Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo parlato del bellissimo Rapina a mano armata del grande Stanley Kubrick. Un vero punto di svolta nella sua carriera, un film noir su una rapina a un ippodromo perpetrata da un gruppo di persone con le loro motivazioni personali. Un piano ingegnoso e curato nei minimi dettagli che dovrebbe funzionare alla perfezione, ma che inizia ad andare male per via di piccolissimi imprevisti, imprevisti che saranno fatali per la riuscita del colpo e che sembrano quasi posti dal destino. Un film noir intelligente che parla appunto di destino e sconfitta, una pellicola dove Kubrick è riuscito a maturare, dando al film una regia più compatta e curata, sorprendendo tantissime persone e facendosi una certa nomea. Un film da recuperare assolutamente.
Dopo aver parlato di Kubrick per due articoli, cambiamo argomento ma stavolta non parleremo di cinema bensì di letteratura. L’ultima volta che abbiamo discusso di un libro è stato con il bellissimo e incredibile Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson, un romanzo gotico molto particolare che, per lo di scrittura unica, per la sua ironia e la sua storia incredibile, è diventato di diritto uno dei miei romanzi preferiti in assoluto. Un libro che tra l’altro consiglio a tutti voi di recuperare. In ogni caso questa volta torniamo a parlare di letteratura italiana. E’ da un po’ che non parlo di un libro nostrano e questa volta ho deciso di farlo con un’opera di uno dei miei scrittori italiani preferiti: Dino Buzzati. Più volte sul blog ho scritto quanto adorassi Buzzati come scrittore, in particolar modo nella recensione de La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia, uno straordinario film d’animazione tratto dall’omonimo romanzo dell’autore (tra l’altro uno dei miei film d’animazione preferiti). Li avevo cercato di descrivere tutto il rispetto che provo per lui come scrittore,  ma non avevo ancora mai discusso di nessuna delle sue opere. Sarebbe stato interessante parlare de Il deserto dei Tartari, il suo romanzo più famoso, ma ho preferito invece dedicarmi a un’altra opera da lui scritta molto meno famosa ma che in realtà racchiude quasi tutte le tematiche che da sempre tratta nei suoi romanzi e nei suoi racconti.
Ecco a voi Il segreto del Bosco Vecchio, romanzo del 1935 scritto da Dino Buzzati.

Il segreto del Bosco Vecchio

Trama:
Il colonello Sebastiano Procollo si trasferisce a Valle di Fondo nella primavera del 1925. Lui ha ereditato dallo zio una zona boschiva a 10 chilometri da lì, però gran parte di quella zona è andata in eredità di Benvenuto Procollo, un nipote di Sebastiano. Benvenuto ha però dodici anni e fino a quel momento quel bosco è stato gestito dal suo tutore, Morro. Ora che anche Morro è morto, tocca a Sebastiano prendere il ruolo di tutore. Il colonello, ora che ha dato le dimissioni dal suo ruolo, si dirige in questo bosco che tutti a villaggio chiamano Bosco Vecchio e che considerano speciale, un bosco completamente diverso dagli altri. Infatti il Bosco è pieno di vita, gli animali parlando così come tutta la natura. I venti parlano e hanno una propria volontà mentre gli alberi sono abitati dai geni, che vivono li ormai da secoli. Nonostante ciò Sebastiano vorrebbe poter far profitto grazie a quel bosco ed è qui che interviene il Bernardi, uno dei geni che però si muove tra gli umani per impedire che quest’ultimi devastino il bosco. In passato era riuscito a convincere Morro a non abbattere neanche un albero, ma il Procollo è una persona completamente diversa, cocciuta e potrebbe fare di tutto per ottenere quello che vuole.

Per lo più le persone conoscono soprattutto i racconti di Buzzati, racconti surreali e intriganti che riescono a colpire il lettore. Anche i suoi romanzi riescono a creare un grande fascino per il tipo di atmosfera e ambientazione che riusciva a costruire. In questo romanzo Buzzati ambienta tutta la storia in questo bosco, un luogo senza tempo, molto antico e mistico in cui il lettore può osservare la natura parlare e vivere, rimanendo affascinati da tutto ciò che vediamo. Su questo particolare però abbiamo due punti di vista molto interessanti ossia quello di Sebastiano e quello di Benvenuto. Il primo è un adulto con un’istruzione rigida il cui scopo è quello di guadagnare attraverso il bosco e che non rimane incuriosito o sorpreso da tutto ciò che vede o sente, ma rimane impassibile. Lui vuole ottenere tutto il Bosco Vecchio e cercherà di tutto pur di farlo, facendo patti con alcuni abitanti del bosco, come ad esempio il temuto vento Matteo, e facendo anche gesti orrendi. Benvenuto invece riesce ad ascoltare il bosco, capendone tutta la sua bellezza e la sua magia, per questo motivo il bosco reagisce in maniera differente nei suoi confronti. Quando c’è lui o in generale ci sono i bambini, il bosco si diverte a giocare, mostra tutta la propria gioia proprio perché i bambini possono vedere un mondo completamente diverso, escluso completamente agli adulti. Infatti con Sebastiano il bosco sarà più silenzioso e chiuso, più pacato e questa cosa darà molto fastidio al colonnello. Quindi troveremo la tematica dello scontro tra uomo e natura, l’uomo che distrugge la natura ma anche dell’uomo capace di vivere in armonia con essa. Un confronto che Buzzati porta avanti benissimo. Però questa non è l’unica tematica che Buzzati porta avanti.

Il Bosco Vecchio porta avanti diversi argomenti come ad esempio la crescita, la vecchiaia, la gioventù, il cambiamento e anche l’amore. La storia si svolgerà nel giro di un anno e andrà a toccare tutte le stagioni e in tutto questo lasso di tempo vedremo i personaggi crescere, cambiare, prendere consapevolezza di loro stessi. Ad esempio il colonello Procollo, andando avanti, si accorgerà della sua situazione, si accorgerà della sua solitudine e del fatto di star diventando vecchio. Ed è anche per questo motivo che il suo comportamento nei confronti di Benvenuto cambierà. Inizialmente non lo sopporta, lo considera debole, un peso e vorrebbe liberarsene. Ma con il tempo anche lui, senza quasi accorgersene, inizierà ad affezionarsi al bambino, portandolo alla fine a un vero e proprio cambiamento.
Lo stesso varrà per il vento Matteo. Un tempo lui era temuto da tutti nella vallata e tutti conoscevano la sua tremenda forza ma, dopo molto tempo in cui è rimasto intrappolato, si ritrova adesso a non avere più l’antica potenza e questa cosa lo sconvolgerà profondamente. Da vento spavaldo e irascibile diventerà un vento più malinconico e riflessivo e avrà un rapporto veramente profondo e interessante con Procollo.
Benvenuto invece sarà un bambino che vuole diventare forte, che non vuole essere più debole, che ammirerà molto Sebastiano nonostante tutto e che passerà molto del suo tempo al Bosco Vecchio a giocare e ascoltarlo. Lui inizierà pian piano un processo di crescita naturale, un cambiamento che gli abitanti del Bosco Vecchio noteranno e di cui faranno presente al ragazzino. Inoltre gli ripeteranno come a un certo punto, quando sarà cresciuto, non riuscirà più a guardare o a sentire il Bosco Vecchio come un tempo, che un giorno, senza che lui se ne renda conto, il bosco gli parlerà e lui lo sentirà appena, sottolineando come i bambini abbiano un rapporto più puro e sincero con la natura rispetto a tutti gli altri.

Per concludere, Il segreto del Bosco Vecchio è un libro meraviglioso che affronta varie tematiche con grande semplicità, ma arrivando direttamente al lettore. Affronterà il tema della natura, del suo rapporto con l’uomo, ma parlerà anche di crescita, cambiamento, gioventù e vecchiaia, perfino dell’amore e lo farà con grande bravura. Inoltre rimarremo incantati dal Bosco Vecchio, dalla sua bellezza e dalla sua magia che Buzzati riuscirà a descrivere alla perfezione. Un’opera che consiglio a tutti di recuperare.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

16 pensieri riguardo “Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati

  1. Ciao grande Butch! Anch’io vengo da un periodo di sane e buone letture che mi hanno preso tempo e dopo quelle sono riuscita a pubblicare qualche posts …..Adesso mi siedo al PC perché mi è venuta un’ispirazione sull’amore ❤️

  2. Il segreto del Bosco Vecchio l’ho letto alle medie come lettura di classe. L’anno prima avevamo letto La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia che è ancora uno dei miei libri preferiti, quindi il primo a confronto l’avevo trovato un po’ noiosetto. Ma da come ne parli tu mi sa che se lo rileggessi lo amerei!!

    1. La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un libro stupendo e molto divertente e posso capire che in un confronto risulti all’inizio più interessante di questo libro. In realtà sono molto differenti, Bosco Vecchio è più calmo e riflessivo anche se ha i suoi momenti. Sicuramente lo ameresti tanto se lo rilegessi.
      In ogni caso, non so se l’ho già fatto, ma ti straconsiglio di recuperare il film animato fatto su La famosa invasione degli orsi in Sicilia: https://mymadreams.com/2020/08/12/la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicilia-film/
      Primo perché è un film italiano bello, secondo perché è un’incredibile trasposizione di Buzzati e terzo perché non riesco ancora a credere che abbia floppato. Questo è un film animato magnifico, realizzato con grande cura e amore dopo 6 anni di lavoro e soprattutto era un’alternativa valida ai film animati dell’ultimo periodo. Sono letteralmente innamorato di quel film e vorrei condividere con tutti questa mia passione e far conoscere a molti un’opera che meritava molto di più.

        1. Ottimo! Spero veramente che ti piaccia! Io nel mio piccolo farò di tutto per diffondere la bellezza di questa pellicola. In generale sto facendo ciò che posso per far conoscere molte opere d’animazione italiane.

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