Notre-Dame de Paris – Victor Hugo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di continuare il nostro viaggio nel mondo della commedia e abbiamo parlato di un’opera creata da un gruppo comico che ho sempre amato, Monty Python e il Santo Graal. La storia ha come protagonista Re Artù che un giorno decide di voler riunire i cavalieri più valorosi del regno intorno alla tavola rotonda e parte alla loro ricerca. Dopo aver trovato gli uomini che stava cercando, si incammina per tornare a casa, ma proprio in quel momento gli appare Dio che lo incarica di una missione importante: trovare il Santo Graal. Così Artù parte alla ricerca della reliquia, accompagnato dai suoi fedeli cavalieri, affrontando avventure bizzarre e assurde. I Monty Python sono stati un gruppo comico inglese che con la loro comicità, ai tempi definita poco convenzionale, sono riusciti a sorprendere tutti e ancora oggi riescono a divertire. Questo film fu un banco di prova per loro, non era il loro primo film, ma era il primo con una storia compatta in cui dovevano amalgamare il loro stile, cosa che è riuscita perfettamente. La loro commedia è stupenda, assurda, intelligente e in molti casi inaspettata, che riesce a far sorridere e a far ridere e le battute sono talmente veloci e con un ritmo ottimo che non hanno neanche bisogno della punch line. I personaggi sono esilaranti e ben caratterizzati, l’atmosfera e il ritmo sono perfetti e le animazioni di Gillian sono stupende e usate benissimo. Un’opera che consiglio a tutti di recuperare.
Questa volta non parleremo di cinema ma ci spostiamo nel mondo della letteratura. Non so neanche quanto tempo sia passato dall’ultima volta che ho scritto una recensione su un libro. Alla fine però eccomi qui e ho deciso di discutere di un classico della letteratura, un’opera molto importante che ha fatto la storia e che considero un libro strepitoso, che mi ha affascinato e per certe cose mi ha anche influenzato. Spero vivamente di dare giustizia a quest’opera.
Ecco a voi Notre-Dame de Paris, romanzo storico del 1831 scritto da Victor Hugo.

Trama:
Siamo a Parigi nel 1482, per la precisione la storia inizia il 6 gennaio. In quel giorno si festeggia la Festa dei Folli, una manifestazione popolare dove alla fine si elegge ironicamente il Papa dei Folli, un titolo che verrà dato a colui che farà la smorfia più grottesca. Al Palazzo di Giustizia il poeta Pierre Gringoire tenta di portare in scena un mistero teatrale, ma il tutto fallisce per vari motivi: l’arrivo dell’ambasciata fiamminga e la Festa dei Folli. In quest’ultimo caso il popolo ha scelto un vincitore, Quasimodo, il campanaro gobbo e deforme di Notre-Dame. Lo spettacolo finisce quando Claude Frollo, l’arcidiacono di Notre-Dame, fa scendere il gobbo dal falso trono e si nota tra i due una certa intesa e un rapporto molto stretto. Lo spettacolo di Gringoire viene rovinato del tutto quando i pochi spettatori rimasti si metteranno a guardare Esmeralda, una giovane zingara che balla insieme alla sua capretta, Djali. Da questo punto in poi le storie di Quasimodo, Esmeralda e Frollo si intrecceranno, portandoli davanti a un destino inaspettato e a cui nessuno di loro era pronto.

Notre-Dame per me è sempre stata un’opera importante. Lo lessi per la prima volta molto tempo fa alle superiori e ne rimasi impressionato e la cosa mi sorprese molto, visto che in quel periodo era saturo con i romanzi storici (penso in parte sia colpa de I Promessi Sposi). Ero rimasto colpito in particolar modo dai personaggi e la loro umanità, ma anche per lo stile narrativo e per la grande passione che lo scrittore metteva nel descrivere una Parigi gotica che ormai non esiste più. Ed è proprio su questo elemento che inizieremo la recensione.

Infatti la ragione principale per cui nacque questo romanzo fu proprio l’amore di Victor Hugo per l’architettura, in particolar modo quella gotica.  Su questo punto di vista abbiamo l’autore che in certe sezioni fa accurate descrizione della Parigi di quei tempi, ricostruendone la storia e l’architettura. Lo possiamo vedere fin da subito, quando ci introduce al Palazzo di Giustizia e, prima di parlare dello spettacolo di Gringoire, fa una descrizione minuziosa di com’era quell’edificio in quel periodo, dimostrando attenzione per i dettagli e anche un’abile lavoro di ricostruzione dell’interno, oltre che un’ottima narrazione di come nel corsa degli anni sia stato cambiato, diventando nel XVI secolo la sede del Parlamento. Queste disgressioni sull’architettura e sui luoghi della Parigi del XV secolo avvengono in certi punti precisi, specialmente nella prima parte della storia e qui ci sarà un’ampia sezione dedicata esclusivamente a Notre-Dame e Parigi stessa. Ho trovato molto affascinante il commento dell’autore sulla cattedrale, la descrizione di com’era un tempo, le statue presenti all’interno e certi architetture che non esistono più, insieme a una forte critica rivolta agli artisti moderni di cui lamenta la decisione di modernizzare la cattedrale, aggiungendo decorazioni e in generale un tipo di arte che mal si abbina con la natura gotica di Notre-Dame. In un passaggio che mi è rimasto impresso, Hugo fa un paragone tra chi, tra il tempo e l’umano, abbia causato più danni alla cattedrale, facendo pendere la bilancia su quest’ultimo. Penso che qualcuno potrebbe trovare queste parti poco interessanti, ma personalmente le apprezzo molto per vari motivi: si può sentire attraverso le parole l’enorme passione dell’autore per questo tipo di arte, mostra una ricostruzione accurata che, insieme a quella storica, riesce a catapultare il lettore in quei secoli e così facendo rendere ancor più vera l’intera vicenda. E poi, visto che ami la storia e l’arte, non posso far a meno di trovare questi punti di grande interesse, ma Notre-Dame de Parsi non si concentra solo su questi punti.

Una caratteristica di grande rilievo è sicuramente il suo stile di scrittura. Oltre alle minuziose descrizioni, ciò che colpisce molto è l’ironia presente in questa storia. Questo tipo di ironia mi ha fatto sorridere in più punti ed è presente già dall’inizio, quando l’autore descrive l’enorme sfortuna di Grigoire, dapprima con il suo spettacolo teatrale interrotto da mille distrazioni, poi del suo viaggio di notte per le strade di Parigi in cui si ritroverà in situazioni tragicomiche e infine la Corte dei Miracoli, dove invece rischierà la vita per poi essere salvato da Esmeralda. Grigoire è un personaggio molto simpatico e di lui ci sono tanti momenti che fanno sorridere, ma in generale ciò succederà in altri punti e Hugo continuerà a usare la sua ironia anche per criticare certe situazioni obsolete di quei tempi, come ad esempio una giustizia approssimativa che condannava per poco e con poche prove, così come anche la Chiesa stessa. Quest’ironia tagliente riuscirà a colpire nel segno, ma in certi momenti la sua ironia risulterà anche agrodolce, soprattutto quando parlerà dei personaggi principali e di un destino che sembra portarli inevitabilmente verso una triste fine. L’autore sarà anche capace di creare momenti drammatici e commuoventi di grande impatto emotivo, in particolar modo con il personaggio di Quasimodo e il suo amore impossibile per Esmeralda. Lo stile sa essere molto ricco, ma non annoia mai e riesce comunque a intrattenere il lettore. E sicuramente un altro punto di forza lo possiamo ritrovare nei suoi personaggi.

Notre-Dame de Paris ha numerosi personaggi, tutti quanti molto caratterizzati e così diversi da dare un maggior senso di colore e vita in tutto ciò. I più importanti e approfonditi sono Quasimodo, Esmeralda e Frollo, ma ogni personaggio che appare nella storia ha il suo spazio e il suo peso nella trama. Lo abbiamo visto con Grigoire, un poeta e filosofo che, nonostante la sua intelligenza e la sua arte, viene molto spesso incompreso e si ritroverà in una situazione del tutto inaspettata. Lo stesso vale per molti altri come ad esempio Jehan Frollo, il fratello minore di Claude, un ragazzo disinibito, viziato, che si fa beffe di qualsiasi cosa e di qualsiasi persona, con una vita fatta di eccessi, causando enormi sofferenze al fratello maggiore. Ci sarebbe una lunga lista di nomi di cui parlare ma sta di fatto che perfino personaggi che appariranno solo una volta avranno il loro capitolo e non è una scelta casuale, ma serve anche per discutere meglio la vita della Parigi del 1482 ma anche per approfondire certi elementi della trama. Da qui possiamo capire che Notre-Dame de Paris è un’opera corale in cui si muovono tanti persone e ciò rende ancor più reale quel che leggiamo. Inoltre, prima di parlare dei personaggi più importanti, volevo precisare la presenza di un personaggio molto interessante e grande protagonista della storia: Notre-Dame stessa. Molto di quel che succede avviene proprio intorno alla cattedrale e all’intero, un personaggio silenzioso ma che osserva ogni cosa, uno spettatore onnipresente che accompagnerà il lettore fino alla fine. E, per finire, parliamo dei tre personaggi principali.

Quasimodo è il campanaro gobbo e deforme, una persona derisa e odiata dagli altri per il suo aspetto e, come se non bastasse, sordo a causa delle campane. Lui si comporta quasi con cattiveria con gli altri proprio per il modo crudele con cui è stato trattato ed è interessante leggere il suo rapporto con la cattedrale stessa, come se lui fosse parte di quel luogo e non qualcosa di esterno. Lui ama quel luogo, ama le sue campane e ama profondamente Frollo, l’unica persona, almeno prima dell’arrivo di Esmeralda, ad averlo trattato bene. Inoltre lui è l’unico vero personaggio ad amare sinceramente la gitana. Phoebus alla fine era solo interessato a lei per avere una notte divertente, Frollo invece ne aveva un’ossessione malata. Quasimodo è l’unico a rispettarla veramente, non si impone mai, le lascia il suo spazio ed è triste vederlo così sofferente perché, nonostante lei gli sia grato e gli voglia bene, quel suo amore non verrà ricambiato.
Esmeralda stessa si dimostra un personaggio interessante. Lei è una ragazzina di 16 anni, uno spirito libero che ama danzare, non si rende conto della sua bellezza e si innamora della persona sbagliata, Phoebus, facendosi delle illusioni romantiche su di lui, nonostante quell’uomo sia in realtà una persona volgare. D’altronde è solo una ragazzina, ma una cosa che apprezzo è che non è un personaggio passivo. Più volte la vediamo agire, quando salva la vita a Grigoire o quando mostra quel gesto di gentilezza a Quasimodo mentre viene maltrattato e inoltre si ribella e combatte anche contro Frollo. Quindi alla fine è un personaggio femminile molto più interessante di quanto si pensi, soprattutto per i tempi in cui è stata scritta l’opera.
E infine arriviamo a Claude Frollo, probabilmente il personaggio più affascinante e costruito dell’intera storia. Lui è l’arcivescovo della cattedrale, un uomo molto solitario che non viene ben visto dalla gente per la sua enorme dedizione a esperimenti, scienza, alchimia e in generale lo studio. Nonostante il suo isolamento e la sua totale concentrazione su queste materie, Frollo si dimostra capace di grande umanità all’inizio, quando cresce il suo fratellino, mostrando un sincero affetto per lui (anche se lo vizierà molto), ma soprattutto è lui che decide di prendere Quasimodo con sé, di crescerlo, istruirlo e dargli una vita, mentre la maggior parte delle persone lo disprezzava e lo voleva morto. Tra i due si forma un legame molto forte che si può avvertire per buona parte del romanzo, ma che inevitabilmente andrà in frantumi per colpa di Frollo stesso e la sua ossessione e lussuria verso Esmeralda. Quest’ossessione sarà sempre in crescendo, un fuoco che non si spegne mai e brucia tutto ciò che incontra, una follia pura e malata che lo renderà spietato e crudele, facendogli compiere atti orrendi e in molti punti cercherà anche di avere Esmeralda per sé o di eliminarla. Questa sua profonda ossessione viene descritta benissimo e in maniera davvero ottima, attraverso i suoi pensieri, attraverso i suoi gesti che sembrano quasi un controsenso a volte e ciò lo rendono certamente il personaggio più complesso dell’intero romanzo.

Per concludere, Notre-Dame de Paris è n’opera letteraria immensa e stupenda, che ancora oggi riesce ad affascinare e inspirare, grazie al suo stile di scrittura, all’enorme passione che l’autore mette nel descrivere la storia e l’architettura della Parigi di quegli anni e dei personaggi meravigliosi e complessi, personaggi drammatici che seguiremo con grande interesse e affetto. A mio avviso è una lettura obbligatoria, un romanzo da leggere almeno una volta nella vita.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

36 pensieri riguardo “Notre-Dame de Paris – Victor Hugo

  1. Da: “Io deciderò della tua vita, tu della mia anima” (p. 559, ed. 2003 del Gruppo Editoriale l’Espresso), fino a “…non mi vuoi come schiavo, mi avrai come padrone” (p.563), è un crescendo folgorante che toglie il respiro. Grandioso. Ciao

  2. Hugo è uno dei miei autori preferiti. Di Notre-Dame de Paris amo tantissimo anche il musical, che secondo me riesce a esprimere benissimo i personaggi e le loro emozioni attraverso musica e canto.

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