Spiragli

Siccome non voglio farvi credere che sono completamente inattiva, vi parlo brevemente di una delle cose che sto portando avanti.
Si tratta di una raccolta di frammenti puramente introspettivi che inizialmente scrivo in un diario cartaceo, che poi sistemo al computer e pubblico su internet.
In realtà sto lavorando anche ad altre cose, che vi esporrò man mano.
In questo caso si tratta di qualcosa di molto semplice e nato con lo scopo di liberarmi la mente. Quindi non aspettatevi chissà che lavoro elaborato.

Una breve presentazione e il primo capitolo, con poi i relativi link per continuare a leggere:

Questi sono spiragli sparsi,
come coriandoli
su di una pozza scarlatta.
Una raccolta di frammenti puramente introspettivi.
Spiragli di vita, sogni, incubi.

– I –

Questi sono spiragli sparsi,
come coriandoli
su di una pozza scarlatta.

– 1 –
Precipito nella mia voglia di essere sola e collassare nel buio dell’abisso.
Lì, dove i morti dormono io giaccio in silenzio, nuda e scossa dal freddo mentre il mio sangue tinge di scarlatto la pelle diafana.
Sono come un animale che cerca di sopravvivere senza più averne alcun motivo se non la vuota inerzia.
Cosa pensa di me il mondo?
Io squallida carne putrescente che attende la fine di ciò che non può avere fine e l’inizio di ciò che non esiste, se non forse solo in sogno.
Voglio morire ma voglio vivere.
Voglio esistere ma voglio svanire.
Il caos alberga dove io dormo, sola e senza voce.

– 2 –
Sono crollata e qui sono arrivata. Ho vacillato e pianto, divorato la disperazione e vomitato odio.
Ne ho ottenuto solo fallimento.
Ora sono pronta a sorriderle un sorriso tinto di rosso, ma pronto a portarmi lontano.
Dove ancora non lo so, ma certamente via di qua.
La sofferenza mi seguirà come un’ombra rendendomi gonfia di fame immonda.
Ed io sarò lì a ignorarla.

– 3 –
Mi sveglio ma non riesco a vedere il tuo viso.
Gli occhi sono aperti ma davanti a me trovo solo immagini opache. Non hanno significato.
Sorridi ma io sono nella mia stanza.
Piango ma non emetto alcun suono.
Il mondo è pallido, composto da frammenti di quotidianità. Io li vedo ma non capisco l’insieme.
Non sono nessuno.
Vivo, respiro; è ciò che basta.
Dove io mi trovo, è questo il mistero.

– 4 –
Non ci sono parole oltre le sensazioni.
Rumore nelle orecchie ma io sono sorda. Vedo nero su bianco mentre ascolto parole uscite da un sogno. Girano le macchie che al di sotto della realtà mi ridono addosso.
Credo di essere sola mentre, circondata da giganti, giaccio nuda sull’erba fredda; i brividi mi attraversano ovunque mentre con mani monche mi copro gli occhi.
I giganti sono le mie ombre e in questo incubo posso sentirne l’odore.
Con una smorfia sul viso mi osservano, famelici del desiderio di possedere il mio corpo.
Dalla carne lacerata con le loro unghie esce un fiume rosso.
Mi sveglio e la belva sporca di sangue altrui sono io.

– 5 –
Ho fame di sangue.
La sua luce scarlatta mi abbaglia e l’odore mi stordisce.
Nettare di vita, sigillo di morte.
L’opaca convinzione che tale liquido denso potrà nutrirci per sempre.
Nel suo dolce calore io rimango fredda.

– 6 –
Ho sognato un palcoscenico buio. Seduta al centro della sala distorta ho sorriso con gli occhi chiusi perché credevo di essere a casa.
Fluttuando osservavo l’ingenua me stessa e cadendo mi spezzai le ossa.
Aprendo gli occhi ho visto il nulla e respirando rabbia ho urlato.

– 7 –
Dal sangue sono nate le nuove carni. Ma erano membra contorte e tumefatte, odoranti di marcio. Il denso e caldo liquido scarlatto colava ai lati, come lembi sfilacciati.
La linfa della vita aveva bellamente ignorato quel groviglio di muscoli fibrosi e pulsanti.
Non voglio stare qui a osservare quella essenza di nulla.
Non vi è rinascita. Soltanto condanna.
Mi volto e proseguo a camminare lungo la tortuosa salita, abbandonando quella triste esistenza.
Non era in mio potere salvarla e avvicinarmi avrebbe aggiunto altre cicatrici al mio cuore.

– 8 –
Vorrei che il tuo sorriso si tingesse di rosso.
Come corde di violino farei vibrare la tua anima e respirando lentamente mi addormenterei non più in terribili incubi.
Sognerei di quando ero piccola e giravo in tondo nel giardino dell’asilo. L’albero magro gettava filamenti d’ombra tutt’intorno; continuando a volteggiare, cercavo di evitare quelle vene nerastre. Desideravo i raggi del sole che però mi facevano lacrimare gli occhi e, smettendo di respirare, cadevo a terra mentre il cielo cosparso di nuvole continuava a girare.
In quel momento non importava dove fossi, perché potevo restare nel mondo.

LINK:

Più in là ci saranno aggiornamenti riguardo ad Project Anna e Spiral.

 

 

[Shiki Ryougi 両儀 式]

10 pensieri riguardo “Spiragli

  1. Raramente mi è capitato di leggere frammenti letterari così potenti e vivi come questi tuoi preziosissimi Spiragli: è stato un vero piacere sospirare e soffrire, morire e poi risorgere insieme alle tue parole, in una sorta di intimità pudica e controllatissima, dalla quale si esce in qualche strano modo rassicurati, anche quando ci mostri l’abisso facendoci sporgere sul baratro mentre ci tieni per mano.
    Hai una penna fenomenale, che probabilmente si ama meno di quanto l’amiamo tutti noi tuoi lettori.

    P.S. Mi sono permesso di dilungarmi su Watpadd.

    1. Mi hai lasciato senza parole!
      Grazie per le cose meravigliose che hai scritto.
      Mi fa davvero piacere sapere di essere riuscita a trasmettere quanto mi premeva appunto far sentire a chi legge quanto la mia mente riesce ogni tanto a partorire.

      Ho letto anche su wattpad, ancora grazie!

        1. Mi rendo conto di avere scritto una cosa che potrebbe essere assolutamente fraintendibile riguardo il contenuto della tua mente. Intendevo dire che ciò che si intravede dai tuoi scritti è un ribollire di idee e emozioni, che ci regali.
          Ignoravo la tua vena da scrittrice, che invece ho rinvenuto su wattpad. Con i miei tempi biblici, leggerò tutto.

          1. Grazie per aver chiarito ^-^

            PS: i disegni non sono miei, anche se da un poco mi sto dedicando di metterne di miei. Ma finora tutti quelli che trovi associati ai miei scritti non sono miei. In spiragli però continuerò con quelli perché adoro l’autore.

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