Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di film in live-action e in questo caso abbiamo deciso di discutere di un’opera affascinante e unica, un’opera diretta da un regista inglese che è riuscito a creare opere stupende e che con questo film si è fatto conoscere al mondo. Il film è Kill List. Jay è un ex-soldato e sicario che dopo una missione disastrosa a Kiev non ha più lavorato per 8 mesi e la sua famiglia inizia a risentire della mancanza di soldi. Un giorno il suo amico Gal, anche lui un sicario, gli dice che c’è una nuova missione e i due vanno da questo committente. Quest’ultimo gli ordina di uccidere tre uomini ma all’improvviso lui taglia la sua mano e quella di Jay, firmando il contratto con il sangue. I due sicari si metteranno al lavoro, entrando in un vero incubo. Il film ha una regia stupenda che riesce a creare un’ottima tensione ma soprattutto un’ottima attesa e si dimostra capace di lasciare indizi visivi allo spettatore e anche capace di gestire i vari generi tra critica sociale, thriller noir e horror. Anche le scene di violenza sono dirette bene e risultano di forte impatto e in certi casi di realismo. La storia si rivela fin da subito interessante perché volontariamente non dà spiegazioni ma permette al pubblico di arrivare a delle conclusioni e soprattutto di fare delle teorie su quello che è successo e il perché. I personaggi non sono tanti ma sono caratterizzati benissimo e pieni di sfumature e i vari generi funzionano alla grande. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di animazione e ancora una volta rimaniamo in casa Pixar e per la precisione del 26° lungometraggio, un film che portava sul grande schermo la storia di un personaggio molto amato.
Ecco a voi Lightyear – La vera storia di Buzz (Lightyear), pellicola animata del 2022 scritta da Angus MacLane e Jason Headley e diretta da Angus MacLane.

Trama:
Siamo nell’anno cosmico 3901 e lo Space Ranger Buzz Lightyear (Chris Evans) e il suo ufficiale in comando e migliore amica Alisha Hawthorne (Uza Aduba) esplorano il pianeta Tikana Prime. Qui vengono attaccati da forme di vita ostili e si ritirano sulla nave ma Buzz, nella procedura, danneggia la nave e tutto l’equipaggio è costretto a rimanere lì, arrivando a costruire una colonia. Per poter tornare a casa hanno bisogno del cristallo dell’iperspazio e Buzz si offre volontario per collaudarlo sulla propria astronave. Buzz fa un test fallimentare di quattro minuti e quando torna scopre che sono passati quattro anni per via della dilatazione temporale. Buzz continua ripetutamente a fare test e in poco tempo passano 60 anni e la sua amica Alisha muore di vecchiaia e l’unico amico che gli rimane è Sox (Peter Sohn) un gatto robotico che aveva ricevuto come regalo anni prima e che durante tutto quel tempo è riuscito a perfezionare la formula del cristallo. Nonostante il commando spaziale non voglia più fare test, Buzz fa un’altra prova che ha finalmente successo ma scopre che sul pianeta sono passati 22 anni ed è stato invaso dal misterioso Zurg.
Questo era un film che in tanti aspettavano visto che si basava su uno dei personaggi più amati del mondo di Toy Story. Inoltre l’idea di mostrare al pubblico la pellicola che aveva fatto innamorare Andy di Buzz era davvero simpatica e aveva un grande potenziale e una quantità enormi di strade. Quindi vediamo come se la sono cavata.

Partiamo come al solito dal lato tecnico e ancora una volta la Pixar e i suoi animatori si dimostrano tra i migliori nel campo dell’animazione 3D anche se il design stona un po’ con certi elementi (ma di questo ne parleremo sulla sceneggiatura). Uno dei primi elementi che ho apprezzato è il character design che al contrario di Luca e Red torna quello classico, quindi meno stilizzato e con la cura per i minimi dettagli. Il design migliore è sicuramente quello di Buzz e di come sono riusciti a renderlo umano senza però tradire l’aspetto del giocattolo. Mi è piaciuto come hanno mantenuto grande il mento senza farlo stonare con il resto degli umani e la cura messa nelle pieghe della pelle, nelle rughe e anche l’effetto dell’acqua e del sudore sulla sua pelle, aiutato anche da ottimi effetti di luce. Tutti questi elementi saranno legati anche a tutti gli altri personaggi anche se quest’ultimi non hanno un design particolare come Buzz. Tra tutti adoro Sox un design semplice ma che funziona alla perfezione, così come funzionano i suoi movimenti volutamente limitati.
Anche le ambientazioni sono curate nei minimi dettagli, come ad esempio il pianeta stesso con questo terreno molliccio e le enormi piante, così come funzionano gli interni e il loro mobilio. La fotografia realistica mi è piaciuta molto, soprattutto certi tagli di luce che donano un aspetto misterioso ed effettivamente alieno, oltre che creare una bella atmosfera in certe scene chiavi. La regia funziona bene, dona al film un ritmo che funziona e sa gestire bene i vari momenti d’azione, comici e drammatici e in certi casi alcune sequenze rimangono impresse, come quella in cui Buzz continua a fare test su test per l’ipervelocità, vedendo sprazzi della vita che la sua amica Alisha si sta costruendo (una delle sequenze migliori a mio avviso). Tecnicamente il film funziona ma è la sceneggiatura che ha dei problemi.

Diciamo che il problema inizia fin da subito, quando appare quella scritta che specifica che questo sia il film che Andy andò a vedere nel 1995 e su cui hanno basato poi il giocattolo. Quindi questa storia doveva avere un tipo di ambientazione fantascientifica tipica di quei tempi ma come abbiamo visto non è affatto così. Infatti il film ha l’aspetto delle attuali opere sci-fi e in generale su tutto quello che possiede la Disney di quel genere, come ad esempio Star Wars. Il design è stupendo ma stona molto con un tipo di film che dovrebbe essere di quel decennio. Immagino che se avessero tolto quella scritta all’inizio, le persone avrebbero sorvolato di più sulla questione e non è certo un errore piccolo. Come se non bastasse le stesse tematiche non sono tipiche degli anni ’90, come ad esempio la relazione lesbica di Alisha. A me non dispiace affatto quando si tratta di questi argomenti, specialmente ora che in teoria dovrebbe esserci più libertà nel raccontarli, e ci sono stati film e serie che li hanno trattato con cura (uno dei miei preferiti in assoluto è Carol di Haynes), ma qui sembrava un po’ forzato anche se apprezzo il coraggio mostrato ma non tanto la realizzazione.
Questo è uno dei maggiori difetti, così come un altro elemento sul finale che, per quanto come idea per il personaggio di Buzz sia ottima, non si ricollega affatto alla storia di Buzz su Toy Story. E in parte diciamo che i personaggi secondari non brillano per carisma. Forse quelli che ho apprezzato maggiormente sono Sox, che sa divertire molto, e Izzy (Keke Palmer), ma gli altri non sono riusciti a convincermi. Nonostante ciò l’elemento migliore è Buzz e la sua crescita. Lui è un personaggio testardo, pronto a entrare in azione ma anche a prendersi il peso di ogni cosa, specialmente dell’errore che ha commesso all’inizio. Sarà infatti quell’errore a pesargli e sarà sempre quell’errore a muovere le sue azioni, diventando un vero macigno e soprattutto diventando la sua ossessione, rendendolo cieco. Mi è piaciuta questa sua scrittura e anche tutto il processo di crescita che lo porterà a rendersi conto di ciò, in quanto lo ha reso molto umano e interessante. Ciò non toglie che la storia doveva essere pensata meglio all’inizio, nonostante il film non sia orrendo come alcuni hanno detto.

Per concludere, Lightyear – La vera storia di Buzz è un film animato che mostra per l’ennesima volta le grandi capacità degli animatori della Pixar nelle animazioni e nei dettagli. La storia purtroppo mai si sposa con quella presente in Toy Story in quanto non sembra affatto uno sci-fi anni ’90 per aspetto e tematiche ma il personaggio di Buzz e la sua crescita sono ottime. Nonostante tutto lo consiglio.
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Tecnicamente impeccabile, chiaro, ma io penso che continuerò a starne alla larga… :–/
Posso capire. A mio avviso potevano pensarlo meglio. Fosse stata la vecchia Pixar avrebbero fatto cose completamente differenti.
I agree. Worth seeing for the impressive animation, but ultimately quite forgettable.
Unfortunately you’re right. Pixar is always amazing in animation but the writing is full of flaws.