Saludos Amigos

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di Spielberg e lo abbiamo fatto con La guerra dei mondi. Un film di fantascienza basato sull’omonimo romanzo di H. G. Wells, una pellicola girata ottimamente, con degli effetti speciali che si amalgamano perfettamente con l’ambiente reale e soprattutto un film che riesce a spaventare in più punti. Questi alieni hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra e non possiamo far altro che scappare davanti a loro. Una pellicola che rispecchiava il periodo di insicurezza e paura negli USA dopo l’attentato alle Torri Gemelle, che Spielberg riesce a esprimere benissimo in quest’opera. Un film da non perdere.
Inoltre ci tengo a condividere anche la recensione di Shiki sulla mini-serie televisiva su Anne Frank ossia Anne Frank: The Whole Story. Una recensione molto interessante e ben fatta!
E ora, dopo tanto tempo, è arrivato il momento di tornare a parlare dei classici Disney. L’ultima volta ci eravamo lasciati con Bambi, un film che tutti quanti conoscono e che ha fatto la storia del cinema, nonostante in quel periodo, per via della guerra, non incassò molto, diventando l’ennesimo flop e diventando l’ultimo film dell’Epoca d’oro della Disney. 
Questo ennesimo fallimento fu un duro colpo per la Disney sia a livello economico che morale e per questo motivo tante cose dovettero cambiare. Fu così che durante tutti gli anni ’40 la Disney diede vita a molte pellicole antologiche, film composti da vari segmenti animati molto simpatici e divertenti che però non avevano la stessa forza delle prime pellicole. E tutto ciò è nato proprio con questa pellicola.
Ecco a voi Saludos Amigos, pellicola antologica d’animazione del 1943 scritta da Homer Brightman, Roy Williams, Bill Cottrell, Dick Huemer, Joe Grant, Ralph Wright, Harry Reeves, Ted Sears, Jim Bodrero e Webb Smith e diretto da Bill Roberts, Hamilton Luske, Jack Kinney e Wilfred Jackson
Come al solito ecco il link alla recensione di Chest of Tales (QUI).

Il film narra del viaggio di vari artisti Disney in alcuni Paesi del Sud America e dei disegni che fanno, ispirandosi alla cultura locale e ai luoghi d’interesse, creando anche delle storie attraverso questi elementi. 

Prima di parlare dei quattro segmenti che compongono questo mediometraggio (il film dura 40 minuti, il classico Disney più corto di tutti), è necessario fare un’approfondimento sulla nascita di quest’opera, perché in questo caso c’entra la politica. Prima dell’entrata in guerra degli USA, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti commissionò alla Disney un tour in Sud America, dove avrebbe dovuto realizzare una pellicola a riguardo, per rispettare la direttiva della Politica del buon vicinato, adottata da Roosvelt nei confronti dell’America Latina. Perché tutto ciò? Bè, in quei Paesi c’erano diversi governi che avevano forti legami con la Germania nazista e gli Stati Uniti non volevano ritrovarsi con il nemico alle porte. Scelsero Disney come ambasciatore perché i suoi personaggi erano molto conosciuti e amati in quei Paesi e anche per questo la pellicola ricevette dei prestiti federali. 

Saludos-Amigos-Goofy

Dopo questa particolarità direi di iniziare a parlare del film. 
Ci sono vari filmati che mostrano la troupe Disney mentre viaggia in questi luoghi e disegnano su tutto ciò che vedono, il tutto ripreso come se fosse un vero documentario. Ed è proprio da questo punto che partono i vari episodi.

Cominciamo con Paperino visita il Lago Titicaca che, come suggerisce il titolo, mostra Paperino che esplora questa regione particolare, la sua cultura e i suoi costumi, finendo spesso in situazioni buffe e comiche. Un corto molto semplice e divertente che parla con divertimento di una cultura interessante.

Il secondo episodio si intitola Pedro e parla della storia di questo piccolo aereo cileno che dovrebbe spedire la posta. Un giorno suo padre prende un brutto raffreddore, impedendogli di portare la posta, e quindi tocca a Pedro prendere il suo posto, prendendo parte alla sua prima e vera missione andando a Mendoza. Il viaggio si rivelerà molto difficile per via di una gigantesca montagna che scatenerà contro di lui tutta la sua furia. 
Questo corto, diretto da Hamilton Luske, è davvero molto simpatico e mostra questo giovane aereoplanino goffo ma di buon cuore che cerca di fare del suo meglio per consegnare la posta. Durante il viaggio ci sarà qualche imprevisto, ma dimostrerà in più punti un grande coraggio e una grande responsabilità nel suo lavoro, rischiando anche la vita. Un corto semplice ma con dei momenti interessanti: Inoltre questo corto sembra aver ispirato il film d’animazione Planes, visto alcune sue somiglianze.

Saludos-Amigos-Pedro

Il terzo episodio è intitolato El Gaucho Goofy, che vede il cowboy Pippo trasportato in Argentina, dove dovrà vestire i panni del gaucho (una sorto di cowboy sud americano) e dare al pubblico una dimostrazione delle sue abitudini e del suo stile di vita. 
Questo corto è praticamente uno di quegli episodi in cui Pippo doveva mostrare al pubblico, con l’aiuto di un narratore serio, in che modo si fanno certe attività e ovviamente lui lo faceva in maniera sbagliata mentre il narratore diceva le cose giuste, creando gag comiche molto divertenti. Un episodio simpatico.

E infine arriviamo a Aquarela do Brasil, diretto da Wilfred Jackson, l’ultimo segmento e senza alcun dubbio il corto migliore di tutti quanti. Questo segmento inizia con un pittore che dipinge con gli acquerelli le vedute mozzafiato del Brasile, in un mix perfetto di colori caldi e acceso che ci mostrano tutta la sua bellezza, fino ad arrivare all’incontro tra Paperino e José Carioca, un pappagallo antropomorfo e amico del papero, che gli farà conoscere la samba. Adoro questo corto perché è quello che più di tutti mostra una certa fantasia nelle animazioni, soprattutto con gli acquarelli, ma anche perché compare per la prima volta José, un personaggio che ho sempre adorato per il suo portamento e la sua simpatia e che apprezzo ancora oggi. Un ottimo finale a mio avviso.

Saludos-Amigos-José-Donald

Qui si conclude la recensione di Saludos Amigos, un mediometraggio semplice, divertente ma a cui manca la forza dei precedenti lavori della Disney. Una pellicola che rimane comunque simpatica e che ebbe il pregio ai tempi di far conoscere agli americani un Sud America inedito, fatto di culture interessanti ma allo stesso tempo moderno, cambiando positivamente l’opinione pubblica. Non è memorabile ma è divertente da guardare.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

34 pensieri riguardo “Saludos Amigos

    1. È possibile. Perfino Disney utilizzò questa tecnica con queste pellicole antologiche. Alcuni parti le trasmetteva singolarmente in televisione, quindi non mi sorprende che la Rai abbia fatto una cosa simile.

  1. Grazie come sempre per la menzione! Sono d’accordo con il tuo giudizio, un film simpatico ma inevitabilmente messo in ombra dagli altri lungometraggi; la Disney ha dovuto fare di necessità virtù e ci è riuscita molto bene, ma è innegabile che gli anni 40 siano stati di profonda crisi, purtroppo, a causa della guerra e di Walt stesso, messo di fronte al fallimento della sua idea di dirigenza come una grande famiglia felice. Alcuni cortometraggi di questo periodo però sono davvero belli ancora oggi, è un peccato che siano finiti così nel dimenticatoio, meriterebbero molto più riconoscimento generale.

    1. Concordo con tutto quello che hai detto. Certi corti sono veramente stupendi e riescono a sorprendermi ancora oggi. E non c’è di che per le menzioni, l’idea di questa maratona Disney mi è venuta proprio grazie a te e voglio darti credito visto il lungo e faticoso lavoro che hai fatto.

  2. Non ho mai visto questo film (un dei pochi classici Disney che mi mancano) in compenso mi hai sbloccato un ricordo, quello del suo “sequel” I tre Caballeros! Dove Paperino è affiancato oltre che da Jose Carioca anche da Pachito Pistoles (il più esuberante dei tre, mi faceva morire).
    Quello da piccolo ricordo di averne consimato la cassetta! Alcuni segmenti li ricordo ancora a memoria XD

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