presenza ed è qui che il compositore Harry Manfredini ideò uno dei suoni più iconici della storia del cinema che in seguito diventerà il tema principale di Jason “Ki ki ki, ma ma ma”, che praticamente è una storpiatura delle parole “Kill” e “Mommy”, anche se per molto tempo in tanti hanno creduto che fosse una cosa tipo “Chi chi chi, cha cha cha” (e onestamente io ero tra quelli). Quindi il lato tecnico è valido e la storia ha elementi interessanti.
La trama di questo Venerdì 13, e in generale degli altri capitoli, è veramente basilare con delle persone che vengono massacrate dall’assassino ma questo primo capitolo si differenzia parecchio e aveva intenzione di percorrere strade differenti. È vero che è uno slasher ed è anche vero che senza volerlo ha posto le basi per certe regole che verranno usate in seguito (ad esempio il tipo di personaggi principali, il fatto che chi fuma e fa sesso muore di certo e così via), però ciò che lo rende unico è il fatto che sia più un giallo. Venerdì 13 infatti prende molta ispirazione da tanti gialli all’italiana e sa incuriosire proprio grazie al mistero dell’assassino, della sua identità e dei motivi che lo spingono a uccidere. Certo, dietro non ci sono delle vere indagini e non abbiamo dei veri sospettati, ma comunque la curiosità c’è e si fa sentire. I personaggi sono interpretati bene anche se non hanno chissà quale tipo di scrittura, ma non è certo quello l’aspetto più importante nei film di Venerdì 13. Ed è proprio per questa sua natura da giallo se questo primo capitolo sa colpire e si differenzia dagli altri.

Per concludere, Venerdì 13 è uno slasher davvero interessante con un lato tecnico che funziona e una storia che prende ispirazione dai gialli all’italiana che lo rende unico rispetto agli altri della saga. Non è il miglior slasher in circolazione, ma ebbe una grande influenza e rimane una visione piacevole anche oggi. Lo consiglio assolutamente!
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Jason è il mio preferito, ho anche una sua maschera che indosso puntualmente ad Halloween e così celebro entrambi i capolavori.
Magnifico! E tu dirò, Jason mi ha sempre fatto simpatia come villain. Come dicevo spesso, lui è stata una doppia vittima. Vittima dei bulli che lo hanno spinto in acqua e bullo dei produttori che in seguito decisero di renderlo il villain principale, trasformandolo da un bambino annegato al colosso senza freni che tutti conoscono. E poi anche la sua evoluzione è molto affascinante, ma ne parlerò in articoli successivi.
Dopo ogni venerdì 13 viene un sabato 14. Del resto dopo il black friday ci sono sempre i black sabbath
Questa era veramente buona! XD
Questo film non merita nemmeno di esistere. Se uccidi un serpente innocente sei imperdonabile.
Mi domando sempre cosa gli fosse preso in quel momento. In ogni caso non è l’unico film in quegli anni ad aver fatto una cosa simile. Purtroppo le leggi dei tempi non punivano certe cose e soprattutto c’era meno sensibilità legata a tanti animali. Almeno su questo punto oggi siamo migliori.