La macchina nera

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di horror, horror fantascientifico per la precisione, di produzione francese ossia Meander. La storia parla di questa donna che, dopo essere stata aggredita, si risveglia in un tunnel metallico, con una strana tuta addosso e un bracciale che le indica il tempo limite che ha per uscire da quella zona. La protagonista dovrà impegnarsi a fondo per sopravvivere alle trappole mortali lì presenti e uscire da questo incubo. Il film prende come ispirazione il cult The Cube ma, nonostante ciò, riesce a creare qualcosa di unico. La pellicola riesce a tenere in tensione, grazie a una regia curata, capace di far percepire quel senso di soffocamento e claustrofobia in questi cunicoli stretti. Il montaggio riesce a dare il giusto ritmo all’azione e la fotografia riesce a essere molto varia e colorata, creando un tipo d’illuminazione interessante che sa catturate lo sguardo. Le trappole saranno diverse e capaci di tenere in tensione lo spettatore. Il lato tecnico è ottimo, a anche la storia riguardante la protagonista saprà sorprenderci, per via del suo trauma e perché quelle prove assumeranno quasi l forma di un metafora. Un’opera che consiglio caldamente.
Con l’articolo di oggi rimaniamo ancorati al genere horror ma questa volta ci spostiamo negli anni ’70.
Come ben saprete, quello è un periodo cinematografico che adoro particolarmente, dove ci fu un’evoluzione non indifferente sotto ogni punto di vista. Fu anche il periodo della New Hollywood, un periodo di rinascimento artistico che raggiunse proprio in quegli anni l’apice e dove i registi americani riuscirono a ottenere una certa libertà creativa. Era un periodo molto interessante anche parlando di horror. Tra tutte le opere di quel periodo ce n’è una che mi ha sempre colpito ossia Duel di Steve Spielberg, dove un camion inseguiva il protagonista per ucciderlo. Il film di cui parleremo oggi si basa sulla falsa riga di quell’opera.
Ecco a voi La macchina nera (The Car), pellicola horror-azione del 1977 scritta da Michael Butler, Dennis Shryack e Lane Slate e diretta da Elliot Silverstein.

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Trama:
Ci troviamo a Santa Ynez, un piccolo paesino del Nuovo Messico. Il film si apre con due ciclisti che pedalano tranquillamente per una strada di montagna quando improvvisamente una macchina nera li uccide facendoli cadere da un dirupo. In seguito ucciderò ance un musicista ambulante e la polizia interverrà immediatamente. A occuparsi del caso sarà Wade Parent (James Brolin) che inizierà a mettere posti di controllo e a cercare di capire com’è fatta questa macchina. Nonostante tutti i controlli e l’attenzione della polizia, la macchina continuerà a mietere vittime e a sfuggire a tutti quanti. Tutti si chiedono chi sia il folle a guidare quello strano veicolo e perché nono riescono a prenderlo, ma ben presto capiremo che quella macchina non ha guidatore e che ha qualcosa di diabolico.

Vidi questo film quando ero piccolo e ricordo che ne rimasi abbastanza spaventato. Ora invece è una di quelle opere che, se mi capita, rivedo con molto piacere. Questo film è  un vero e proprio cult, molto importante a livello cinematografico. Infatti da molti è considerato come il caposaldo di quelle pellicole con veicoli “indemoniati”. Duel di Spielberg fu il primo, e in quest’opera possiamo vederne l’ispirazione, Christine di Carpenter portò il tutto all’apice, ma fu questa pellicola a dare grande importanza al genere.

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Il film inizia in maniera interessante, con questa macchina che arriva dal deserto e con la musica che si fa via via sempre più minacciosa. Mentre si muove causa un polverone che sottolinea ancor di più la sua pericolosità e l’arrangiamento del coro gregoriano Dies Irae (praticamente la base che verrà utilizzata per la colonna sonora di Shining) rende il tutto affascinante e ricco di tensione. Il tutto si conclude con la macchina che uccide una giovane coppia di ciclisti in maniera abbastanza violenta.
Finito questo prologo inizieremo a conoscere la cittadina e i suoi abitanti, ma su questo ci torneremo dopo.

A livello tecnico il film è ottimo. La regia è curata e in più punti riesce a mettere in mostra momenti di grande effetto. Ho apprezzato alcune inquadrature dal punto di vista della macchina con il parabrezza giallo che rende la situazione più inquietante e inoltre ho apprezzato il modo con cui ha gestito le scene d’azione (anche se il livello registico in Duel era decisamente più alto). Si percepisce la velocità della macchina in questione e lo stesso vale quando viene inseguita dalla polizia. Attraverso diversi cambi di inquadratura e un montaggio veloce e comprensibile, si assistono a degli inseguimenti in macchina fatti bene, capaci di intrattenere lo spettatore. L’unico difetto è che, in certi momenti, si vede la velocità aumentata delle scene, per fare in modo che le macchina corrano più veloci. A mio avviso un espediente che non serviva e che anzi sminuisce alcuni momenti.

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Anche le scene in cui la macchina nera attacca sono rese benissimo. Ogni volta che aggredisce qualcuno lo fa con brutalità e grande velocità, rendendo le uccisioni molto cattive. Quello che sorprende di più però è la macchina stessa perché ha una grande personalità.
La macchina è completamente nera, con linee quadrate e aguzze, senza maniglie per le portiere e con dei vetri gialli da cui è impossibile vedere all’interno. Inoltre anche il suo arrivo riesce a colpire. Ogni volta che si palesa, si alza un forte vento, creando un enorme polverone. La macchina suonerà spesso un clacson simile a quello di un camion e, il suono violento che produce e il modo con cui lo utilizza, sarà simile a una risata mirata a deridere le proprie vittime, come se il veicolo si divertisse molto a diffondere morte e distruzione. Questo veicolo mostrerà la sua natura sovrannaturale anche in altri modi, come ad esempio le manovri folli e surreali che compirà in alcuni momenti, rimanendone illeso. La macchina è un ottimo villain con una grande personalità.

Quello che mi ha veramente sorpreso è come il film riesce a mostrare diversi personaggi e diverse sotto trame a loro legate. Il vero protagonista della storia è Wade, su questo non c’è dubbio, ma non sarà l’unico ad avere molto spazio. La pellicola si concentra molto su tutti gli altri personaggi, soprattutto le loro relazioni. Wade avrà la sua storia, divorziato e con due figlie, Lynn Marie (Kim Richards) e Debbie (Kyle Richards), e attualmente impegnato in una relazione amoroso con l’insegnante Lauren (Kathleen Lloyd). Il rapporto tra lui e Lauren è ottimo, si vogliono molto bene e lui si dimostrerà anche un buon padre, l’unico problema è che le figlie fanno ancora fatica ad accettare Lauren. Ci affezioneremo molto a questi personaggi così come a quelli secondari, per esempio il personaggio di Luke (Ronny Cox) che, dopo la perdita di una persona cara per colpa della macchina, tornerà a bere e commetterà degli errori, mostrando tutta la sua vulnerabilità ma anche la sua umanità e lo stesso vale per molti membri della cittadina. Tutti loro, anche nel loro piccolo, hanno una personalità ben definita e tutti ciò non farà altro che renderli più reali per noi e proveremo molta pena quando alcuni di loro moriranno per mano della macchina. L’unico difetto è che una di queste sotto trame non si sia veramente chiusa e un po’ mi dispiace.

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Per concludere, La macchina nera, nonostante le sue imperfezioni, è una pellicola che è invecchiata molto bene. Un’opera capace di divertire, intrattenere attraverso le sue scene d’azione, di spaventare attraverso una costruzione della tensione ben fatta e soprattutto attraverso un villain ben gestito e carismatico. Riesce anche ad appassionare grazie ai vari personaggi, tutti quanti ben caratterizzati e con qualcosa da dire. Un’opera che saprà sorprendere sotto ogni punto di vista e che consiglio con piacere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

23 pensieri riguardo “La macchina nera

  1. Yes I agree with you. It’s far from being perfect but it’s still a good movie – but not as good as CHRISTINE. It should not be forgotten, and thanks to your blog, it won’t be!

                    1. Esatto con un briciolo di umiltà fra l’altro….. D’altronde i gusti personali esistono da sempre e non è un male

  2. Lo avevo dimenticato, eppure c’era un periodo in cui passava in televisione ben più spesso di Duel ed era facile vederlo più e più volte. Grazie per averlo ripescato, condivido completamente le tue impressioni su questo bel film che tanto ha dato al sotto-sottogenere.

    1. Grazie a te per il commento! E questo film ormai fa parte di una triade sui veicoli indemoniati che mi ha sempre affascinato, iniziato con Duel e conclusosi con Christine, entrambi film eccellenti.

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