Godzilla: King of the Monsters

Adoro Godzilla e tutti i film legati alla sua figura. Ho scoperto questo mostro grazie all’omonimo film di Roland Emmerich del 1998 che era una pellicola davvero mediocre (per essere gentili) ma che mi ha fatto conoscere quel kaiju e tutti gli altri. In seguito ho visto (cercando di andare con ordine) tutti i film su Godzilla e molti di questi sono riusciti a divertirmi parecchio anche se ce n’erano alcuni abbastanza imbarazzanti. Negli ultimi anni abbiamo avuto due nuovi film su Godzilla. Il primo diretto da Gareth Edwards nel 2014, che ho apprezzato e di cui parlerò sicuramente un giorno, e il secondo nel 2016 diretto da Hideaki Anno, Shin Godzilla. Quest’ultimo è a mio avviso uno dei migliori film fatti su questo kaiju e ne consiglio a tutti la visione.
E ora è finalmente uscito nelle sale il nuovo capitolo di Godzilla, seguito del film di Gareth Edwards.
Ecco a voi Godzilla: King of the Monsters diretto da Michael Dougherty.

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Trama:
Sono passati 5 anni dall’ultimo avvistamento di Godzilla e molte persone temono un suo ritorno ma soprattutto temono il ritorno di altri kaiju che la Monarch, l’agenzia criptozoologica che li studia, ha trovato e ha rinchiuso in delle basi per studiarli e impedirgli di risvegliarsi. Purtrppo un gruppo di ecoterroristi ruba un dispositivo alla Monarch, l’ORCA, capace di emettere frequenze che possono far credere ai kaijudi trovarsi davantia un Alpha. Attraverso di esso svegliano uno dei mostri più temibili che il mondo abbia mai conosciuto: King Ghidorah.

Attendevo questo film con curiosità non solo perché era una nuova pellicola sul mio kaiju preferito (o perché ci fossero altre creature che ho sempre amato come Ghidorah e Mothra.) ma anche per via del regista Michael Dougherty. Quest’ultimo mi ha sorpreso e incuriosito soprattutto con i suoi lavori precedenti: Trick ‘r Treat e Krampus. Perciò volevo sapere come se la sarebbe cavata con una produzione blockbuster.

Partiamo subito con uno dei problemi più grandi della pellicola che mina parecchio la sua riuscita e non è qualcosa su cui si possa sorvolare: i personaggi umani.
Ci vengono presentati fin da subito i tre nuovi protagonisti della storia: Emma (Vera Farmiga), Mark (Kyle Chandler) e Madison (Millie Bobby Brown), una famiglia che, dopo lo scontro tra Godzilla e i M.U.T.O., ha provato ad andare avanti come meglio poteva. Mark non ci è riuscito e si è così allontanato dalle persone che amava mentre Emma, supportata dalla figlia, lavorava all’ORCA. Loro, insieme a Ichiro Serizawa, interpretato sempre da Ken Watanabe, saranno gli unici ad avere una sorta di background ma non subiranno nessuna crescita di alcun tipo. Forse forse il personaggio di Madison ma anche in quel caso si è fatto ben poco. Quindi i protagonisti sono quasi piatti ma il problema maggiore sono i personaggi secondari. Quest’ultimi non hanno neanche una vera e propria caratterizzazione ma sono letteralmente un aglomerato di frasi fatte e per quanto riguarda la storia fanno ben poco. Un difetto abbastanza grande ma che comunque non ha cambiato la mia idea sul film ovvero che Godzilla: King of the Monsters sia molto divertente.
Ma perché mai mi è piaciuto?

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Una delle cose migliori del film sono sicuramente i personaggi kaiju. Già, perché anche loro sono i protagonisti di questa storia e, devo dirlo, sono caratterizzati parecchio rispetto alle loro controparti umane. Tutti hanno una loro identità, una personalità e sono piacevoli da guardare.
Prendiamo ad esempio King Ghidorah. Lui è sempre stato uno dei cattivi principali di Godzilla e vediamo sia dall’apparenza sia dalle sue azioni che il suo obiettivo è solo la distruzione. Il mostro è praticamente una sorta di drago a tre teste e ognuna di esse ha una loro personalità. Quella centrale è il capo che impartisce ordini ed è anche la più furiosa, quella alla sua destra è la più tranquilla e accondiscendente mentre quella a sinistra è letteralmente il fratello scemo. Adoro la testa a sinistra perché è quella più distratta e confusa e viene ogni volta ripresa da quella centrale.
Ovviamente anche Godzilla e Rodan avranno le loro personalità (e soprattutto carisma) ma colei che mi ha colpito di più è Mothra. E’ il personaggio più dolce e positivo tra i kaiju e ogni volta che appare fa capire subito che tipo di mostro sia e riesci ad affezzionarti parecchio. E questa cosa mi ha veramente sorpreso.

Un altro punto a favore della pellicola è la messa in scena. Ogni volta che appaiono i kaiju si ha realmente la sensazione di trovarsi davanti a una divinità, davanti a qualcosa che non puoi sconfiggere. Il risveglio di Ghidorah è terrificante e spaventoso così come quello di Rodan mentre ogni volta che apparirà Godzilla lo spettatore sentirà una sorta di ammirazione e rispetto verso questo Re. Mothra invece ha, secondo me, la messa in scena migliore perché ogni volta che compare sembrerà veramente di trovarsi davanti a una specie di angelo (o demone).

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Oltre alla regia di Dougherty, ci penserà anche la fotografia a creare un effetto coinvolgente. Vengono utilizzati parecchi colori legati ai vari kaiju: blu per Godzilla, rosso per Rodan e giallo per King Ghidorah. Molte volte questi colori entreranno in contrasto tra di loro creando uno spettacolo per gli occhi (combinare giallo e blu non è per niente qualcosa di semplice). Ad aiutare questi momenti c’è anche la colonna sonora di Bear McCreary che azzecca tutti i tempi senza essere invasiva. Alcune musiche sono rifacimenti dei vecchi temi musicali dei vari kaiju, rifatti alla perfezione e che descrivono bene la personalita dei mostri o amplificando la meraviglia di trovarsi faccia a faccia con questi esseri. Ovviamente le scene d’azione saranno molto curate e volutamente esagerate unite a una distruzione che non vedevo sullo schermo da tanto tempo.

Ammetto che questo Godzilla: King of the Monsters non piacerà a tutti. Purtroppo i personaggi umani non riescono a farsi amare e, visto che stanno parecchio tempo sullo schermo, questa cosa farà storcere il naso a molti. Però vi consiglio di dargli un’opportunità perché, a mio avviso, merita parecchio.
Comunque la prossima volta dovrebbero mettere più mostri che umani. Qui abbiamo avuto la prova di quanto i primi possano essere più umani degli umani.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

 [The Butcher]

26 pensieri riguardo “Godzilla: King of the Monsters

  1. Ho visto sia Godzilla che Kong: Skull Island e onestamente li ho trovati abbastanza brutti e a tratti noiosi. Però questo mi attirava per lo scontro tra kaiju famosi e penso che come intrattenimento leggero possa andare bene.

    1. Non penso proprio che il film avesse chissà quali pretese. A me ad esempio ha divertito molto ma come ho già detto penso sia normale se a qualcuno non piaccia. I personaggi principali sono un difetto bello grande e non tutta la pellicola può reggersi sulle spalle dei titani.

  2. A me il film è piaciuto a metà. La trama come i personaggi umani si potevano togliere, rubano solo tempo prezioso ai cosiddetti tita.
    I mostri e la parte visiva del film sono spettacolari, valgono la visione e le lotte sono avvincenti^^

    Film guardabile ma mi aspettavo più mostri e meno storia strappalacrime (che fallisce miseramente)

    1. E su questi punti non posso che essere d’accordo con te. Gli umani non riescono a regalare nessuna emozione mentre invece con i kaiju come Mothra ho empatizzato parecchio. Spero che con Godzilla vs Kong stiano più attenti.

        1. Non mi sembra anzi da parecchio filo da torcere a Godzilla. Viene sconfitto solo perché Godzilla è stato iper-pompato. Personalmente hanno dato un’ottima immagine a Ghidorah.

            1. Da come avevano spiegato nel film, Godzilla era stato sovraccaricato dalle radiazioni e a un certo punto sarebbe esploso distruggendo ogni cosa. Una spiegazione gliel’hanno dato. E comunque povera Boston.

              1. Si ma oltre al fatto che secondo me non funziona propriamente cosi, l’altro sputava elettricità per cui anche lui poteva benissimo assorbirle…
                Vabbeh, cmq tifo ghidora 🤣

                1. Fantascienza. E in questo tipo di fantascienza certe cose sono accettabili (fino a un certo punto ovviamente). E comunque io ho sempre adorato King Ghidorah anche se in tutti i film di Godzilla le ha sempre prese di santa ragione.

  3. Ottima recensione, Butcher, con la quale io penso tu abbia colto perfettamente il senso di meraviglia che questo film, malgrado i suoi innumerevoli difetti, di cui alcuni anche molto gravi, genera in una ben precisa categoria di spettatori, come me e te, che non solo amano da sempre i kaiju della saga cinematografica di Gojira, ma che quei film li hanno visti davvero, con tutto il loro bagaglio di fantasia e creatività nella realizzazione di questi grandi esseri mostruosi, metà mito e metà favola, un po’ angeli ed un po’ demoni.

    Il punto è proprio questo ed è un punto critico, da appassionato, che già normalmente fa da discrimine tra il cinema animato e quello live action, tra il cinema asiatico e quello occidentale, tra le modalità narrative ed espressive dei videogames e la letteratura tradizionale ovvero tra l’essere veri fruitori di tutto questo o solo assaggiatori di passaggio: chi non ha conosciuto ed apprezzato il Gojira nipponico di Honda, ad esempio, non poté comprendere lo sfregio fatto a suo tempo dal Godzilla di Emmerich, così come non ha potuto di conseguenza capire il tentativo del Godzilla di Gareth Edwards di restituire dignità al nostro amato bestione, ambasciatore nipponico e difensore della madre terra…

    Coloro che non hanno mai compreso la saga di Godzilla, con i suoi nemici storici, con il suo messaggio ambientalista ed ecologista ante litteram, col suo mettere in allarme dalla minaccia nucleare e radioattiva, con quella voglia di cinema fatta di pochi soldi e tante idee e di una certa schiavitù nei confronti dell’imperialismo cinematografico statunitense, che tutto si mangiava e replicava, ebbene costoro, pur di fronte all’evidente e bellissima messa in scena di Edwards, trovarono quel film noioso ed oggi non riescono ad andare oltre agli evidenti limiti creati da quella che tu hai molto correttamente definito eccessiva bidimensionalità della caratterizzazione dei personaggi umani.

    Insomma, chi non ama questo mondo, quei kaiju, quei mostri, quel tipo di combattimenti e di lotta, chi da questo film cercava davvero non so cosa, se non forse e tristemente pura azione adrenalinica alla Skull Island (pellicola in realtà molto, ma molto più bella di quello che la gente pensi e non tanto per la trama, poco più che idiota, quanto per il linguaggio cinematografico di altissimo profilo), non può essersi che annoiato ed è così, infatti, che la maggioranza delle recensione anche di blogger e critici molto preparati, definiscono questo film ovvero davvero malfatto e noioso.

    Di certo è un film sbagliato, squilibrato e riuscito solo a metà, ma, come hai detto tu, è anche incredibilmente divertente ed appagante per chiunque cercasse da questa pellicola una sorta di espansione, come una add-on dedicata ai nemici storici di Gojira, che ampliasse quanto preparato da Edwards con il film precedente.

    Per quieto vivere non posso fare nomi e cognomi, ma nel leggere le recensioni di tanti blogger che seguo normalmente, mi è salita una profonda tristezza nel vedere come a quelle critiche, sulla struttura narrativa del film indubbiamente sbagliata, null’altro si aggiungeva ed è per questo che devo ringraziare il dio del web per il fatto che esistano dei blogger come te, che riescono sempre a fare il punto della situazione, senza applaudire ciò che c’è di sbagliato, ma senza mai nemmeno smettere di tenere dritta la barra del timone di ciò che amano e capiscono.

    1. Io penso che se alcune persone si mettessero a guardare i vecchi film di Godzilla li prenderebbero in giro. Primo per il fatto che Godzilla e i vari Kaiju sono per lo più persone dentro un costume e secondo perché a loro avviso saranno solo film per bambini. È vero che ci sono stati film su Godzilla che erano rivolti di più a un pubblico infantile, ma non si possono sottovalutare in questo modo senza capire messaggio e contesto. Il primissimo lungometraggio del kaiju era un vero e proprio attacco contro la bomba atomica e la radioattività, argomenti che per ovvi motivi sono molto cari ai giapponesi. Poi ci sono state altre pellicole fatte per intrattenere ma con qualche messaggio di fondo. Prendo per esempio Godzilla vs Hedorah (anche perché è l’ultimo film che ho rivisto prima di vedere la nuova pellicola). Lì c’è un chiarissimo messaggio ambientalista e una critica verso il problema dell’inquinamento causato dall’uomo (già all’inizio degli anni ’70 si parlava di questi argomenti). Infatti Hedorah è una specie di Blob tossico che gioisce di questa situazione.

      Il fatto che gli americani con il film del 2014 abbiano scelto di rendere Godzilla il protettore della Terra mi è piaciuto. Un essere che ne protegge l’equilibrio con un chiaro messaggio ambientalista che poi verrà ripreso anche in questo seguito. È un bel messaggio da trasmettere soprattutto in tempi recenti. Personalmente adoro di più la figura originale di Godzilla ovvero il mostro nato dalla bomba atomica (e infatti il film di Anno l’ho adorato sono questo punto di vista, per non parlare del design spaventoso del kaiju).
      Purtroppo questo film non verrà apprezzato e, come ho detto anche nella recensione, posso capirlo. Avere protagonisti umani che occupano gran parte del tempo sullo schermo ma che non hanno una personalità o un po’ di carisma farebbe annoiare chiunque. Però effettivamente così ci si dimentica anche del lato tecnico, curato e ben riuscito, e delle bellissime immagini che riescono ad essere evocative ed emozionanti.

      È normale che il film non sia piaciuto ma spero tanto che le persone lo rivalutino o che almeno gli diano una seconda chance.

      1. Che bello leggerti! La tua risposta al mio commento è di fatto un’appendice al tuo stesso post, in cui hai mostrato la fragile anima naif con cui moltissimi di  quei film sui kaiju erano fatti, qualcosa che oggi si può trovare solo nelle produzioni animate indipendenti o nei videogames indie… E si, se in molti li vedessero oggi ne coglierebbero solo la distanza siderale tra i moderni effetti speciali e quei costumi gommosi dentro i quali si muovevano gli stunt e sorriderebbero di scherno, come, non scordiamoci, in tanti hanno sorriso beffardi guardando i protagonisti de la La Tigre ed il Dragone lottare volando o duellando in punta di piedi appoggiati ai rami e più sottili degli alberi…

        A volte il provincialismo si fa beffe di ciò che non capisce, ma in questo caso mi sembra che in molti stiano imparando a capire certe operazioni culturali…

        Tuttavia l’osservazione più importante l’hai fatta tu quando hai citato il film di Anno, perché aldilà di tutto Gojira resta un espressione culturale giapponese e quando gli occidentali se ne appropriano in genere ne snaturano ogni valenza che non sia solo caos e distruzione (eccetto se ad occuparsi della loro occidentalizzazione non sia un vero fan come Edwards).

        Alla prossima!

        1. Edwards è sempre stato un fan dei mostri e lo ha dimostrato non solo con Godzilla ma anche con il suo Monsters (che poi gli effetti ci ha lavorato quasi e solo lui, complimenti!). Purtroppo la cultura occidentale ma soprattutto quella americana è molto differente da quella giapponese e molte volte succede che ci siano incomprensioni e che alcuni elementi vengano distrutti per dar spazio a un certo tipo di epicità che, a mio avviso, non è vera epica.

          1. Bellissima osservazione… Modellare e modificare il pathos e la storia originale per ottenere una nuova epica che alla fine non è vera epica… Grande, Butcher, grande!

    1. Potrebbe essere un punto di vista interessante ma, anche se così fosse, è stato fatto male. Poteva essere una buona idea rendere gli umani come persone che ripetono i loro errori e non accettano quello che è diverso (cosa che all’inizio sembrava stesse per accadere) ma non se n’è fatto niente. A questo punto sarebbe stato più saggio diminuire i personaggi umani e cercare di dare più spessore a quelli principali.

  4. Il Godzilla del ’98 non mi era piaciuto, e all’epoca andai controcorrente perché tutti dicevano che era una figata. Quello del 2014 invece mi era piaciuto. Cupo e teso al punto giusto. Questo devo assolutamente vederlo. Ho sentito grandi cose, anche se le critiche che ho sentito sono più o meno le stesse che hai mosso tu. Ma di certo non guardo un film del genere per vedere l’approfondimento psicologico dei protagonisti, ma solo per divertirmi.

    1. Neanch’io sono andato a vedere questo Godzilla per ritrovarmi davanti a dei personaggi profondi e complessi. Il problema è che sono fin troppo superficiali e fatti con lo stampo. In compenso la cosa migliore sono i mostri. Quelli sono meravigliosi.

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