La maschera della morte rossa (1964)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo concluso momentaneamente una serie di recensioni dedicate al mondo di Matrix, parlando della pellicola d’animazione Animatrix. Un’opera prodotta e scritta dalle sorelle Wachowski che unisce insieme molte personalità importanti dell’animazione giapponese ad altri autori americani (era una co-produzione statunitense-giapponese). Quel che ne esce fuori è un’opera impressionante e unica, con ben nove episodi e tutti con uno stile profondamente diverso e curato, dove c’è stata assoluta libertà artistica, mettendo in mostra un tipo di animazione che è difficile trovare oggi se non in qualche rara e coraggiosa produzione. In ogni caso parliamo di episodi legati a Matrix molto interessanti, tra cui spiccano due per la trama, visto che spiegano la nascita delle Macchine, l’inizio del conflitto e la creazione di Matrix stessa. Un’opera da non perdere assolutamente.
Per il momento abbiamo concluso questo piccolo progetto (almeno fino a quando non rivedrò Matrix Resurrections, per poter scrivere una recensione più approfondita) e penso sia arrivato il momento di chiuderne un altro che porto avanti da tantissimo tempo ossia il ciclo filmico su Edgar Allan Poe ideato dal grande Roger Corman. Ci eravamo fermati alla sesta pellicola, La città dei mostri, un’opera particolare rispetto alle precedenti per il semplice fatto che era basata sulle opere di Lovecraft e non di Poe (fu la produzione a voler inserire il progetto in questo ciclo). Con questo siamo arrivati alla settima trasposizione di un’opera scritta da Poe e al penultimo capitolo legato a questo ciclo.
Ecco a voi La maschera della morte rossa (The Masque of the Red Death), pellicola gotica/horror del 1964 scritta da Charles Beaumont e R. Wright Campbell, diretta da Roger Corman e basata sull’omonimo racconto di Edgar Allan Poe.

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Trama:
Il film inizia con un’anziana signora che raccoglie dei rami, quando viene fermata da una misteriosa figura vestita di rosso. Quest’ultimo le dona una rosa rossa e le annuncia che presto giungerà la liberazione, così la donna torna al villaggio e diffonde la notizia. Nel villaggio intanto giunge il principe Prospero (Vincent Price), un uomo spietato e crudele che si diverte a prendersi gioco degli altri. Questa volta però ci sono due persone che gli rispondono a tono, Ludovico (Nigel Green) e Gino (David Weston). Prospero li fa arrestare e vuole portarli al castello per torturarli e ucciderli, ma è qui che interviene Francesca (Jane Asher). Lei è la figlia di Ludovico e la fidanzata di Gino e implora pietà per i due uomini. Prospero ne rimane affascinato e le ordina di scegliere uno dei due da salvare. Proprio in quel momento però si odono delle urla. Quando controllano, scoprono che la donna di inizio film è coperta di piaghe rosse ed è in pieno delirio. La morte rossa, la pestilenza è arrivata al villaggio e Prospero ordina di bruciare ogni cosa e si dirige al suo castello con Francesca, Ludovico e Gino. Dentro al castello cresce di essere al sicuro insieme agli altri nobili e qui cercherà di corrompere Francesca, mostrandole questo mondo folle e oscuro.

E si ritorna a parlare di Corman e Poe. Questo connubio finora si è rivelato sempre vincente, arrivando a creare non solo pellicole molto interessanti ma anche delle vere e proprie regole che sono state seguite in ogni pellicola e che di tanto in tanto Corman rompeva con intelligenza. I suoi film su Poe sono sempre stati interessanti e non vedevo l’ora di discutere di quest’opera, anche perché La maschera della morte rossa è uno dei miei racconti preferiti di Poe. Come al solito iniziamo parando di come è nato il progetto.

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Come dissi tempo fa, Corman adorava i racconto dello scrittore fin da quando era piccolo e fu sempre affascinato da La caduta della casa degli Usher, che fu la prima opera che lesse. Tra tutti gli altri racconti ce n’era uno che affascinava molto il regista ed era diventato uno dei suoi preferiti appunto La maschera della morte rossa. Dopo aver girato I vivi e i morti, Corman avrebbe voluto girare immediatamente questo film. Cosa lo fermò?
Poco tempo prima era uscito quel capolavoro de Il settimo sigillo di Bergman e la storia che Corman voleva dirigere presentava molti punti in comune con quell’opera e temeva che critica e pubblico lo accusassero di aver copiato spudoratamente. Così rimandò la trasposizione per diverso tempo. Senza contare che rimandò la pellicola perché non era soddisfatto delle sceneggiature. Poi arrivò la bozza di Beaumont che aveva un’idea interessante: rendere il personaggio di Prospero un satanista. Corman voleva lavorare su quella bozza, ma Beaumont era molto malato (lui morì molto giovane per una malattia che qualcuno collegò all’Alzheimer o al morbo di Pick) e non poteva andare in Inghilterra. Così Corman affidò la sceneggiatura a R. Wright Campbell, con cui aveva già lavorato in 5 per la gloria. Alla fine il progetto ebbe inizio.

Ci sono molti elementi tra cui l’inizio che presagisce ciò che succederà alla fine. Ciò che affascina sono sicuramente i vari personaggi della storia. Fra tutti quanti spicca il principe Prospero, non solo perché abbiamo Vincent Price, ma anche per la sua enorme crudeltà. Penso proprio che il suo personaggio sia uno dei più spietati visti in questo ciclo filmico. Altri personaggi si sono dimostrati molto crudele nelle pellicole precedenti, ma Prospero li supera tutti. Molte delle azioni che compie sono fatte per compiacere il suo Maestro che, ovviamente, è il Diavolo. Lui manipola gli altri e li corrompe per contaminare la loro anima, ma fa tutto ciò anche per il suo divertimento. Lui è crudele e sadico, si diverte a organizzare dei giochi spietati con le sue vittime e adora distruggere le loro speranze. Lo vediamo con Ludovico e Gino, che dovranno uccidersi a vicenda, ma anche con gli altri abitanti del villaggio e perfino alcuni nobili. Tutto ciò lo diverte e farà soffrire perfino Juliana (Hazel Court), la sua sposa e adepta del culto. Prospero è un personaggio unico che sa sicuramente come farsi temere ma sa anche ammaliare gli altri.

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Anche gli altri personaggi sono molto interessanti. Gino e Francesca sono due persone dal cuore puro e dalle buone intenzioni che verranno messi duramente alla prova da Prospero e dovranno mettere alla prova tutta la loro volontà e fede (avranno dei momenti in cui rischieranno di crollare).
Ci sono anche dei personaggi secondari che sono riusciti a rimanere impresse, come Juliana e la sua devozione a Prospero, il nobile Alfredo (Patrick Magee) e la sua cattiveria, ma soprattutto Rospo (Skip Martin) ed Esmeralda (Verina Greenslaw), due nani al servizio di Prospero, il primo un giullare e la seconda una ballerina. I loro personaggi sono ispirati al racconto di Poe, Hop-Frog e sono stati un’aggiunta molto interessante. Per via delle loro caratteristiche vengono usati come intrattenimento, ma inizialmente sembra che Rospo sia d’accordo con ciò, si dimostra molto intelligente e amichevole con gli altri nobili. In verità Rospo è stufo di quella vita fatta di umiliazioni e vorrebbe fuggire con Esmeralda, anzi lui sarebbe pronto e rischiare tutto pur di donare a lei una vita più dignitosa.

Inoltre l’elemento del satanismo è un’aggiunta davvero particolare ma allo stesso tempo interessante. Aggiunge un che di mistico e tende ancor di più a sottolineare quel mondo ormai completamente depravato, egoista, narcisista e marcio e questo lo vediamo sia con le varie feste che con i riti che compie Juliana. E introducendo questi argomenti ne approfitto per cambiare argomento e passare al lato tecnico della pellicola.

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La regia di Corman è sempre ottima e riesce a creare delle scene impattanti e con un’ottima messa in scena. Ogni volta mi vengono in mente le sequenze quando tutti i nobili sono riuniti e festeggiano. Qui Corman riesce a riprenderli come persone volgari e senza alcuna morale, nonostante i vestiti costosi e sgargianti che indossano. Mi ha sempre colpito il momento in cui Prospero ordina a tutti di comportarsi come animali e loro obbediscono, una scena folle che sottolinea ancora una volta il degrado che si vede dentro quelle mura. Per non parlare del satanismo. In questo caso abbiamo varie scene interessanti con Juliana, specie nell’ultima parte del rituale dove abbiamo quelle scene che abbiamo imparato a conoscere, con l’inquadrature che mostra i volte e le scene distorte e il colori azzurro-verdi donano una sensazione di irrealtà e in questo caso l’attrice farà un ottimo lavoro, visto che sarà immobilizzata e quindi reciterà per lo più con la sola espressività del volto.

La fotografia qui raggiunge un nuovo livello di follia con i colori. In questo caso l’elemento vincente è stato il castello che, al contrario delle pellicole precedenti, non è decadente (anche se la decadenza è più legata alle persone) ma molto fatiscente e ricco di oggetti. Non saranno gli oggetti di scena a dare colore alle scene o alcuni filtri usati in passato, ma saranno le stese stanze colorate a dare atmosfera all’ambientazione, rendendo il tutto molto luminoso. Basti pensare a quelle stanze che precedono il luogo in cui Juliana compie i riti. Troviamo una stanza completamente gialla, poi viola, poi bianco e infine nera. Una messa in scena incredibile che, nonostante la luminosità e lo sfarzo, non può nascondere la follia che si sta svolgendo.

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Per concludere, La maschera della morte rossa, è uno dei migliori film del ciclo di Poe fatto da Corman insieme a Il pozzo e il pendolo. Una pellicola costata pochissimo ma piena di inventiva e con una tecnica registica impressionante che riesce a catapultarci in questo mondo folle. Un’opera che raccomando assolutamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

18 pensieri riguardo “La maschera della morte rossa (1964)

  1. Essendo io una fan di Poe conosco quasi tutti i film che si rifanno a lui. Oltre a quello del 1964 io vidi anche quello del 1989 di Larry Brand e pure in una mostra molti anni fa alcuni spezzoni di Die Pest in Florenz sceneggiato da Fritz Lang del forse 1921 o prima che si rifà a diversi libri fra cui anche quello di Poe! Certo quello che tu hai recensito è sicuramente il migliore! Ma bravo bravo!

    1. Grazie mille per il commento! Io adoro questo film, è un’opera che ancora oggi riesce a essere visionaria e intelligente, adoro l’uso dei colori e adoro Vincent Price. Un film decisamente da recuperare!

    1. Grazie mille! Adoro i racconti di Poe e Corman è riuscito a trasporli benissimo con rispetto e intelligenza. Non posso fare a meno di apprezzare questi film, specialmente quest’ultimo.

  2. Excellent review on my favorite Corman ever.
    Totally baroque (and Bava style), thanks to the cinematography made by the Nic Roeg, I think Poe was never honored so remarquably. Vincent Price is diabolic as ever and Hazel Court so gorgeous. Badly need to see it again after reading you.

    1. Thank you very much for your comment! This movie is amazing and i think it’s really one of the best works of Corman. He did some incredible works about Poe, he was a truly fan of his stories and these movies are the proof. Thank you again!

  3. Bellissimo, uno dei miei preferiti del ciclo! La parte finale in cui Prospero cerca di fuggire dalla Morte Rossa, in cui il film si fa quasi astratto, è bellissima, e tutto questo è un sacco suggestivo. Ammetto che io, al contrario, non sono un fan del twist satanista, avrei preferito che si giocasse tutto sulla perversione di Prospero senza collegare necessariamente il suo sadismo alla venerazione del diavolo o spostare tutto sul metafisico. E’ un soggetto che potrebbe essere attualissimo ancora oggi, magari calcando ulteriormente la mano sul lato violento, cinico e grottesco dei personaggi – anche se non credo che la sensibilità di oggi amerebbe il senso di punizione divina che la Morte Rossa sembra essere per Prospero.

    1. Personalmente lo considero ancora oggi un film modernismo. Anche io la prima volta ero rimasto sorpreso della tematica satanica, ma nonostante ciò ho apprezzato tutto quanto. E l’ultima parte è maestria pura. Adoro questo film e cercherò di farlo conoscere a più persone possibili. Grazie per il commento!

  4. Splendido film e splendida recensione (aggiungerò subito il link per trovarla sotto la mia), Prospero è un personaggio indimenticabile nella sua malvagità, così come tante scene di questo film riuscitissimo!

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