Fragile – A Ghost Story

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo ci siamo spostati negli anni ’80 per parlare di un film molto importante sui lupi mannari che, insieme a Un lupo mannaro americano a Londra uscito nello stesso anno, entrò nella storia ossia L’ululato. Karen è una giornalista che viene perseguitata da un serial killer chiamato Edie e, d’accordo con la polizia, decide di fare da esca per fermarlo. Quando lo incontra però rimane spaventata a morte dal suo aspetto e la polizia, sentendola urlare, interviene e uccide l’assassino. Da quel momento Karen non ricorda più che cosa ha visto e inizia a essere perseguitata dagli incubi, così il suo psicologo le consiglia di andare in un centro di riposo lontano dalla città. Qui lei viene accolta bene dagli abitanti, ma strani eventi avranno luogo lì, eventi legati ai lupi. Un film di Joe Dante in cui il regista dimostra la sua bravura dietro la macchina da presa, regalandoci delle atmosfere ottime sia in città con l’uso dei neon, sia nella foresta del centro di riposo, un luogo quasi mistico e affascinante. L’opera divenne famosa per gli incredibili effetti speciali utilizzati per la trasformazione in lupo mannaro, divenendo una delle migliori trasformazioni di sempre. Inoltre la storia, per quanto semplice e lineare, risulta molto interessante anche grazie all’umorismo tipico di Dante e a una buona costruzione della tensione. Un film che vi consiglio assolutamente!
Oggi rimaniamo ancora nel genere horror ma stavolta ci spostiamo agli inizia degli anni 2000 e soprattutto ci spostiamo in Spagna, un Paese che in quegli anni stupì il mondo con i loro film horror e riescono a farlo ancora oggi. E in questo caso torniamo a parlare, dopo troppo tempo, di un regista che apprezzo tanto e che ha lasciato il segno.
Ecco a voi Fragile – A Ghost Story (Frágiles), pellicola horror thriller del 2005 scritta da Jaume Balagueró e Jordi Galcerán e diretta da Jaume Balagueró.

Trama:
Siamo nell’Isola di Wight, in Inghilterra, e l’ospedale pediatrico Mercy Falls sta per chiudere e per questo tutti i bambini vengono pian piano trasferiti all’ospedale St. James. Purtroppo però nell’isola avviene un tremendo incidente ferroviario e il St. James si ritrova completamente pieno e quindi alcuni bambini con patologie più gravi sono costretti a rimanere lì ed è proprio in quel momento che avvengono degli strani eventi, come un bambino a cui si spezza una gamba senza apparente motivo. In questo strano clima arriva l’infermiere Amy (Calista Flockhart) che dovrà sostituire la collega Susan (Susie Trayling). Qui riesce subito a legare con i bambini, specialmente con Maggie Reynolds (Yasmin Murphy), una bambina che soffre di fibrosi cistica e che viene definita difficile da approcciare. Da lei Amy scopre dell’esistenza di Charlotte, una sorta di “bambina meccanica” che Maggie dice di poter vedere. Con il passare del tempo e degli strani eventi, Amy si convince che questa Charlotte esista veramente e che sta creando tutto quel caos.

Balagueró è un regista fondamentale se parliamo di horror spagnoli o anche solo in generale di horror contemporaneo. Qui sul blog abbiamo discusso di lui tanto tempo fa con Bed Time, opera che ancora mi fa tremare, e anche quando partecipò alla mini-serie televisiva Peliculas para no dormir con il suo Para entrar a vivir. Effettivamente abbiamo parlato poco di lui, nonostante ci abbia regalato opere meravigliose tra cui l’ormai ben famoso Rec, probabilmente uno dei mockumentary migliori mai fatti. Quindi direi di iniziare subito con quest’opera.

Come sempre parliamo prima del lato tecnico e ovviamente prendiamo in considerazione la regia. Una cosa che ho sempre apprezzato dei lavori di Balagueró è certamente il suo stile che possiamo definire quadrato e soprattutto pulito. Non ci sono mai momenti confusi o caotici, tutto quello che mette in scena è comprensibile e chiaro dall’inizio alla fine. E in questo caso mi riferisco alle scene di tensione o di grande pericolo. Ci sono alcune sequenze che esprimono tutto ciò e la cosa eccellente è proprio come sono girati, con grande precisione, senza movimenti di telecamera bruschi o un montaggio troppo frenetico, il tutto è chiaro e comprensibile eppure riesce a trasmettere un forte stato di ansia.

Sempre in questo caso il film convince appieno perché sa spaventare senza l’uso di jumpscares o altri semplici trucchi, ma attraverso una lenta costruzione della tensione e a un’ottima atmosfera, ma su quest’ultimo punto di torneremo tra poco. Per concludere il discorso sulla regia, volevo aggiungere che il film non corre mai, è un’opera che si prende i propri tempi per mostrarci il luogo in cui avverrà la storia, i suoi personaggi e le loro storie e in quest’ultimo caso è proprio la regia a raccontarci tutto di Amy e degli altri, non solo i personaggi stessi, cosa che ho sempre amato nel cinema.

Il ritmo è lento ma mai noioso e riesce sempre a intrattenere. La fotografia è ottima e riesce a regalarci un’atmosfera interessante e tesa, anche grazie al luogo in cui il tutto avviene. Gli ospedali abbandonati hanno un loro fascino, in questo caso l’ospedale sta per chiudere e per cause di forza maggiore alcuni bambini sono costretti a rimanere lì. Quindi ci ritroveremo alcune zone ancora attive e altre semi-abbandonate e soprattutto di notte riuscirà a raggiungere il meglio con zone illuminate e altre completamente buie, che creano un forte contrasto e aggiungono ancor più tensione. Tra i molti elementi curati di quest’opera ci sono anche gli effetti speciali e la colonna sonora. Nel primo caso abbiamo una perfetta combinazione tra effetti artigianali ed effetti digitali. Quest’ultimi soprattutto non vengono mai abusati e soprattutto vengono utilizzati per migliorare quelli artigianali e ancora oggi riescono a reggere benissimo. E la colonna sonora di Roque Baños che riesce a rimanere impressa nella mente e soprattutto si applica perfettamente alla storia, aggiungendo drammaticità.

Per quanto riguarda la sceneggiatura e i personaggi, il tutto è stato scritto bene. La storia è semplice e lineare ma sa sorprendere in più punti ella ricerca della verità e con colpi di scena inseriti nei momenti giusti e anche intelligenti. I personaggi sono molto belli e ben caratterizzati e riusciamo a capire molto di loro anche senza che ci raccontino molto sulla loro vita. Possiamo prendere come esempio Amy, che effettivamente è uscita da una situazione molto difficile e anche se non spiega per filo e per segno tutto quanto, capiamo bene quanto abbia sofferto. Tra l’altro ho apprezzato profondamente come ci affezioniamo ai bambini, in particolar modo a Maggie, senza che il film faccia pressione sulla loro malattia e questa è una cosa davvero lodevole, visto che ci sono opere che fanno leva troppo spesso sul senso di pietà, e dimostra un’ottima scrittura. Ci saranno momenti horror ma anche momenti molto drammatici che ci faranno appassionare a quest’opera e anche commuovere.

Se proprio dovessi trovare un difetto a quest’opera, allora direi che l’unico problema è forse Calista Flockhart. Questo perché tende ad avere un’espressività invariata per quasi tutta la durata del film e quindi risulta spesso mono-espressiva. Non è qualcosa di grave, ma diciamo che si vede un profondo contrasto in confronto agli altri attori, perfino i bambini, che sono molto più bravi e naturali. Un’ultima piccola informazione prima di finire riguarda il cartone animato su La bella addormentata nel bosco che Roy (Colin McFarlane) proietta ai bambini. Ero confuso perché onestamente non l’avevo mai visto e dallo stile e dai colori sembrava proprio un’opera di inizio 2000 e alla fine ho scoperto che era un spezzone animato creato appositamente per questo film (ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto vedere un film animato con quello stile).

Per concludere, Fragile – A Ghost Story è una pellicola horror veramente bella che funziona perfettamente sul lato tecnico, con una regia pulita e quadrata, un’atmosfera meravigliosa, una costruzione della tensione ben fatta e degli effetti speciali curati. Anche la storia sa sorprendere ed emozionare grazie ai suoi personaggi e a dei momenti commuoventi. Un film a cui tengo molto e che consiglio assolutamente di vedere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

29 pensieri riguardo “Fragile – A Ghost Story

  1. I watched this at your recommendation and it was an enjoyable film, though I don’t remember how it ended. I’m curse/blessed with the strange gift to forget movies almost immediately after watching them (the opposite of my ability with music), especially the endings. It’s kind of nice because I can watch a movie over and over and be surprised at the ending each time, lol. Huge fan of An American Werewolf in London which I’ve watched like a dozen times and no, I don’t remember how it ends either. Cheers!

    1. In a sort of way this peculiar thing can be a bless. You will enjoy the ending of a beautiful movie like the first time and you will remain surprised. In any case I’m happy you liked Fragile, it’s a very good horror/gothic movie. And yes, I love so much An American Werewolf in London. It’s so crazy and beautiful! Take care!

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