Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e per la terza volta siamo tornati dalla Pixar (la prossima volta cambio studio animato) per discutere di un lungometraggio basato su un personaggio molto amato che in molti aspettavano ma che fece molto discutere, Lightyear – La vera storia di Buzz. Gli Space Ranger Buzz e Alisha stanno esplorando un pianeta sconosciuto quando vengono attaccati da piante rampicanti e tentano di fuggire con la loro nave, ma Buzz la danneggia e loro e l’equipaggio sono costretti a rimanere lì. Buzz si offre volontario per sperimentare il cristallo dell’iperspazio per poter partire ma la dilatazione temporale fa passare numerosi anni e la sua amica Alisha muore di vecchiaia. Intanto Sox, un gatto robot che gli era stato regalato, dopo 60 anni è riuscito a trovare la formula per il cristallo e questa volta il tentativo funziona ma quando Buzz torna vede che il pianeta è stato invaso sa dei misteriosi robot. Tecnicamente il film è stupendo, il character design di Buzz in versione umana è reso benissimo e non stona né con gli altri personaggi né con il personaggio di Toy Story. Le ambientazioni sono enorme e ricche di dettagli e l’illuminazione e i tagli di luce sono curati e impressionanti. La storia ha dei problemi in quanto inizia dicendo che questo è il film che Andy vide negli anni ’90 ma né il design né le tematiche hanno nulla di quel decennio e i personaggi secondari non brillano. Nonostante ciò il personaggi di Buzz è scritto bene e convince per i suoi errori e la sua crescita. Il film ha tanti difetti, ma lo consiglio lo stesso.
Torniamo a parlare di live-action e questa volta ci concentriamo su un film da cui non mi aspettavo niente ma che è riuscito a sorprendermi.
Ecco a voi Fatman, pellicola d’azione, comica e thriller del 2020 scritta e diretta da Ian ed Eshom Nelms.

Trama:
Chris Cringle (Mel Gibson) è Babbo Natale e insieme a sua moglie Ruth (Marianne Jean-Baptiste) vive a North Peak, in Alaska, gestendo la fabbrica dei regali. Purtroppo la situazione non va bene in quanto consegna sempre meno regali ai bambini dato che molti si comportano male e per questo il governo degli Stati Uniti gli paga di meno. Proprio per questa situazione il governo offre la possibilità a Babbo Natale di continuare gli affari, proponendogli un accordo in cui lui dovrà produrre armi. Inizialmente Chris rifiuta ma la situazione è talmente grave che alla fine è costretto a stringere l’accordo. Nel frattempo il Natale è passato e il giovane Billy Wenan (Chance Hurstfield), un ragazzino ricco e viziato, per il suo pessimo comportamento ha ricevuto del carbone e adesso vuole farla pagare a Babbo Natale. Per questo motivo assolda un sicario, Jonathan Miller (Walton Goggins), per ucciderlo e sembra che quest’ultimo abbia qualche conto in sospeso con Babbo Natale.
Diciamo che ho guardato il film spinto dalla curiosità anche se le mie aspettative erano basse. Dalle premesse mi sarei aspettato qualcosa di molto esagerato con molte scene d’azione e parecchia commedia e in generale un film che basava il tutto sulla presenza di Mel Gibson. Sono felice di essere stato smentito in quanto mi sono ritrovato davanti a un’opera davvero particolare.

Partiamo come al solito dal lato tecnico e perfino sotto questo punto di vista mi sono ritrovato sorpreso davanti a una regia curata e soldi e un’impostazione ben precisa. La regia funziona molto bene soprattutto se si parla del ritmo, un ritmo ben scandito e capace di cambiare il genere del film in maniera non forzata, passando dall’introduzione dei personaggi e della situazione, alla commedia nera fino all’azione pura. La regia ha una bella messa in scena, capace di mostrare al pubblico elementi interessanti, specialmente i piccoli dettagli che ci fanno capire diverse cose, come ad esempio i comportamenti del sicario e i suoi movimenti, l’abitazione di Chris e la sua storia e così via. Quello su cui riesce maggiormente è sicuramente nelle scene d’azioni, in particolar modo le sparatorie che riescono a essere dinamiche ma mai confuse, mostrando alla perfezione tutto quello che succede anche attraverso un buon montaggio. Quest’ultimo si dimostra ottimo e aiuta parecchio a gestire il ritmo oltre che a costruire bene una sorta di attesa in quanto solo alla fine avremo lo scontro finale, uno scontro finale che sarà molto atteso dallo spettatore e anche ben fatto. Perfino la fotografia si dimostra ben curata e con ottimi tagli di luce e un bell’uso delle ombre negli interni e anche gli esterni sono gestiti bene soprattutto per come riesce a rendere interessante la zone innevate e a renderle particolari. L’intero lato tecnico è curato, perfino le musiche che non sono mai invasive, ma è la sceneggiatura quello che colpisce di più.
Fin dall’inizio ci mostra ben tre situazioni diverse che andranno a unirsi, con Chris preoccupato per la situazione e per la fine che sta facendo il Natale, con il sicario che nel tempo libero cerca di comprare tutti i giocattoli creati nella fabbrica di Babbo Natale e infine Billy, uno dei ragazzini più infami mai apparsi e talmente rancoroso da mandare il sicario a minacciare una sua compagna di classe, Christine (Ellison Butler), per essere arrivata prima a un concorso in cui ha partecipato lui. Già da qui possiamo vedere alcuni elementi di commedia nera, come l’ossessione del sicario per tutto ciò che riguarda Babbo Natale e i comportamenti di Billy, ma il tutto non è esagerato anzi è gestito con una certa sottigliezza che fa sorridere. Lo stesso vale anche per la situazione tra Babbo Natale e l’esercito, una cosa che fa ridere ma allo stesso tempo si dimostra drammatica in quanto ci ritroviamo davanti a un Babbo Natale pieno di dubbi, un Babbo Natale che si rende conto di come lo spirito del Natale ormai sia legato solo ai soldi e come la sua figura sia sfruttata per ogni cosa.

Ed è qui che arriva anche la forte critica sociale del film legata al capitalismo anche attraverso la situazione di Chris che nonostante sia Babbo Natale è costretto a scendere a compromessi per evitare il fallimento, portandolo in un forte momento di crisi e di fede, dicendo praticamente quel che tutti sappiamo ossia che il Natale è solo una festa commerciale e sentendo di aver fallito nel suo ruolo. Questo lato del personaggio lo rende davvero affascinante e anche credibile. Ne ho apprezzato la sua scrittura così come ho apprezzato la storia che ha con sua moglie, una relazione e un rapporto veramente dolce in cui capiamo che i due ne hanno passate veramente tanti e sono riusciti a superare ogni genere di ostacoli. Il film è anche molto bravo nel far comprendere allo spettatore tante cose senza andare a parlarne troppo e senza alcuna retorica e questo lo possiamo vedere benissimo soprattutto con il sicario, capendo pian piano le motivazioni per cui ce l’ha a morte con Babbo Natale. Tra momenti drammatici come questi e altri invece decisamente comici, come i soldati che osservano impressionati e storditi il lavoro degli elfi, i due registi ci regalano uno dei film sul Natale più particolari e originali che ho visto in quest’ultimo periodo.
Per concludere, Fatman è un film tecnicamente fatto bene, con delle belle sequenze e un ritmo che funziona e sa gestire i vari generi. La storia è particolare, capace di passare dal dramma alla commedia e infine arrivare all’azione. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Babbo Natale che rischia il fallimento è un sacco pulp!
Ben detto! E poi mi ha veramente sorpreso. Mi aspettavo qualcosa di più sciocco e invece è stata una visione molto interessante.
Anche io lo avevo visto aspettandomi tutt’altro, anzi direi senza aspettative, e invece mi ha sorpreso. Un film più profondo di quanto pensassi, molto be. scritto e girato, interpretato benissimo (mi piace sempre tantissimo Walton Goggins) e con gli elfi più memorabili visti ultimamente. Merita più di quanto possa sembrare, hai ragione!
Sono contento di sentirtelo dire. Adoro quando un film riesce a sorprendermi in questo modo e apprezzo la sua profondità e le sue riflessioni. E sì, gli elfi qui sono bellissimi.
Mi incuriosisce. :-)
Mi fa piacere! Per me è un’opera davvero interessante.