Brightburn – L’angelo del male

James Gunn è un regista che mi piace parecchio. L’ho conosciuto con Super – Attenti al crimine!!!, una commedia drammatica sui supereroi stile Kick-Ass che mi era piaciuta e era riuscita a incuriosirmi. In seguito è diventato famoso grazie ai due capitoli sui Guardiani della Galassia che, a mio avviso, rimangono tutt’ora i migliori tra i film della Marvel. Grazie a ciò ho anche recuperato i suoi film precedenti: Tromeo e Giulietta e Slither. E, dopo essermi visto tutti i suoi film, posso dire che sono affascinato dal suo lavoro e quando sento parlare di un suo nuovo progetto mi incuriosisco e vado a informarmi. Quindi, quando ho sentito di Brightburn, un horror fantascientifico prodotto proprio da lui e scritto da Brian e Mark Gunn (rispettivamente fratello e cugino di James), ho deciso di non farmelo scappare anche per un motivo che spiegherò in seguito.

brightburn-poster

Trama:
Tori e Kyle sono una coppia di contadini che vivono a Brightburn in Kansas. I due cercano da molto tempo di avere un figlio ma purtroppo non riescono per problemi legati all’infertilità. Un giorno però una navicella spaziale cade vicino al loro campo e dentro trovano un neonato. Decidono così di adottarlo e di chiamarlo Brandon. Passano un po’ di anni e il ragazzo inizia a sentire delle voci che gli dicono cosa fare. Come se non bastase scopre di avere anche una forza sovrumana e altri poteri terrificanti. Da qui in poi il comportamento di Brandon peggiorerà sempre di più fino a sfociare nella violenza.

Leggendo la trama del film, diretto da David Yarovesky, avrete sicuramente capito che la storia si ispira a Superman. Superman è uno dei miei supereroi preferiti e sapere di un film con un ragazzo simile a Clark Kent che però diventa cattivo mi ha molto colpito. Ci sono state delle storie in cui Superman diventava cattivo nei fumetti ma vedere una cosa del genere sul grande schermo è davvero interessante.
Oltre ciò mi ha anche sorpreso questo conubio tra genere horror e supereroico, un’unione sicuramente rischiosa ma che può funzionare alla grande e creare così un buon film. Ed effettivamente la pellicola riesce in quest’impresa.
Ma partiamo con ordine.

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Il film inizia in modo calmo e tranquillo (escludendo lo schianto della navicella), mostrandoci come la coppia si prenda cura di Brandon con enorme affetto, dimostrandosi degli ottimi genitori e facendoci capire la vicinanza di questi tre personaggi. Quando però le voci fanno la loro comparsa, insieme ai superpoteri, Brandon diventerà sempre più violento e incontrollabile e trovo ottimo che questo cambiamento avvenga proprio durante la pubertà. Mi piace anche come il personaggio di Brandon evolve, all’inizio è confuso e spaventato ma, con il passare del tempo, inizierà ad apprezzare questo suo nuovo io , diventando sempre più infido e inquietante con i suoi discorsi e i suoi gesti.

Sarà interessante vedere la reazione dei genitori davanti al comportamento insolito del ragazzino. In un primo momento sono dalla sua parte e lo proteggono dalle accuse degli altri ma, quando inizieranno gli incidenti e gli indizi porteranno a Brandon, Kyle inizierà ad averedei dubbi mentre Tori continuerà ad avere fiducia in lui. Kyle comincierà a temere il suo stesso figlio e in lui nascerà un conflitto interiore sul fatto che in realtà quello non sia altro che un mostro mentre Tori continuerà ad essere cieca non vedendo, anzi, non volendo vedere cosa sta succedendo veramente.

Un’altro punto in cui il film riesce a colpire è la regia. Yarovesky qui è al suo primo lungometraggio e decide di utilizzare una regia molto semplice ma ben realizzata che non esagera e riesce in questo modo a costruire delle ottime scene.
Yarovesky crea belle sequenze in cui ci mostra momenti di vita quotidiana di una famiglia di campagna per poi cambiare pian piano in una situazione sempre più terrificante che sfuggirà dalle mani dei protagonisti.

Le aggressioni che commetterà Brandon saranno girate molto bene e qui ci si ricollega al discorso fatto in precedenza sulla regia. Il regista non utilizza jumpscares o clichè ormai ben conosciuti nel panorama horror ma crea la tensione attraverso idee molto interessanti.
L’esempio migliore di tutti è la prima aggressione ai danni di una cameriera. La donna verrà colpita in faccia da dei pezzi di vetro e inizierà a sanguinare da un occhio e ciò le sfocherà la vista. In seguito vedremo la maggior parte della sequenza dal suo punto di vista con il rosso del sangue che impedirà di avere una chiara visuale ma che non ci impedirà di vedere Brandon anche se per poco tempo.

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Parlando del ragazzino devo ammettere che il suo costume riesce veramente a spaventare nonostante la sua sempicità. La maschera che ha sul volto sembra fatta di pelle umana e gli occhi rossi danno un tocco demoniaco in più e rendono Brandon veramente inquietante.

Da fan di Berserk poi non posso non citare gli strani simboli che il ragazzino disegnerà ogni volta perché quelli sono proprio identici al marchio nero di Berserk. Sono sicuro che sia una citazione voluta (è identico, ha una piccolissima differenza, ma è quello).

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L’unica cosa che mi ha dato fastidio, ma questa non è colpa del film ma della versione italiana, è che certe scene sono state tagliate perché troppo cruente. Questa è una cosa che mi innervosisce e che per me non ha scusanti. Ciò che sopporto ancor di meno è che i tagli fatti si vedono anche troppo bene e uno di questi riguarda l’aggressione alla cameriera. Hanno tagliato queste scene con un’accetta smussata e arruginita. Lasciamo perdere questo punto che è meglio.

Brightburn è un horror che funziona benissimo sia nei momenti di tensione che nelle caratterizzazioni dei personaggi. Ha delle idee molto interessanti e una regia che, seppur semplice, riesce a fare il suo lavoro senza una sbavatura.
Inoltre ho sorriso durante i titoli di coda. Quando andrete a vedere il film capirete il perché.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto. Alla prossima!

 [The Butcher]

11 pensieri riguardo “Brightburn – L’angelo del male

  1. Guarda in questa era di supe eroi, questo film sembra un qualche cosa di diverso. Avevo già in mente di andarlo a vedere e leggendo il tuo articolo ne sono ancora più convinto.

    1. Mi fa molto piacere! Non è un capolavoro, ma è un film che riesce bene nel suo compito e che effettivamente è una bella novità in questi tempi dove i supereroi la fanno da padroni nel cinema. Spero tanto che ti piaccia!

  2. Che famiglia straordinaria è quella dei Gunn! Tutti in qualche modo scrittori e/o cineasti, amanti della settima arte più artiginale e del citazionismo estremo, come una sorta di adepti di una religione nerd (vedi i simboli che disegna Brandon, quelli che tu hai giustamente associato al brand of sacrifice di Berserk ma che in generale si trovano in tanto fumetto fantastico, non ultimo il geniale Nameless di quel pazzoide di Grant Morrison, comic zeppo di riferimenti esoterici e simbologie di divinità nordiche) e questa ultima fatica “di famiglia” (è stato promosso a livello di marketing dal fratello più famoso James, qui nelle vesti anche di produttore, ma soprattutto è stato sceneggiato dai fratelli Brian e Mark) potrebbe passare in sordina, troppo sottostimato da chi probabilmente non ha compreso l’operazione mediatica orchestrata dai Gunn…

    Come dicevi anche tu, Butcher, il film non è chiaramente un capolavoro, ma non è nemmeno quel film pieno di difetti come alcuni osservatori lo stanno presentando, anzi, ben vengano le recensioni come le tue che possono far aprire gli occhi su una nuova derivazione del genere cinecomics supereostico, con quel mix di violenza horror che nei primi lavori dui James Gunn era esplicita ma anche parodistica e che qui invece diventa serissima e molto più cruda di quanto i tagli della versione italiana non mostrino: la storia è un coacervo di citazioni al contrario, di opposti che confliggono, di ricerca stilistica attraversata dai continui e specifici pseudo- jump scare creati dalla supervelocità e dalle atrocità di di un bimbo che letteralmente viviseziona la vita umana (la rana!) per cercare di capirne i segreti e poi tutta la parte conclusiva, piena di catastrofi ed una teoria di mistificazioni studiata come il plot diabolico di un serial killer… Per non parlare delle possibilità offerte dal finale (alcuni critici hanno stupidamente parlato di pessimismo, perché è sfuggito loro l’elemento di un possibile universo condiviso e di altri super villain.

    Sarà anche alle prime armi, ma come hai osservato benissimo tu, Yarovesky crea bellissime sequenze e davvero penso che siamo di fronte ad un esperimento simile a quel pozzo di creatività post-splatter di Super, ma fatto con molti più soldi ed un mood alla Chronicle (una delle più belle pellicole supereroistiche, fatta quando Josh Trank non era ancora stato crocefisso dai fanm Marvel per il suo strampalato Fantastci Four ed a cui questo Brightburn deve moltissimo a livello di concept).

    Ho personalmente amato tutto di questo film (ma quanto è bella l’escalation coloristica, con il rosso del costume che aumenta all’aumentare della malvagità di Brandon? Per non parlare della sequenza della cameriera da te sapientemente sbobinata nei suoi effetti visivi), a partire dall’immensa Elizabeth Banks, fino ovviamente al prodigioso Jackson A. Dunn nei panni di Brandon.

    P.S. Adoro il crossover con Michael Rooker!!! Senza contare la citazione che BigT fa di Crimson Avenger da Super, che poi si chiamava Frank Darbo come il ristorante attaccato da Brightburn… Troppo bravi i Gunn…

    1. La famiglia Gunn effettivamente sta facendo grandi cose e si sta dimostrando molto intelligente per quanto riguarda la cultura pop in generale.
      Il film poi è molto interessante e originale e quel finale mi fa sperare in una specie di
      *Spoiler*

      universo condiviso con villain ispirati agli eroi della DC. Dai, quei due mostri che sono stati citati sono praticamente Aquaman e Wonder Woman e, sono sincero, dei film su di loro mi renderebbero felice e correrei in sala a vederli.
      Chissà, se sfruttano bene la cosa potrebbero creare un filone horror-supereroico molto interessante e divertente.
      Sono curioso di sapere come si evolverà la cosa.
      Grazie mille per la discussione!

        1. Il film è costato poco e sta facendo un po’ d’incassi. Non è niente di eclatante purtroppo ma forse c’è la speranza per vedere qualche altro film di questo tipo. Te l’ho già detto ma se fanno quei film su Aquaman e Wonder Woman malvagi io corro a vederli. Vediamo come va avanti la faccenda e speriamo in bene!

  3. In effetti è raro trovare un horror che badi alla caratterizzazione dei personaggi: di norma lo sceneggiatore si pone soprattutto l’obiettivo di spaventare e di far schizzare un po’ di sangue qua e là, quindi nella maggior parte dei casi perfino i protagonisti hanno lo spessore di una sottiletta.
    Fanno eccezione alcuni ottimi horror che ho visto negli ultimi anni: oltre ai più famosi (come It follows e Scappa – Get out) ne cito anche un altro che qua è girato solo con i sottotitoli, Most likely to die. L’hai visto?

    1. Purtroppo non ho visto Most likely to die. Era uno slasher che però mi interessava parecchio e che volevo vedere (anche se immagino che dovrò vederlo con i sottotitoli visto che Italia chissà quando arriverà). Per il resto ti cito anch’io altri film che si basano molto sulla psicologia dei personaggi come Train to Busan, Babadook, il recente US, Lasciami Entrare. Horror stupendi e ben fatti.

      1. La tua replica è una vera e propria miniera d’oro di consigli cinematografici, grazie mille! :) Ricambio il favore segnalandoti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui parlo di un altro film bellissimo e indimenticabile… spero che ti piaccia! :)

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