Frozen – Il regno di ghiaccio

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di live-action e abbiamo deciso di concentrarci su un’opera degli anni ’70 molto interessante e diretta da Robert Wise, un regista che ha sempre realizzato film importanti e di grande bellezza. Il film in questione è Andromeda. Un satellite cade in una cittadina del Nuovo Messico e due militari vanno a recuperarlo ma quando arrivano lì scoprono che tutti gli abitanti sono morti e poco dopo anche loro due perdono la vita per cause misteriose. Temendo che possa trattarsi di un microrganismo alieno portato dal satellite, la cittadina viene isolata, scatta l’allarme generale e vengono convocati d’urgenza quattro scienziati per indagare su questo microrganismo e tentare di distruggerlo per evitare che si diffonda, scoprendo anche che un vecchio e un neonato del villaggio sono sopravvissuti per qualche motivo. La regia è veramente ottima, precisa e curata, capace di creare una messa in scena interessante che viene valorizzata anche da una fotografia splendida e da un montaggio lineare ma che in certi punti saprà essere molto particolare. La storia è altrettanto interessante proprio per come viene narrata e come viene gestita tutta l’emergenza, facendoci percepire il tutto come verosimile e costruendo mistero, paranoia e tensione. L’unico difetto che ha il film è che in certe parti tende a essere prolisso, ma per il resto è un’opera che consiglio assolutamente!
Con l’articolo di oggi parliamo di animazione e torniamo in casa Disney per discutere di una loro opera che, piaccia oppure no, è stata molto importante per lo studio per tanti motivi, arrivando a plasmare la Disney stessa e i suoi film successivi per diverso tempo.
Ecco a voi Frozen – Il regno di ghiaccio (Frozen), pellicola animata del 2013 scritta da Jennifer Lee e diretta da Chris Buck e Jennifer Lee.

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Trama:

Siamo ad Arendelle, un regno prosperoso dove vivono la principessa Elsa (Idina Menzel) e Anna (Kristen Bell). Mentre Anna è una bambina normale, Elsa possiede dei poteri magici che le permettono di controllare il ghiaccio e la neve. Un giorno, mentre le sue stanno giocando, Elsa colpisce per sbaglio Anna in testa con il suo ghiaccio. Il re (Maurice LaMarche) e la regina (Jennifer Lee) vanno a chiedere aiuto ai troll per salvare la figlia. Quest’ultimi riescono a rimuovere il ghiaccio, ma nel farlo rimuovono ad Anna tutti i ricordi legati ai poteri di Elsa e avvertono quest’ultima di imparare a controllare i propri poteri. I genitori così separano le due sorelle per questo fine ma le cose peggiorano quando muoiono in un naufragio. Passano degli anni dalla loro morte ed Elsa, raggiunta la maggiore età, verrà incoronata regina. Lei è spaventata perché ancora non controlla i suoi poteri e la cosa precipita quando Anne l’affronta, dato che non vuole darle la benedizione per il matrimonio con il principe Hans (Santino Fontana), ed Elsa perde il controllo, rivelando per sbaglio i propri poteri. Spaventata e sconvolta, scappa via, causando un inverno perenne in tutto il regno. Anna dovrà trovare sua sorella per aiutarla e far finire l’inverno con l’aiuto di Kristoff (Jonathan Groff).

Finalmente siamo arrivati a questo momento, sapevo che prima o poi sarei giunto qui. Sia chiaro, non sono uno di quelli che disprezza il film e lo considera brutto, anche perché ha degli elementi di grande forza che non possono essere ignorati, ma alla stesso tempo ha delle cose che potevano essere decisamente migliori e inoltre aveva un grande potenziale che non è stato sfruttato al meglio. Partiamo con ordine.

La storia della sua produzione è molto lunga a travagliata e risale agli anni ’30, quando Walt Disney era ancora vivo. Prima dell’uscita di Biancaneve e i sette nani, nel 1937 Disney stava pensando alla possibilità di realizzare un lungometraggio a tecnica mista (quindi sia live-action che animato) sulla vita dello scrittore Hans Christian Andersen. Qualche anno dopo, nel 1940, Disney fece un accordo con il produttore Samuel Goldwyn e il suo studio per la realizzazione di questo progetto, nel quale Goldwyn avrebbe diretto tutte le sequenze dedicate alla vita di Andersen mentre Disney avrebbe animato le sue favole più famose tra cui proprio La regina delle nevi. L’accordo era stato firmato, ma tutto si fermò quando gli Stati Uniti d’America entrarono nella Seconda guerra mondiale e il governo chiese a Disney di realizzare corti animati di propaganda a riguardo. Il progetto rimase fermo e, visto anche la crisi che la Disney si ritrovò ad affrontare con la guerra e il flop al botteghino di molti suoi film (come appunto Pinocchio, Bambi ma soprattutto Fantasia), il progetto non venne ripreso fino al 1952 quando Goldwyn realizzò un musical completamente in live-action su Andersen (chiamato in italiano Il favoloso Andersen), portando definitivamente alla morte del progetto di Disney.

Per diversi anni non si parlò più de La regina delle nevi, almeno fino a quando negli anni ’90 non ci fu il periodo del Rinascimento per lo studio, un grande momento artistico e commerciali ed è qui che trovarono fuori la storia di Andersen e tra il 2000 e il 2002 varie persone provarono a lavorarci, tra cui il famoso animatore Glen Keane che alla fine lasciò perdere. Ci furono tanti tentativi in quei due anni per scrivere la sceneggiatura, ma tutte le volte si rivelò un fallimento e a un certo punto l’allora amministratore delegato, Michael Eisner, suggerì nel 2004 a John Lasseter e alla Pixar di realizzare quell’opera, ma proprio in quel periodo ci fu il famoso litigio tra i due studios e ancora una volta il progetto venne abbandonato. Poi la Disney acquistò la Pixar e Lasseter divenne capo creativo anche degli studi d’animazione della Disney e nel 2008 riuscì a convincere Chris Buck, uno dei registi di Tarzan, a tornare da loro, ascoltando se quest’ultimo avesse qualche progetto in mente. Buck suggerì proprio La regina delle nevi a cui però voleva dare qualcosa di personale, differenziarsi dalla storia principale e portare avanti un discorso nuovo sul “vero amore”, allontanandosi dal classico bacio del principe (un’idea anche interessante dal mio punto di vista).

Quindi iniziarono a sviluppare il film con il titolo di Anna and the Snow Queen, ma nel 2010 la produzione si bloccò perché non sapevano come gestire la storia ma soprattutto il personaggio della Regina delle nevi. Tra l’altro inizialmente doveva essere realizzato in animazione tradizionale ma, visto il successo di Rapunzel, decisero di passare all’animazione digitale e di cambiare il titolo in Frozen, annunciando che l’anno d’uscita sarebbe stato il 2013 ma il tempo era sempre di meno e ancora stavano trovando grandi problemi con il personaggi della Regina e non solo. Lei doveva essere il villain della storia e inizialmente il tutto era molto più comico, ma non funzionava bene. Vennero cambiare tantissime cose e in seguito Anna divenne la sorella della Regina (inizialmente era una persona di umili origini senza alcun legame). Jennifer Lee entrò nel progetto nel 2012 e si ritrovò in una situazione veramente critica, visto che mancavano 17 mesi per l’uscita al cinema e c’erano problemi in ogni dove, soprattutto nella scrittura delle canzoni. Però è appunto qui che cambiò tutto e che finalmente il film prese forma.

Infatti tra le varie canzoni c’era quella che poi tutto il mondo imparerà a conoscere bene ossia Let It Go (All’alba sorgerò in italiano) scritta da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez. Questa doveva essere la canzone dell’Elsa villain ma furono in molti a dire che non dava quell’idea, anzi che sembrava descrivere le paure di una persona per dei poteri che non riesce a controllare e la sua voglia di essere libera. Da qui cambiarono molte cose. Partendo proprio da quella canzone, fecero in modo che Elsa non fosse più la villain, ma appunto una ragazza spaventata da un potere molto forte e che cerca di fare del suo meglio per gestirlo. Per questa decisione cambiarono anche altri personaggi, perfino Olaf (Josh Gad) che inizialmente era l’assistente di Elsa ed era descritto come un essere odioso. Ed è proprio grazie a Let It Go se il film finalmente prese la sua forma e in un lasso di tempo molto breve. Forse però è anche per via di tutta questa fretta, dei continui cambiamenti e del poco tempo se alcune cose non mi hanno convinto, ma ci torneremo più tardi.

Parlando del lato tecnico, devo ammettere di essere rimasto sorpreso dall’enorme lavoro fatto in poco tempo anche perché, tra indecisioni e ritardi, alla fine rimasero solo 12 mesi per completare il lavoro. In questo nuovo classico la Disney decide di utilizzare lo stile adottato da Rapunzel (cosa che farà in molti altri film), quindi avremo dei tratti per nulla realistici e abbastanza stilizzati, con linee morbide e rotondeggianti e occhi molto grandi e questo lo si può vedere perfettamente con il design di Anna e in generale si applicherà a tutti gli esseri umano e alle varie creature. In particolare i design che rimangono più impressi sono quelli di Anna ed Elsa che sia in questo caso che nella scrittura dei loro personaggi eclisseranno gli altri. Olaf è l’unico che mi è sempre sembrato stonare con quell’aspetto. Certo, doveva sembrare il lavoro impreciso di due bambine ma non si amalgama bene con il resto. Perfino il gigante di neve creato da Elsa è in sintonia con il design degli altri. La regia del film in generale è buona, riesce a mostrare delle sequenze fatte bene, riesce a dare la percezione della grandezza del regno e dei territori innevati. La regia è buona, ma a volte rischia di essere un po’ anonima, ma poi ha dei bellissimi momenti in cui mostra un grande forza, come quando Elsa crea il suo castello di ghiaccio, una scena che non solo dimostra le capacità del digitale ma anche le vere capacità di Elsa e il suo sentimento di libertà. C’è anche un’altra sequenza, seppur breve, che ho sempre apprezzato ed è quando Elsa, nel suo castello di ghiaccio, ricade preda dei dubbi e della paura dopo l’incontro con Anna e il ghiaccio che prima era cristallino inizia ad assumere forme più grezze e appuntite e il colore va dal rosso al viola.

Tra l’altro ci sono due canzoni che mi sono piaciute, una è Let It Go e l’altra è Do You Want to Build a Snowman? (Facciamo un pupazzo insieme?). La prima colpisce soprattutto perché Elsa, dopo anni di reclusione, di terrore e di repressione, finalmente si sente libera e lo mostra con forza, dando sfogo ai suoi poteri. Nonostante tutto ho sempre apprezzato di più la seconda. Questa è una canzone che inizia come la richiesta innocente di una bambina, Anna, che con la scusa del pupazzo di neve vorrebbe solo stare con la sorella, che si è isolata e non capisce il perché. Una sequenza dolce e drammatica allo stesso tempo che riesce a mostrare la sofferenza delle separazione e le paure di Elsa. Queste due canzoni sono molto belle, ma lo stesso non si può dire delle altre che risultano molto anonime e dimenticabili. Per me è abbastanza grave, visto che parliamo di musical, soprattutto quando queste canzoni non spiegano nulla o abbastanza la storia o i personaggi. Inoltre, anche se non sono lunghe come alcune che vedremo nei prossimi classici, dovevano essere più corte per fare maggior ritmo. Arrivando al ritmo arriviamo a un altro problema del film. Non ha un ottimo equilibrio, alcune parti sono molto veloci mentre altre sono molto lente e sono quest’ultime il problema maggiore, non per via della loro lentezza, ma per il fatto che quelle scene sembravano un modo per allungare il tutto senza dire tanto. Ed è qui che passiamo a parlare della storia.

Iniziamo con i lati positivi e sicuramente una di questi è la protagonista, Anna, una principessa piena di vitalità ed energia, una sognatrice che ancora conosce poco il mondo ma che non ci pensa due volte a intraprendere un viaggio per aiutare sua sorella. Anne, insieme ad Elsa, avrà un bel percorso di crescita soprattutto nel comprendere appieno il significato dell’amore che inizialmente trattava in maniera un po’ infantile e ingenua (e poi la tematica dell’amore viene affrontata in maniera differente). Anche Elsa si dimostrerà un bel personaggio in quanto le sue ansie e le sue paure saranno ben visibili, così come la sua solitudine e la sua difficoltà nel gestire i poteri. E il rapporto tra le due, che Anna cercherà di recuperare, è ben gestito. Diciamo che sono proprio loro due a rendere il tutto interessante perché per il resto vedo idee utilizzate non proprio bene.

Una cosa che critico sono proprio le scene allungate in cui si ha l’occasione per parlare e discutere di varie cose, ma ciò non succede. Per esempio il personaggio di Kristoff poteva essere gestito meglio. Inizialmente lui è insofferente nei confronti delle persone, canta pure una breve canzone su come preferisca  stare più con la sua renna, Sven, che con gli altri, ma poi la cosa non viene ripresa. Poteva essere bello approfondire il fatto che lui fosse orfano e non sia stato voluto da nessuno se non dai troll e Sven (anche perché è questo che il film ci fa intuire) e se la cosa fosse stata sfruttata meglio si poteva collegare il suo abbandono con quello di Anne e anche con quello di Elsa. Perfino Olaf aveva del potenziale!
Lui non mi è mai piaciuto per il design e per le battute che fa, ma non tanto per quello che dice ma per come si dilunga troppo. Alcune di quelle battute potevano essere simpatiche, ma dovevano essere più corte. Anche i personaggi secondari non splendono per la personalità ma quel che non ho apprezzato per niente è che, mentre hanno mostrato benissimo le ansie e le paure di Elsa, non hanno mostrato l’odio che poteva scaturire dalle persone per qualcuno che è diverso. L’unico che rappresenta ciò è quel vecchio della nazione alleata, ma è solo lui e in maniera abbastanza blanda. Gli altri mostrano più sorpresa che altro e a mio avviso non si riesce a parlare bene dell’odio verso il diverso, della discriminazione e come essa possa diffondersi a macchina d’olio. Potevano fare in modo che fosse proprio quel vecchio ad alimentare le paure del popolo e aizzarli contro una persona che non ha colpa se non quella di avere un’abilità particolare. Non dico di mostrare una cattiveria come l’umiliazione pubblica subita da Quasimodo ne Il gobbo di Notre Dame, ma doveva essere qualcosa di simile. E questa mancanza ci porta involontariamente a pensare che tutte le paure, le ansie e l’incapacità di Elsa di gestire i poteri sia colpa dei suoi genitori. Perché i troll avevano detto ai due che Elsa doveva imparare a gestire il ghiaccio, non di chiudere le porte del regno al mondo, di separare Elsa da Anna, di rinchiuderla nel suo piccolo mondo e di reprimere i suoi poteri. So che non era questo l’intento dei registi, ma purtroppo quei due sembrano veramente la causa di tutto.

Per concludere, Frozen – Il regno di ghiaccio rimane certamente un fil degno di nota, soprattutto se si pensa al poco tempo disponibile e tutti i problemi avuti, con un lato tecnico certamente ottimo. Purtroppo la sceneggiatura presenta pochi spunti interessanti, nonostante la presenza di un potenziale enorme. Per me è un’occasione sprecata ma, se volete leggere una recensione di qualcuno che ha apprezzato molto il film e ha sottolineato dei punti interessanti, vi invito caldamente all’articolo che scrisse Ilbuiodentro diverso tempo fa sul blog di Raffà. Ecco qui l’articolo: Frozen – Il regno di ghiaccio.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

85 pensieri riguardo “Frozen – Il regno di ghiaccio

  1. Concordo su tutto, e ora che hai raccontato die problemi produttivi mi stupisco della qualità tecnica del risultato finale, ma come dici tu i difetti ci sono. Mancanza di sentimenti veramente forti come odio e paura, ad esempio, come dici tu. Personaggi sviluppati in maniera incompleta. Mancanza di personaggi secondari (ma possibile che le due principesse non avessero una governante, un tutore, un maestro, nessuno?) che cozza con l’imperversare dell’insopportabile Olaf (e la colpa non è del bravo Brignano, nemmeno Gad riesce a renderlo simpatico).

    1. La produzione è stata travagliata e non oso pensare al tremendo lavoro a cui sono stati sottoposti tutti i vari animatori. Il punto è questo: Frozen non è affatto un brutto film, tecnicamente è ottimo e la storia ha un potenziale enorme, ma appunto non veniva sviluppata bene. Mi mancano i personaggi secondari con una certe personalità che arricchiscono il tutto e sì, ho sentito la mancanza di quell’odio che Elsa e i suoi genitori temevano. Poteva essere veramente qualcosa di incredibile a mio avviso.

  2. Hai dimostrato come lo stesso film, visto da due punti di vista diversi, possa apparire molto differente. Conoscevo Il favoloso Andersen ma ignoravo del progetto con Disney. Che peccato non sia stato realizzato… Avrebbe potuto essere un capolavoro.

    1. Buio ha fatto un lavoro stupendo con la sua recensione e so perfettamente quanto ci tenga a questo film. Io ne riconosco il valore e vedo con chiarezza l’enorme potenziale che aveva e quanto poteva essere molto più maturo. Mi dispiace che non abbia raggiunto quel punto anche se, confrontandolo con gli ultimi film animati Disney odierni, Frozen sembra quasi Quarto Potere. Povera Disney, come si è ridotta.

  3. Grazie, hai fatto un’analisi accurata, che apprezzo molto. È ben argomentata, sia nel positivo, che nel negativo. Come abbiamo potuto discutere tantissime volte, le nostre visioni divergono. Ci siamo spessi confrontati sul potenziale non sfruttato, ma ancora non so cosa avrebbero potuto fare di più. Anzi, sono grata che non abbiano sviluppato storie parallele, concentrandosi specialmente sui personaggi principali. Ciò enfatizza ancora di più l’aura di solitudine e isolamento vissuta dai personaggi. Il personaggio di Olaf non piace neanche a me, né come design, né come carattere, ma è comunque giusto che ci sia per alleggerire il tono di un film che, altrimenti, sarebbe stato troppo cupo, tra discriminazioni, accordi economici internazionali, tradimenti, manipolazioni, ecc. E niente mi toglie che sia stato aggiunto anche come personaggio intergenere, visto che le principesse sono percepite come “per femmine”.
    Riguardo al lato tecnico, trovo stupendo l’alternarsi di scene lente e scene veloci. La backstory di Kristoff avrebbe potuto essere approfondita, ma è un bene che non l’abbiano fatto, c’era il rischio che uscisse fuori come il pastrocchio iniziale di Encanto (ma potrebbe esserci un pericolo reale per i prossimi due sequel). Fixer upper è più che sufficiente. Riguardo all’odio non mostrato, qui non mi trovo d’accordo. Non deve essere una manifestazione violenta, ma la discriminazione può passare anche tramite l’esclusione e la paura (simboleggiata dai genitori che tengono alla larga i figli quando vedono i poteri di Elsa). La rapidità della cosa è data che Elsa era la primissima volta che usciva in pubblico, quindi non c’era stato tempo materiale per mostrare altro se non la paura. I genitori di Elsa sono un punto sia dolente, che importante, proprio perché si comportano come è fin troppo accaduto verso figli e figlie neurodivergenti: nascondere, celare, facendo sì che nessuno sappia quanto sia strana. Potrei classificarli come villain, ma hanno agito per ignoranza, in cuor loro di sicuro volevano proteggerla (genitori villain sono quelli di Rapunzel). Ma le loro azioni si sono ripercosse sia su Elsa, ovviamente, ma anche su anna, facendole sviluppare un disturbo dell’attaccamento, per colpa anche della ridotta possibilità di sviluppare capacità sociali, visto anche il ridimensionamento dello staff. Infatti, appena ha avuto la possibilità di uscire, si è comportata un po’ come Rapunzel.
    E qui arriviamo al villain. Caspita come adoro il personaggio di Hans. Subdolo manipolatore narcisista, che usa il love bombing per raggiungere i suoi scopi, creando una personalità alternativa e affascinante. Sono stati scientificamente bravi a caratterizzarlo, perché persone così esistono davvero. Insieme a Frollo e a Gothel è il miglior villain Disney (ma ho un villain, non animato, che adoro ancora di più).
    Come sai, avrei preferito non fosse un musical e se devo trovare un difetto, è che le canzoni sono troppo asimmetriche, sbilanciate specialmente nella prima parte. Poi ci sono alcuni difetti di renderizzazione e un paio di glitch, ma chi non ha il nostro occhio non li può notare.
    Frozen è un film che è stato capace di cambiarmi realmente la vita, donandomi più consapevolezza. Non lo voglio idealizzare, non lo ritengo intoccabile, lo giudico dal mio punto di vista. E adoro confrontarmi e discutere con te. Di sicuro ho lasciato fuori tante altre cose che volevo dire, ma direi che, per il momento, mi sono dilungata anche troppo.

    1. Sono felicissimo di leggere il tuo commento e anzi lo aspettavo veramente tanto. Le discussioni che abbiamo avuto in passato su Frozen mi sono piaciute un mondo e ancora una volta sei riuscita a fare un’analisi veramente ottima del film e del perché tu l’abbia apprezzato così tanto. Quindi inizierò a risponderti punto per punto. A me dispiace non aver visto personaggi secondari di un certo rilievo. Non dico che dovevano essere per forza personaggi positivi, ma certamente la loro presenza avrebbe valorizzato ancor di più l’opera. Abbiamo avuto esempi perfetti in passato di come certi personaggi secondari ben scritti non andassero a oscurare i protagonisti, anzi li aiutavano a splendere ancor di più. Mi viene in mente ad esempio Atlantis o molti film del Rinascimento così come alcuni film Disney del passato. Perfino in Robin Hood avevamo tanti personaggi secondari ben caratterizzati che però non mettevano in ombra il protagonista o il villain. Potevano esserci decisamente più personaggi secondari ben fatti, magari alcuni che provavano odio per Elsa perché diversa oppure che inizialmente avevano paura di lei proprio perché non capivano, ma poi vedevano che lei non era malvagia e cambiavano idea. Si poteva fare veramente tanto sotto questo punto di vista e purtroppo il Duca di Weselton non era una grande scrittura. Certo, sarebbe stato bello avere un personaggio caricaturale che mostrasse quanto la discriminazione e il razzismo fossero una follia, concetti portati avanti da persone crudeli, ma diciamo che con lui non funziona bene. Olaf è quel che è e su di lui non mi dilungo molto. Per quanto riguarda Kristoff, a me continua a dispiacere perché poteva avere del potenziale e, come avevo scritto nella recensione, si poteva legare perfettamente al tema della solitudine del film, e non sarebbe stato qualcosa in più che occupava tempo, ma si poteva legare alla perfezione con Anna ed Elsa. Io avrei voluto vedere una dimostrazione di come l’ignoranza potesse portare all’odio. Non dico di avere una scena come la Festa dei Folli di Notre Dame (anche perché dubito che la Disney avrebbe il coraggio di rifare una cosa simile), ma qualcosa di simile ci sarebbe stato. E per quanto riguarda i genitori di Elsa e Anna, anche loro potevano essere gestiti meglio. Diciamo che vengono in parte scusati nel secondo capitolo, visto che in realtà andavano in mare per trovare una cura per Elsa, prima di venir travolti dalla tempesta, ma rimane comunque un retcon del secondo capitolo. Diciamo che qui la questione rimane molto vaga, magari potevano sottolineare ancor di più come le decisioni sbagliate che hanno fatto fossero stata guidate dal fatto che non sapevano cosa fare, che fossero portate avanti non da cattiveria ma da una situazione che non riuscivano a gestire. Mi piace però come le loro azioni hanno influenzato effettivamente Elsa e Anna, con le due che hanno effettivamente comportamenti molto realistici e su questo la scrittura ha fatto un lavoro eccellente e infatti su loro due non ho alcuna critica. Per quanto riguarda Hans ho delle opinioni contrastanti. Colpo di scena ottimo che ho apprezzato e che arriva al momento giusto ma che purtroppo arriva anche a menomare il villain di questa storia. Sì, è un manipolatore e un narcisista, ma vediamo poco queste caratteristiche e alla fine non mostra il suo reale potenziale. E questo non perché fosse scritto male ma perché aveva poco spazio per mostrare il suo vero volto. Era una scelta che hanno deciso di fare che ho trovato anche coraggiosa per certi versi. Per quanto riguarda i problemi legati al rendering e ai glitch, li ho notati anch’io, ma sono problemi quasi invisibili e abbastanza nascosti e ancora rimango sorpreso da come siano riusciti a portare un’opera tecnicamente impressionante in un lasso di tempo così breve. Per quanto riguarda le musiche, purtroppo soffrono del difetto della Disney odierna. Sono discontinue e a volte anche superflue, ci sarebbe bisogno di un artista serio che comprenda bene quel mondo e crei musiche veramente adatte all’opera. In un certo senso speravo molto con Lin-Manuel Miranda, anche perché i suoi lavoro a Broadway (tipo Hamilton) erano strabilianti, ma immagino che il mondo cinematografico sia qualcosa di molto differente. Però Let it Go e Do You Want to Build a Snowman sono bellissime, le adoro parecchio, in particolar modo la seconda che la trovo dolce e malinconica. Per me il film continua a essere un’occasione mancata perché a mio avviso poteva spingere di più su certe cose e secondo me gli avrebbe giovato molto di più. E andando sempre a parlare della dimostrazione di odio e discriminazione, avrei quasi voluto una scena simile a quella di Nick in Zootropolis. Perché quella scena per gli standard Disney odierni era veramente cattiva a ti faceva comprendere appieno perché lui si comportasse in quel modo. A mio avviso poteva funzionare alla grande con Frozen. E per il momento questo è quello che avevo da dire in risposta! E no, non ti sei dilungata affatto, anzi ammetto di essermi divertito molto a leggere la tua analisi e le tue idee.

      1. Un confronto che sto adorando. È bello poter discutere con te.
        Continuo ad essere felice che non ci siano personaggi secondari, forse perché sono sempre stata più interessata alla storia in linea di massima. Il duca Weaselton è alquanto caricaturale (mi ricorda il signor Burns dei Simpson), ma è un po’ la concentrazione del razzista che vuole sfruttare gli altri per il suo tornaconto. È lui che cerca di instillare l’odio al pubblico. Un odio che materialmente però non poteva diffondersi, perché Elsa, nelle prime ore ha dovuto seguire un protocollo rigido, annullandosi completamente come persona, poi, quando ha avuto una reazione umana è stata vista per appena un minuto, sia dal ricevimento, che dai sudditi. E il disagio che provano per l’inverno improvviso, è causato dal gelo che loro stessi hanno creato. E qui abbiamo già parlato come quella scena simboleggi il meltdown e la non comprensione delle altre persone. Un elemento di odio importante, è proprio quando Hans fa finta di volerla salvare, dicendo una delle cose più passivo-aggressive mai sentite in un film Disney: Don’t be the monster they fear you are. Destabilizzando Elsa con un gaslight degno di questo nome.
        Per Kristoff potrebbero svilupparlo nei due sequel (e ho già il terrore di cosa potrebbero fare), comunque la sua personalità dice molto. È gentile, premuroso, coscienzioso e, se non sbaglio, è il primo personaggio maschile a chiedere se può baciare la sua bella. Essere cresciuto dai troll dev’essere una buona cosa. Senza contare che baby Kristoff e baby Sven sono adorabili.
        Per re Agnarr e regina Iduna, forse potevano dagli qualche minuto in più, ma forse la loro poca presenza ha contribuito ancora di più alla freddezza, all’isolamento e alla solitudine che si provava in quel castello. Quindi continuo ad approvare la scelta.
        Per Olaf, beh molta della caratterizzazione è stata sicuramente fatta da Gosh Gad, visto che gli attori hanno spesso grande libertà di scrivere e manipolare il personaggio secondo le loro corde. Non lo detesto assolutamente, ma è un attore che non ho mai apprezzato, tranne in un film che però non ho apprezzato per niente. Comunque è un bene che Olaf ci sia.
        Frozen è un film che per me ha tutto e non potevano realizzarlo meglio. È pieno di significato e anche come film è cinematograficamente valido.

        1. Anch’io mi sto divertendo un mondo con questa discussione, è veramente stimolante. Io comunque continuo a dire che dei personaggi secondari non avrebbero arrecato alcun danno, ma arricchito il tutto. Apprezzo che tu abbia chiamato il Duca con il nome che gli viene dato spesso invece che con il suo vero nome (era una battuta simpatica) però penso ancora che non fosse il personaggio adatto. Almeno per come è stato presentato nel film. Troppo poco tempo, poco incisivo. Apprezzo che sia caricaturale come dovrebbe essere, ma non rappresenta bene quell’odio usato ai propri fini. Doveva essere più impattante, ancora più infame e subdolo, magari anche incitando maggiormente i cittadini a provare odio verso la Regina. Mi piace moltissimo l’associazione che hai fatto del gelo con quello che provano gli abitanti. Un’analogia che mi piace moltissimo e che si sposa molto bene con il film a dire il vero. Io comunque speravo dire vedere molto di più del passato di Kristoff. Sarebbe stato perfetto in questo capitolo proprio perché in linea con la tematica principale. E non mi parlare del terzo e del quarto capitolo che tremo anch’io al sol pensiero, soprattutto visto come la Disney ormai i film neanche più li scrive. E sì, Hans è bravo nel manipolare, ma diciamo che anche molti villain Disney del passato erano bravi a fare ciò e sono contento che almeno in questo film non abbiano perso il tocco (come invece è successo per Wish). Comunque sì, Agnarr e Iduna avrebbero avuto bisogno di una scena in più, per renderli più completi, degli umani fallaci che commettono errori, così almeno non avremo avuto quella brutta impressione di loro. Neanch’io ho mai apprezzato tanto Gosh Gaf e la cosa peggiore è che la cosa che ricordo maggiormente di lui e che mi fa soffrire era il suo ruolo in Pixels con Adam Sandler. Ancora tremo se ripenso a quel film. Non saprei, tu chi avresti visto meglio per interpretare Olaf?

          1. Forse è per come sono io, ma personaggi secondari mi avrebbero fatto perdere la concentrazione sulla storia principale. Ma comunque c’è Oaken. Breve apparizione, ma caratterizzato benissimo. Senza contare che è il primo personaggio esplicitamente gay dei classici Disney.
            Il duca di Weselton invece è perfetto così. Perché rappresenta anche tutta l’ignoranza e l’astio dell’uomo della strada (o ormai da social), pronto a giudicare qualsiasi cosa di diverso da ciò che conosce e qualsiasi cosa contro i propri interessi. Poi, essendo duca, aveva più potere di muoversi, però lo considero un signor Burns versione disneyana, unito all’intolleranza di Abe Simpson. E comunque durante l’inverno lui si preoccupava più per i beni (che in qualche modo cercava di appropriarsi come primo patner commerciale) che per le persone che soffrivano (anche se Hans lo faceva solo per manipolare il popolo). Quindi rimane un villain piuttosto odioso e detestabile. Rigurdo a Josh Gad, figurati che quello in Pixels è stato l’unico ruolo in cui non mi è dispiaciuto (almeno non così tanto). Più che altro mi ha condizionato la scena del furgone e, in minor misura, quella del discorso ai soldati. Per il resto è un film spazzatura, come qualsiasi altro di Sandler (non ho visto tutto di lui, quindi non escludo che qualcosa potrebbe piacermi, ma ne dubito fortemente).
            Tornando a Frozen, sono curiosa di vedere il musical di Broadway. Ho già ascoltato l’intera colonna sonora, ma mi piacerebbe vederlo per le scenografie, ma soprattutto, per i costumi. È stato curato dai creatori del film, quindi posso presumere una forte affinità all’opera originale. Sentendo le canzoni, sembra di sì e hanno inserito anche alcuni spezzoni di canzoni tagliate nella fase di preproduzione (sì ho ascoltato anche quelle).
            Elsa ed Anna vivono una condizione di c-ptsd e sono riusciti a mostrare benissimo il trauma prolungato dell’infanzia e le sue conseguenze. Anna rimane un grandissimo personaggio, ADHD con sindrome da dipendenza affettiva (causata dal trauma), e molti si dimenticano che sia la vera protagonista. Ma Elsa, con la sua personalità, le sue lotte interiori (anch’esse causate dal trauma), e la condizione di disagio per la propria diversità, è riuscita quasi ad eclissarla, facendo identificare il pubblico in lei. E secondo me, nemmeno i creatori del film pensavano che potesse accadere. Io voglio molto bene ad Elsa. È anche autistica e asessuale come me. Ma il vestito invernale di Anna è davvero spettacolare. Kristoff è davvero un gran bravo ragazzo, non si può non volergli bene. Sven è suo fratello, quello saggio ^_^

            1. Oaken è carino. Il Duca invece lo vedo come il classico uomo di potere che usando discorsi semplici e carichi di odio riesce a portare dalla sua parte la popolazione, approfittando della situazione. Sicuramente è una persona ignorante, ma è uno di quelli che potrebbero sfruttare la situazione a proprio favore, così come hanno fatto diversi politici senza etica e morale negli ultimi anni. Certo, anche lui poteva essere scritto meglio. Caricaturale sì, ma potevano impegnarsi di più. Josh Gad non l’ho apprezzato nemmeno lì. E pensare che attendevo quel film perché sembrava veramente interessante. Che delusione. Di Adam Sandler ti consiglio Uncut Gems. Penso che quello sia uno dei film migliori in cui ha recitato negli ultimi anni e dimostra che, se vuole, può essere veramente bravo. Sapevo dello spettacolo di Broadway e onestamente anch’io sono curioso. Gli spettacoli di Broadway sono ancora belli da vedere e artisticamente impressionanti. Per ora quel mondo non mi ha deluso e spero che non inizi a farlo proprio ora. Io apprezzo tantissimo Anna e mi dispiace che sia stata eclissata così tanto da Elsa, nonostante in realtà le due abbiano entrambe molto spazio così come lo ha il loro rapporto che inizia a ricostruirsi. Vediamo che cosa faranno con i prossimi seguiti. Io spero sempre che, essendo comunque Frozen uno dei prodotti di punta della Disney, abbiano più considerazione. E che non si limitino a pubblicare un’opera incompiuta e poco scritta come hanno fatto con Moana. Non immagini quanto sto soffrendo per quel film visto quanto sono affezionato al primo capitolo. E sì, Sven è il fratello saggio XD

              1. Su Pixels mi è piaciuto quando è scivolato sul furgone e inizia il suo monologo complottista, e mi ha fatto morire al: jfk shot first. Uncut Gems me l’avevi già consigliato in passato, ma non mi è ancora capitato di imbattermici. Tornando a Frozen, Anna è stata eclissata, ma non così tanto, è ancora tanto popolare, soprattutto tra una cosplayer che conosci bene, una vera principessa ^_^
                Il duca forse sarebbe stato meglio se fosse apparso più sobrio, ma teniamo conto anche il pubblico di riferimento. Un personaggio oscuro, ma comunque non doveva essere anche visivamente terribile (per quello c’è The Black Cauldron).
                Per lo spettacolo di Broadway so che la Disney l’ha rilasciato il mese scorso, anche se avrei bramato di vederlo dal vivo. Purtroppo in Italia non sono venuti.
                Per Frozen 3 e 4, posso solo sperare, visto che è il loro prodotto di punta, che possano studiarli proprio bene e realizzare dei prodotti degni del nome che porta. Ma sono stufa di sequel, remake, reboot. Forse, se proprio fatta bene, un’opera derivata potrebbe non essere male, a patto che sia ambientata nello stesso universo e che abbia poco e niente a che fare con l’opera originale. Moana 2 è stato un supplizio. Mi pento di aver pagato il biglietto, ma non per i soldi, ma perché ho contribuito a finanziare quello scempio.

                1. Uncut Gems è probabilmente uno dei film in cui dimostra di essere un attore molto bravo e capace. Mi ha stupito e spero vivamente che cerchi più spesso film di questo tipo. Comunque sì, Anna è molto apprezzata. Ad esempio io apprezzo molto Anna, è un personaggio veramente positivo e piacevole. Guarda, in realtà il Duca va benissimo farlo molto caricaturale ed esagerato, volevo solo che avesse più tempo e cercasse veramente di portare le persone dalla sua attraverso l’odio e la rabbia. Visti i tempi che corrono, sarebbe apparso molto moderno e una rappresentazione perfetta della realtà e di come certe persone siano senza scrupoli. E non sai quanto desideri un film come Taron e la pentola magica. Avrà tanti difetti, ma è un film con un’anima che adoro tantissimo e che difenderò sempre. Ora speriamo solo che la Disney si renda conto che deve tornare a scrivere delle storie che convincano invece che continuare a fare seguiti di opere amate dal pubblico fino a quando non saranno completamente svuotate. Ormai non do neanche colpa agli sceneggiatori se questi film sono scritti mali. La colpa è di chi sta in alto, incapace di guardare in basso come va veramente il mondo e capace solo di guardare incassi e cose simili.

                  1. Il duca era comunque uno straniero sconosciuto ai più e in visita per un periodo limitato. Istigare all’odio l’intera popolazione sarebbe stato assurdo. Chiunque avrebbe detto: “Ma chi è sto qua col parrucchino incollato male?”
                    Hans è stato più furbo, manipolando tutta la delegazione diplomatica e minacciando proprio il duca, fingendo di essere dalla parte della salvaguardia del regno. Un po’ era così, perché pensava di regnarci e doveva attrarre consenso, sia dalla popolazione, che dagli altri dignitari. Quindi, proprio un bel personaggio, nella sua malvagità. Anche se poi in Frozen Fever fa la fine che merita, lavorando per l’antenato della D. Jones Manure Hauling. A proposito dei corti, sono stati realizzati per un pubblico estremamente giovane e si vede, ma comunque trattandolo con dignità, senza nemmeno stravolgere i personaggi, anche se le trame sono un po’ forzate.
                    The Black Cauldron come sai lo adoro anche io e adoro Eilonwy, il primo personaggio girl power della Disney. È un po’ una Elsa 1.0.
                    E, concordo, gli sceneggiatori non hanno colpa. Se vogliono lavorare devono piegarsi a ciò che dicono dall’alto. Senza contare l’ansia per una possibile sostituzione dalle intelligenze artificiali, un vero e proprio rischio per artisti e artiste di qualsiasi ambito. Anche io, nel mio piccolo, da espositrice ai mercatini, negli ultimi anni mi sono dovuta confrontare con bancarelle con i miei stessi disegni, ma realizzati da macchine… e alla metà del prezzo. Quindi sarò sempre dalla parte di artisti e artiste vere. Pure Miyazaki si è espresso su questo pericolo, già diversi anni fa. Comunque penso che ci voglia anche un cambio di mentalità anche da parte del pubblico, ma ormai contenuti veloci, facilmente fruibili e vuoti, stanno svuotando le menti e il senso critico.

                    1. In quel caso sai che sarebbe stato ancora più interessante se effettivamente ci fosse stato uno scontro tra il Duca e Hans? Praticamente uno scontro tra due villain, uno più esagerato e caricaturale che avrebbe cercato con la forza di prendersi tutto mentre il secondo avrebbe giocato d’astuzia e sarebbe apparso ai più come un eroe senza macchia e senza paura, quando in realtà anche lui voleva il potere. Era qualcosa che si poteva esplorare molto.
                      Taron e la pentola magica era un’opera imperfetta ma ricca di volontà e voglia di cambiamento e mi dispiace che sia stato dimenticato dai più e che la stessa Disney abbia voluto dimenticarsene. Ci sono state opere certamente peggiori che sono state trattate meglio.
                      Gli sceneggiatori e in generale gli artisti stanno vivendo un periodo abbastanza difficile e non solo per l’IA ma anche per il fatto che c’è chi vuole usare questa tecnologia per risparmiare un sacco, causando però enormi danni verso altri. Non sono contro questa tecnologia, ma bisognerebbe tutelarla parecchio e fare in modo che non si prenda il lavoro degli artisti. E sì, per fare ciò c’è bisogno che anche le persone si diano una svegliata e capiscano l’importanza dell’arte e di come le persone non debbano essere sostituite.

                    2. Uno scontro, seppur breve, c’è stato, quando il duca si lamentava della dispersione di beni, elargiti per ottenere il consenso, manipolando i sudditi. Hans, in quanto incaricato del regno, ha tagliato corto dicendo che l’avrebbe accusato di tradimento. Accusa pesante, visto che si “tiene il collo”. Hans era troppo più avanti come villain.
                      The Black Cauldron viene nascosto anche dalla stessa Disney, però mi sono piacevolmente sorpresa nel vedere Taran e Eilonwy nel cortometraggio del centenario. Mi sono quasi commossa. Per me ha avuto solo la sfortuna di essere uscito troppo presto. Se fosse stato rilasciato una quindicina d’anni dopo, insieme al Signore degli anelli e Harry Potter, avrebbe potuto far loro concorrenza.
                      L’intelligenza artificiale non è in sé una minaccia, ma è come la si usa. Credo che, oltre a sostituire artisti e scrittori, possa, col tempo, far smettere di pensare, visto che qualsiasi cosa è portata di analisi, diretta ed immediata, integrata con qualsiasi dispositivo. E non mi meraviglierei, se a breve, sarà integrata con la nostra biologia.

                    3. Ecco, io avrei voluto uno sviluppo migliore di quello scontro. Avrebbe dato modo a Hans di essere ancor più scaltro e furbo rispetto a Weaselton. Ecco, io non capisco perché la Disney nasconda Taron e la pentola magica. Proprio non capisco, ormai è passato tantissimo tempo e abbiamo visto roba decisamente peggiore che dovrebbe far vergognare la Disney. Al massimo possono considerare quel film come un tentativo non riuscito di fare qualcosa di diverso, anche se io lo adoro con tutti i suoi difetti. Invece io in parte penso che la colpa sia dovuta al fatto che la Disney in quel periodo era ancora debole e che la gente non si aspettasse questo cambio di rotta con un’opera così oscure. E in parte fu colpa della Disney stessa che non credette abbastanza al progetto, togliendolo quasi subito dalle sale.
                      Hai detto una cosa giusta, il problema dell’IA è come la sia usa e per il momento dimostra quanto le persone adorano la mediocrità, usando questa tecnologia per cose effimere che tra l’altro ottengono davvero troppo successo e non ne capisco il motivo.

                    4. Secondo me Hans ha tagliato corto, usando il suo carisma e la sua determinazione, trasmettendo che non era il caso di mettersi contro di lui (e qui, col senno di poi, è una bella red flag).
                      I problemi di The black cauldron sono stati fatti principalmente per la paura di osare e l’ostruzionismo dei vecchi e dello studio stesso. Se avessero avuto maggior libertà, forse ne parleremmo come Biancaneve. e Eilonwy dovrebbe far parte delle principesse Disney, ma invece sta nel club delle dimenticate, con Megara, Giselle, Kida e Marian.

                    5. Diciamo che adesso sto facendo tutto questo discorso dello scontro tra Hans e il Duca proprio perché continuo a vedere tanti elementi in Frozen che potevano essere ampliati, resi più maturi e non avrebbero affatto rovinato l’opera, ma valorizzata. E anche questo scontro tra due persone approfittatrici e manipolatrici solo che il Duca è molto più ignorante mentre Hans più subdolo e attento. Visti i tempi che corrono sarebbe stata una gran cosa mostrare questo tipo di personaggi che cercano di conquistarsi il favore del popolo.
                      Taron e la pentola magica soffre anche di una certa ingenuità da parte degli animatori giovani che volevano fare qualcosa di enorme ma a un certo punto hanno trovato tanti problemi, però è anche vero che i vecchi animatori, per quanto io li adori, ci hanno messo lo zampino e non hanno creduto nel progetto. Che poi io adoro tanto quelle opere che vogliono provarci così tanto. Magari possono anche fallire, ma apprezzo profondamente il tentativo perché è proprio quello di cui abbiamo bisogno e in tempi come quelli odierni, stracolmi di sequel, remake, reboot, live-action remake e così via, un’opera imperfetta ma che osa come Taron sarebbe necessaria.

                    6. Forse questa nostra differenza di visione è per come concepiamo le storie. Tu le preferiresti più piene e globali, con tanti elementi, io, invece, sono per una storia semplice e lineare, che si concentri più sul fulcro principale. Ecco perché secondo me Frozen non poteva dare di più.
                      Riguardo a The black cauldron, mi sarebbe piaciuto vedere la versione originale, quella ancora prima delle proiezioni di prova. Credo che sarebbe stata epicamente horror.

                    7. Guarda, in realtà anch’io sono più propenso per una trama molto più semplice e lineare, molti dei film che amo di più hanno una storia davvero semplice, però con Frozen potevo vedere tanti elementi che avrebbero potuto rendere questo mondo e questi personaggi ancor più vivi e interessanti. Come ad esempio Kristoff, parlare di lui e mostrare la sua storia non sarebbe stato fuori contesto, così come mostrare maggiormente il Duca e Hans non avrebbe distratto le persone dalla storia principale e da come l’odio venga usato da persone senza scrupoli per ottenere potere.
                      Di Taron avevo visto delle scene che non sono state inserite nel film e che mostravano ad esempio i soldati di Cornelius che si scioglievano quando venivano attaccati dai morti ed erano scene che possiamo definire gore. Se fossero riusciti a fare una cosa del genere sarebbe stata una cosa veramente figa a mio dire. Ok, tanti incubi per chi l’avesse visto, ma che figata.

                    8. Chissà se svilupperanno il personaggio di Kristoff nei prossimi due sequel. Magari ci sarà un ritorno di Hans. Oppure il duca organizza un colpo di stato. Comunque sia, non lo voglio sapere. Anche se ho la quasi certezza che saranno un fiasco totale, sarò in prima linea all’uscita al cinema.
                      Ti Black Cauldron ho visto anche io alcune scene e alcune storyboards, quelle che sono trapelate. So comunque che il resto era ancora più crudo. Non credo che avrei avuto paura se l’avessi visto all’epoca. Comunque mi piacerebbe vederlo rivalutato, anche se non credo che digerirei un sequel, o un remake. Ma potrei accettare una storia nello stesso universo, con al massimo qualche riferimento velato. Non ho letto i libri, ma credo fosse una saga, o comunque una trilogia. Se fosse nata come tale, li accetterei dei sequel. L’unico film nato singolo, ma trasformato in trilogia, che è degno di rispetto è Ritorno al futuro, con Clint Eastwood e Calvin Klein.

                    9. Dubito fortemente che useranno vecchi personaggi. Immagino che il villain sarà inedito… sempre se ci sarà un villain. Ormai la Disney mi delude parecchio anche con i villain (Magnifico era scritto veramente male). Più che altro continuo a sperare in una scrittura decente visto che Frozen è il simbolo della Disney ed è talmente forte da surclassare tutte le altre principesse messe insieme.
                      Sai una cosa? Non so se l’ho mai detto (probabilmente sì) ma io amavo i momenti horror nei film animati, li adoravo tantissimo. Biancaneve, Bambi, Pinocchio… avevano quei momenti che ti facevano veramente paura e li volevo sempre di più. La cosa divertente è che da piccolo ero un fifone, almeno per quanto riguarda i film in live-action. Pensa che ero perfino spaventato dal Godzilla americano del 1998. Però nell’animazione l’horror non mi spaventava, ma mi affascinava profondamente. Sarà per questo che la scena degli elefanti rosa non mi ha mai sconvolto come ha fatto a tanti, ma anzi era una delle parti che amavo di più. E comunque un giorno devo decidermi di parlare di Ritorno al Futuro.

                    10. Riguardo ai film che hanno più di un sequel, ho notato un cliché che si ripete quasi sempre: c’è l’orginale, poi fanno il sequel che se ne distanzia, poi fanno un terzo che torna alle origini, o che comunque viene citato costantemente. Guarda Austin Powers, Die Hard, Ghostbusters, solo per citarne alcuni.
                      Io non ho mai avuto paura dei film, nemmeno delle scene horror. Mi disturbano i jumpscare, ma solo per la musica forte improvvisa, perché mi causerebbe disagio anche senza il film per il sovraccarico emotivo che mi provoca. Forse aver vissuto all’inferno mi ha desensibilizzata? O forse perché so da sempre che è tutta finzione? O una combinazione di questo e di altri fattori? Comunque non significa che non mi possa emozionare, nel bene e nel male, specialmente se la storia è emotivamente forte e coinvolgente. Una cosa che ho sempre fatto di rado con i film è ridere. Sono pochissimi quei film che si possono vantare di avermi fatta ridere rumorosamente. Tornando all’horror, l’unico film che mi ha messo un po’ di ansia (ma non di paura) è stato The Blair witch project.
                      Quando tratterai Ritorno al futuro, sarò in prima linea. Il 21 ottobre del 2015 mi misi a vedere tutta la trilogia di seguito, in un solo fiato. Sono rimasta estasiata a lungo. Tratterai anche Jaws 19?

                    11. Oddio, molto spesso mi pare che i seguiti siano solo una riproduzione del primo capitolo ma solo più grande. Ghostbusters ne è un esempio perfetto e infatti una battuta che fanno spesso sul secondo capitolo è: “Ah, ma intendi il film identico al primo solo con la Statua della Libertà?”. Magari qualcuno si discosta veramente, ma per il resto vedo solo una copia più grossa ma meno originale e intelligente. Nella maggior parte dei casi. Poi ci sono le sorprese vere e proprio tipo Spider-Man 2, Blade 2, Il padrino parte 2 e perfino Ritorno al futuro parte 2.
                      Per quanto riguarda gli jumpscares, è una tecnica che mi sta venendo a noia perché viene usata principalmente quando si sa che non farai paura al pubblico e vuoi solo farlo “divertire”. A me crea fastidio e sono pochi ora come ora che sanno usare questa tecnica in maniera intelligente (uno dei pochi è James Wan che a mio avviso è sempre riuscito a fare degli horror d’intrattenimento davvero validi). The Blair Witch Project l’ho sempre trovato interessante come progetto. In parte furbo, in parte con un’atmosfera stupenda. E sì, perché non trattare di Jaws 19? D’altronde, come diceva nella pubblicità, questa volta è davvero davvero personale.

                    12. Su Ghostbuster non intendevo una continuità narrativa, che comunque ricalca solo in parte il primo, ma se ne distacca molto emotivamente, se ne discosta. Non so come spiegarmi meglio, ma vedo il terzo capitolo molto più legato al primo, nonostante nemmeno siano a New York. E ho notato tantissimo questa cosa in molti film con più seguiti. Un’eccezione la trovo in Beverly Hills cop, dove il secondo e il terzo non c’entrano niente nemmeno col cinema. Il Padrino 2 non l’ho mai visto, ma sono una delle poche persone, assieme a Peter Griffin, a non aver apprezzato il primo. Però sono felice di averlo visto, così da comprendere meglio tutte le citazioni e i rifermenti (i Simpson ne sono pieni). Stessa cosa vale per Star Wars. Per Ritorno al futuro, il 2 e il 3 si vede che sono stati fatti insieme e che sono stati separati solo per questioni di durata e marketing. Comunque quello che mi ha divertito di più è stato il terzo capitolo.
                      The Blair witch project utilizzò anche una campagna di marketing davvero intelligente. Essendo in Italia non la vissi direttamente, ma ne sentii parlare molto anche qui. Infatti molte persone non sapevano se fosse un film, o davvero dei filmati ritrovati e assemblati. Per un film a bassissimo budget, con attori dilettanti, è riuscito a conquistare il mondo. Insieme a Scream è il mio horror preferito.
                      Per Jaws 19 ti servirà una multisala più grande.

                    13. Non saprei con Ghostbuster. Certo, a livello emotivo si provano sensazioni differenti, ma a livello di storia e a livello visivo vediamo praticamente le stesse cose del primo capitolo. Solo che c’è la Statua della Libertà che si muove. Non ti ha colpito Il Padrino? Ora però sono curioso. Come mai?
                      The Blair Witch Project fu un progetto furbo proprio per la sua campagna, utilizzando anche molto bene internet che hai tempi non era così diffuso come oggi e creando nel pubblico proprio quel dubbio sull’autenticità dell’opera. Però capisco bene anche chi lo trova un film sopravvalutato. Diciamo che è un film che divide parecchio il pubblico. Scream è una meraviglia e anche in quel caso prima o poi dovrò parlarne, anche perché mi manca Wes Craven e sul blog non gli ho dato mai tantissimo spazio.

                    14. Ghostbusters 2 lo vedo troppo distante dal primo. Potresti vederlo come film a sé stante e capirci comunque tutto. Per Il padrino, mi ha annoiata a morte (e non so se sia questo l’aggettivo adatto per questo film). Semplicemente tedioso, anche se riconosco l’immenso valore artistico. Sicuramente merita l’appellativo di film perfetto che molti gli attribuiscono. Non mi è mai venuta voglia di vederlo una seconda volta. E già alla prima visione non vedevo l’ora che finisse. E lo dico da amante dei film lenti. The Blair witch project è stato il simbolo che con trentamila lire (quasi letteralmente) si possa creare un’opera a livello mondiale. E pensare che la prima volta non avevo capito il finale. Comunque è stato uno dei primi fenomeni di internet, quando era ancora agli albori, anticipando di moltissimo i tempi e risparmiando anche sul budget del marketing. Per Scream attenderò volentierissimo il tuo lavoro. Sono certa che saprai confezionare qualcosa di fantastico.

                    15. Su Ghostbusters 2 ti do assolutamente ragione, questo è un lato positivo ma, se hai visto il primo, ti dispiace vedere che con il secondo non abbiano fatto qualcosa di diverso e interessante. Rimane comunque un film davvero valido e divertente ma gli manca la scintilla. Il padrino lo adoro, ogni scene è un dipinto in movimento ma posso capire se ti annoia, diciamo che noi sei la prima perdona a dirmi una cosa simile e la cosa mi incuriosisce.
                      E a volte i film che costano poco nascondo un genio artistico immenso. Guarda la maggior parte dei film di Lucio Fulci o del mio amato Mario Bava. Tutte opere a basso budget ma piene di idee incredibili che non si limitavano ad arrangiarsi ma a creare qualcosa di unico attraverso quel poco che avevano. Scream lo amo e, come tutte le opere che amo, ci metto un sacco di tempo per parlarne perché ho sempre paura di non fare un buon lavoro.

                    16. Per Ghostbusters 2 erano comunque gli anni ’80, non erano ancora abbastanza preparati a gestire successi di cultura popolare di quelle dimensioni e hanno cercato solo di cavalcare l’onda.
                      Riguardo al padrino, ho notato che non riesco ad apprezzare capolavori intoccabili, come proprio Il padrino, o Il re leone. Mi annoiano perché non mi prendono, non mi sento coinvolgere, non vivo la storia.
                      E per i film a basso budget, ricordiamo anche l’eterno primo (e solo) Halloween.

                    17. Guarda, se devo dirla tutta neanche oggi mi sembrano preparati per gestire successi di certe dimensioni XD
                      Comunque va benissimo non apprezzare opere definite intoccabili o capolavori, anzi rende la discussione ancor più vivace e interessante e mi incuriosisce maggiormente.
                      E comunque Halloween di Carpenter è una meraviglia. La saga in sé invece è la cosa più strana che abbia mai visto. Ci sono più multiversi lì che nell’intero Marvel Cinematic Universe

                    18. Come ti dicevo, riconosco Il padrino come estremamente valido, lo rispetto tantissimo, ma se una storia non mi prende non posso farci molto, a discapito del successo e del riconoscimento internazionale e storico. Riguardo agli oscar, spesso e volentieri non apprezzo il film vincitore, ma credo sia solo un gusto personale (oltre che al fatto che di solito il miglior film non è il miglior film). Quindi, sicuramente sbaglio, ma, malgrado sappia che il padrino 2 sia un capolavoro, non mi è ancora venuta voglia di vederlo. Su Halloween sto solo aspettando lo spin off: Michael Myers vs Chuck Norris. Alla fine manca solo questo. E comunque sarebbe un cortometraggio di cinque minuti, ma solo perché Chuck Norris la vuole tirare per le lunghe.

                    19. Spero che un giorno vedrai anche la parte 2. Magari non ti dirà niente come la prima, ma è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Gli Oscar non mi sono quasi mai piaciuti. Il film vincitore di solito non merita la statuetta e lo dimostra il fatto che alcuni dei registi migliori in assoluto (prendi appunto Hitchcock o Kubrick) non hanno mai vinto l’Oscar per la miglior regia o per il miglior film. Gli Oscar sono fuffa a mio avviso, sembrano importanti solo perché sono famosi.

                    20. Hai ragione. In questo decennio, per quanto riguarda l’animazione, forse solo Flow se l’è meritato. Gli anni ’20 sono così poveri sotto questo punto di vista. Per il padrino 2, non prometto, ma un giorno ci proverò. Grandi registi non hanno mai avuto riconoscimenti, questo è vero, ma hanno l’oscar del pubblico, che vale più di quella statuetta controfigura malata della coppa rimet.

                    21. Quando Flow ha vinto sono stati veramente contento. E in generale sono contento che la Disney non fosse stata neanche nominata. Certo, c’era Inside Out 2, che era un buon film della Pixar, ma non meritava il premio. Però ammetto che anche i premi dati al Pinocchio di Del Toro e Il ragazzo e l’airone di Miyazaki sono state delle scelte bellissime. Tra l’altro in tre anni hanno dato la statuetta a dei film animati con tre stili differenti (stop-motion, 2D e 3D). Una bella cosa, a mio avviso. Bisogna fare in modo che il pubblico scopra quanto è vasto il mondo dell’animazione.

                    22. Conoscevo già Zimbalodis, per Away, mi aspettavo un film analogo, senza dialoghi, e così è stato. Ora con le nuove tecnologie e software, molti artisti e artiste potrebbero prendere ispirazione da lui e farci conoscere opere che non avrebbero mai visto la luce senza una casa di produzione. Tornando a Frozen, sono riuscita a vedere il musica. Non sono abituata al musical teatrale, per me è stato tutto un po’ troppo veloce, ma non lo ritengo un difetto, ma una caratteristica sicuramente dettata dalla narrazione. Bellissime scenografie ed effetti, ma ancora più belli i costumi. Ho adorato entrambe le tenute invernali di Anna (ne ha due diverse in questo adattamento).

                    23. I film senza dialoghi mi piacciono tantissimo. Qualche anno fa abbiamo avuto Il mio amico robot, che è stato un film eccellente per come ti faceva capire tutto senza che nessuno parlasse. Lo trovo cinema puro in quanto sono le immagini a parlarti e mi piacerebbe tanto vedere più spesso opere del genere specialmente nel mondo dell’animazione. Sono contento che il musical ti sia piaciuto tanto, amica mia!

                    24. La Aardman è uno studio d’animazione da amare del tutto. Un studio che ci ha regalato delle opere magnifiche e Shaun è un personaggio incredibile. Anche il primo film che hanno fatto su di lui era straordinario e divertiva dall’inizio alla fine. Mi è piaciuto anche Farmageddon.

                    25. E a me dispiace un sacco sai? Perché opere come quelle della Aardman meritano di essere trasmesse sul grande schermo e non relegate al piccolo schermo. Così come è successo poi per diverse opere animate come Orion e il buio.

                    26. Questo purtroppo è vero e sta diventando sempre più soffocante negli ultimi anni. Almeno agli inizi Netflix cercava di puntare sulla qualità, facendo far film perfino a Scorsese o Garland. Poi hanno deciso di concentrarsi solo sulla quantità.

                    27. Purtroppo. Io continuo a sperare che cambino rotta. Soprattutto spero vivamente che invece di basare il tutto sul marketing ritornino a scrivere delle sceneggiature come si deve e soprattutto a scriverle PRIMA di girare il film.

                    28. Vediamo. Io spero sempre che sia qualcosa che si consumerà in breve tempo. Anche perché non si può continuare ad andare avanti senza avere idee e sperando di trovare la gallina dalle uova d’oro.

                    29. Io invece vedo un trend che continua ad intensificarsi. E il pubblico, a parte una nicchia, sembra non richiedere altro che contenuti vuoti (vedi Super Mario e i Minions) brand conosciuti, a causa del minor sforzo per comprenderli. Ormai i contenuti di veloce e continua fruizione, che non lasciano dentro niente, stanno devastando il senso critico. Ovviamente è un’iperbole… ma neanche così tanto.

                    30. Questo è un trend in continua crescita ma è qualcosa destinato a crollare su sé stesso. Perché per trovare questi brand che funzionano prima devono floppare parecchio. E fidati, negli ultimi anni ho visto fin troppi blockbuster diventare dei flop immensi o non guadagnare abbastanza per essere definiti un successo. Quindi alla fine è vero che quei film guadagnano miliardi, ma è anche vero che le case di produzione perdono tantissimo in numerosi flop. E questo andazzo non può continuare all’infinito.

                    31. Non vorrei dare la colpa agli smartphones, ma da quello che vedo, sembra che la maggior parte della popolazione sia diventata zombie affamata di contenuti veloci, a basso livello intellettivo, e facilmente “scrollabili” (mi sembra si dica così). E ciò non può che ripercuotersi anche sull’industria dell’intrattenimento. Forse generalizzo, so che non sono tutti così, ma è un fattore da prendere in considerazione.

                    32. Non credo che sia colpa di quello ma della velocità con cui la società si è evoluta. Siamo troppo veloci e dobbiamo avere tutto in fretta. Stessa cosa vale per i rapporti sociali e tante altre cose. Non è un problema legata a una singola cosa ma a uno scenario più complesso.

                    33. Mi fa molto piacere! Non è affatto un brutto film come dicono alcuni. È un bel film con un lato tecnico notevole ma rimane, almeno per me, una storia che non raggiunge affatto i livelli ella prima Pixar e che parla di tematiche interessanti ma senza quella forza e quell’intelligenza che aveva un tempo. Lo considero un buon film, ma potevano dare di più.

                    34. Anche le mie e infatti l’ho apprezzato. Lo considero un bel film, solo non lo considero un film grandioso. Però mi dispiace molto per il flop. Non se lo meritava. E mi dispiace anche che abbia subito lo stesso lavoro de Il viaggio di Arlo, ossia che hanno dovuto rifare molte parti del film in fretta e furia.

                    35. Quando vedo un film di solito non mi informo su niente, non vedo nemmeno i trailer. Mi informerò meglio in futuro sulla sua realizzazione. E mi dispiace che abbiano dovuto rifare diverse parti. A me così però piace. Ho adorato alla follia la storia d’amicizia tra i due protagonisti.

                    36. Anche a me è piaciuta. Diciamo però che almeno so perché questo film sia costato così tanto. I costi sono aumentati perché sono stati costretti a rifare certe scene in tempi record. E quando fanno così trovo sempre dispiacere per gli animatori e tutti coloro che lavorano al progetto.

                    37. Erano un paio d’anni che ne sentivo parlare, ma vedendo il trend, non mi aspettavo molto. Invece è stato in grado di sorprendermi, Ho appena visto gli incassi e mi dispiace che non abbia nemmeno raggiunto il pareggio, specialmente quando i minions navigano nell’oro. E dispiace molto anche a me per gli animatori.

    1. Il film è stato campione di incassi, uno dei più grandi successi in assoluto della Disney, un successo che probabilmente non si aspettavano neanche loro. Per me rimane un film con un potenziale sprecato, un film che poteva essere di più, ma non lo considero affatto un brutto film come dicono alcuni.

  4. Film carino. Si ricorda più per le due canzoni che hai citato che per il film in sé. Certo, alcune parti sono entrate di prepotenza nella cultura pop (non puoi sposare uno appena conosciuto) ma ni.
    Invece, con più tempo a disposizione, questo film avrebbe spaccato con il 2D degli albori!

    1. Infatti inizialmente volevano farlo in 2D ma poi sono tornati con il 3D. Io spero sempre che la Disney torni ad usare l’animazione 2D, ma ora come ora non so quanto cambierebbe. Il vero problema dell’industria cinematografica americana ora come ora è proprio la sceneggiatura che purtroppo è un elemento che ultimamente viene sempre ignorato.

      1. Hai perfettamente ragione. Di recente James Gunn ha parlato proprio di questo, dicendo che a Hollywood c’è una tale frettolosità nello sfornare i film che spesso i registi iniziano a girarli quando gli sceneggiatori non hanno ancora finito di scriverli: questo costringe gli sceneggiatori a finire i copioni in fretta e furia, e quindi i film vengono male per questo.

        1. Avevo letto quell’intervista e onestamente è difficile dargli torto. Che tra l’altro mi domando che razza di metodo sia questo. Senza una sceneggiatura finita si rischiano di creare dei gravi danni durante le riprese e la produzione, cambiando cose in corso d’opera e distruggendo la continuità. Questo è anche colpa di come funziona oggi la produzione, ormai non gli importa niente di come è scritto un film, l’importante è che faccia guadagnare. Per questo quando vedo che Minecraft e il nuovo Jurassic World guadagnano tanto mi rattristo.

      2. Jurassic World ha guadagnato tanto perché il produttore ha avuto la furbizia di ingaggiare quella strafiga della Johansson. Giusto pochi giorni fa ho letto su Repubblica che è l’attrice che ha fatto incassare di più nella storia del cinema (perché magari non si spoglierà con la stessa frequenza di Edwige Fenech, ma oggi come negli anni 70 niente attira gli spettatori in sala più di un bel paio di tette). Anche lei è una vera strafiga: https://wwayne.wordpress.com/2025/07/26/una-ragazza-semplice/

        1. Non credo che sia dovuto solo a lei. Diciamo che il sistema dei divi di Hollywood non funziona più da diverso tempo e anche questa è stata una cosa appurata da tempo, guarda solo gli incassi degli ultimi due Mission Impossible dove, dopo il successo di Maverick, si credeva che Tom Cruise fosse in grado di portare tantissime persone in sala, cosa che non si è rivelata veritiera. Diciamo che ora come ora sono altre le cose che attraggono il pubblico e con Jurassic World immagino che i dinosauri abbiano un forte impatto, oltre al fatto che è un titolo molto conosciuto su cui il pubblico può stare “tranquillo”. Anche se onestamente un film così brutto non meriterebbe affatto il successo che sta avendo. Comunque leggo subito il tuo articolo.

    1. Io continuo a pensare che potesse essere molto ma molto di più. Ancora adesso vedo tutto quel potenziale non utilizzato e continuo a credere che sarebbe potuto diventare veramente uno dei migliori film della Disney se solo avessero osato di più e avessero cercato di approfondire meglio. Sta di fatto che è un’opera davvero valida.

  5. Confesso: a me questo film è piaciuto parecchio; forse perché avevo delle aspettative bassissime, pensavo fosse solo uno spot di due ore per vendere pupazzi, ed invece mi sono ritrovato davanti ad un’opera che lanciava messaggi importanti e decisamente “poco Disney”: vedi ad esempio
    [SPOILER] il fatto che non sempre i principi sono buoni

    [FINE SPOILER]
    e che i grandi non sempre hanno ragione. Poi, certo, ci vuole stomaco a resistere ai primi venti minuti di film, costellati da canzoni inutili, e ad Olaf. Ma Let It go, secondo me, merita in toto il successo che ha.

    1. Davvero interessante! Io sono sempre felice di leggere opinioni differenti e mi ha colpito il fatto che ti abbia sorpreso così tanto e che lo consideri poco Disney. Aveva effettivamente degli elementi che volevano fargli prendere una direzione differente, il che è sempre molto buono, ma a mio avviso mi sono sembrati tentativi molto timidi e, come ho ripetuto molto spesso, credo che Frozen avesse tutto il potenziale per essere molto di più, poteva approfondire tante cose e diventare a mio avviso un’opera incredibile. Nonostante tutto gli riconosco certi elementi e certi lati davvero ottimi.

      1. Ma infatti ho sottolineato che credo il punto sia la distanza tra le aspettative (bassissime) e la realtà (un film che si difende ed ha molte ottime idee). Certamente non il migliore tra i Classici Disney… ma per essere il cartone animato più visto di tutti i tempi con l’eccezione del suo seguito (che non ho visto e non vedrò) mi sembra comunque un gran risultato, considerando che parliamo di un’azienda che di recente si è distinta per il suo scarso coraggio.

        1. Il punto è che nel periodo in cui uscì Frozen la Disney riusciva comunque a fare prodotti di qualità. Qualche anno prima era uscito Rapunzel che considero tra i migliori della Disney in 3D e qualche anno dopo sarebbe uscito Zootropolis che invece considero tra i film più belli della Disney. Quindi a quei tempi aveva ancora una certa mentalità che puntava anche alla qualità oltre che al successo. Ora come ora la Disney pensa solo al marketing e non all’opera in sè e Frozen, confrontato alle ultime opere della Disney, pare quasi Quarto Potere.

            1. Zootropolis è magnifico. Un’opera scritta veramente bene, piena di personaggi carismatici e una tematica narrata in maniera davvero intelligente. Come ho scritto prima, lo considero come uno dei migliori film della Disney in assoluto.

        1. Su questo hai ragione. Però alla fine è un buon film che ha delle belle tematiche e dei protagonisti davvero interessanti. Certo, secondo me poteva spingere molto di più, il potenziale ne aveva tantissimo, ma non è affatto un brutto film.

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