Rapina a mano armata

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo discusso del secondo lungometraggio diretto da Stanley Kubrick ovvero Il bacio dell’assassino. Un film noir molto classico, una storia d’amore con in mezzo un rivale geloso e disposto a tutto pur di avere la ragazza. Un film con una storia molto semplice su cui non bisogna aggiungere molto. A livello tecnico e registico, nonostante il budget misero, Kubrick mostra ancora una volta di avere un certo talento e soprattutto di conoscere perfettamente il mondo della fotografia, visto gli ottimi tagli di luce presenti. Anche in questo caso Kubrick mostra un tipo di regia sperimentale ma molto più dosata rispetto a Paura e Desiderio, riuscendo a creare un film più compatto e iniziando pian piano a maturare come regista. Un film che consiglio a chiunque voglia recuperare le opere di Kubrick e osservare la crescita che ha avuto nel tempo.
Con questo articolo andiamo spediti e continuiamo a parlare ancora una volta di Kubrick. Voglio cercare di parlare il più possibile di un periodo della vita di Kubrick ben preciso, un periodo in cui lui stava crescendo e iniziava ad affermarsi. Kubrick è un regista a cui tengo particolarmente tanto e vorrei cercare di essere il più preciso possibile quando parlo di lui. Inoltre in questo modo mi preparo per quando dovrò recensire le opere che tutti noi conosciamo e che sono dei capisaldi della settima arte. Già mi immagino quando dovrò parlare 2001: Odissea nello spazio. Sono emozionato ma anche intimorito. In ogni caso però di questa cosa ne riparlerò in futuro, adesso concentriamoci su questo film. Dopo Paura e Desiderio e Il bacio dell’assassino Kubrick continuò un suo percorso di crescita molto interessante, dove diresse una nuova pellicola a basso budget ossia il film di oggi. Al contrario delle altre due pellicole in molti notarono il talento di Kubrick, tra cui Kirk Douglas che poi lo chiamò per dirigere Orizzonti di Gloria. Infatti questo film fu un vero trampolino di lancio per Kubrick e una vera perla del cinema.
Ecco a voi Rapina a mano armata (The Killing), pellicola noir, thriller e drammatico del 1956, scritta da Stanley Kubrick e Jim Thompson, prodotto da James B. Harris, diretto da Stanley Kubrick e basato sull’omonimo libro di Lionel White.

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Trama:
Il film inizia mostrandoci diversi personaggi intenti a scambiarsi in messaggio riguardante una certa data. Quello è il giorno stabilito per portare a compimento la rapina all’ippodromo. La mente del piano è Johnny Clay (Sterling Hayden), un uomo appena uscito di prigione che vuole rubare 2 milioni di dollari per potersi sistemare insieme alla sua fidanzata Fay (Coleen Gray). La sua squadra è composta dal poliziotto corrotto Randy Kennan (Ted de Corsia), il cassiere dell’ippodromo George Peatty (Elisha Cook Jr.), il barista dell’ippodromo Mike O’Reilly (Joe Sawyer) e Marvin Unger (Jay C. Flippen), colui che ha messo i soldi per organizzare il colpo. A questo piano devono partecipare anche altre due persone che dovranno causare un po’ di confusione per riuscire a portare avanti il colpo. Queste due persone sono il tiratore scelto Nikki Arcane (Timothy Carey) e il wrestler Maurice Oboukhoff (Kola Kwariani). Il piano sembra ben dettagliato e perfetto, ma le cose rischiano di andare male quando George rivela a sua moglie Sherry (Mary Windsor) di una parte del piano e lei lo rivela all’amante, Val Cannon (Vince Edwards). Nonostante tutto i vari personaggi inizieranno a prepararsi, cercando di rispettare i propri ruoli. Ognuno di loro ha delle forte motivazioni per volere quei soldi e faranno tutto il possibile per ottenerli. Il problema però sorge quando avviene la rapina. Sembra quasi che ci sia qualcosa che si mette in mezzo al piano delle persone. All’inizio sono piccoli problemi che pian piano diventeranno sempre più grandi.

Con questo film arriviamo veramente a un’opera molto importante nella carriera di Kubrick e che ha dato un risvolto alla sua carriera. E’ un film che stranamente viene citato poche volte ma che io trovo incredibile sotto vari punti di vista. Inoltre quest’opera fu di grande ispirazione per certi registi. Per esempio Le Iene di Quentin Tarantino si ispira in parte a questo film. Visto che a mio avviso questa è un’opera discussa, iniziamo subito a parlarne.

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Quando Kubrick giocava a scacchi al Washington Square Park, incontrò il produttore James B. Harris. Quest’ultimo stava cercando qualche giovane talento da produrre, visto che aveva venduto la sua società di distribuzione cinematografica. Harris rimase molto felice di Kubrick, considerandolo come una delle persone più intelligenti e creative che avesse mai incontrato. I due fondarono la Harris-Kubrick Pictures nel 1955 e poco dopo Harris acquistò i diritti dell’omonimo romanzo di Lionel White per 10 mila dollari, riuscendo perfino a battere la United Artists. Kubrick suggerì a Harris di chiamare lo scrittore hard-boiled Jim Thompson. La United Artists suggerì ai due di trovare un attore di alto profilo, così che la casa di distribuzione potesse finanziarli. Dopo un po’ riuscirono a convincere Sterling Hayden, ma l’attore non era abbastanza famoso secondo la United Artists che diede ai produttori 200 mila dollari. Harris finanziò il resto con 80 mila dollari di tasca sua e 50 mila prestati dal padre, arrivando a più di 300 mila dollari, un budget non molto alto ma di gran lunga superiore ai primi due film di Kubrick.
Inoltre questa volta Kubrick non curò la fotografia, visto che assunsero Lucien Ballard. Nonostante ciò Kubrick voleva poter gestire il tutto e in più occasioni litigò con questo direttore della fotografia.

Il film è molto interessante per come è strutturato. Per buona parte di esso vediamo i vari personaggi pianificare il loro piano, soprattutto Johnny che dovrà contattare le persone fondamentali, ma vediamo anche degli spaccati della loro vita e capiamo le motivazioni che spingono alcune di queste persone a tentare il colpo. Per esempio il poliziotto deve avere i soldi per pagare i propri debiti, il barista invece per poter dare alla moglie malata una vita migliore. Il più interessante di tutti però è George e la relazione che ha con la moglie. Lui è un tipo debole con una relazione molto complessa con Sherry. Lei non lo ama, lo considera un inetto ed è insoddisfatta della propria vita. George vuole quei soldi in modo da riavvicinarsi alla moglie, ma lei non ha più alcun interesse in lui. Lei vuole stare con l’amante e quindi inizia un piano con Val, in modo da prendersi tutto il bottino e scappare insieme. E questo è il primo elemento che farà traballare l’intero piano, solo verso la fine ci renderemo conto di quanto. Ci sarà quindi attenzione per la loro storia e soprattutto per il ruolo che avranno nel piano. Inoltre seguiremo Johnny mentre viaggia di location in location dove lascerà alcuni oggetti che utilizzerà per il piano futuro, soprattutto per la fuga. Avremo anche modo di vedere i due complici esterni che dovranno partecipare all’operazione senza però sapere veramente nulla del colpo.

In questa parte l’attenzione dello spettatore rimane molto alta. Osserviamo con attenzione questo piano che sembra realizzato fin nei minimi dettagli e con una precisione incredibile. Un piano molto intelligente in cui il gioco di squadra è fondamentale e soprattutto il tempismo. Quando finalmente arriviamo al giorno del colpo, Kubrick riesce pian piano a far salire la tensione attraverso il montaggio e il ritmo. In questa parte Kubrick mostra la rapina non attraverso l’ordine cronologico ma attraverso i punti di vista dei vari personaggi, una scelta molto interessante e particolare. In questo caso vediamo ad esempio degli eventi ripetersi attraverso il punto di vista degli altri e vediamo cosa facevano loro mentre accadevano determinate scene. Scopriamo soprattutto il piano nella sua interezza. Ma è anche in questo punto che le cose iniziano ad andare male.

All’inizio sono veramente delle piccolezze, ma questi piccoli imprevisti porteranno a gravi conseguenze. Il piano è intelligente e curato nei minimi dettagli, ma sembra quasi che in ogni momento debba esserci qualcosa che impedisce al piano di scorrere come dovrebbe. Più si va avanti più la situazione peggiora e nonostante tutto l’impegno le cose iniziano ad andare storte, quasi come se il destino ce l’avesse con loro e volesse impedire il furto. E Kubrick riesce perfettamente a mostrarci tutto ciò, riesce a essere minuzioso e molto preciso nel mostrare questi elementi e attraverso il montaggio Kubrick riesce a riprendere benissimo molti momenti, come ad esempio le corse dei cavalli, fatte con grande cura e certe scene con dei tagli di luce espressionisti, un tipo di illuminazione tipica dei migliori noir.

Per concludere possiamo dire che Rapina a mano armata è un noir veramente incredibile, un film straordinario che riesce a interessare e intrattenere il pubblico dall’inizio alla fine, attraverso dei personaggi affascinanti e un piano mostrato e spiegato con grande cura. Verso la fine però vediamo come questo piano inizi ad andare a rotoli per via di elementi esterni e a volte quasi insignificanti, qualcosa che non era previsto, una specie di forza che si oppone a loro e gli impedisce di portare a termine questo piano. Un film che parla di destino e sconfitta e lo fa con una potenza tecnica e narrativa straordinaria che risulta moderno ancora oggi. Purtroppo il film fu un flop, ma molti critici notarono la bravura di Kubrick ed elogiarono la pellicola sotto vari punti di vista. Kirk Douglas notò il regista e gli diede in mano Orizzonti di Gloria. E in seguito anche Spartacus, di cui un giorno parlerò.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

14 pensieri riguardo “Rapina a mano armata

  1. Explosive review for an astonishing movie. Kubrick first uppercut in hold-up movie to remember, even if it’s very close to the hard-boiled “Asphalt jungle” of John Huston. You mentioned Tarantino and his “reservoir dogs” but you can add the first sequence of “The Dark Knight” when Nolan makes more than an hommage. Watching “The killing” is like watching the art of a great director blooming for the first time.

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