Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di un film live-action e anche di un regista che amo, Tim Burton, e lo facciamo con un film che lo aiutò molto per i suoi progetti futuri e che aiutò a risollevare un supereroe che stava uscendo da una crisi artistica, Batman. Gotham è una città in cui dilaga il crimine ed è controllata dal boss mafioso Carl Grossman, ma negli ultimi tempi una figura misteriosa si aggira di notte, spaventando i criminali, Batman dietro la cui maschera si nasconde Bruce Wayne. Un giorno Napier, il braccio destro di Grossman, viene incaricato di distruggere alcuni documenti compromettenti in una fabbrica chimica, ma in realtà è una trappola per sbarazzarsi di lui. Sul posto però arriva anche Batman che fa cadere per sbaglio Napier nell’acido. Lui sopravvive ma ormai è completamente deforme e questo lo rende folle, trasformandolo nel Joker, e portandolo a creare il caos in città. Tecnicamente il film funziona bene e ha un’impostazione noir, sia nelle ambientazioni rese ottime dai set e dai modellini, sia da una fotografia espressionista. Gli effetti speciali funzionano ancora oggi, soprattutto quelli artigianali. La storia è molto semplice ma ben articolata anche grazie a due personaggi come Batman e Joker, con il primo che si discosta dal classico Bruce Wayne, rendendolo quasi una persona comune che però si trasforma totalmente nei panni di Batman, mentre il secondo nella sua distruzione vuole creare qualcosa di bello per sé. Lo consiglio assolutamente!
Come da tradizione, torniamo nel mondo dell’animazione e in questo caso parliamo di un’opera della Sony Pictures Animation, un’opera molto piacevole che ha comunque qualcosa da dire.
Ecco a voi Vivo, pellicola animata del 2021 scritta da Kirk DeMicco e Quiara Alegría Hudes e diretto da Kirk DeMicco.

Trama:
A Cuba, Andrés Hernández (Juan de Marcos González) e il suo cercoletto Vivo (Lin-Manuel Miranda) suonano ogni giorno musica nella piazza principale. Un giorno tutto cambia quando Andrés riceve una lettera dalla famosa cantante Marta Sandoval (Gloria Estefan) che sta per ritirarsi dalle scene e vorrebbe che Andrés la raggiungesse a Mambo Cabana in Florida per suonare con lei come i vecchi tempi. Infatti prima di diventare famosa lei cantava a Cuba insieme ad Andrés e lui non è mai riuscito a dichiararle il suo amore e vuole dirglielo con una canzone che le aveva scritto molti anni prima. Vivo però non è felice della cosa, in quanto vorrebbe rimanere lì e continuare con la loro vita. Il giorno dopo però cambia idea e vuole aiutare Andrés, ma scopre che il suo amico è morto nel sonno. Così Vivo giura di far sentire quella canzone a Marta e andrà in Florida con l’aiuto della piccola Gabi (Ynairaly Simo), una ragazzina vivace con cui farà un viaggio per raggiungere Mambo Cabana per il concerto di Marta, affrontando diverse avventure.
Di solito non recensisco quasi mai opere pubblicate su Netflix o qualsiasi piattaforma streaming, non perché ce l’abbia con questo tipo di piattaforme ma perché preferisco parlare di film che vanno al cinema e che hanno anche una distribuzione in home video. Questo film non è mai arrivato al cinema (e onestamente è un vero peccato), è stato pubblicato direttamente su Netflix ma poi è stato distribuito anche in DVD, cosa che mi ha molto sorpreso. Inoltre dietro a quest’opera c’è Lin-Manuel Miranda, un’artista che mi ha sempre interessato e che ho conosciuto grazie al mio amico Jusan. Quindi iniziamo con la recensione.

Partiamo come sempre dal lato tecnico e anche se da questo punto di vista non ci ritroviamo davanti un’opera enorme come quelle della Pixar, bisogna ammettere che è più che buono, con dei momenti e delle idee davvero ottime. Apprezzo il character design di Vivo, molto semplice ma d’impatto, con linee delicate e il cappello e il bavaglio che gli danno una certa personalità e mi piace anche il design di Gabi, con i capelli viola e un vestiario molto particolare e appariscente, perfetto per il suo personaggio. In generali i protagonisti di quest’opera sono fatti bene, come Andrés e Marta, mentre ho trovato abbastanza generici i personaggi di contorno di cui molti mostrano gli occhi molto ravvicinati. Le ambientazioni funzionano bene e sono curate. Cuba è piena di particolari e risulta veramente piena di vita e ha un’illuminazione che riesce a diffondere calore anche se quando Andrés morirà diventerà fredda e grigia. Perfino i luoghi più piccoli e chiusi come la stanza di Gabi e la casa di Andrés si rivelano curati nei dettagli che mostrano chiaramente la loro storia e personalità e il modo in cui hanno reso Miami nel finale è davvero ottimo, con queste forti luci al neon blu e viola che la rendono un piacere per gli occhi.
La regia mi ha convinto in quanto si dimostra piena di energia e capace in certi punti di mettere in scena dei momenti davvero belli, come ad esempio la scelta di mostrare alcune coreografie musicali utilizzando l’animazione tradizionale. In generale la regia funziona molto bene nella varie coreografie musicali, dando un ritmo perfetto per le immagini che si sposano bene con le canzoni e giocando molto con le inquadrature e con la profondità di campo. Ed essendo un musicali, le canzoni sono centrali, sono numerose ma hanno tutte il vantaggio di essere legate alla trama e di aiutarla ad andare avanti. Certo, potrà sembrare una banalità quello che ho appena scritto ma, visti gli ultimi musical usciti al cinema, è sempre bene ribadirlo. Le canzoni inoltre sono davvero piacevoli, hanno un bel ritmo e non stancano mai. Magari non sono indimenticabili, ma hanno sentimento e divertono veramente. Il lato tecnico funziona molto bene e lo stesso vale per la storia.

La storia è un viaggio di Vivo per esaudire l’ultimo desiderio del suo amico e anche un viaggio per sentirlo un’ultima volta attraverso la sua canzone. In questa trama c’è un ottimo equilibrio tra commedia, avventura e drammaticità. La commedia è buona e ha dei bei elementi dato anche da certi personaggi tra cui Gabi per via del suo entusiasmo esagerato e la sua gonfiaggine oppure altri come le tre ragazzine dei Dollari Sabbiosi, una parodia simpatica degli ambientalisti che hanno una grande conoscenza della natura e un rispetto enorme delle regole, e anche gli animali avranno il loro spazio, come Dancarino (Brian Tyree Henry) che fa fatica a trovare l’amore. Quello che però mi colpisce di più è come la musica sia centrale, come sia proprio l’argomento alla base di tutto e qui il musical dona forza a questo lato così come i personaggi principali rendono il tutto importante. E in generale sono i due protagonisti, Vivo e Gabi, a rendere la storia interessante. Inizialmente infatti Vivo cerca di stare il più lontano possibile da Gabi, che considera troppo esuberante e caotica, ma durante il viaggio i due iniziano a capirsi di più e Vivo l’aiuterà perfino a migliorare con la musica. Loro due per certi versi si assomigliano tanto perché entrambi devono affrontare la perdita di una persona cara. Infatti Gabi ha perso suo padre e questo viaggio sarà importante anche per lei e alla fine il film riesce davvero a commuovere ed emozionare. Non è affatto perfetto perché alcuni momenti potevano essere resi meglio, soprattutto qualche passaggio di trama, ma nonostante ciò ne ho avvertito la sua onestà e i suoi sentimenti. È un’opera che trasmette calore e questa cosa mi ha sorpreso tanto, così come alcune emozioni genuine che mi ha dato.
Per concludere, Vivo è un film animato realizzato bene, con un lato tecnico ottimo e in grado di mettere in scena dei bei momenti, di avere ritmo e delle canzoni molto belle. La storia sa colpire per le emozioni che trasmette, emozioni calde e genuine. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]