Strange World – Un mondo misterioso

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di film in live-action e avevamo deciso di portare un’opera che mi aveva incuriosito dalle premesse ma da cui non mi aspettavo nulla e che invece si è dimostrata una piacevole sorpresa sotto molti punti di vista, Fatman. Chris è Babbo Natale e vive con sua moglie Ruth a North Peak, in Alaska, gestendo la fabbrica dei regali. La loro situazione economica però è disastrosa e il governo degli Stati Uniti ne approfitta per stringere un accordo con lui: produrre armi per l’esercito. Inizialmente rifiuta, ma la situazione è così grave che alla fine è costretto ad accettare. Nel frattempo un ragazzino ricco e viziato di nome Billy ha ricevuto per Natale del carbone e ora vuole vendicarsi di Babbo Natale assoldando un sicario per ucciderlo. E questo sicario sembra avere un conto in sospeso con Babbo Natale. La regia è fatta bene, capace di creare delle belle sequenze, specialmente quelle d’azione, e a gestire insieme a un bel montaggio il ritmo, cambiando genere con grande naturalezza. La storia è interessante e particolare, presenta benissimo i personaggi e la loro situazione, ha una comicità sottile e virata parecchio sulla commedia nera e ha dei momenti d’azione ottimi. Riesce a far ridere per certe situazione assurde ma in certi momenti sa essere molto drammatico. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di animazione e questa volta, dopo esserci concentrati sulla Pixar, passiamo alla Disney con il suo 61° classico.
Ecco a voi Strange World – Un mondo misterioso (Strange World), pellicola animata del 2022 scritta da Qui Nguyen e diretta da Don Hall e Qui Nguyen.

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Trama:
Jeager Claide (Dennis Quaid) e suo figlio Searcher (Jake Gyllenhaal) sono due esploratori pronti a scoprire nuovi mondi e il loro obiettivo è quello di superare le catene montuose che circondano la terra di Avalonia. Durante la ricerca però Searcher trova una strana pianta che emana energia. Per questo Searcher e la squadra iniziano a credere che la pianta, il Pando, sia il futuro di Avalonia e lo vogliono studiare mentre invece Jeager decide di continuare la spedizione senza più tornare. Passano 25 anni e Avalonia è progredita tecnologicamente grazie alla scoperta di Searcher che ora è sposato con Meridian (Gabrielle Union) e ha un figlio chiamato Ethan (Jaboukie Young-White). Nell’ultimo periodo il Pando sta avendo dei problemi, sta appassendo e perdendo il suo potere. Per questo Callisto Mal (Lucy Liu), il sindaco della città, decide di fare una spedizione per trovare il cuore della pianta e capire cosa sta succedendo. Così partono, scoprendo sotto di loro un mondo strano e misterioso, un mondo dove Searcher ritrova suo padre Jeager ancora vivo e pieno di energie.

Questo film fu un flop totale al cinema, in parte per la pessima pubblicità che fece la Disney e in parte perché sempre la Disney aveva annunciato che un mese dopo la sua uscita nelle sale sarebbe andato su Disney+ (e ovviamente in molti non andarono a vederlo al cinema proprio per questa ragione). Neanche io feci in tempo a vederlo in sala e lo recuperai più avanti. Quindi com’è questo film? Scopriamolo subito!

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Partiamo come sempre dal lato tecnico e già da qui possiamo trovare qualche problema ma non perché sia fatto male ma per il design. Le animazioni infatti sono molto valide e gli animatori della Disney su questo dimostrano abilità ed esperienza, ma ciò che non ho apprezzato è l’ambientazione circostante, soprattutto il nuovo mondo da esplorare. Già la città di Avalonia è stata una piccola delusione in quanto non vediamo quasi niente ed è un peccato visto che l’idea di macchinari vecchio stil di inizio 1900 capaci di volare potevano essere interessanti. Però il difetto veramente grande riguarda il mondo sconosciuto perché alla fine non ha niente di strano o quanto meno particolare. Le ambientazioni sono monotone e abbastanza lineari, non sembra quasi di essere finiti in qualcosa di mai visto prima e infatti quegli ambienti “strani” sono stati già visti in atri film di fantascienza. Perfino i colori non mi hanno convinto in quanto tendono a essere abbastanza monocromi, senza alcuna vera variazione interessante, senza alcun gioco di sfumature e in questo potevano veramente fare delle pazzie, ne avevano i mezzi e le abilità, per questo mi è dispiaciuto così tanto nel vedere qualcosa di così blando e piatto.

Anche perché alla fine non è tutto da buttare, qualche idea è davvero simpatica come ad esempio l’inizio narrato come se fosse un fumetto in movimento. La regia ha qualche buon momento, come ad esempio in qualche sequenza d’azione. Purtroppo però anche la regia ha i suoi problemi e lo si può vedere specialmente nel ritmo, in certe scene veramente lunghe che non fanno progredire la trama e che non riescono neanche ad approfondire bene i personaggi. E mi dispiace ancor di più sapendo che uno dei registi aveva diretto Big Hero 6 e soprattutto mi dispiace vedere sprecata in questa maniera l’idea di portare su schermo una sorta di Viaggio al centro della Terra. Il lato tecnico non è convincente ma la sceneggiatura è anche peggio.

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Un problema che la Disney incontra da tanto tempo è quello di non riuscire più a creare dei personaggi che lascino il segno. Anche in questo caso ci ritroviamo davanti a dei personaggi abbozzati, lo stesso vale per il protagonista un po’ goffo e imbranato e in conflitto con il padre, ma tutto finisce qui. Forse Jeager era uno dei pochi che aveva qualcosa da dire con la sua ossessione nel voler superare le montagne, ma anche qui la scrittura è veramente superficiale. La caratterizzazione che però ho trovato davvero scialba è quella di Ethan che non ha una vera e propria personalità, anzi quelli della Disney credevano che il solo fatto che fosse omosessuale definisse il suo carattere.

Io sono assolutamente favorevole nel mostrare nei film la diversità ora più che mai, ma bisogna comunque saper scrivere bene e la Disney si è dimostrata la peggiore per quanto riguarda le tematiche sull’inclusività, anche perché in questo specifico caso è qualcosa che muore sul nascere e non ha un vero peso ai fini della storia. Mi ha talmente innervosito questa superficialità che nel prossimo articolo parlerò di un film che invece sa parlare bene di tematiche legate al mondo LGBTQIA+. Il film inoltre vuole parlare di un’altra tematica molto attuale e a cui tengo parecchio ossia l’ambientalismo. Il che fa onore per l’intenzione ma il problema è sempre lo stesso: la scrittura. Qui l’argomento viene trattato in maniera totalmente retorica e non si sviluppa attraverso la storia, risultano una morale spicciola che non rimane impressa. Piuttosto il film preferisce occupare parecchio tempo nei bisticci tra Seacher e Jeager, litigi che sono tanti e anche lunghi e c’era sicuramente un modo migliore per trattare anche il conflitto generazionale. La cosa peggiore è che il prossimo classico Disney sarà perfino peggiore, ma questa è un’altra storia.

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Per concludere, Strange World – Un mondo misterioso è un film con delle buone animazioni ma con un design veramente scialbo e poco ispirato, oltre che con un ritmo altalenante. La storia vorrebbe parlare di argomenti importanti e attuale ma lo fa in maniera retorica, senza svilupparli nel tempo e con dei personaggi dimenticabili. Un vero peccato.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

2 pensieri riguardo “Strange World – Un mondo misterioso

  1. Concordo su tutto. Nessun approfondimento a livello di animazione, trama, personaggi, dialoghi… Un compitino fatto evidentemente per non scontentare nessuno… ma finisce per non piacere a nessuno! Non basta inserire personaggi di diverse etnie e orientamenti sessuali, questo non caratterizza un personaggio, come dici tu giustamente, serve dargli un carattere ben preciso e scrivere dialoghi che non facciano solo minutaggio (anche troppo). Dimenticabile è la parola giusta. Anche noioso. Peccato perchè poteva avere delle potenzialità questa idea.

    1. Che poi di “strano” non ha niente. Il tutto è così banale e superficiale ed è triste vedere la Disney tirare fuori film così che sembrano fatti giusto perché devono fare film e non perché hanno voglia di stupire o narrare una storia e dei personaggi interessanti. E poi è tremendo vedere come pensino che mettere un personaggio omosessuale basti a dargli personalità. No, lo devi scrivere, dargli un’anima e se usi l’omosessualità per dargli personalità stai facendo un lavoro tremendo e perfino superficiale verso le minoranze.

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