Il re leone

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo continuato il nostro viaggio sui classici animati Disney e siamo arrivati al 31° film animato del canone ufficiale ossia Aladdin. Il protagonista della storia è un ladro che vive nella povertà e desidera una vita migliore. Un giorno incontra la principessa Jasmine, fuggita dal palazzo perché oppressa dalla vita che conduceva lì, e l’aiuta a muoversi nei quartieri poveri. Purtroppo però Aladdin viene catturato su ordine del Gran Visir Jafar. Ha dato quest’ordine perché vuole che Aladdin entri nella Caverna delle Meraviglie per recuperare una lampada magica e solo chi dimostra un certo valore può entrare lì. Aladdin riesce a entrare e a prende la lampada ed è qui che stringerà una forte amicizia con il Genio. Questo film riesce a mostrare un lato tecnico veramente interessante e curato. Le linee sono molto morbide e ondulate, ispirato al tipo di linee della calligrafia arava, i colori sono molto accesi e adoro tantissimo come hanno reso il blu, che riesce a incantare di notte, e i fondali sono fantastici. Purtroppo però non mi ha mai colpito il protagonista, non è mai riuscito a dirmi qualcosa di interessane e non si è mai veramente redento per le sue bugie e anche la principessa Jasmine, nonostante l’enorme potenziale, mi ha colpito poco. Ho invece molto apprezzato Jafar, un cattivo veramente carismatico, intelligente e subdolo che sa convincere per la caratterizzazione e il design. E infine lui, il Genio, uno dei personaggi più folli, divertenti e senza controllo che la Disney abbia mai creato. Un personaggio capace di rompere la quarta parete e far ridere sempre. Non è un capolavoro, ma è una pellicola straordinaria che vi consiglio.
Ancora una volta torniamo con i classici animati. Penso che farò un’altra recensione dopo questa e poi farò una lunga pausa, anche perché sto parlando di opere molto importanti e il film di cui parleremo oggi è tremendamente fondamentale, sicuramente allo stesso livello de La bella e la bestia. Anche questa sarà una recensione molto difficile e spero di dare onore a quest’opera.
Ecco a voi Il re leone (The Lion King), pellicola animata del 1994 scritta da Irene Mecchi, Jonathan Roberts e Linda Woolverton e diretta da Roger Allers e Rob Minkoff.

Trama:
Il film si apre in Africa nelle “Terre del Branco”, governate dal leone Mufasa (James Carl Jones) dove tutti gli animali si dirigono verso la Rupe dei Re. Qui re Mufasa celebra la nascita di suo figlio, Simba (James Taylor Thomas; Matthew Broderick), che diventerà il prossimo sovrano. L’unico che non sembra contento di questo evento è il fratello di Mufasa, Scar (Jeremy Irons), che in questo modo si vede soffiare via la possibilità di prendere il trono. Mufasa alleva suo figlio nel modo migliore possibile, affinché diventi un re responsabile e rispettoso di ogni creatura vivente e del ciclo della vita. Scar tenta più volte di attentare alla vita di Simba, ma alla fine decide di eliminare sia Simba che Mufasa, attirandoli in una gola e travolgendoli grazie a una mandria di gnu impazzita. Simba riesce a sopravvivere, ma Mufasa viene ucciso da Scar. Attraverso un inganno, lo zio fa credere al piccolo che il padre è morto per colpa sua e Simba, disperato, fugge via. Vaga solo per un po’ di tempo, fino a quando non incontra Timon (Nathan Lane) e Pumba (Ernie Sabella), che lo salvano e lo portano con sé.

Qui ci sarà molto lavoro da fare, perché sto parlando di un vero e proprio cult e di un caposaldo dell’animazione che ha fatto la storia. Un’opera che era immensa quando uscì e che ancora oggi rimane tale. Probabilmente è stato detto di tutto su questo film, ma cercherò di fare del mio meglio per parlare della sua nascita, della sua produzione e infine di tutto ciò che ci ha offerto. Quindi cominciamo subito.

L’idea del progetto venne in mente durante una discussione tra Jeffrey Katzenberg, Peter Schneider e Roy E. Disney, mentre si dirigevano in Europa per pubblicizzare Oliver & Company. Decisero di ambientare la pellicola in Africa e Katzenberg ne fu molto entusiasta (nel film inoltre ci sono tematiche a lui care). Così si iniziò subito a scrivere la sceneggiatura prima con Thomas Disch e in seguito con Linda Woolverton (la sceneggiatrice de La bella e la bestia) che per un anno si concentrò a scrivere bozze per l’opera. La cosa molto interessante del progetto fu che inizialmente (come capita anche abbastanza spesso) la storia di doveva concentrare su uno scontro tra leoni e babbuini e molti personaggi erano diversi, per esempio Rafiki era un ghepardo, mentre Simba veniva descritto come un personaggio che, attraverso le manipolazioni di Scar, era diventato pigro e crudele.

Il regista iniziale era George Scribner (che aveva diretto sempre Oliver & Company) e a lui si aggiunse in seguito Roger Allers. Solo che alla fine Scribner decise di lasciare il progetto dopo diversi diverbi con la produzione e Allers. Infatti lui voleva che il film fosse una specie di documentario incentrato sulla natura e non un musical. Quindi al posto di Scribner subentrò Minkoff e alla produzione arrivò Don Hahn che decise di riscrivere la storia perché secondo lui il tema principale non era molto chiaro. La storia venne riscritta nel giro di due settimane e si uniranno in seguito anche Irene Mecchi e Jonathan Roberts che lavorarono alla sceneggiatura e si occuparono di revisionare il tutto e aggiungere i momenti comici con Timon e Pumba ma anche con le iene. Fu davvero un enorme lavoro di riscrittura e questa cosa capitò molto spesso durante la sua lavorazione.

Lo sviluppo de Il re leone incominciò nello stesso periodo di Pocahontas e la cosa che mi ha sempre sorpreso è che molti animatori della Disney, anche quelli di lunga data, decise di lavorare per lo più nell’ultimo, perché credevano sarebbe stato il più prestigioso e anche perché non apprezzavano molto la sceneggiatura. Erano in molti a credere che il film non sarebbe stato amato. Molti animatori de Il re leone era alle prime armi. In questo lavoro ci fu uno studio dei movimenti animali, proprio com’era successo per Bambi. Per farsi aiutare chiamarono Jim Fowler, un noto esperto di fauna selvaggia che portò negli studios diversi animali e aiutò molto gli animatori sia nel creare il comportamento dei vari paesaggi che nel rendere molto bene il loro design.

Parlando proprio di livello tecnico, Il re leone raggiunge dei livelli magistrali e impressionante. Solo la scena d’apertura basterebbe per descrivere la bellezza delle animazioni e l’ottima messa in scena. La sequenza inizia con il sole che si alza alto nel cielo, illuminando tutta la savana mentre gli animali alzano il volto verso l’orizzonte, tutti nella stessa direzione e iniziano a muoversi. Qui vediamo un enorme varietà di animali diversi: zebre, elefanti, aironi, giraffe, antilopi, tutti che vanno verso la Rupe dei Re e questo ci dà l’occasione per vedere diversi paesaggi mozzafiato dell’Africa, tra enormi cascate e alte montagne, e tutto attraverso dei piani lunghi, facendoci percepire la grandezza di questo mondo. Quando arrivano alla Rupe il sole è alto e caldo, il luogo è meraviglioso e c’è nell’aria una grande solennità nell’avvenimento. E qui abbiamo anche una bella scena emotiva ossia l’abbraccio tra Mufasa e Rafiki (Robert Guillaume). Li vediamo per poco tempo, ma già da quell’incontro possiamo vedere che tra i due c’è un enorme legame di amicizia e affetto sia dall’abbraccio che dal modo in cui Mufasa lo guarda con gioia. E poi la famosa scena in cui Rafiki mostra Simba a tutti gli animali, un momento che raggiunge il vero e proprio apice di questa sequenza. Tutto ciò avviene in meno di cinque minuti e riassume perfettamente la bellezza tecnica ma anche emotiva dell’opera.

Oltre alla cura dei movimenti degli animali e al fatto che quest’ultimi riescano perfino a descrivere perfettamente il carattere dei personaggi, io sono rimasto sbalordito dai fondali perché riescono a catturare la bellezza naturali dell’Africa, che è molto varia e unica, ma anche perché danno una percezione enorme di questo mondo. Come ho detto in precedenza, in queste scene verranno fatti dei campi lunghi ma non saranno presenti solo nell’apertura ma anche in diversi momenti della storia. Le animazioni riescono a dare la percezione della drammaticità e dell’epico attraverso i movimenti lenti e pesanti o di grande gioia attraverso animazioni molto più veloci, ma c’è un altro elemento che conta molto ed è fondamentale: la musica. Penso che le musiche de Il re leone siano tra le più conosciute e amate. Tom Rice e Elton John si occuparono di scriverle e fu Hans Zimmer a comporle. Le musiche sono molto diversificate tra loro, abbiamo canzoni divertenti e ritmate come Voglio diventare presto un Re o Hakuna Matata, ad altre più delicate e romantiche come L’Amore è nell’aria fino ad arrivare a quelle epiche e solenni come Il cerchio della vita, quest’ultima sicuramente la migliore della pellicola, con i primi versi cantati in lingua zulu. Le musiche sono inserite in maniera perfette, aiutano l’atmosfera del film e fanno procedere bene la storia. E ora uno dei momenti che aspettavo più di tutti: i personaggi.

Dirò fin da subito che il film è pieno di personaggi ben caratterizzati e scritti altrettanto bene. Sono numerosi ma nessuno viene messo in secondo piano o risulta banale, su questo possiamo dire che c’è grande varietà, sanno essere divertenti come Timon e Pumba oppure sorprende come Nala (Niketa Calame; Moira Kelly), l’amica di Simba. Però ci sono due personaggi su cui mi vorrei concentrare maggiormente: Scar e Simba.
Scar è il fratello del re, un leone ambizioso che agogna al trono. Lui si è dimostrato uno dei villain più carismatici e interessanti per diversi motivi. Prima di tutto è molto intelligente e scaltro e in più occasioni lo vediamo usare la curiosità di Simba per imbrogliarlo e inoltre ha un grande senso dell’umorismo, riesce a lanciare battutine anche molto cattive verso gli altri e soprattutto si dimostra un terrificante manipolatore. Soprattutto con la morte di Mufasa, Scar instilla nella mente di Simba il senso di colpa per quello che ha fatto e quel senso di colpa lo perseguiterà per tutta la vita. Ed è qui che arriviamo a parlare di Simba e della sua crescita.

Da piccolo è un leoncino ingenuo e inesperto che vorrebbe essere coraggioso come il padre, ma ancora non capisce bene il peso di essere un re. Mufasa cerca di farglielo capire anche con dei bei insegnamenti, arrivando a parlare anche di tematiche importanti, come ad esempio l’equilibrio che esiste tra gli animali e la natura e come questo equilibrio faccia continuare la vita stessa. Poi si arriva alla scena del trauma, alla scena degli gnu. Un momento terrificante oltre che una delle sequenze più impressionanti dell’intera pellicola in cui 2D e 3D si sono uniti alla perfezione per creare quell’incredibile mandria. E qui è presente una delle scene più coraggiose della Disney ossia la morte di Mufasa (non è spoiler, è una cosa che sappiamo tutti come il famoso “Luke, sono io tuo padre”). Fu un momento impattante perché era un personaggio che non appariva per qualche secondo ma è qualcuno che ci ha accompagnato per buona parte della storia, che abbiamo imparato ad apprezzare e soprattutto viene mostrato il corpo, quest’ultimo punto probabilmente l’elemento più importante. (poi personalmente trovo più impressionante la morte della mamma di Bambi proprio perché in quel caso non trova il corpo. Qui almeno potevi piangere per la morte di tuo padre, ma lì Bambi si ritrovava solo e nel freddo. Questa è però solo un mio giudizio personale).

Da questo trauma Simba sarà come gli dirà Scar: fuggirà via. Fuggirà dal suo passato, da quel che è e da quel che ha fato (anche se in realtà non è colpa sua). E continuerà a farlo anche con Timon e Pumba senza rivergargli chi è veramente. Qui però il senso di colpa lo distruggerà. Cercherà di dimenticare, ma semplicemente non può. Un comportamento davvero interessante, perché è spaventato da quel che ha fatto, si sente colpevole e crede di non meritare di essere re. Però dal passato non si può scappare e cercherà di farglielo capire Nala e soprattutto Rafiki. Penso che la scena con Rafiki sia una delle mie preferite in assoluto perché fa un discorso interessante proprio sul passato e sull’imparare da esso (forse uno degli insegnamenti più importanti della pellicola). Simba è soprattutto affascinante per il viaggio che dovrà compiere, dando l’occasione alla storia di parlare delle tematiche centrali: la perdita e la crescita. Due tematiche incredibili che attraverso di lui riescono perfettamente ad arrivare al pubblico e riescono a rendere questa pellicola tra i lavori più maturi della Disney anche per via di una storia originale (la prima storia originale mai creata per un loro film animato) che si ispirò molto a opere shakespeariane come l’Amleto. (E per quanto riguarda la questione Kimba … non credo che abbiano copiato così tanto come dicono alcuni, ma è indubbio che abbiano preso materiale da quella bellissima opera).

Per concludere, Il re leone è un’opera magnifica, uno dei film Disney più belli e impressionanti, capace di trasmettere tantissime emozioni attraverso animazioni mozzafiato, paesaggi incredibili, musiche che colpiscono e personaggi ben caratterizzati. Un’opera mastodontica che rimarrà nella mente di tutti per la sua grandezza e la sua storia.

Spero che la recensioni vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

48 pensieri riguardo “Il re leone

  1. Ciao, vidi tutti i film 🎥 che hai menzionato al Cinema, tantissimi anni fa, ma di sicuro quello che mi è piaciuto di più è stato Il re leone 🦁 proprio per tutte le emozioni che mi ha regalato e per i paesaggi, per non parlare della colonna sonora, tutte caratteristiche che hai evidenziato nella tua recensione! Mi ha fatto sognare e ricordo bene che quando andai a vederlo ero triste 💔
    È riuscito ad infondermi speranza. Ho pianto per la morte del padre e per la cattiveria dello zio, ma il bene alla fine trionfa sempre! Un saluto 👋
    Valeria

    1. Il re leon rimane un’opera strabiliante ancora oggi e sicuramente vederlo al cinema dev’essere stata un’esperienza incredibile e una meraviglia per gli occhi. Sono contento che ti sia piaciuto così tanto!

      1. Sì, l’ho adorato. Poi le parole di Ivana Spagna mi hanno fatto sognare, ma tutto è stato bellissimo, l’intera colonna sonora, l’ambientazione, tutto quello di cui hai parlato nella tua bellissima recensione.
        Quanto rimpiango quelle belle ed ampie sale cinematografiche di una volta!

  2. Lo vidi al cinema. Credo che sia il classico più amato da chiunque. Eppure solo Il Libro della Giungla è riuscito ad annoiarmi di più. Riconosco il fatto che sia un capolavoro, sotto ogni aspetto, trama, ambientazione, animazioni, personaggi, intrecci, ma non è mai riuscito a prendermi. Gli ho dato più possibilità, ma non riesce ad avvincermi. So che posso sembrare blasfemo, ma nonostante le scarse aspettative, mi è piaciuto molto di più il sequel, anche se era un direct-to-video. Lo trovo più interessante. Il remake del 2019, malgrado la CGI assolutamente di altro livello, lo trovo un po’ inutile. È completamente identico, avrebbero potuto riutilizzare tranquillamente le tracce audio del film originale.

    1. Ma perché blasfemo? Addirittura? Hai semplicemente espresso la tua opinione ed è apprezzabile in quanto tale. Pensa che noia se la pensassimo sempre tutti allo stesso modo, la diversità è ricchezza, caro Amico mio! ♥️

        1. Non è il mio genere, eppure quel film 🎥 mi è piaciuto molto. Non ho visto il sequel. Quanti mostri sacri ci hanno deluso, sono convinta che il nostro amico The Butcher, abbia capito benissimo. Ha sempre parole molto belle per te, ma non hai fatto assolutamente nulla di male ad esprimere la tua opinione, anzi. Vedilo come un grande passo avanti. Del resto noi abbiamo apprezzato molto la sua recensione. È questo che conta!
          Un caro abbraccio, dolce Amico ♥️

          1. Esatto. Qui anzi le opinioni contrarie sono ben accette e mi piacciono molto proprio perché permette la creazione di dialoghi costruttivi. Quindi non c’è assolutamente nulla di male.

        2. Fono a un certo punto. Alla fine quando si parla di cinema bisogna sempre essere aperti alle opinioni altrui. Certe opere posso essere dei capolavori ma non a tutti piace e molte volte li trovano freddi. Quindi discutere in questo modo mi pare una bella scelta capace di creare dialoghi pieni di punti di vista.

    2. Nessun problema! Ognuno è libero di esprimere la propria opinione e ho trovato quel che hai scritto molto interessante. Incredibilmente conosco una persona che, come te, preferisce il seguito, forse uno dei pochi seguiti direct-to-video che abbia effettivamente qualcosa da dire e che non è per niente male. Il remake live action è terrificante, il vuoto assoluto dove hanno sbagliato alla base nel creare qualcosa di così iper reale lasciando però i personaggi come il cartone, creando un contrasto terrificante.

        1. Guarda, rispetto agli altri personaggi il Pumba di Seth Rogen risalta molto, ma la Disney di oggi difficilmente lascia queste libertà a questi artisti. Il sequel direct-to-video comunque, a parte alcuni difetti di trama, era fatto comunque con impegno. Non ha la stessa potenza visiva dell’originale, ma almeno quello era un buon film animato (io ancora tremo ripensando ad altri sequel direct-to-video).

          1. La Disney è oramai una macchina che produce a catena di montaggio. Non so quanto potrà reggere, perché spesso la qualità latita. È vero anche che dà più spazio a diverse idee e produzioni che non si sarebbero mai viste, ma è davvero un po’ troppo. Tutta questa produttività, ed acquisizioni, solo per stare al passo con Netflix e simili. Potrebbe non mancare poi molto al collasso, di una delle due, o entrambe.
            Per i sequel direct-to-video che ho detestato ci sono: Cenerentola 2, Il Re Leone 3, Pochaontas 2. Poi non ne ho visti molti altri, o in alcuni casi, non sono riuscito a reggere oltre i primi minuti. Altri li ho nella lista delle cose da vedere, da un sacco di tempo. Solo che non mi viene voglia, anche se a volte mi si sono presentate sorprese, come Cenerentola 3. Non è un capolavoro, ma intrattiene.
            Secondo me Seth Rogen non è riuscito ad essere lui, proprio perché in pratica ha dovuto recitare a pappagallo il copione del precedente film. Peccato

            1. Ormai la Disney manca di originalità e di voglia di provare. E forse se ne sono accorti anche loro visto che la presidenza è cambiata e vogliono provare in vari settori di dare più lustro a certi elementi. Ad esempio sembra che faranno uscire meno film Marvel ma con più grande qualità (e sarebbe anche ora, visto quanto erano pessimi gli ultimi film) e anche per quanto riguarda l’animazione si vorrebbe fare più cose (il presidente uscente aveva dichiarato che il film d’animazione erano solo cose per “bambini”, questo dovrebbe farti capire diverse cose a riguardo). La Disney purtroppo adesso non mi piace per niente e spero veramente che nei prossimi tempi possa farmi ricredere.
              I sequel direct-to-video li ho visti tutti. TUTTI. E nel 90% dei casi ne sono uscito molto male. Cenerentola 3 lo ricordo e sì, non era niente di che ma era simpatico. Evita di guardare Il gobbo di Notre Dame 2 o Mulan 2. Tempo sprecato.

              1. Dopo che ho visto la Sirenetta 3, credo di poter sopravvivere a tutto.
                Speriamo che la Disney inverta la rotta. A parte Netflix, che da quel poco che ho visto l’animazione è quasi sempre robetta misera, attualmente non ci sono veri rivali. Incridebilmente la Universal, col successo del franchise Despicable Me, è l’unica che sta tenendo testa, e la cosa mi ha sorpreso. Bei tempi quelli della rivalità con la Warner o la Dreamworks.

                1. Fidati, Mulan 2 è peggio sotto vari punti di vista. Netflix purtroppo a livello animato produce robetta, ma di tanto in tanto produce opere piene di inventiva tipo Klaus oppure alcune serie recenti come Arcane o Cyberpunk: Edgerunners.
                  Anch’io spero tanto in un ritorno di una bella rivalità anche perché è quello che smuovono le cose nelle case di produzioni, per dare qualcosa di unico e differente.

                  1. Klaus l’ho adorato alla follia, ma è soltanto distribuito da Netflix, la produzione spagnola si è avvalsa della collaborazione francese per le animazioni, ben più avanti di chiunque in Europa. Quindi non so se considerarlo Netflix a tutti gli effetti. Le serie che hai citato non le conosco, non posso sbilanciarmi. Ma ora devo recuperare Mulan 2 che, comunque sia, dubito possa essere peggiore della versione in live action.

                    1. La cosa triste è che avrei tanto voluto avere Klaus in DVD o Bluray e non relegato a una piattaforma. Un film simile meritava la sala!
                      Mulan 2 è portatrice di messaggi molto negativi. E semmai lo vedrai, sappi questo: Mushu è il vero villain.

    1. Penso che sia stata un’ottima scelta. Certamente ascoltare i film in lingua originale è un ottimo metodo per imparare la lingua inglese soprattutto con opere d’intrattenimento come questa.

  3. La prima scena de Il re leone è da manuale di storia del cinema, e soprattutto di impiego della musica al cinema. C’è una coerenza sbalorditiva tra musica e scene, particolarmente nel momento in cui parte il ritornello de Il cerchio della vita e, contemporaneamente, Rafiki eleva Simba a nuovo re. Uno schiaffo emotivo sul viso che ti fa cascare dalla sedia ancora adesso, nonostante il film abbia quasi trent’anni (e non li dimostri). Io credo che questo film dimostri perfettamente che il problema della Disney non è che fa i musical: è come lo fa. Certo il problema forse è che non hai sempre a disposizione Elton John…

    P.S.: posso lasciarti il link ad un mio ricordo personale del Re leone? Perché io c’ero quando uscì!

    1. Che poi quel momento per me è proprio quello che voleva fare Disney con Fantasia. Un perfetto connubio tra animazione e musica dove entrambe erano unite perfettamente e non due entità separate. Quei primi 5 minuti sono straordinari e un esempio per tutti. Comunque sì, puoi lasciarmi il link se vuoi!

    1. Malamente però XD
      Io continuo a pensare che il film live action sia stato sbagliato fin dalla base perché non puoi fare un film con animali realistici e dargli personalità ed emozioni umani. C’è troppo contrasto e non riescono a trasmettere quello che vorrebbero.

  4. Film stupendo sotto tutti i punti di vista, ben ideato e meglio riuscito… eppure credo che per la tematica complessa il fatto che sia stato sufficiente un discorso magico di un “sacerdote”.. bha, per parte mia avrei preso un po’ più di spazio per far scaturire la decisione in modo più realistico, ossia per più step. A parte ciò è davvero grandioso, soprattutto come abbiano differenziato Mufasa e Simba, non era per nulla facile.

  5. Forse perchè l’ho visto (al cinema, credo) quando ero un bambino, forse perchè avevo il libro, l’album di figurine e pure il vhs, sta di fatto che a distanza di tempo lo reputo uno dei migliori cartoni Disney. 🙂

  6. Credo sia il primo film di cui ho memoria che ho visto al cinema.
    E niente, come ho accennato anche nel post su La Bella e la Bestia secondo me Il Re Leone è perfetto, il pinnacolo dell’animazione Disney, il massimo risultato che siano mai riusciti a ottenere. E’ epico, è universale, è tragico, è comico, è esistenzialista. C’è un po’ di tutto quello di cui possa mai valere la pena che una storia parli, il tutto arricchito da una colonna sonora magistrale e delle animazioni che ancora oggi tolgono il fiato. Ci sono scene a cui non posso pensare troppo perché inizio a piangere, come il momento in cui Simba parla con Mufasa nelle nuvole o quando, alla fine, sale sulla Rupe dei Re e ruggisce. Brividi!
    Penso che Shakespeare sarebbe davvero fiero di vedere cosa è stato fatto con il suo Amleto, in questo caso; quanto a Kimba, non sono d’accordo sulle accuse di plagio, una volta avevo trovato anche un video, su YouTube, che argomentava molto bene come fosse una critica pretestuosa e senza fondamento e pur non avendo visto la serie di Tezuka mi sento di essere d’accordo con lui.

    1. Che sia magnifico su questo non ci piove. E’ un film straordinario e coraggioso in ogni cosa sia tecnicamente che emotivamente. Ancora oggi rimango sorpreso dalla bellezza di quest’opera e riesce, nell’utilizzo della tecnica, a mangiarsi buona parte dei film in 3D di oggi. Io amo particolarmente la scena in cui Rafiki parla di responsabilità con Simba, rimarrà per sempre uno dei miei momenti preferiti nei film animati Disney. In ogni caso anch’io penso che il plagio con Kimba sia troppo esagerato. Sono sicuro che un’ispirazione ci sia stata, ma un conto è prendere ispirazione, cosa che nel cinema succede praticamente ogni volta, un conto è copiare spudoratamente.

  7. Grande recensione, complimenti, e che ricordi! In terza media, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, un giovedì o un martedì, decidemmo tutti in classe di non andare al rientro pomeridiano e andare al cinema a vedere il Re leone… X–D

    Epico!

    1. Bè, posso dire che avete fatto bene XD
      Rimane tuttora un film eccellente che consiglio sempre di vedere, anche per far capire la potenza dell’animazione e in particolar modo dell’animazione in 2D.

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