Paura e Desiderio

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. La volta precedente abbiamo deciso di cambiare aria per po’ e così, invece di parlare di un’altra pellicola, abbiamo discusso di un libro antologico italiano ossia Folklore – Antologia del fantastico sul folklore italiano. Un’opera davvero interessante che prendono alcune leggende e miti di tutte le regioni italiane e ne parlano in venti racconti scritti da altrettanti autori. Un’antologia che mostra creature terrificanti ma anche benevole e mette in mostra una cultura ricca e varieggiata che sarebbe opportuno riscoprire per poter osservare un mondo del tutto nuovo anche per noi. I racconti sono davvero ottimi, alcuni forse finiscono troppo in fretta mentre solo uno mi ha un po’ deluso, ma per il resto sono tutte storie molto valide, piene di passione e scritta in maniera ottima. Un’opera che che consiglio di recuperare assolutamente se volete scoprire un mondo antico e affascinante ma comunque vicino a noi. E’ stata una bella esperienza per me e anche un tentativo per cambiare approccio con le antologie e spero di riuscire e riproporre qualcosa di simile in futuro.
Dopo questo piccolo viaggio nel mondo della letteratura è arrivato il momento di parlare di cinema. In questo caso volevo parlare di un regista importante e fondamentale per la settima arte, un autore eccellente che ancora oggi viene visto con ammirazione e stupore: Stanley Kubrick. Nel blog ho parlato di Kubrick solo una volta con il suo bellissimo Orizzonti di Gloria con Kirk Douglas, una pellicola di guerra incredibile che narra gli orrori e le ingiustizie subite dai soldati. Non ho quasi mai parlato di questo grande regista perché non è semplice parlare delle sue opere, ci sarebbe così tanto da dire e con certe pellicole temo di non esserne all’altezza almeno per il momento. Però voglio comunque parlare di uno dei registi che ammiro di più in assoluto e ho deciso di farlo così: parlerò di un film che lui ha sempre considerato un fallimento, un film che per moltissimo tempo è stato difficile da reperire ma che adesso tutti possono vedere tranquillamente. Sto parlando della sua prima opere.
Ecco a voi Paura e Desiderio (Fear and Desire), film di guerra del 1953 scritto da Stanley Kubrick e Howard Sackler e fotografato, montato e diretto da Stanley Kubrick.

Trama:
Il film inizia con una voce narrante che ci descrive la situazione. Siamo in una foresta e in questa foresta si sta combattendo una guerra immaginaria, una guerra mai realmente accaduta. Quattro soldati, il tenente Corby (Kenneth Harp), il sergente Mac (Frank Silvera), e il soldati semplici Sidney (Paul Mazursky) e Fletcher (Steve Coit) sono precipitati con il loro aeroplano e proprio sei miglia dietro le linee nemiche. La situazione è tesa e in quattro devono pensare a un modo per scappare da lì. Il tenente Corby decide di costruire una zattera e seguire così il corso del fiume che taglia le linea nemiche e dovrebbe portarli tutti in salvo. Nel frattempo scorgono in lontananza una caserma dove è presente un generale e anche un aeroplano. Se il piano con la zattera dovesse fallire, useranno quel velivolo. Dopo essersi sfamati e aver ucciso dei solati nemici, il giorno dopo i quattro tentano di attraversare il fiume con a zattera ma una ragazza (Virginia Leith) li scopre e i quattro sono costretti a catturarla. Decidono poi di lasciarla legata a un albero e di farla controllare da Sidney. Da qui in poi le cose inizieranno realmente a crollare per tutti loro.

Kubrick è sempre stato un regista straordinario che ha sempre sfornato delle pellicole incredibili, tecnicamente perfette e con una storia e delle tematiche ricche di spunti e molto affascinanti. Fu un regista che rivoluzionò assolutamente il cinema sotto vari punti di vista. E’ un’artista eccezionale che rispetto con tutto il mio cuore e che considero come un esempio. Lui ha fatto dei film molto importanti ma tra tutti questi ce ne è uno che lui non ha mai apprezzato, un film che è stato difficile da recuperare per volere dello stesso regista ossia questo Paura e Desiderio. In molti non sanno neanche dell’esistenza di questo film ma, se dovesse interessarvi recuperare la pellicola, sappiate che è di dominio pubblico e quindi è molto facile da reperire. Certamente un film quasi rinnegato dal proprio autore è qualcosa che incuriosisce, ancor di più se quel regista è Kubrick. Come si può definire quest’opera? Il termine corretto è sicuramente interessante, interessante come è stata la sua produzione. Meglio però iniziare con calma.

Prima di iniziare la sua carriera nel grande cinema, Kubrick lavorò per diverso tempo per la rivista Look come fotografo e grazie a quel lavoro riesce a pagarsi gli studi per l’accademia di arte cinematografica. In seguito diresse due documentari: il primo fu Day of the Fight nel 1949, un cortometraggio sul pugile Walter Cartier che lui si autoprodusse e che vendette alla RKO. Il secondo invece fu Flying Padre, che descriveva la giornata tipo di un prete nel Nuovo Messico, finanziato dalla RKO stessa. Così, dopo tutte queste esperienze, Kubrick decise che era il momento di realizzare il suo primo film. La sceneggiatura fu scritta per lo più da Howard Sackler, un compagno di classe di Kubrick che si ispirò a questa storia attraverso due opere: la prima è La Tempesta di William Shakespeare (che tra l’altro è una delle opere che più preferisco dello scrittore) e soprattutto alla guerra di Corea che in quel periodo aveva raggiunto il suo apice (anche se nel film non vengono specificati a quali eserciti fanno parti i soldati).

Kubrick utilizzò i risparmi dei suoi documentari ma il budget non bastava per niente e così amici e parenti raccolsero mille dollari più novemila dallo zio Martin Perveler che voleva ottenere un contratto con il nipote in cui lui avrebbe ottenuto una percentuale degli incassi di tutti i film che Kubrick avrebbe realizzato da quel momento in poi. Ovviamente lui rifiutò e riuscì a convincerlo a limitare quell’accordo solo con questo film. Durante la lavorazione del film, nonostante l’impegno di Kubrick nel non far levitare il prezzo, il film arrivò a costare 53 mila dollari, una cifra comunque irrisoria anche per i tempi. La pellicola venne girata in trenta giorni e ci lavorarono solo 14 persone ossia gli attori, i membri della troupe e quattro messicani che trasportavano tutta l’attrezzatura. Le riprese furono complesse proprio per la mancanza di mezzi e in questo caso Kubrick si ingegnò come meglio poteva per trovare soluzioni a tutti questi problemi.

Lui diresse il film senza audio in modo da non far aumentare i costi di produzione e di inserire quindi il sonoro e l’audio durante la post-produzione. Fu però questa scelta a far aumentare il budget fino a 53 mila dollari che vennero in parte coperti dal produttore Richard de Rochemont. Il film infine uscì nelle sale ma non ebbe il successo sperato, nonostante la critica lo abbia apprezzato, e Kubrick denigrò la sua opera, facendo in modo che la pellicola non venisse distribuita negli anni a venire. Dopo questa breve storia della sua produzione, iniziamo a parlare del film.

Una cosa che si nota fin da subito è che questo film sembra in tutto e per tutto una pellicola sperimentale che cerca di rompere alcuni schemi del cinema per realizzare qualcosa di nuovo. Inizialmente rimaniamo sorpresi da alcuni tagli di scena in cui per breve tempo si vede il primo o primissimo piano degli attori. E è proprio con queste inquadrature che Kubrick mostra di essere stato influenzato molto dal cinema russo d’avanguardia, in particolar modo da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. In quest’ultimo caso Kubrick dimostra infatti di utilizzare un tipo di fotografia espressionista fatta di chiaroscuri soprattutto nelle scene ambientate negli interni. In questi casi lo sfondo è quasi completamente nero e i personaggi risaltano parecchio e ci si concentra solo su di loro e sui loro volti. Negli esterni invece Kubrick riesce a creare un’atmosfera onirica, come se i quattro stessero camminando in un sogno senza fine o fossero finiti in un altro mondo a loro sconosciuto. Questa sensazione è data da vari elementi come ad esempio l’ottima fotografia e l’uso della profondità di campo che dà una sensazione di distaccamento.

Sono presenti inoltre delle messe in scena davvero ottime e favolose, in special modo due sequenze molto importanti: la morte dei due soldati che mangiano nella caserma e la morte della ragazza. Nela prima scena vediamo i protagonisti saltare addosso ai due soldati, atterrarli e pugnalarli più volte e qui il montaggio di Kubrick è reso ottimamente. Si passa dalle pugnalate dei protagonisti, alle espressioni sofferenti dei soldati, fino al cibo che viene sparso ovunque durante la colluttazione. Una scena impressionante soprattutto quando Sidney, scioccato per quello che è successo, si immedesima in quei due soldati e quasi imita le loro espressioni vuote.
Anche la scena con la ragazza ha un forte impatto sullo spettatore. Il rapporto che Sidney avrà con la ragazza nasce dalla disperazione. Lui ha paura, è sicuramente uno dei personaggi più interessanti della pellicola, colui che mette in mostra le sue emozioni mentre gli altri tentano di reprimerle. Lui è anche colui che rimane più sconvolto dagli orrori che gli stanno accadendo e quando lui viene lasciato solo con la ragazza Sidney cerca in tutti i modi di avere un contatto con lei ma questo contatto non avviene mai sia perché la ragazza non capisce la sua lingua sia perché la poveretta è spaventata a morte da Sidney e dalla situazione. a sua morte poi lascia un gelo enorme, tutto sembra fermarsi e qualcosa dentro di Sidney si rompe. Queste messe in scena sono davvero ottime e lasciano stupito lo spettatore.

Un altro elemento importante è la tematica della guerra, anzi dell’inutilità della guerra, un argomenti che già qui Kubrick parla in maniera approfondita, ancor prima di Orizzonti di Gloria e Full Metal Jacket, anche se in questi ultimi due film il tema veniva trattato in maniera migliore e con più maturità. Non sappiamo per chi combattano questi soldati, sappiamo solo che il loro obiettivo è scappare da lì e uccidere il generale nemico. In tutta questa situazione non ci sono momenti di gloria nelle azioni che compiono. Tutto ciò che avvertiamo è solo una grande crudeltà e un forte senso di gelo. Sembra quasi che per loro non ci sia possibilità di riconoscimento o soddisfazione. Inoltre c’è anche la tematica del dualismo visto che i nemici saranno interpretati dagli stessi attori protagonisti, quasi come a voler sottolineare che questa è una guerra dell’anima.

Il film però non è esente da vari problemi. In certi punti le sperimentazioni si fanno sentire parecchio soprattutto durante il montaggio dove certe cambi improvvisi sui volti dei personaggi sono troppo veloci e potevano essere costruiti meglio. Un altro problema sono i dialoghi a volte fin troppo verbosi. Alcuni di questi sono davvero interessanti, poetici e complessi, ma sono troppi, a volte possono stancare se ripetuti l’uno vicino agli altri e soprattutto per certi personaggi sono un po’ fuori contesto visto la personalità che hanno.

In conclusione posso dire che Paura e Desiderio è un film imperfetto e pieno di difetti e aveva ambizioni molto grandi ma, nonostante i suoi problemi, si rivela una pellicola davvero interessante con delle sequenze che già mostrano la bravura di Kubrick dietro la macchina da presa, un’atmosfera surreale e una fotografia impressionante. Kubrick ha sempre definito questo suo primo lungometraggio come un progetto ambizioso, goffo e noioso, ma personalmente non sono d’accordo con ciò. Al massimo potrei definirlo ingenuo perché ha provato a narrare di un argomento molto profondo e complesso con pochissimi mezzi e con pochissima esperienza, ma comunque il risultato finale è molto buono. Consiglio di vederlo a tutti coloro che vogliono recuperare tutte le opere del maestro.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Paura e Desiderio

  1. Un ottimo ritratto di questo grande regista. La recensione ci mostra un Kubrick sotto il profilo spirituale, piuttosto che quello formale di regista. Anche la narrazione della trama entra profondamente nella psicologia dei personaggi, quasi a mostrarci a specchio quello del regista. Complimenti.

  2. Ho visto praticamente tutto di Kubrick tranne questo, che era molto difficile da trovare. Ti ringrazio per la bellissima recensione, farò di tutto per vederlo! In effetti richiama molte tematiche sviluppate successivamente, quindi per completezza credo sia giusto vederlo. Anche a me piace moltissimo Orizzonti di Gloria, vedo molte analogie in base alla tua ottima critica.

    1. Ovviamente non è un film incredibile, come ho detto ha i suoi difetti, ma nonostante tutto lo considero un film impressionante considerando i pochi mezzi con cui lui è riuscito a realizzarlo. Adesso non dovrebbe essere troppo difficile da provare. Dovresti riuscirò a trovare facilmente in rete ed è disponibile anche in Dvd.

    1. Non ti preoccupare! Questo film è sconosciuto a molti e lo stesso Kubrick ha fatto in modo che fosse difficile da reperire. Ma adesso non dovrebbe esserci alcun problema. E grazie mille per i complimenti!

  3. Very interesting review on a film I’ve never seen. I have it on DVD but not watched yet. I love Kubrick, and sure I’m not the only one. By many aspects, I think the Mendes war film “1917” could be a sort of tribute to Fear and Desire (and obviously to the second part of “Full Metal Jacket”) … Maybe I’m wrong, maybe I go too far but, well, I think there are few similarities.
    I see you’ve written about Paths of Glory, a masterpiece. I’m gonna read it right now.

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