La bella addormentata nel bosco

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati dopo tantissimo tempo (forse anche troppo) a parlare dei classici animati Disney e abbiamo discusso di Lilli e il vagabondo. Una storia molto semplice e all’apparenza molto tranquilla ma che in realtà nasconde vari elementi interessanti. Una delle prime storie Disney a essere narrata completamente dal punto di vista dei cani e con personaggi molto caratterizzati, primo fra tutti Biagio con il suo cinismo e la sua ironia. Molte scene sono diventate iconiche, fra tutte ci ricordiamo la famosa cena con gli spaghetti, un momento davvero dolce e romantico, dove l’animazione e la musica creano l’atmosfera perfetta. Anche le scene d’azione rimangono impresse nella memoria e la pellicola riesce a creare così dei momenti di tensione inaspettati ma fatti veramente bene. Inoltre veicola un messaggio molto positivo sul superare i pregiudizi che si hanno sugli altri, un messaggio che ancora oggi è molto forte. Un film da recuperare assolutamente.
Questa volta non cambiamo genere o argomento, quindi rimaniamo ancorati a casa Disney. Cerchiamo di continuare questo lungo ma affascinante viaggio che si sta protraendo da molto tempo. Grazie a Cenerentola la Disney era tornata ad avere una grande sicurezza economica e il flop di Alice nel Paese delle Meraviglie non diede grandi problemi. A livello economico stava andando bene e si buttarono senza troppi ripensamenti su questi progetti. Ci fu però un film che effettivamente creò alcuni problemi specialmente a livello di produzione. In molte opere Disney si passava diverso tempo a scrivere la sceneggiatura, a volte perché si occupavano anche gli altri progetti contemporaneamente e a volte perché si ricercava una certa cura nei vari elementi che componevano la storia. Fu lo stesso per questo film ma ciò che creò problemi fu la produzione animata. Questa fu una delle opere Disney che si protrassero più di tutte nella sua lunga storia e per vari problemi il budget finì per aumentare. per quale motivo ci furono tutti questi ritardi? Scopriamolo subito.
Ecco a voi La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty), pellicola d’animazione del 1959 scritta da Erdman Penner, Joe Rinaldi, Winston Hibler, Bill Peet, Ted Sears, Ralph Wright e Milt Banta, diretta da Clyde Geronimi, Eric Larson, Wolfgang Reitherman e Les Clark e basata sulla fiaba de La bella addormentata di Charles Perrault.
E qui invece c’è la recensione di Chest of Tales del film (QUI)

Trama:
Da molti anni il re Stefano (Taylor Holmes) e sua moglie, la regina Leah (Verna Felton), cercano di avere un figlio ma senza successo. Poi un giorno nasce la loro unica figlia, Aurora, e festeggiano i beato evento invitando tutti i sudditi. In quest’occasione Aurora viene promessa sposa al principe Filippo, figlio di re Uberto (Bill Thompson), in modo che i regni dei due sovrani si uniscano. Durante la festa vengono chiamate anche le tre fate buone, Flora (Verna Felton), Fauna (Barbara Jo Allen) e Serena (Barbara Luddy) che donano alla bambina delle virtù. Prima che Serena possa dare l’ultimo dono, appare la strega Malefica (Eleanor Audley). Lei è stata l’unica a non essere invitata alla cerimonia e non ha sopportato questo oltraggio. Per questo decide di lanciare una maledizione su Aurora: lei vivrà in salute ma prima del suo 16° compleanno si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e morirà. Purtroppo le tre fate non possono spezzare la maledizione di Malefica, ma indebolirla. Così Serena usa il suo dono per aiutare Aurora. Quando su pungerà il dito non morirà, bensì cadrà in un sonno profondo e potrà essere risvegliato solo dal bacio del vero amore. Le tre fate decidono però di offrire un aiuto maggiore alla bambina. Si travestono da contadine e, con il consenso dei sovrani, portano Aurora in una capanna nel bosco, dove sperano di proteggerla fino alla data prevista, ma Malefica è continuamente alla ricerca della ragazza e non si fermerà fino a quando la maledizione non si sarà compiuta.

Ecco uno di quei film animati che mi lasciavano stupito quando ero piccolo e che riescono a impressionarmi ancora oggi, un film che non posso non lodare per tanti motivi. Tutti lo ricordano perfettamente e in molti oggigiorno lo considerano come una vera perla dell’animazione ma, com’era successo per altre pellicole stupende della Disney, anche questa inizialmente fu un flop. Non solo, il film venne accolto freddamente dalla critica e uno dei difetti che venivano sottolineati era la mancanza di personaggi caratterizzati. A tal proposito sarei curioso di sapere che film abbiano visto, dato che i personaggi sono tra i punti forte della pellicola (ma critiche simili non erano una novità. Per esempio una critica che rivolsero a Fantasia fu che era troppo intellettualoide. Per dire).
Adesso però concentriamoci sulla sua produzione.

La scrittura del film iniziò nel 1951 e uno degli elementi che ho trovato interessanti è che abbiano deciso di utilizzare dei momenti e delle scene che erano state scartate in Biancaneve e in Cenerentola; nel primo caso la cattura del Principe da parte dell’antagonista mentre nel secondo la sequenza finale con i due amati che ballano sopra le nuvole.
Adoro informarmi sui progetti iniziali di queste storie, ci sono sempre delle sorprese o idee curiose e una di queste riguardava le tre fate buone. Walt Disney infatti voleva che tutte e tre si somigliassero. A opporsi furono gli animatori Frank Thomas (lo stesso che convinse Disney a lasciare la sequenza degli spaghetti in Lilli e il vagabondo) e Ollie Johnston. Per loro dovevano avere un aspetto diverso così come delle personalità ben distinte e lo stesso dicasi per il colore dei loro vestiti (diciamo che sono una specie di Qui, Quo e Qua fatate). Inoltre avevano intenzione di realizzare sette fate per essere fedeli alla storia di Perrault.

Ed è proprio tramite questo punto che inizio a parlare di personaggi.
Le tre fate sono personaggi ormai iconici e ricordati da tutti. Tutte e tre sono molto diverse l’una dall’altra. Flora è la fata rossa ed è colei che guida il gruppo e in più occasione si dimostra autoritaria e decisa, Fauna ha il vestito verde ed è la più dolce e calma delle tre, anche se dimostra una grande ingenuità, mentre Serena (chiamata Serenella), che ha il vestito blu, è quella con i piedi per terra, la più realista delle tre e a volte si scontra con Flora per via di certe decisioni, arrivando a dei battibecchi molto divertenti (come lo scontro su come debba essere il vestito di Aurora, se rosa o blu).

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Dobbiamo fare anche un discorso interessante su Aurora, la nostra protagonista. Per realizzare il suo design si sono ispirati ad Audrey Hepburn e il nome che le venne dato era presente nella fiaba di Perrault ma apparteneva alla figlia. Il suo personaggio è particolare rispetto a Biancaneve e Cenerentola. Perché? Perché appare pochissimo sullo schermo. Il Principe Filippo appare decisamente di più rispetto a lei. Questa cosa venne molto criticata ai tempi perché ciò la rendeva molto più scialba e piatta rispetto alle due principesse precedenti. Se però dobbiamo dirla tutta, Biancaneve e Cenerentola erano presenti per quasi tutto il film, ma se non ci fossero stati i nani e i topolini probabilmente sarebbero risultate abbastanza anonime se non per certi momenti precisi. Quando ero piccolo, e in parte anche adesso, vedevo la situazione in maniera diversa. Non consideravo Aurora come la protagonista, bensì le tre fate. Alla fine erano loro che attuavano il piano per proteggere Aurora, erano loro che indebolivano la maledizione, loro crescevano Aurora e inoltre erano sempre loro che cercavano di risolvere la situazione. Ho sempre visto loro tre come le vere protagoniste e quello che apprezzo di Aurora era il legame di sincero affetto che aveva con le fate che, seppur mostrato brevemente, si dimostra molto forte e ben radicato.

Adesso però parliamo del Principe Filippo, a mio avviso uno dei più grandi passi avanti fatti dalla Disney. In primis perché è il primo principe ad avere un nome, secondo perché è finalmente un personaggio umano!
Scherzi a parte questo è stato certamente un miglioramento. In Biancaneve il Principe doveva avere più spazio, spazio che non ha avuto perché avevano difficoltà ad animare i personaggi maschili, mentre in Cenerentola il principe doveva avere almeno una bella scena in cui mostrava un minimo di caratterizzazione che però fu tagliata per questioni di ritmo. 
In questa pellicola invece Filippo è un personaggio molto presente e di grande importanza, specialmente nella seconda parte. Una sorta di protagonista attivo che dimostra di avere carattere e ha delle interazioni molto belle con gli altri personaggi, come ad esempio con il suo cavallo, dove c’è molta intesa, o con suo padre Uberto, con cui si dimostra aperto e spiritoso. È un personaggio veramente caratterizzato e anche simpatico e sono felice che finalmente siano riusciti ad animare un Principe simile.

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Ora però passiamo al personaggio migliore della pellicola, colei che rimane impressa nella memoria del pubblico fin dal primo momento in cui appare, uno dei villain della Disney più iconici e riusciti che ci siano: Malefica. 
Presero Eleanor Audley come modello per il personaggio che divenne anche la doppiatrice. Per Malefica decisero di allontanarsi dal classico design della strega, visto che era stato utilizzato in special modo in Biancaneve e in parte anche con Cenerentola. Fu Marc Davis che decise di renderla molto più elegante. Il design di Malefica è divenuto iconico, con questa lunga veste nere, lo scettro magico, il corvo sempre al suo fianco, questo viso sottile e lungo e quelle corna da diavolo. Inoltre come non tremare di paura quando compare e scompare tra quelle fiamme verdi? 
Insieme alle tre fate lei è uno dei personaggi migliori e più riusciti. Fin dal primo momento in cui appare si mostra come un personaggio con un portamento raffinato e altezzoso, con dei movimenti lenti che sottolineano questa particolarità (tranne quando sarà adirata). Inoltre la sua sola presenza è abbastanza da far tremare tutti. Solo dal modo di porsi e muoversi capiamo che lei ha un immenso potere. Ogni volta lei ruba la scena a tutti i personaggi, perfino alle fate, e sono per tutti questi motivi per cui lei è diventata uno dei villain più iconici della Disney. Lei sa veramente spaventare il pubblico e le sue azioni e i suoi poteri lo dimostrano molto bene. 
Quindi dal punto di vista dei personaggi il film è davvero ottimo, ma anche il lato tecnico è molto interessante e uno dei più particolari della Disney. 

Una delle prime cose che saltano all’occhio sono sicuramente i fondali e il modo in cui sono disegnati, lo stesso dicasi per alcuni personaggi di background. Questo perché lo stile di disegno è ispirato moltissimo alle miniature medievali presenti nei libri dell’epoca. In particolar modo si sono ispirati alla miniature del libro Très Riches Heures du duc de Berry, un manoscritto con miniature gotiche creato dai fratelli Limbourg con uno stile franco-fiammingo. Walt Disney era deciso a volersi differenziare rispetto ai film precedenti, quindi decise di non utilizzare uno stile morbido per i personaggi ma uno più stilizzato, una scelta dovuta anche a motivi pratici legati ai fondali. 
Lavorare con quel tipo di background non fu per niente semplice. Chi si occupò degli sfondi fu Eyvind Earle, oltre che a essere lo stilista dei colori, a cui Disney diede un’enorme libertà creativa che non aveva mai dato prima di allora. Inoltre Earle dipinse molto spesso i dipinti da solo. Gli sfondi erano molto dettagliati e ricchi di particolari, talmente tanti che a un certo punto Earle ebbe dei diverbi con Clyde Geronimi, che criticava come i fondali fossero diventati più importanti delle animazioni. Eppure sia le animazioni che i fondali riuscirono a coesistere perfettamente, creando veramente uno stile unico e meraviglioso. 
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Le musiche furono realizzate da George Brun che adattò il balletto de La bella addormentata nel bosco di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Della colonna sonora bisogna assolutamente ricordare la canzone One Upon a Dream, scritta da Jack Lawrence e Sammy Fain e si abbina perfettamente con le musiche di Čajkovskij. 
Il film è una meraviglia per gli occhi e anche in questo caso molte scene sono diventate iconiche, come l’arrivo delle tre fate, la maledizione di Malefica, l’incontro tra Aurora e Filippo nella foresta e così via. Ma uno dei momenti che da piccolo adoravo e che ancora oggi mi emoziona è la parte finale nel castello di Malefica e la trasformazione in drago. Quel drago è meraviglioso, un essere terrificante e serpentino che fu una vera sfida per gli animatori (animare essere grandi è molto complesso) ma che riuscì a convincere tutti quanti. 

Il film però ebbe molti problemi anche perché Disney non supervisionò molto spesso la pellicola. Il film doveva uscire per il Natale del 1955, ma Disney era occupato con diversi impegni. Nel 1954 l’opera venne messa in pausa per un anno intero in quanto lo studio era impegnato nella realizzazione di Disneyland e del suo programma televisivo. Il film fu posticipato al 1957 ma il parco dei divertimenti occupò quasi tutte le energie della Disney. La pellicola venne ripresa nel 1956 e Disney non fu soddisfatto del lavoro svolto fino a quel momento e certe scene vennero rifatte, aumentando così il budget e lo stesso Disney diede pochi commenti sul film, forse perché affaticato secondo alcuni animatori. Per via di questi ritardi, il film si protrasse per tutti gli anni ’50 e costò molto più del dovuto. Nonostante i guadagni, questi non riuscirono a coprire tutte le spese. Questo fu anche l’ultimo film ad avere una Principessa quando Walt Disney era ancora vivo e per trovare una pellicola con protagonista un’altra principessa dobbiamo aspettare il 1989 con La Sirenetta. Un altro flop, non grave come i film del Periodo D’oro, ma abbastanza sentito. 

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Per concludere, La bella addormentata nel bosco è uno dei film migliori dell’Epoca d’Argento e riesce a stupire lo spettatore per via dello stile originale e unico e per certi personaggi divenuti immortali e iconici. Un film incredibile, capace di meravigliare ancora oggi e che con il tempo venne rivalutato e ora è considerato una perla dell’animazione. Da vedere assolutamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

53 pensieri riguardo “La bella addormentata nel bosco

    1. Grazie mille per il commento! Apprezzo molto questo film ed è sempre riuscito a incatarmi da piccolo. Riguardandolo adesso con uno sguardo adulto non posso fare a meno di considerarlo veramente una perla dell’animazione e rispettarlo come opera.

  1. Un film meraviglioso che ho rivalutato nel corso degli anni: da piccolo non mi diceva niente e anzi, mi annoiava perfino un po’, ma quando l’ho rivisto alcuni anni fa me ne sono innamorato. È il concetto stesso di fiabesco tradotto in film, è suggestivo da morire e ha uno stile tra il pittorico e il modernista che lascia davvero senza fiato. Insomma, è bellissimo!
    Il problema della centralità di Aurora trae spesso in inganno, perchè pur essendo nel titolo giustamente non è lei la protagonista ma le fate e Filippo: Aurora è l'”oggetto”, è il terreno su cui avviene lo scontro tra le forze del Bene e quelle del Male, e il cui destino dipende dall’esito della battaglia. Il bello di Aurora, però, è che attraverso di lei si inizia a vedere il cambiamento sociale all’interno degli Stati Uniti: sebbene mantenga i vituosismi classici delle prime principesse, mentre Cenerentola derideva le sorellastre in privato ma si mostrava riverente di fronte alla matrigna Aurora si rivolge alle fate in modo molto ironico e lo stesso fa Filippo con Re Umberto, segno che i rapporti generazionali stavano mutando molto in fretta.
    Poi vabbè, Malefica è uno dei migliori villain di sempre, quasi grottesca nella sua cattiveria gratuita ma che insegna una lezione inquietante e sempre attuale: a volte la gente fa del male semplicemente perchè può farlo e non si ferma di fronte a niente per ottenere quello che vuole.

    1. Negli anni i nostri pensieri riguardo a certe opere possono cambiare. È successo anche a me. Quando ero piccolo apprezzavo questo film, ma tenedevo principalmente ad aspettare la parte finale con lo scontro. Crescendo poi ho capito quanto bello e imponente fosse, soprattutto se consideriamo gli sfondi, che continuo a dire siano tra i più belli e originali mai creati dalla Disney. Lo stile è una vera perla, una vera e propria opera d’arte. Disney ovviamente cercava il guadagno, ma voleva anche che i suoi film d’animazione fossero curati e artistici. E hai assolutamente ragione per quanto riguarda il rapporto di Aurora e Filippo con le loro figure paterne/materne. Adoro io modo con cui si rivolgono a loro e mostra un cambiamento interessante. Malefica è perfetta, il male che non cerca scuse, anzi il male che ha il potere di fare quello che vuole e senza freni. Lei è semplicemente meravigliosa.

  2. Grazie per questa recensione, ho scoperto cose che non sapevo.
    Anche questo è un film che adoro (forse avrai capito che della Disney non è ho perso uno, anche per l’epoca in cui sono nata…), ma quello che adoro di questa pellicola sono le tre fate, che trovo di una simpatia unica lotre che deliziose nelle loro discussioni, e Malefica, davvero superba.

    1. Le tre fatine le ho sempre adorate. Sono dei personaggi positivi pieni di personalità e le considero le vere protagoniste di questa storia. Malefica inoltre è uno dei cattivi migliori della Disney.

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