Anne Frank: The Whole Story (2001)

Abbiamo già parlato di Anne.

  • The Butcher ha parlato del fumetto, adattamento del suo diario: QUI.
  • Io le ho dedicato un articolo quest’anno, in occasione del suo compleanno, il 12 giugno: QUI.

E ne parlerò ancora, come parlerò di altre persone… ma tutto a suo tempo.
Oggi però voglio concentrarmi su qualcosa in particolare.

Io ho conosciuto il diario di Anne alle scuole medie ma l’ho letto davvero qualche anno fa, tramite il fumetto di Ari Folman e David Polonsky (quello recensito da The Butcher).
A quel punto ho acquistato subito una raccolta che contenesse tutti i suoi scritti, quindi non solo il Diario nella sua versione ufficiale (la versione d), ma anche la a e la b (la c è esclusa perché ridondante con le altre: in pratica fu la prima versione pubblicata, quella con le censure da parte del padre, Otto Frank), oltre ai racconti, al romanzo incompiuto e ai suoi appunti di storia Egizia, ecc.
Poi ho letto altro che parlava di lei e delle persone che l’hanno incrociata, tutto materiale che troverete nel mio articolo dedicato al suo compleanno.

Ma non ho mai visto nessuna trasposizione televisiva della sua storia. Nessuna, fino a oggi (oggi 10 settembre 2021, mentre sto scrivendo queste parole).

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Il film in questione è una miniserie del 2001, basata sul libro del 1998: Anne Frank: The Biography by Melissa Müller (che non ho letto, sembra inedito in Italia). La durata complessiva del film è circa tre ore e purtroppo non è reperibile in italiano, se non in vie poco lecite… (sottolineo che ho visto il film in italiano ma ho acquistato il DVD inglese per rispetto, perché io riesco a vedere un film in inglese se ha i sottotitoli in lingua ma un film pesante, di tre ore, non lo avrei retto).
Gli attori principali sono Hannah Taylor-Gordon nel ruolo di Anne Frank, ha ricevuto candidature sia ai Golden Globe che agli Emmy Award per la sua interpretazione, e Ben Kingsley nel ruolo di Otto Frank, il padre, che ha vinto uno Screen Actors Guild Award.
Questo film (chiamiamolo così, perché alla fine lo si vede per intero come un film) è nato come una collaborazione tra Regno Unito, Repubblica Ceca e USA. La regia è di Robert Dornhelm e la sceneggiatura di Kirk Ellis.
Ma prima di proseguire e di parlare delle cose belle e brutte di questo film, facciamo una breve introduzione della trama, perché gli eventi non partiranno da quelli narrati nel diario, ma da alcuni anni prima.

Trama:
All’inizio, nel 1939, ci viene mostrata Anne piena di vita, che si affaccia all’adolescenza e ai cambiamenti che essa comporta. Ha molti ammiratori e molte amiche, ma non trova il ragazzo giusto, che catturi il suo cuore. Nel corso del tempo vive momenti di vita quotidiana con la famiglia e gli amici dei genitori ed è ben ignara del pericolo del Nazismo che avanza, argomento sul quale Otto Frank si mostra positivo nelle discussioni con un suo amico, il padre di Hannah Goslar, una cara amica della figlia, in quale invece pensa che presto Hitler invaderà l’Olanda.
Anne conosce anche Jacqueline Van Maarsen, colei che diventerà presto una sua carissima amica, ed Hello, un ragazzo cotto di lei, anche se più grande, di cui lei non è innamorata.
Purtroppo, nel frattempo, le speranze cominciano a crollare quando nel 1940 la Germania nazista conquista l’Olanda in pochissimi giorni. Da qui in poi le leggi antisemite si faranno man mano più dure.
Otto Frank, insieme alla moglie Edith, comincerà a pianificare pian piano un modo per nascondersi e lo faranno nei locali dietro alla fabbrica di spezie dove prima lui vi era il gestore. Aiutato da Miep Gies (carissima amica di origini Austriache) e altre persone, nel luglio del 1942 attuerà il suo piano, in anticipo rispetto ai tempi previsti perché Margot, la sorella maggiore di Anne, ha ricevuto una lettera di convocazione ai campi di lavoro Nazisti. Da qui, insieme ai Van Pels (amici di famiglia) e Fritz Pfeffer (il loro dentista), decideranno di nascondersi definitivamente, sviando le voci, facendo credere di essere fuggiti in Svizzera.
Poco prima, il 12 giugno, Anne ha ricevuto per il suo compleanno, tra le varie cose, un diario. Il Diario che scriverà nel cosiddetto “Alloggio Segreto”, (come lei lo chiamava) negli oltre due anni di clandestinità (espandendolo con altri fogli e quaderni).

Parlando dei lati positivi del film, nonostante alcune differenze e l’impossibilità di citare i testi di Anne (poi vi dirò il perché), la storia mostra molto bene come sono andati certi eventi e come erano i personaggi (alcuni). Anne e Otto Frank sono i migliori per me (anche la madre Edith e il suo rapporto con Anne non è male, insieme alla sua depressione) e al secondo posto troviamo Miep Gies e Auguste van Pels, entrambe caratterizzate bene rispetto ai personaggi reali.
E alla fine ho pianto. Anche se ero preparata, anche se sapevo come sarebbe andata a finire, io ho davvero pianto tanto.

La storia è intensa, ha ritmo e alla fine ti distrugge. Non voglio dire molto sulla parte finale, ma un particolare non mi è piaciuto molto, cioè una sotto trama, inventata, che porta a svelare il traditore che denuncia gli otto clandestini alla Gestapo.
Ecco, questa scelta ha fatto allontanare L’Anne Frank Foundation dal film, impendendogli di usare i testi di Anne, in quanto non si hanno prove concrete su chi sia stato il colpevole, ma solo sospetti. E concordo; mi sembra stupido inventarsi di sana pianta questa cosa per avere una persona contro cui puntare il dito. Sarebbe bastato qualche stratagemma registico per far vedere che venivano traditi, senza far sapere da chi, appunto.

Altra nota dolente è il fatto che per il contenuto che mostra, forse una mezz’ora in più non avrebbe guastato, arricchendo alcuni personaggi che rimangono molto marginali, come Margot e Peter. Avrei voluto molto più spazio per loro, specie per la povera Margot (per chi non lo sapesse, anche lei teneva un diario, che però fu distrutto, mentre quello di Anne venne salvato e conservato da Miep, fino al ritorno di Otto e alla conferma della morte delle figlie – dopo la notizia lo consegnò a lui).

Arrivando alla conclusione, posso aggiungere che il film è ben comprensibile solo per chi conosce davvero i personaggi che ruotano intorno ad Anne, avendo letto il Diario e altri libri e/o testimonianze. Infatti secondo me ci sarebbe voluto più tempo per non rendere il film una sequenza di scene che danno spesso per scontate molte cose. Qui soprattutto è colpa della sceneggiatura.

Infine, questo film mi è piaciuto molto, nonostante i suoi difetti e lo consiglio a chi ama la figura di Anne Frank. Un po’ meno a chi non sa nulla della storia, perché potrebbe ritrovarsi confuso, anche se la parte principale la si capisce eccome. Mi dispiace solo che sia difficilmente reperibile.

Shiki Ryougi

19 pensieri riguardo “Anne Frank: The Whole Story (2001)

  1. Thank you for sharing your thoughts.❤
    ♡And I agree; it seems stupid to invent this whole thing in order to have a person to point the finger at. A few directorial ploy would have been enough to show that they were betrayed, without letting anyone know.♡

    Yes absolutely, it needed directing brilliance

  2. alle medie provai a leggere il diario di anna frank ma era una lettura troppo pesante per uno così giovane; almeno nel mio caso
    credo di avere visto solo un film, probabile il più celebre sulla ragazza

    ma se aggiungevano 30 minuti diventavano 3,30 ore
    anche no xD

  3. Anche io ho letto il Diaro, in maniera approfondita e consapevole, alle medie, ma mia nonna me lo aveva regalato prima per cui alcune cose le avevo già leggiucchiate per conto mio sebbene fossi probabilmente troppo piccolo per capirlo davvero. Il bello di quel libro è che può essere recepito in maniera diversa a seconda di dove ti trovi nel corso della tua vita: ricordo che una volta tutti i personaggi mi stavano davvero antipatici e Anna troppo pronta a giudicare gli altri, ma a una lettura successiva, con più maturità, mi sono accorto di come dal racconto emergano, non dichiarati, lo stress, la paura e l’ansia che tutti quanti provavano, e mi ha fatto una gran pena. Le appendici poi mi distruggono ogni volta, soprattutto quando raccontano di come la madre e la signora Van Pels, sempre criticate aspramente nel Diario, si siano fatte in quattro per aiutare il più possibile Anna e Margot.

    Non ho visto nessun adattamento del Diario, sebbene sappia che esistano. Non deve essere affatto semplice tradurre un’opera simile senza banalizzarla, e sono d’accordo con quello che hai detto nei commenti: alcuni episodi in più avrebbero permesso di realizzare un lavoro sicuramente migliore.

    1. Sì, Anne può apparire supponente e una che giudica, ma tutti era in un momento difficile e lei in piena adolescenza. Bisogna ben calarsi nel contesto. Però questo lo si riesce a fare solo con una certa maturità.

      Sulla miniserie, a questo punto infatti, invece di fare un finto film di 3 ore, potevano fare davvero una miniserie con un po’ di tempo in più. Non troppo, ma giusto per dare soprattutto spazio a Margot (che ne ha zero, solo alla fine) e Peter.

  4. Non ho mai visto nessun adattamento del Diario, tranne uno spettacolo teatrale molti anni fa: mi è però rimasto impresso il finale, durante il quale tuttз lз attorз rimasero immobilз sul palco, a luci spente, mentre il teatro veniva illuminato da fasci di luce e si sentivano solo delle sirene assordanti.

  5. Bellissimo articolo, mi hai riportato alla memoria alcuni particolari che tendiamo a dimenticare. Io ho visto quello del 1959″ Il diario di Anna Frank” di George Stevens. Ed è quello in cui l’attrice che la interpreta, è anche quella che somiglia meno (nei tratti somatici) alla vera Anne. Ho visto che tra serie tv e film ne hanno fatti tantissimi! Ciao

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