Evil Dead II

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare dopo tanto tempo di Sam Raimi e l’abbiamo fatto attraverso il suo primo lungometraggio: La Casa (The Evil Dead). Una pellicola horror-splatter costata veramente poco e con dei ragazzi di vent’anni a occuparsi di tutto quanto. Essendo molto giovani e con pochissima esperienza, ebbero dei problemi durante le riprese, ma nonostante ciò La Casa dimostra di essere piena di inventiva e impegno. Un film con delle scene diventate ormai immortali e capaci di terrorizzare ancora oggi (le possessioni sono inquietante e nessuno potrà mai dimenticarsi del punto di vista del Male). Un’opera capace di tenere in tensione e di far provare ribrezzo allo spettatore. Da vedere assolutamente.
E dopo aver discusso di questa pellicola, continuiamo con il progetto. Ho parlato di The Evil Dead non solo per discutere del primo lavoro del regista, come ho fatto qualche tempo fa con altri artisti, ma anche per portare sul blog una delle trilogie più belle di sempre e che amo con tutto il cuore. Come ho scritto nella recensione precedente, The Evil Dead fu un’opera che spaccò in due la critica ma ebbe un discreto successo a livello di incassi. Il successo vero e proprio lo raggiunse nel giro di pochi anni, divenendo sempre più famoso e trasformandosi in un cult e venendo perfino rivalutato dalla critica. Raimi fece parlare di sé e in quel periodo si occupa anche di un altro progetto ma la sua vera carriera di regista doveva ancora partire del tutto. E a mio avviso fu proprio questo lavoro a dare la giusta spinta alla sua carriera, visti i film successivi.
Ecco a voi La Casa 2 (Evil Dead II in originale), pellicola horror comica del 1987 scritta da Sam Raimi e Scott Spiegel e diretta da Sam Raimi.

Trama:
Ash Williams (Bruce Campbell) e la sua fidanzata Linda (Denise Bixler) decidono di passare un po’ di tempo da soli in uno chalet di montagna isolato. Mentre si trovano nella baita, Ash trova sopra un tavolo uno strano coltello, un inquietante libro con la copertina che sembra un volto e un magnetofono. Incuriosito, decide di ascoltare la registrazione. Qui un certo archeologo chiamato Raimond Knowby (John Peakes) narra di aver trovato un antico libro nelle rovine del castello di Kandar, insieme a sua moglie Henrietta (Lou Hancock). Mentre si trova nello chalet con Henrietta, decide di leggere i passi di quel misterioso libro, il Necronomicon Ex-Mortis (Il libro dei morti). Proprio quando l’archeologo legge i versi, una forza oscura si risveglia e prende possesso di Linda. Ash, per sopravvivere, è costretto a decapitare la sua ragazza, ma lei continua a muoversi e tenta in tutti i modi di ucciderlo. Come se non bastasse, l’entità demoniaca che Ash ha evocato continuerà a tormentarlo e a farlo soffrire, cercando in tutti i modi di arrivare nel loro mondo. Intanto la figlia dell’archeologo, Annie Knowby (Sarah Berry), accompagnata da Jake (Dan Hicks), sta andando alla baita del padre per mostrargli le pagine perdute del Necronomicon e perché è da un po’ di tempo che non ha sue notizie.

Come ho detto in precedenza, a mio avviso fu questo film a far partire la carriera di Raimi. Dopo La Casa infatti il regista diresse I due criminali più pazzi del mondo, una commedia horror scritta insieme ai fratelli Coen. Questa pellicola venne massacrata sia dalla critica che dal pubblico, nonostante fosse per me un’opera davvero interessante e ben diretta. Questo “passo falso” rischiò di mettere in crisi la carriera di Raimi, Campbell e Robert Tapert (il produttore) ed è così che si decise di fare questo seguito.

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In realtà era un’idea di cui si discusse durante le riprese del primo capitolo. Fu Ivan Shapiro  a consigliare Raimi sul possibile seguito. Raimi pensò di creare una storia dove Ash veniva risucchiato in un portale e trasportato nel Medioevo per combattere contro i demoni. Esatto, praticamente è la trama de L’Armata delle Tenebre. Il progetto venne chiamato Evil Dead II: Evil Dead and the Army of Darkness. Nessuna casa di produzione accettò il progetto e così Raimi lavorò a I due criminali più pazzi del mondo. Il regista stava trovando molte difficoltà per produrre questo seguito ed è qui che entrò in scena Stephen King. Lo scrittore aveva apprezzato molto La Casa e, sentendo dei problemi che aveva, decise di chiedere aiuto a Dino De Laurentiis. A quei tempi King e De Laurentiis avevano un accordo per produrre diversi film tratti dalle opere di King. De Laurentiis si disse disponibile e finanziò il progetto con 3, 6 milioni di dollari, ma non voleva che fosse ambientato nel Medioevo. Voleva che fosse simile al primo capitolo. Ed è qui che Spiegel decisero di fare un cambiamento importante senza cambiare l’ambientazione e gli eventi: rendere la storia meno horror e aggiungere l’ironia.

Alcuni definiscono questo capitolo come remake del primo, ma in realtà non è né un remake né un sequel. La parte che possiamo definire un rifacimento riguarda i dieci minuti iniziali, anche se abbiamo alcune differenze. I cambiamenti che notiamo subito sono la sola presenza di Ash e Linda e i toni meno soffocanti e inquietanti. Poi, quando si arriva all’ultima scena de La Casa, la storia continua come se fosse un seguito. E già da questo punto possiamo vedere uno degli elementi di forza dell’intera pellicola: la sensazione di surrealismo davanti a certi momenti. Specialmente all’inizio si potrà percepire e capire quel senso di straniamento che proverà Ash davanti agli strani eventi di cui sarà vittima. Nonostante il protagonista reagirà contro quella follia, si troverà comunque spaesato e perso. Raimi inoltre è molto bravo a creare sequenze fuori da ogni schema. Un esempio è il ballo che fa il cadavere posseduto di Lidia, realizzato in gran parte con la stop-motion, una via di mezzo tra un sogno e una scena comica-grottesca. Questo non sarà l’unico momento e ne avremo altri davvero originali per la loro messa in scena. Ma ci saranno due elementi che più di tutti riescono a essere perfetti dall’inizio alla fine: la comicità e i tempi comici.

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Evil Dead II ha delle scene horror ottime e anche diversi momenti splatter volutamente esagerati (e bellissimi), ma si rimane impressionati dal modo con cui Raimi amalgama tutto ciò con la commedia. Anche nei momenti in cui il sangue scorre a catinelle non si può fare a meno di ridere per l’assurdità della scena, per la performance di Bruce Campbell e per i tempi comici. Il film non annoia mai, ha un ritmo incalzante e ben costruito e sa quando rallentare per creare la giusta atmosfera e passare con intelligenza da un momento comico a uno horror. Alcune scene tendono perfino a parodiare dei momenti iconici del primo capitolo, come il ritrovamento della motosega, e altri ancora sanno sorprendere per la loro fantasia.

Raimi in questo caso riesce a sorprendere lo spettatore con momenti inaspettati, capaci di strappare grandi risate al pubblico. Il tutto non segue un filo logico, è pura follia, un mondo surreale costellato di gag irresistibili che funzionano perfettamente per la regia e Bruce Campbell. Raimi usa varie carrellate in avanti, zoom in, inquadrature olandesi, immagini distorte (che mi hanno ricordato molto quelle presenti nel ciclo filmico di Poe ideato da Roger Corman), il tutto fatto con grande velocità e scatti decisi. Una regia che è sicuramente maturata e che mette in mostra tutto il talento di Raimi attraverso un film, certamente con un budget più elevato rispetto al primo capitolo, ma pur sempre basso. E poi c’è Bruce Campbell.
Io adoro quell’attore e questo sentimento è nato proprio con questa pellicola. È qui che finalmente appare l’Ash Williams che tutti conosciamo e amiamo. Questa volta non è un ragazzo spaventato e in balia degli eventi. Ovviamente anche qui sarà terrorizzato da quello che gli sta succedendo, ma reagirà contro queste entità oscure con ignoranza, strafottenza e battute perfette, sciocche e epiche allo stesso tempo. Campbell riuscirà a essere convincente attraverso le sue facce buffe ed esagerate e la sua performance fisica. Lo vedremo protagonista di acrobazie folli e affrontare ogni tipi di entità o pericolo e farà tutto quanto lui. La mano, la scena della risata, la motosega, il fucile a canne mozze, tutti momenti diventati iconici e citati in ogni dove.

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Anche gli effetti speciali subiranno un grande miglioramento, anche se si vede che sono stati fatti con un basso budget. Nonostante ciò funzionano alla perfezione, creando dei mostri ben caratterizzati, come ad esempio Henrietta posseduta (sotto il costume c’era Ted Raimi, fratello del regista, che sudò letteralmente sette camice lì dentro. Poveretto.), scene in stop-motion interessanti e tanti altri effetti artigianali creati con cura e passione, vincendo tutti i limiti che avevano per via del budget.

Per concludere, Evil Dead II è un film più unico che raro, un’opera che è riuscita a differenziarsi tra tutti gli horror degli anni ’80 e che perfino oggi si dimostra una delle pellicole più originali e folli di sempre, una vera rivoluzione del genere che creò un’icona immortale del cinema come Ash Williams. Questo fu inoltre uno dei rarissimi casi in cui, in una pellicola horror simile, non è stato il villain a diventare famoso ma l’eroe (anche se sarebbe meglio definirlo anti-eroe). Un film da avere e apprezzare.
Ci vediamo con l’ultima parte di questo piccolo progetto!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Evil Dead II

  1. Non saprei dire quale preferisco tra il primo e il secondo; forse proprio questo, esattamente per il modo in cui horror e commedia si mescolano insieme. Raimi farà una cosa simile anni dopo in Drag Me to Hell, altro film con vette di grottesco pregevoli!

    Non sapevo del coinvolgimento di Stephen King! Ma non stupisce, quell’uomo è un pezzo di pane!

    1. Io ho sempre apprezzato di più il secondo per il tuo stesso motivo e per come Raimi sia riuscito anche in questo caso a reinventarsi ancora una volta.
      Il commento che hai fatto su Stephen King mi ha fatto ridere più di quanto pensassi XD

    1. Penso che forse potresti riuscire a guardarlo. Si ride molto durante la visione del film e più che fare paura è un’opera che colpisce per il suo essere grottesco. Forse forse puoi riuscirci!

  2. Ottimo post dedicato adun film incredibile. Non un sequel, non un remake, come hai scritto, ma il perfetto anello di congiunzione tra quella meraviglia di Evil Dead e quel delirio comico di Army of Darkness!

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