Le cinque chiavi del terrore

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di un grande regista che ho sempre amato, John Carpenter, e l’abbiamo fatto con una pellicola realizzata su commissione ma in grado di mostrare la bravura del regista, Christine – La macchina infernale. La storia parla di Arnie, un ragazzo timido e impacciato che un giorno vede una vecchia Playmuoth Fury rossa in vendita da uno strano vecchio e, incantato, decide di comprarla. Nonostante il suo amico sconsigli l’acquisto, Arnie la compra e inizia a passare tutto il suo tempo a ripararla. Con il passare del tempo ne diventerà sempre più ossessionato e scopriremo che la macchina ha una sua volontà maligna. Un film tratto da un’opera di Stephen King che rende onore alla sua controparte cartacea. La regia di Carpenter è ottima, riesce a dare un’ottimo ritmo alla storia e si concentra molto bene sulla caduta psicologica del protagonista. Vediamo come Arnie regredisce, cambiando quasi personalità e diventando sempre più succube della macchina, sviluppando un rapporto morboso e inquietante. La prima parte si concentra principalmente in ciò, mentre nella seconda Christine inizierà a mietere vittime. E sarà proprio la macchina, insieme ad Arnie, a dimostrare di essere uno dei personaggi scritti meglio, con una grande personalità e capace di farsi temere. Una pellicola davvero affascinante e interessante che vi consiglio di vedere.
Questo volta ci spostiamo in un periodo cinematografico che ho sempre apprezzato molto ossia gli anni ’60. In questi anni c’era un genere che amo particolarmente e che vorrei vedere più spesso anche oggi ossia il gotico (fortuna che c’è Crimson Peak). Quindi ci spostiamo in Inghilterra dove questo genere ha fatto uscire film impressionanti.
Ecco a voi Le cinque chiavi del terrore (Dr Terror’s House of Horrors), pellicola gotica horror del 1965 scritta da Milton Subotsky e diretta da Freddie Francis.

Trama:
Ci troviamo a Londra e cinque individui che non si sono mai visti prima entrano nello scompartimento di un treno. Poco prima della partenza, si unisce un’ultima persona, un uomo misterioso e dall’aspetto sinistro. Scopriamo che lui è il dottor Shock (Peter Cushing) e porta con se dei tarocchi. Lui afferma di poter leggere il loro futuro, tutto quello che devono fare è toccare il mazzo tre volte, poi lui pescherà quattro carte legate al loro futuro, mentre la quinta darà un indizio su come cambiarlo. Ed è così che inizieranno cinque racconti dell’orrore.

Io amo le antologie, le ho sempre apprezzate e già in passato ne avevo discusso con un certo entusiasmo. Tra le altre cose qui stiamo parlando di un film prodotto dalla Amicus Productions, una casa di produzione britannica e storica rivale della Hammer Film Productions. Già in passato avevo parlato di una pellicola dell’Amicus, anche quella un’antologia horror, La casa che grondava sangue, opera davvero molto divertente e interessante. In questo caso discuteremo di uno dei loro primi film e soprattutto del loro primo film horror.

Il primo segmento si intitola L’uomo lupo (Werewolf). L’architetto Jim Dawson (Neil McCallum) torna nella sua vecchia casa, che aveva venduto a una ricca vedova, perché deve apportare delle modifiche. Mentre esplora l’edificio rinviene una tomba appartenente a un vecchio rivale della famiglia Dawson che aveva giurato vendetta, dato che la casa gli era stata ingiustamente tolta. E a quanto pare è anche un licantropo.
Questo primo titolo riesce a colpire soprattutto per la sua fotografia gotica. In questo caso specifico, ci troviamo davanti a dei tagli di luce davvero ben fatti, capaci di creare enormi contrasti tra luce e ombra e soprattutto capaci di risaltare alcuni elementi precisi, come ad esempio i volti degli attori oppure degli oggetti di scena specifici. In qualche punto anche i colori entreranno in contrasto tra loro (tipo verde e rosso). La storia è molto semplice ma riuscirà comunque a dare qualche piccola sorpresa.

Il secondo segmento si chiama La vite rampicante (Creeping Vine). Bill Rogers (Alan Freeman) torna a casa con sua moglie Ann (Ann Bell) e sua figlia Carol (Sarah Nicholls) dopo una lunga vacanza e trova qualcosa di inaspettato: uno strane rampicante ha messo radici nel suo giardino. Prova a rimuoverlo, ma questo oppone resistenza e lo attacca. La pianta è molto intelligente e sta continuando a crescere. Questo è un episodio che apprezzo molto e probabilmente quello che si differenzia molto di più rispetto agli altri. Gli episodi successivi sono molto belli e le storie sono legate al gotico, ma questo invece avrà una trama da fantascienza horror anni ’50. E tutto ciò è reso benissimo, con gli scienziati che studiano la pianta, scoprendone la sua natura e con la pianta stessa che con il passare del tempo diventerà sempre più forte e aggressiva, arrivando a mietere vittime. Tutto ciò è realizzato bene anche grazie alla regia e sa come divertire lo spettatore.

Il terzo episodio è Voodoo. Biff Bailey (Roy Castle) è un trombettista che riesce a ottenere insieme alla sua banda un ingaggio ad Haiti. Qui viene avvertito di stare alla larga dal voodoo e soprattutto di averne rispetto. Biff non ascolta questi consigli e assiste a uno di questi riti e cercherà di rimaneggiare la loro musica, adirandosi così il loro dio. Ciò che mi ha colpito della storia sono sicuramente le musiche, molto belle e ritmate e protagoniste dell’intera vicenda. E c’è anche il fascino di una cultura antica, le sue usanze e le sue tradizioni, tradizioni non rispettate dal protagonista che ci vede solo un profitto e per cui alla fine dovrà pagarne le conseguenze.

Il quarto segmento si intitola La mano strisciante (Disembodied Hand). Il critico d’arte Franklyn Marsh (Christopher Lee) è una persona che tende a distruggere le opere altrui con i suoi commenti taglienti, specialmente quelle del pittore Eric Landor (Michael Gough). Un giorno quest’ultimo lo umilia pubblicamente, facendogli elogiare un quadro dipinto da una scimmia. Franklyn, non sopportando l’umiliazione, cerca di uccidere il pittore investendolo con la macchina, ma finisce per distruggergli la mano destra, la mano con cui dipinge. Disperato, Eric si suicida ma la sua mano amputata cercherà vendetta. Questo episodio è probabilmente quello con il ritmo migliore. Dopo la prima parte in cui vediamo la caduta di Franklyn e la disperazione di Eric, nella seconda ci saranno vari tentativi da parte della mana di far fuori il critico e quest’ultimo cercare inutilmente di liberarsene. Le scene saranno girate bene e tutti con momenti interessanti. Per esempio il suicidio di Eric è fatto in maniera interessante, con la pistola che gira verso la telecamera, come se vedessimo il tutto dal suo punto di vista, per poi sparare. Una scena che mi ha ricordato un momento di Io ti salverò di Hitchcock. La recitazione di Lee è ottima e si può vedere la sua paura e la sua ansia per via del crimine che ha commesso e per cui subirà un destino crudele.

Il quinto e ultimo segmento di intitola Vampiro (Vampire). Bob Carroll (Donald Sutherland) è un giovane medico che si è trasferito in una nuova casa. Si è da poco sposato con Nicolle (Jennifer Jayne) e fin da subito inizieranno ad accadere strani fatti legati proprio a sua moglie. Infatti lei è un vampiro e ciò viene scoperto dal collega di Bob, il Dr Blake (Max Adrian). Anche qui ci ritroviamo di fronte a una fotografia fortemente gotica ed espressionista, soprattutto nelle ombre e nei tagli di luce. Un capitolo finale davvero simpatico e anche qui con qualche sorpresina. L’unica cosa invecchiata male sono i pipistrelli volanti, ma per il resto è molto valido.

Per concludere, Le cinque chiavi del terrore è un film horror antologico capace di intrattenere con delle storie davvero molto affascinanti e con un finale davvero simpatico. Ciò che sorprendere è il modo come, nonostante siano passati tanti anni, riesca a divertire tantissimo. Un film che vi consiglio con piacere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Le cinque chiavi del terrore

  1. Thank you for the review. I never saw this one. Looks good! Great casting, several horror stories, and it’s in a train! I like movies that take place on trains. ^^

    1. Sì, è una riedizione e fa parte del bluray che ho io. Purtroppo le vecchie locandine avevano una qualità pessima e ho deciso di mostrare questa. Comunque sì, I film ad episodi andavano in quei tempi e mi dispiace che quelli che escono oggi sono per lo più indipendenti e vadano a fatica in sala.

  2. La Amicus, storica rivale della Hammer!!!
    Un film con Cushing, Lee, Sutherland… questa rassegna corale di ottimi attori in un horror gotico, o era a firma Hammer o Amicus.
    Intravisto anni fa, interessante

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