Il bacio dell’assassino

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo discusso di un film interessante, un vero e proprio blockbuster norvegese, The Quake. Questo è il seguito di The Wave, altro film catastrofico davvero ottimo e molto intelligente. Il secondo capitolo si è dimostrato all’altezza del primo, riuscendo a parlare della tematica del terremoto con grande maturità e cura, con una parte piena di tensione e paura, effetti speciali in CGI usati molto bene e senza mai esagerare e sequenze dirette molto bene. Inoltre è un film che tratta in maniera approfondita e con umanità i propri personaggi, dandogli il giusto spazio e il giusto valore. Si poteva certamente fare di meglio per due personaggi, ma in ogni caso The Quake è veramente un ottimo film e un ottimo seguito.
Con questo articolo ho deciso di tornare a parlare di un regista che amo moltissimo e che è fondamentale per tutto il mondo del cinema: Stanley Kubrick. Di questo grande artista abbiamo per la prima volta con il bellissimo Orizzonti di Gloria, film che adoro con tutto me stesso, e il suo primo lungometraggio, Paura e Desiderio, una pellicola di cui lui si vergognava e che ha fatto sparire dalla circolazione per molti anni. Quest’ultima è un’opera con vari difetti, ma molto interessante per la sua messa in scena e per quell’atmosfera onirica che riusciva a creare attraverso pochissimi mezzi a sua disposizione. In questo caso ho deciso di parlare del grande Kubrick andando in ordine cronologico. Voglio cercare di seguire un certo ordine con lui, per quanto mi è possibile, anche perché voglio descrivere molto bene la crescita che ebbe come regista e soprattutto sottolineare come, con l’andare del tempo, sia riuscito a ottenere una grande libertà creativa nelle sue opere, diventando poi di fatto un grande regista (anche se ai tempi la critica era molto divisa nei confronti di Kubrick). Per questo ho deciso di portare sul blog il suo secondo lungometraggio, questa volta un film di cui Kubrick non si vergognava e che anche in questo caso mostra degli elementi interessanti.
Ecco a voi Il bacio dell’assassino (Killer’s Kiss), pellicola noir e drammatica del 1955 scritta da Howard Sackler e prodotta, montata, fotografata e diretta da Stanely Kubrick.

Il-bacio-dell-assassino-killers-kiss-locandina

Trama:
Davey Gordon (Jamie Smith) è un pugile di 29 anni che vive a New York e con una certa carriera alle spalle. Nonostante la sua esperienza, non è mai riuscito a raggiungere vette importanti e l’incontro che dovrà affrontare quella sera potrebbe cambiare le cose, visto che è valido per poter sfidare il campione in carica. Purtroppo Davey perde l’incontro e torna nel suo appartamento demoralizzato. Quella notte riceve la chiamata da suo zio, che lo invita a tornare nella sua fattoria a Seattle per stazionarsi lì e ricominciare una nuova vita. Davey pensa seriamente a questa proposta e va a dormire. Si sveglia a notte fonda sentendo delle grida provenire dall’appartamento di fronte e vede un uomo aggredire una ragazza. Davey accorre in suo soccorso e l’aggressore scappa via. La ragazza si chiama Gloria Price (Chris Chase) mentre l’uomo che l’ha aggredita è il suo principale, Vinnie Raphael (Frank Silvera). Lei lavora in un locale come ballerina e Raphael, che gestisce l’attività, si è invaghito di lei e ha provato in tutti i modi a corteggiarla, facendo avances molto pesanti e rendendo il suo lavoro un incubo, fino ad arrivare a quel momento. I due decidono di passare del tempo insieme e raccontano le storie della loro vita. Davey racconta della sua fallita carriera da pugile mentre Gloria narra il rapporto complesso con la sua famiglia. I due si innamorano e Davey decide allora di andare da suo zio e portare Gloria con se il giorno seguente. Però entrambi hanno bisogno di soldi e Gloria deve tornare da Raphael per farsi pagare la settimana. Ma Raphael non ha intenzione di arrendersi ed è pronto a tutto pur di averla.

Paura e Desiderio è stato per Kubrick un fallimento e ne è rimasto così deluso che decise di toglierlo dalla circolazione. Quindi Kubrick si buttò su questo nuovo progetto, che inizialmente era chiamato Kiss me, Kill me e che venne finanziato per lo più da amici e famigliari. Questa volta però suo zio Martin Perveler, che aveva investito molti soldi con Paura e Desiderio, non partecipò perché il film precedente non aveva guadagnato nulla. Questa volta buona parte del budget venne investito da Morris Bousel, un farmacista del Bronx che venne poi accreditato come produttore. Il film aveva un budget leggermente più alto di Paura e Desiderio ma era pur sempre misero e il costo si aggirava più o meno sui 75 mila dollari.

killer's kiss

Per via del budget così basso, Kubrick in molti casi dovette arrangiarsi come fece con Paura e Desiderio. Ad esempio lui non riuscì a pagare la licenza per poter riprendere gli esterni e per questo motivo dovette usare delle telecamere portatili e perfino riprendere le scene in strada dal cassone di un camioncino in movimento. Insomma, dovette trovare varie alternative. Il film, sempre come Paura e Desiderio, venne ridoppiato in post-produzione, ma l’attrice Chris Chase rifiutò di doppiare i propri dialoghi e al suo posto venne messa l’attrice radiofonica Peggy Lobbin.

Che dire in generale di quest’opera? Che è un film con una trama noir molto semplice e classica ma mostrata in modo particolare. Quel che ho raccontato della trama praticamente occupa più di metà della pellicola.
In questo film Kubrick continua a utilizzare un tipo di regia sperimentale ma questa volta non esagera come con Paura e Desiderio, dove questa particolarità poteva essere dispersiva, ma l’utilizza in certi punti specifici. Mi viene in mente ad esempio il sogno di Davey prima di essere svegliato dalle urla di Gloria, in cui vediamo una lunga carrellata in avanti con i colori invertiti, creando una scena onirica accattivante e particolare. Inoltre Kubrick tende a volte a mostrare brevissimi primi piani dei personaggi durante certi cambi di scena, per mostrare le emozioni contrastanti che provano, proprio come fece con Paura e Desiderio ma senza esagerare.
Tra l’altro c’è una sequenza molto interessante nel film ovvero quando Gloria parla del suo passato, un punto che occupa molto spazio nella pellicola. Quando lei narra della sua storia, sentiamo la sua voce di sottofondo e in primo piano vediamo invece una ballerina portare avanti un balletto fino a quando non si conclude il racconto. Una scena strana ma che in realtà ha senso visto che la sorella di Gloria, personaggio importante nella sua vita e interpretato da Ruth Sobotka, la moglie di Kubrick a quei tempi, era una ballerina affermata e tutti ciò riesce ad aggiungere un tocco di drammaticità in più, senza scendere nel melenso. Ed è anche questo un pregio di questa pellicola, il fatto che la storia non è troppo melensa (poteva esserlo visto il contesto), che venga vista da lontano ma che riesca comunque a trasmettere una certa drammaticità.

killer's kiss protagonist

Apprezzo anche molto il modo con cui Kubrick ha diretto certe sequenze. Un esempio ottimo è l’incontro di pugilato all’inizio che per lo più viene ripreso con una telecamera fuori dal ring in basso, ma che ha dei momenti interessanti come un montaggio veloce in certi momenti oppure primi piani e soprattutto inquadrature in prima persona che riescono a farci immedesimare nello scontro. Tra l’altro una delle mie scene preferite è lo scontro finale tra Davey e Vinnie, dopo un lunghissimo inseguimento, in una stanza strapiena di manichini. Una scena che è diventata molto famosa per vari motivi. Prima di tutto per lo scontro, girato molto bene e che tiene sulle spine lo spettatore, ma soprattutto per questo sfondo pieno di manichini che rende il tutto surreale e affascinante. Una sequenza incredibile.

Purtroppo il finale non è quello che aveva in mente Kubrick, visto che la United Artists, la casa di distribuzione che comprò il film, costrinse il regista a girare un lieto fine che in realtà non è molto in linea con la storia.

killer's kiss mannequinn

Per concludere Il bacio dell’Assassino è un’opera migliore rispetto a Paura e Desiderio, un’opera in cui Kubrick inizia a mostrare il suo stile, provando in ogni caso a creare scene e sequenze interessanti. Un classico noir fotografato benissimo, con ottimi tagli di luce che Kubrick arricchisce con la sua regia, una regia che verrà notata e gli permetterà di realizzare il suo prossimo film.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

9 pensieri riguardo “Il bacio dell’assassino

    1. Grazie mille amico mio! Qui Kubrick è ancora alle prime armi, ma già si vede che sta maturando. Ha ancora una regia sperimentale e in certi punti è un pò grezzo, ma comunque si vedono i miglioramenti. È con il prossimo film (che farò uscire sabato) che Kubrick raggiungerà veramente la maturità e si farà conoscere.

  1. L’ho visto una sola volta, per completezza, durante il mio “periodo Kubrick”: ne ho un ricordo buono ma non molto preciso, quindi grazie mille per avermi rinfrescato la memoria! Non vedo l’ora di proseguire questo viaggio con i tuoi bellissimi articoli nel mondo di Kubrick.

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