Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di cambiare completamente argomento, passando dal mondo del cinema a quello della letteratura, prendendo in esame un libro horror italiano pubblicato dalla Acheron che si è dimostrato davvero interessante, Cronache Mannare di Paolo Prevedoni. Damiano è uno scrittore di romanzi horror che ha perso la voglia di scrivere dopo un evento tragico e, per fuggire dai suoi problemi e ritrovare la volontà di scrivere, va in una baita nel piccolo borgo di Pravernì, una baita in mezzo ai boschi e isolata da tutti, dove inizia a fare conoscenza di alcuni abitanti del luogo. Qui scopre anche il folklore locale legato ai lupi mannari ma dopo poco inizierà a capire che quelle leggende sono reali e che lui è in pericolo. Quest’opera ha uno stile semplice ma per niente banale che in certi punti riprende lo stile di Stephen King, rendendolo suo e rendendo il ritmo scorrevole e piacevole, gestito bene nei momenti tranquilli e in quelli di tensione. La storia è interessate, con un protagonista imperfetto e pieno di sfaccettature e personaggi secondari che rimangono impressi. L’ambientazione del paesino e dei boschi è perfetta e crea un’ottima atmosfera, così come lo è l’uso del folklore. Alcuni colpi di scena sono prevedibili ma ce ne è uno davvero stupendo che saprà sorprendervi tutti. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo nel mondo del cinema e, dopo troppo tempo, torniamo a parlare di un regista magnifico che ha fatto la storia e lo facciamo con uno dei suoi film migliori.
Ecco a voi Darkman, pellicola fantascientifica thriller del 1990 scritta da Sam Raimi, Ivan Raimi, Chuck Pfarrer, Daniel Goldin e Joshua Goldin e diretta da Sam Raimi.

Trama:
Siamo a Los Angeles e lo scienziato Peyton Westlake (Liam Neeson) sta cercando di creare un tipo di pelle artificiale per aiutare le persone con gravi ustioni ma per il momento la pelle che fabbrica resiste solo 99 minuti prima di distruggersi. La sua ragazza, Julia (Frances McDormand), è un avvocato che ha scoperto un memorandum che prova come il costruttore Louis Strack (Colin Friels) abbia corrotto la commissione. Per sbaglio lascia quel memorandum nel laboratorio di Peyton e quella notte gli uomini di Robert Durant (Larry Drake) irrompono per prendere la prova e ustionano gravemente le mani e il volto di Peyton e fanno saltare in aria il laboratorio, facendolo sembrare un incidente. Peyton però sopravvive e, senza alcun modo per essere riconosciuto, viene portato in ospedale dove gli vengono fatte cure sperimentali, tagliandoli i nervi che provocano il dolore ma con l’effetto collaterale che la sua forza e la sua rabbia aumentano enormemente. Peyton si libera e con i materiali che recupera tenta di ricostruire il suo volto. Allo stesso modo però cerca di vendicarsi di chi lo ha rovinato.
Adoro profondamente questo film e Raimi è un regista che merita grande rispetto. Ovviamente non sempre ha fatto grandi opere, ma in moltissime occasioni è riuscito a lasciare il segno con film più unici che rari. Quindi, senza indugiare, iniziamo con la recensione!

L’idea per Darkman venne in un secondo momento. Infatti inizialmente Sam Raimi aveva intenzione di dirigere un film sui supereroi e c’erano due titoli a cui era molto interessato. Il primo era Batman ma il secondo era il progetto a cui era più attaccato ossia la trasposizione de L’Uomo Ombra, un giustiziere mascherato creato nel 1931 e che fu una grande fonte d’ispirazione per personaggi simili (tra cui Batman). Purtroppo Raimi non riuscì a ottenere i diritti per nessuno dei due e fu così che decise di crearsi il proprio film sui supereroi.
Parlando del lato tecnico, la prima cosa che si nota è proprio la regia di Raimi che si fa riconoscere immediatamente dai primi minuti e dona a quest’opera una propria identità. Nel prologo con Durant e i suoi uomini che si occupano di un loro rivale possiamo vedere l’atmosfera e il tipo di film che ha creato, con scene d’azioni dinamiche, esagerate ma ben costruite e con idee folli e interessanti (tipo la gamba di legno-mitra) e in tutto questo dinamismo però capiamo alla perfezione che cosa sta succedendo attraverso alcune tecniche che rivedremo in seguito come carrellate in avanti e laterali, zoom in avanti e inquadrature sbilenche che aumenteranno la tensione e il disagio. Qui possiamo notare l’esagerazione voluta di certi momenti ma allo stesso tempo vedremo anche la cattiveria (qui data dal sadismo dei criminali) ma anche una forte ironia che farà sorridere di gusto. In generale ciò che funziona alla grande è proprio il ritmo. Il film dura 90 minuti e scorre molto velocemente, senza mai un momento in cui rallenta. Il ritmo è dinamico e costante e non annoierà mai. Inoltre Raimi riesce a costruire sequenze e una messa in scena stupende. Le scene d’azioni sono girate benissimo, volutamente sopra le righe ma senza mai superare certi limiti, dimostrandosi nonostante tutto molto pulite e chiare agli occhi dello spettatore.

Alcune sequenze che ho apprezzato molto avevano un tipo di montaggio interessante in cui varie scene e immagini si sovrapponevano su di loro. Ad esempio quando Peyton, dopo aver ricostruito il suo laboratorio, ricomincia gli esperimenti sulla pelle artificiale, mostrando il suo lavoro e i suoi fallimenti, che occupano diverso tempo, in una sequenza breve e d’effetto. L’uso di questo montaggio però l’ho adorato nei momenti in cui la furia lo domina, dove vediamo uno zoom in avanti violento verso l’occhio, con un uso del colore rosso molto intenso e varie immagini e ricordi che si sovrappongono e perfino lo sfondo che si distrugge, sottolineando in maniera perfetta la totale perdita di controllo e il risveglio di quella parte di sé stesso che lo spaventa a morte. La fotografia è stupenda, dando un aspetto noir a tutta l’opera con dei bellissimi tagli di luci e un ottimo uso dei chiaroscuri, ma che sa essere luminoso e idilliaco nei momenti di felicità o folle e con colori molto accesi come appunto nei momenti d’ira di Peyton. A livello tecnico il film funziona perfettamente e lo stesso vale per gli effetti artigianali (soprattutto il trucco di Darkman), ma anche la sceneggiatura si dimostra interessante e ricca di spunti.
Di base l’idea del film è semplice ma davvero affascinante e pone le basi per qualcosa di fantastico, dove ci ritroviamo davanti un uomo che non ha più un volto e che si ritroverà a usare quello degli altri per ottenere la sua vendetta. Un’idea che viene sviluppata benissimo e che presenta dei personaggi molto interessanti. Apprezzo molto i villain di questo film, un po’ sopra le righe ma mai ridicoli, villain che vengono contestualizzati e che si dimostrano molto pericolosi e potenti. Quello che però colpisce profondamente è proprio il protagonista e le tematiche a lui legate. Infatti Peyton era un uomo normale con la sua vita, un lavoro in cui credeva profondamente e una ragazza che amava con grande affetto e sincerità. Poi, all’improvviso, la sua vita viene distrutta del tutto, il suo corpo orrendamente sfigurato così come la sua mente. Peyton diventa improvvisamente un mostro ed è qui presente un elemento che mi affascina molto perché l’ispirazione per Darkman deriva da molti personaggi horror classici dell’Universal come ad esempio Il Fantasma dell’Opera (per la maschera che nasconde il volto sfigurato) ma anche il mostro di Frankenstein.

Infatti Peyton è un mostro per cui provare compassione, un mostro reso tale dalla sofferenza e dalla crudeltà e non dall’aspetto. Peyton non diventa un mostro per il volto ma per le azioni che compirà in seguito, per quel senso di rabbia e vendetta che non lo abbandoneranno mai. Un personaggio che combatte come può per non diventare un mostro, un personaggio scritto benissimo e con un’interpretazione di Liam Neeson stupefacente, capace di coglierne le sfumature e la drammaticità, tra l’altro questo fu il suo primo film come protagonista assoluto, anche se inizialmente Raimi voleva il suo amico Bruce Campbell, ma la produzione non lo ritenne giusto per un ruolo di tale portata (anche se riesce a fare un piccolo cameo insieme a tanti amici di Raimi come Scott Spiegel e John Landis). Ed è anche per questo che amo tantissimo il finale, un finale melanconico e in linea con le tematiche discusse, un finale meraviglioso e maturo.
Per concludere, Darkman è un film girato benissimo dove Raimi mostra ancora una volta le sue capacità e il suo stile. La storia è semplice ma stupenda, un film con elementi thriller, horror, comici e supereroi che si uniscono perfettamente, creando un personaggio affascinante e tragico, un mostro moderno scritto benissimo e che saprà farci provare forti emozioni. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Darkman l’avevo visto tempo fa e ricordo che mi aveva lasciato addosso qualcosa, anche se adesso ho voglia di rivederlo con occhi diversi, perché da come ne parli merita davvero un rewatch fatto bene.
Mi ha sempre affascinato quell’idea dell’uomo distrutto, sfigurato, che cerca vendetta ma allo stesso tempo combatte contro la parte più mostruosa di sé. È una di quelle storie in cui sotto la pelle del film di genere senti che pulsa qualcosa di più profondo, più doloroso, più umano.
E poi mi hai incuriosito anche col libro citato all’inizio, *Cronache Mannare*: già solo per atmosfera e premesse mi attira parecchio, quindi sì, voglio leggerlo.
Bel pezzo davvero, perché riesce a far venire voglia sia di tornare a un film che magari avevi lasciato indietro, sia di scoprire qualcosa di nuovo.
Dark an è un’opera veramente affascinante che nasconde in realtà una vera tragedia raccontata dal suo protagonista. Il film sa essere folle, sa spaventare, intrattiene e in certi punti riesce anche a farti ridere ma alla fine sa essere molto drammatico e a mio avviso quel finale è semplicemente favoloso e perfetto. Sono felice che la recensione ti sia piaciuta!
Daje! Questi giorni faccio un rewatch!
Ottimo! In caso fammi sapere che cosa ne pensi.
Ricordo che mi era piaciuto molto, ma è tanto che non lo rivedo. La tua recensione mi ha fatto venire voglia di riguardarlo.
Ne sono molto felice! Questo è un film eccelso e capace di sorprendere a distanza di tanti anni. Ti auguro una buona visione!
Me too, I like this movie! I like it a lot! I saw it last year for the first time. I agree with everything you wrote. Of course it has some flaws from the 90s, but most of the strenghts too. I like the spirit of the movies from this era.
For me this movie will remain incredible even after 20 years. It has a lot of beautiful ideas, the story is strong and the directing is amazing. Yes, this is a movie to love.