Somnia

Ritorniamo un’altra volta nel mondo della settima arte e, come al solito di Mymadreams, torniamo a parlare di cinema horror. In questo caso però parlando in particolare di un regista per cui provo un enorme rispetto da un po’ di tempo: Mike Flanagan. Di lui abbiamo discusso molto con Doctor Sleep, il seguito di Shining, un film che ha diviso il pubblico ma di cui ho apprezzato la messa in scena e il modo con cui non cerca mai di copiare da Kubrick (e personalmente è uno dei suoi lavoro che apprezzo di più). Da tempo Flanagan si è dimostrato un regista molto bravo nel suo lavoro fin dal suo primissimo film, Absentia (ancora inedito in Italia). Ammetto che non sapevo bene di quale suo film discutere: tutti quanti hanno qualcosa da dire e, attraverso la sua messa in scena e ai piccoli dettagli, riescono a essere davvero originali. Alla fine ho scelto questa pellicola perché parla di un argomento che da sempre ha affascinato sia me che Shiki: i sogni.
Ecco a voi Somnia (Before I Wake), pellicola horror del 2016 scritta, montata e diretta da Mike Flanagan.

Trama:
Il film comincia con un uomo che si dirige nella camera da letto di un bambino armato di pistola. Vorrebbe sparare al ragazzino ma alla fine non ci riesce e scoppia a piangere. In seguito conosciamo Jessie Hobson (Kate Bosworth) e Mark Hobson (Thomas Jane), una coppia che insieme sta provando a superare la morte del loro unico figlio, Sean (Antonio Romero), morto annegato nella vasca. Per questo motivo decidono di adottare Cody Morgan (Jacob Tremblay), il bambino visto a inizio film. Così i tre tentano di ricominciare una nuova vita e la prima notte in cui c’è Cody, Jessie e Mark assistono a uno spettacolo incredibile: all’improvviso la casa si riempie di farfalle bellissime. I due non sanno spiegarsi questo evento e a un certo punto le farfalle scompaiono. Alla fine la coppia scopre la verità ovvero che i sogni di Cody possono prendere forma nella realtà. Per un po’ di tempo Cody continuerà a sognare le farfalle ma un certo punto il ragazzino scoprirà la storia di Sean e una notte lo sognerà, causando la gioia dei genitori. Il problema nasce però da Jessie che vuole vedere ancora il figlio perduto e perciò inizia a far vedere a Cody vari filmati di Sean quando era ancora vivo, in modo che possa sognarlo in modo più definito e soprattutto con la sua voce. Questo comportamento non piace per niente a Mark perché così facendo non stanno dando a Cody il giusto affetto. In seguito i due scopriaranno che non solo i sogni di Cody possono diventare realtà ma anche i suoi incubi e che c’è un essere terrificante che terrorizza il bambino da tantissimo tempo che lui chiama Cancker Man.

Prima di iniziare la recensione ci sono alcune cose che vorrei dire riguardo il film. Prima di tutto il titolo originale era Before I Wake, ma apprezzo molto la scelta di chiamarlo Somnia in italiano. Ebbene sì, ho apprezzato un titolo cambiato per il cinema italiano e penso che questa sia la prima volta sul blogo che dico una cosa simile. Di solito critico molto il fatto che cambino il titolo di un film a volte quasi in maniera casuale, ma il titolo che hanno scelto per la distribuzione italiana ha anche un senso: primo è perfetto per la tematica che affronta e secondo Somnia era il titolo che originariamente Flanagan aveva scelto per il suo film che poi è cambiato in Before I Wake. Un po’ un peccato visto che insieme ad Absentia e Oculus il film avrebbe potuto creare un buon terzetto con i titoli in latino. L’ultima informazione che volevo condividere è che la Relativity Media, la casa di produzione che deteneva i diritti del film, fallì nel 2015 e quindi la pellicola è stata rimandata parecchie volte (infatti doveva uscire proprio nel 2015). Alla fine Netflix ha acquistato i diritti ma qui in Italia abbiamo avuto la fortuna di vederlo in sala grazie ala Midnight Factory che ne ha preso i diritti per la distribuzione. E ovviamente me lo sono perso! Mi dispiace molto non averlo visto sul grande schermo, perché meritava veramente di essere visto in sala. Iniziamo ora a parlare del film.

Certi horror tendono a iniziare subito mostrando scene di tensione e in seguito l’orrore. Non è una scelta sbagliata, ma sono veramente pochi quelli che riescono fin da subito in questa impresa. Personalmente preferisco che l’orrore arrivi gradualmente e che all’inizio ci si concentri di più sui personaggi, sui loro rapporto e sulla loro situazione. Cosa che Flanagan riesce a fare molto bene. Ci viene spiegato, attraverso le immagini, il momento che stanno vivendo Jessie e Mark, la loro voglia di andare avanti, ma anche il dolore per la perdità di loro figlio, un dolore ancora molto forte. Nonostante ciò hanno deciso di andare avanti e di prendersi cura di Cody, un bambino di 8 anni che dimostra di essere molto maturo per la sua età, molto intelligente e cordiale. Le cose all’inizio vanno bene e anche quando scoprono del suo potere continueranno ad anadare per la loro strada. Almeno fino a quando Jessie non capirà che i sogni di Cody possono essere influenzati. Lo nota appunto quando, facendogli vedere una foto di Sean, lui lo sogna, ma il regista lo fa capire anche prima allo spettatore con dei dettagli intelligenti. Come ad esempio quando appaiono le farfalle per la prima volta queste sono senza antenne, poi a scuola mentre Cody disegna queste farfalle una sua compagna di classe, Annie (Kyla Deaver), gli fa notare che mancano le antenne e le disegna. Infatti la volta seguente quando poi Cody farà lo stesso sogno vedremo le farfalle con le antenne. Un dettaglio veramente interessante che aiutano il pubblico a capire quanto questi sogni possano essere facilmente influenzabili. Jessie lo capisce e fa in modo che Cody sogni Sean, per poterlo riabbracciare. Questo è un comportamento che la gente può comprendere, lei ha perso il figlio e non ha accettato completamente questa cosa, ma dall’altro canto è un comportamento profondamente egoista e ingiusto nei confronti di Cody ma anche nei suoi confronti e in quelli di Mark.

In questa prima parte Flanagan mette bene in scena le difficoltà di questa famiglia e i loro desideri e riesce anche dei momenti in cui si crea una certa tensione attraverso ombre particolari e strane figure che si muovono dietro di esse. Quando poi la creatura apparirà per la prima volta, e la vedremo molto bene, lascerà il suo impatto su di noi. Cody teme molto quest’essere, non lo lascia mai in pace, è sempre presente per lui e se la prende con chi sta intorno al bambino. Non voglio dilungarmi su come è fatto e sul suo design, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma mi dispiace molto che di questa creatura in italiano l’abbiano chiamata in una certa maniera. In realtà non è sbagliato ma rivela fin da subito troppe cose ed è per questo che nella recensione ho deciso di lasciarle il nome inglese ossia Cancker Man. Comunque, quando compare per la prima volta, il mostro inizia il vero orrore, ci saranno scene di tensione costruite veramente bene, dove quell’essere sembra infermabile e dove semvra di sprofondare in un incubo a occhi aperti. Ma è anche qui che inizia la parte investigativa, dove in particolar modo Jessie cerca di scavare nel passato di Cody per poter comprendere meglio il suo dono e come poter fermare il Cancker Man. Inoltre in questa seconda parte inizia anche la crescita e la redenzione di Jessie, un’evoluzione gestita molto bene che renderà Jessie uno dei personaggi più riusciti di tutta la pellicola.

La regia di Flanagan è stupenda e riesce un horror davvero eccellente, ma in primis riesce a narrare in maniera stupenda una fiaba nera. Più andiamo avanti nella trama e più capiamo che quello che mette in mostra Flanagan è una fiaba, lo capiamo attraverso i sogni di Cody, che ogni volta riescono a darci l’impressione di assistere a qualcosa di onirico (e in questo caso il digitale è stato utilizzato bene perché assistiamo alla raffigurazione delle farfalle da parte di un bambino e infatti ci sembrano irreali ma che hanno una consistenza e con cui si può interaggire). Capiamo ancor di più che abbiamo a che fare con una fiaba in particolar modo nel finale, quando tutti i nodi vengono al pettine, quando scopriamo la vera natura del Cancker Man e quel dolcissimo finale racconta tutto come se fosse una favola della buonanotte.
In questo film viene dato molto spazio alle emozioni umane ed è una cosa che Flanagan ha sempre cercato di fare in ogni suo lavoro.

Anche se il film vira molto su un approcio da fiaba nera, Somnia riesce a regalare dei momenti d’orrore puro. Come appunto la prima volta in cui appare il Cancker Man in maniera così diretta e senza l’ausilio dei jumpscares, ma in special modo nella parte finale della pellicola. In questa parte Jessie entra in un vero incubo e ci saranno due scene in particolare, costruite estremamente bene, che riescono a spaventare veramente. In quei momenti ho provato dei brividi di terrore lungo la schiena.
Inoltre gli attori hanno fatto tutti quanti un ottimo lavoro e la sopresa più grande è il giovane Jacob Tremblay che, nonostante fosse molto piccolo in quel periodo, ha dimostrato un grande talento (tra l’altro lui è presente anche in Doctor Sleep dove, anche se ha un ruolo minore, riesce a fare un lavoro per niente facile). Inoltre apprezzo molto la fotografia del film, con i colori accesi quando Cody fa i suoi sogni, trascinando lo spettatore in un mondo magico, mentre quando il bambino fa gli incubi si ha quasi una fotografia molto espressionista, capace di giocare molto bene con le ombre e creare quel senso di claustrofobia. Anche gli effetti digitali della pellicola sono resi bene nonostante il basso budget del film.

Per concludere Somnia è una bellissima fiaba nera, capace di spaventare il pubblico grazie a una messa in scena ben realizzata e alcune idee intelligenti. Inoltre è una pellicola capace di emozionare e sorprendere per la bellezza di certi sogni di Cody. Una fiaba veramente bella che riuscirà a colpirvi, spaventarvi e anche commuovervi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Somnia

  1. Recensione molto bella e che trovo molto in linea con quel che ricordo: è un film che ho visto al cinema poco dopo l’uscita e, nonostante il genere che di solito vedo in TV, fu una scelta azzeccata.

    PS: domani potresti essere citato in un mio racconto… :P

  2. Concordo su tutto, lo vidi senza grandi aspettative ma alla fine mi è piaciuto un sacco. Flanagan è davvero un gran regista, secondo me, così come Jacob Tremblay un ottimo attore da cui penso sia lecito aspettarsi grandi cose in futuro – sperando che non si rovini come molti altri attori bambini.

    1. Flanagan è una specie di garanzia. È riuscito pure a fare un mezzo miracolo con il seguito di Ouija. Per il resto spero anch’io che Tremblay continui bene per questa strada. È bravo e mi dispiacerebbe vedergli fare la stessa fine di tanti giovani attori.

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