Smile (film)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo messo in pausa il cinema e siamo tornati ancora una volta a parlare di fumetti, questa volta con il primo volume di una nuova serie fantasy nostrana che sembra avere un grande potenziale, Kalya. La storia ci narra di Kalya, una ragazza che insieme al suo amico goblin Tagh vive alla giornata per sopravvivere, fino a quando non incontra Dakan, un Gjaldest. Costui l’incarica di recuperare l’Alkest, un antico manufatto legato ai Fondamenti, antichi dei ormai morti da tempo. Kalya accetta la missione, in quanto potrebbe ricevere delle risposte sulla sua natura, visto che in qualche modo è legata proprio ai Gjaldest. Lei però non sarà l’unica a cercare il manufatto. Questa nuova serie inizia davvero bene. La storia ha elementi che abbiamo già visto diverse volte e lo stesso vale per i personaggi principali, ma il tutto è scritto bene e riesce a far entrare lo spettatore in questo nuovo mondo e ad affezionarsi ai personaggi. Inoltre i disegni sono davvero curati, con tratti marcati e ricchi di dettagli che donano identità al design dei personaggi e al mondo che li circonda. Un buon inizio e spero vivamente che continuino nella giusta direzione.
Con l’articolo di oggi ritorniamo nel mondo del cinema e lo facciamo con il mio genere preferito: l’horror. Il 2022 è stato un anno interessante anche per quanto riguarda l’horror, con pellicole stupende come Nope, Men, Crimes of the Future, X: A Sexy Horror Story e il già recensito Black Phone. Ci sono state tante uscite che attendevo parecchio e tra queste c’era un film che era riuscito ad attirare non solo la mia attenzione ma anche quella di numerose persone.
Ecco a voi Smile, pellicola horror del 2022 scritta e diretta da Park Finn.

Trama:
Rose Cotter (Sosie Bacon) è una dottoressa psichiatrica che lavora con dedizione e senza quasi riposarsi. Un giorno incontra una paziente ricoverata di recente in un reparto psichiatrico, Laura Weaver (Caitlin Stasey), una studentessa di dottorato che ha assistito all’orrendo suicidio del suo professore. Lei afferma che da quel giorno vede un’entità, un essere che finge di essere altre persone, alcune sconosciute altre invece facenti parte della sua vita, ma questo essere ha intenzioni malevole, le fa vedere e fare cose e inoltre continua a sorriderle con malvagità. Improvvisamente la ragazza ha un attacco di panico che finisce subito. ose vede che Laura le sorride in un modo inquietante e l’attimo dopo la ragazza si suicida tagliandosi la gola con un frammento di vetro rotto. Dopo quell’evento anche Rose inizierà a vedere l’entità che continuerà a sorriderle con diversi volti e a perseguitarla. Lei dovrà trovare un modo per evitare di fare la stessa fine degli altri.

Una cosa che bisogna dire di questa pellicola è che ebbe una campagna pubblicitaria alquanto interessante. Prima della sua uscita, durante alcune partite di baseball della Major League, negli spalti apparivano degli attori che sorridevano in maniera inquietante alle telecamere. Un’idea senz’altro ottima. Il film in questione è tratto dal corto Laura Hasn’t Slept, diretto sempre da Park Finn, con una trama diversa ma che aveva di base un’entità con diversi volti che continuava a sorridere. Quindi ci sono tanti elementi che possono portare grande curiosità. Questo film è riuscito a soddisfare le aspettative? Scopriamolo subito.

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Ci sono due elementi che prima di ogni cosa riescono a colpire: la regia e la fotografia. Questo è il primo lungometraggio del regista e sicuramente ha fatto un bel lavoro per quanto riguarda la messa in scena, costruendo immagini molto quadrate ma capaci di far percepire al pubblico sensazioni di disagio. Molte inquadrature mi sono piaciute e ammetto di aver apprezzato specialmente i momenti di silenzio che riescono a dare un’ottima atmosfera. In questo caso anche la fotografia ha aiutato molto grazie anche a degli interessanti tagli di luce che riescono a trasmettere una sensazione di claustrofobia pressante e riuscendo a valorizzare le atmosfere di questa storia. In certi casi ci ritroviamo a guardare nell’oscurità, temendo di veder apparire qualcosa. Un altro elemento che vorrei elogiare sono alcuni effetti speciali artigianali che riescono a fare bene il proprio lavoro e a impressionare. Sicuramente il film ha i suoi pregi, ma purtroppo ha anche numerosi difetti che considero abbastanza gravi.

Il problema più grande è sicuramente il ritmo. Il ritmo in molti casi è completamente sbagliato, soprattutto nella parte iniziale. Il film fa fatica a partire, inizia in un modo molto lento che non ci dice molto sui personaggi e quando Laura compie il suicidio ho creduto che la storia sarebbe finalmente partita e invece si è arenata per diverso tempo. Smile è un film lento e purtroppo non in senso buono. Questo perché molti film che hanno un ritmo simile riescono a parlare di diverse tematiche e personaggi, mostrando in pratica diverse cose che alla fine arrivano a un dunque. In questa pellicola purtroppo si ha l’impressione di assistere a riempitivi e scene allungate, specialmente per quanto riguarda i personaggi secondari. Per esempio il fidanzato di Rose e la sua psichiatra. In particolar modo questi due non hanno alcun peso sulla storia e le loro sotto trame neanche vengono chiuse, risultando alquanto pesanti e inutili. Il film dura quasi due ore, ma per la storia che ci viene mostrata sarebbe stato meglio se almeno 30 minuti fossero stati tagliati. Sbagliare il ritmo di una pellicola è qualcosa di molto grave perché arriva a minare profondamente tutto il lavoro del lungometraggio, soprattutto per quanto riguarda la tensione che, seppur costruita bene, rischia di scemare per questo motivo e subentra poi la noia.

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I jumpscares in parte sono ben riusciti e appaiono in dei momenti ben studiati, in altri casi invece non mi hanno convinto del tutto, risultando stranamente telefonati. Un altro elemento centrale in questa storia sono i sorrisi, in quanto rappresentano la firma di quest’entità. Questa probabilmente è solo la mia personalissima opinione, però non mi hanno per nulla intimorito. L’unico che ho trovato veramente inquietante è quello fatto da Laura Weaver, che riesce onestamente a trasmettere una sensazione di disagio, però gli altri li ho quasi trovati comici, sembrava quasi che alcuni attori non avessero tirato fuori un sorriso da diversi anni. Quindi neanche questa cosa mi convinceva.
Smile è un film che prende ispirazione da diverse opere. Per il sorriso sicuramente da Obbligo e Verità (anche se sinceramente questa pellicola è di gran lunga migliore rispetto a quel film), a The Ring per quanto riguarda la scadenza dei sette giorni prima di morire, ma soprattutto prende grandissime ispirazioni da It Follows, con quest’entità che si trasferisce da persona a persona come una maledizione o una malattia. E come It Follows attraverso quest’entità vuole parlare di certe tematiche: in questo caso il trauma. Il trauma è ciò che dà potere al mostro e sarà un elemento importante e legato specialmente a Rose e al suo passato. Una tematica che sono stato felice di veder trattata e che in parte ne viene discussa con grande serietà. Il problema però è sempre legato alla lunghezza eccessiva del film e al ritmo che tendono a far perdere di vista quest’argomento così importante. Un argomento che poteva essere trattato meglio e con una maggiore attenzione, anche se almeno sono rimasti molto seri a riguardo. Apprezzo lo sforzo, ma purtroppo non riesce a raggiungere del tutto l’obiettivo, come ha fatto con intelligenza quel capolavoro di It Follows.
Mi dispiace essere così severo con questo film perché vedo un grande potenziale, un grande potenziale che purtroppo non è stato sfruttato a dovere. Non è un film brutto, non lo considero come tale, ma sicuramente è stata una grande delusione per me.

Per concludere, Smile è un horror con una regia e una fotografia ben fatta che riescono a fare un ottimo lavoro ma purtroppo ha un ritmo tremendamente lento e momenti riempitivi e allungati che rendono pesanti la storia e fanno perdere di vista la tematica principale. Questo horror funziona meglio quando cerca di costruire la tensione piuttosto che durante i jumpscares e i momenti apice. Un vero peccato a mio avviso.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

28 pensieri riguardo “Smile (film)

    1. Magari potrai apprezzarlo di più rispetto a me. Io continuo a dirmi dispiaciuto perché non era il solito horror diretto da qualcuno che sa neanche cosa sia l’horror, qui c’era un’ottima regia ma c’erano tante altre cose che non funzionavano e che l’hanno reso, almeno per me, noioso.

        1. No, non ci sono scene simili per fortuna. Io posso guardare anche le scene più cruente e terrificanti (da Martyrs a Cannibal Holocaust per dire), ma lo stupro nei film è qualcosa che mi fa sentire veramente male.

    1. I don’t consider it a bad movie but a great disappoint. The directing was good and even some ideas but it was too long, some part were useless and even the thematics weren’t treated well. It lost itself and i’m very sorry because I saw a lot of potential.

  1. Ma dai, che peccato! Pensa che ne avevo sentito parlare un gran bene e morivo dalla voglia di vederlo.
    Già l’idea di fare un horror che duri due ore è folle, per un genere che, di solito, vive di film piuttosto brevi; sono rari i casi di horror che superano le due ore e funzionano. Però è molto curioso il fatto che il sorriso sia arrivato a caratterizzare così spesso il mostro, il male, il cattivo: dal Joker e i suoi antenati, all’Attacco dei Giganti fino a questo, è come se un sorriso troppo tirato facesse il giro e, nella nostra mente, passasse da elemento rassicurante a elemento sinistro e inquietante.

    1. Magari a te potrebbe anche piacere, purtroppo io l’ho trovato molto noioso. Il problema non è poi la lunghezza in sé. L’esorcista è lungo ma succedono tante cose, c’è una lunga costruzione della tensione e soprattutto i personaggi vengono approfonditi molto. Il problema di Smile è che, per quel che parlava, quella lunghezza era ingiustificata e certe parti sembravano appunti dei riempitivi per allungare il minutaggio. Se avessero tolto quelle parti il film ne avrebbe giovato molto e probabilmente non si sarebbe perso perché la tematica principale mi piace tanto ma non riesce a essere impattante o centrale come ad esempio in It Follows o Babadook.
      Per quanto riguarda il sorriso, l’horror tende di solito a giocare con elementi che consideriamo normalmente positivi e a distorcere il tutto. Un sorriso dovrebbe essere qualcosa di caldo e dolce ma in questo caso si dimostra sadico e crudele. Un’idea semplice che poteva funzionare ma onestamente non mi ha realmente inquietato.

  2. Se prometti di non togliermi subito il saluto, ti dirò che non sono particolarmente amante dei film horror.
    In questo caso però l’idea è particolarmente accattivante, per cui trovo che sia davvero un peccato averla concretizzata sbagliando i tempi e interrompendo il ritmo.
    Riguardo a The ring quei “grandissimi” dei nostri vicini di pianerottolo ai tempi hanno architettato e calcolato i tempi per farci suonare il telefono … che dire?! Altro che campagna pubblicitaria …

    1. Non c’è alcun problema! So bene che a molti non piace l’horror ed è anche normale. Certi generi non sono per tutti.
      In ogni caso sì, è stato un vero e proprio peccato per questo film.
      Riguardo a The Ring anche nelle mie zone fecero scherzi simili quando il film venne trasmesso per la prima volta in televisione. Che periodo assurdo!

      1. Già … Un periodo assurdo, ma sempre comunque migliore di questo.
        Nel nostro caso direi una amicizia assurdamente bella,, di quelle matte, che poi quando la vita ti porta via per stare in quello stramaledetto equilibrio sopra la follia, ti mancano.

  3. Forse lo vedrò comunque perché l’idea di base mi fare interessante. Poi ti saprò dire se condivido o no!

    P.S.: solo io quando hai descritto la storia ho pensato a La cosa di Carpenter?

    1. Spero che almeno a te piaccia. Aveva veramente delle ottime idee che a mio avviso non sono state usate bene.
      Guarda, ha veramente poco da spartire con la trama de La Cosa. Al massimo molti possono cedere una grande somiglianza con It Follows.

        1. Il fatto che il male in questo caso non abbia un vero aspetto (intendo It Follows) era un fattore vincente. Di solito si tende a dare un volto alle paure in modo da poterle affrontare, ma come puoi affrontare qualcosa di simile?

          1. Senza considerare che quello che non vedi fa molta più paura di quello che vedi. In un altro ambito, “Lo squalo” di Spielberg è un capolavoro anche perché per più di un’ora di film lo squalo non lo vedi mai.

            1. Ben detto. Quel film riesce a costruire una tensione incredibile facendoti percepire il pericolo ma senza fartelo vedere. Quel film dev’essere d’esempio a chiunque voglia fare un horror o almeno capire come costruire la tensione.

    1. Io consiglio sempre di fare una prova. Certamente questo Smile è anni luci migliore di quella commedia mancata di Obbligo o Verità, ma per me rimane una grande delusione. Non un film brutto, ma una grande occasione mancata.

  4. Attractive as it seems in the trailers but deceptive in the end. You mentioned “it follows”, a film I thought of when I saw the trailers. But I’d like to confront myself to that “Smile” anyway.

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