Lupin III – Il castello di Cagliostro

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di horror e questa volta lo abbiamo fatto con un’opera originale che ai tempi venne criticata ma pian piano è diventata un vero e proprio cult per i fan dell’horror, Orphan. Kate è una donna che ha perso la sua terza figlia, nata morta. Questo evento l’ha sconvolta profondamente, facendola soffrire molto e dandole problemi con l’alcool, ma adesso è pronta a ripartire e vuole adottare una bambina. Così va in un orfanotrofio per solo bambine e qui incontra Esther, una ragazzina di nove anni che riesce a colpirla per la sua maturità ed empatia. Ester viene adotta e fin da subito si dimostra affabile ed educata ma con il tempo comincerà a mostrare comportamenti inquietanti e pian piano inizierà a distruggere l’intera famiglia. Un film che si dimostra molto solido nel lato tecnico con una regia ben fatta e capace di regalare sequenze piene di inventiva e con guizzi artistici interessanti, oltre che un buon ritmo e una costruzione della tensione lenta e costante. Il film riesce a parlare bene di questa famiglia, dei suoi personaggi e dei suoi problemi e ci regala anche un villain stupendo come Esther, capace di manipolare con grande intelligenza gli altri e passando dall’essere innocente a spietata e crudele. Inoltre la pellicola ha preso delle scelte veramente coraggiose che lo rendono unico. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo nuovamente a parlare di animazione ma questa volta ci spostiamo in Giappone per parlare di un’opera di grande interesse sia perché vede come regista un’artista fondamentale per l’animazione sia perché parlo di un personaggio che ancora oggi continuo ad amare.
Ecco a voi Lupin III – Il castello di Cagliostro (ルパン三世 カリオストロの城, Rupan Sansei: Kariosutoro no shiro), pellicola animata del 1979 scritta da Hayao Miyazaki e Haruya Yamazaki e diretta da Hayao Miyazaki.

Trama:
Lupin (Yasuo Yamada), con l’auto del suo amico Jigen (Kiyoshi Kobayashi), compie un furto al casinò di Monte Carlo me mentre fugge si rende conto che il denaro rubato è un falso, “il denaro del Capro”, una valuta falsa di altissima fattura. Per questo motivo decide di compiere il prossimo colpo ai danni del Capro, giungendo così nell’Arciducato di Cagliostro, una delle nazioni più piccole al mondo. Mentre si trovano lì, vedono una giovane ragazza vestita da sposa che sta scappando da alcuni uomini armati e decidono di aiutarla. Alla fine però la ragazza viene catturata ma per sbaglio dà a Lupin l’anelo che portava con sé, un anello con il simbolo del capro ed è qui che Lupin capisce che lei è Clarisse (Sumi Shimamoto), la duchessa di Cagliostro, tornata nella sua nazione dopo essere stata in un convento per dieci anni per sposare contro la sua volontà il Conte di Cagliostro (Tarō Ishida), reggente del Paese dopo la morte dei genitori di Clarisse. Lupin sembra conoscere la ragazza e sembra disposto a tutto non solo a ottenere il tesoro degli Cagliostro ma anche a salvare la ragazza. Anche il Conte però è intenzionato a tutto per avere il potere e riavere l’anello, necessario per trovare il tesoro dei Cagliostro.

Tempo fa parlai di diversi film animati di Lupin, un personaggio che amavo da piccolo e amo tuttora, capace di sconfiggere il passare del tempo e rimanere moderno e affascinante ancora oggi. Invece per me sarà la prima volta che parlerò di una pellicola del grande Miyazaki, un regista che ha fatto la storia e ha creato delle vere e proprie opere d’arte. In ogni caso Fran parlò di una sua pellicola anni fa ossia Nausicaä della Valle del vento e vi consiglio non solo di recuperare quella recensione ma anche il film stesso. Adesso però iniziamo a parlare di quest’opera a cui sono profondamente legato.

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Nonostante questo sia stato il primo lungometraggio di Miyazaki, per il regista non era la prima volta che lavorava con il personaggio di Lupin. Anni prima infatti aveva diretto numerosi episodi della prima serie animata insieme a Masaki Osumi e Isao Takahata (quest’ultimo in futuro sarà il co-fondatore dello Studio Ghibli insieme a Miyazaki). Quindi il regista aveva già una certa conoscenza e ciò fu fondamentale per gli importanti cambiamenti che fece al personaggio di Lupin, ma su quest’ultimo argomento torneremo più tardi.

A livello registico Miyazaki dimostra fin dall’apertura di saper parlare benissimo al pubblico attraverso le immagini. Infatti fin dal colpo al casinò possiamo capire il tipo di atmosfera che vi vuole trasmettere, con una fuga rocambolesca e con le macchine degli inseguitori sabotate in maniera comica, mostrando Lupin e Jigen molto divertenti e spensierati. Già da qui possiamo capire l’impostazione della storia, un’opera d’avventura in piena regola che però avrà anche momenti più riflessivi e statici, come si può vedere nei titoli di testa oppure quando Lupin ripenserà a Clarisse, riuscendo ad aggiungere questa malinconia con naturalezza, senza che stoni con l’insieme. Tra l’altro Miyazaki decide di andare fuori dai canoni dei tempi, usando inquadrature molto particolari e anche inaspettate che riescono ad enfatizzare diversi momenti del film. Prendiamo ad esempio la scena in cui Lupin salva Clarisse la prima volta, un inseguimento con sparatoria dove non solo le animazioni ma anche il tipo di inquadratura riesce a creare la sensazione di dinamismo. In certi casi ho apprezzato molto quelle scene in cui l’azione viene ripresa attraverso campi lunghi oppure riuscendo a mostrare varie azioni su diversi livelli con una singola inquadratura.

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A livello registico quindi Miyazaki non solo sa come esprimere alla perfezione varie sensazioni senza l’uso della parola ma anche con le movenze dei personaggi. Tutti loro avranno movimenti e modi di agire unici e ciò andrà a sottolineare ancor di più la loro personalità come ad esempio Lupin, un uomo molto ironico e pieno di vitalità che riesce a mostrare grande calma e leggerezza anche ne momenti più tesi e riesce così a trasmettere simpatia allo spettatore. Miyazaki non si è limitato solo alla regia ma è stato anche il capo del design (insieme a Yasuo Otsuka) e degli storyboard, oltre che sceneggiatore, e da qui possiamo vedere alcune influenze dei suoi precedenti lavori televisivi. Quello che risalta di più all’occhio sono sicuramente le ambientazioni naturali che con le loro conformazioni e le loro montagne ricordano molto Heidi (serie animata che vorrei portare nel blog prima o poi). Delle ambientazioni un punto di forza è sicuramente lo stesso castello di Cagliostro, una struttura architettonica antica in pieno stile occidentale che non solo si rivela molto alta, dominando su ogni cosa, ma anche ampia e solida, costituita da diverse torri e ponti di collegamento e vari giardini. Un luogo molto ben caratterizzato e studiato che nasconde diversi segreti e riesce anche a essere oscuro. Infatti mentre con le ambientazioni naturali si tendono a usare colori e sfumature accese e caldi, nel castello si tende a giocare molto con le luci e le ombre, a sottolineare gli oscuri segreti che nasconde.
Il lato tecnico è stupendo ma anche la sceneggiatura presenta degli ottimi punti di forza.

In primis è un film che riesce a trasmettere un forte senso di avventura, con il tesoro da rubare, una persona da salvare, un nemico malvagio con gli stessi obiettivi, numerose trappole, sotterranei nascosti, oscuri segreti da rivelare, gadget particolari che aiutano i protagonisti e dei piani geniali. La storia rappresenta perfettamente il concetto di avventura e i personaggi sono stupendi, specialmente Lupin. Ed è fondamentale sottolineare questo punto perché è proprio qui che nasce il Lupin che tutti noi amiamo. Mi spiego meglio.

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Lupin è nato dalla mano del mangaka Monkey Punch ed era molto diverso dal ladro gentiluomo a cui siamo abituati. Infatti nel manga Lupin era un vero infame che non ci pensava due volte a uccidere chiunque gli si mettesse davanti (gli unici che risparmiava erano i poliziotti) e compiva anche altri atti deprecabili che è meglio non sottolineare e guidava auto molto costose e vistose. Perfino nella prima serie animata del 1971 alcuni di questi elementi vennero mantenuti e Miyazaki con questo film fece una vera e propria rivoluzione. Il Lupin di questo film è molto divertente, è ironico e si diverte a imbrogliare gli altri con i suoi numerosi trucchi. Vive alla giornata e riesce perfino a dimostrarsi molto umano perché è disposto ad aiutare una persona in difficoltà (senza però rinunciare al tesoro). E con Clarisse dimostra un comportamento veramente dolce e gentile, come la seconda volta che la incontra nella torre, dove riesce a tranquillizzarla e anche a farla ridere. E onestamente parlando preferisco questo Lupin così umano rispetto a quello originale.
Anche gli altri personaggi storici riescono a risultare simpatici. Ho apprezzato molto la Fujiko (Eiko Masuyama) qui presente, una delle Fujiko più agguerrite che io ricordi, ma quello che ho amato veramente è Zenigata (Gorō Naya). Lui è il mio personaggio preferito però molto spesso viene relegato a ruoli più da macchietta, una cosa che ho sempre trovata ingiusta. Lui è la perfetta nemesi di Lupin, un poliziotto che crede nella legge, nella giustizia e nella verità ed è disposto anche a mettersi contro uomini potenti che potrebbero farlo a pezzi per combattere l’ingiustizia. Zenigata è un personaggio profondamente positivo ed è colui che riesce a capire meglio Lupin e i suoi piani e qui Miazaki gli ha dato veramente giustizia.

Questo film all’inizio non ebbe un grande successo commerciale ma la critica lo lodò e con il tempo divenne molto amato e definito come uno dei migliori film in assoluto di Lupin III. Inoltre fu una fonte d’ispirazione per tantissimi artisti e opere. John Lasseter stesso ne rimase completamente stregato e perfino la Disney prese spunto da alcune scene iconiche in film come Basil l’investigatopo o Atlantis. Anche Indiana Jones, specialmente il primo capitolo, venne molto influenzato dall’opera di Miyazaki, soprattutto a livello narrativo. Questo film ha lasciato un’eredità molto importante che ancora oggi è ben radicata e forte, come appunto la personalità di Lupin, e ancora oggi sa divertire parecchio.

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Per concludere, Lupin III – Il castello di Cagliostro è un film animato stupendo, un’opera tecnicamente ottima e con dei momenti stupendi che riesce a mostrare perfettamente una storia d’avventura avvincente e divertente, arrivando perfino a rivoluzionare il suo protagonista, rendendolo profondamente simpatico e facendolo apprezzare al mondo intero. Un film che amo e che vi consiglio profondamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

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