Bianca e Bernie nella terra dei canguri

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di ritornare nel magico mondo del cinema trash e quale modo migliore se non con un film chiamato Santa Claus Conquers the Martians? Su Marte i bambini iniziano a comportarsi in maniera strana, sono distratti, tristi e guardano spesso i programmi televisivi terrestri, specialmente quelli su Babbo Natale. Viene interrogato l’anziano saggio a riguardo e quest’ultimo rivela che i bambini si comportano così perché su Marte non hanno un’infanzia, sono costretti a diventare subito adulti. Hanno bisogno di Babbo Natale e un gruppo di marziani decide di rapirlo ma, nel farlo, si portano dietro anche due bambini terrestri. Questo film è un bellissimo disastro e lo vediamo fin da subito con il design povero e poco curato dei marziani. La regia non ha momenti interessanti e la storia scorre tra banalità e momenti inaspettati. Ci sono scene che purtroppo servono solo ad allungare il montaggio e portano molta noia. Però poi ci sono momenti che riescono a elevare il film a trash involontario stupendo: scene di combattimento esilaranti, robot di cartapesta e un uomo con un pessimo costume da orso polare. Il film fa ridere, ma per i motivi sbagliati e vi consiglio di vederlo in compagnia.
Dopo questo piccolo viaggio nel trash, torniamo a pellicole che funzionano per i motivi giusti, ma soprattutto torniamo in casa Disney. Dopo molto, forse troppo, tempo torniamo a parlare dei suoi classici animati. In questo momento siano proprio nel Rinascimento, uno dei suoi periodi artistici più vivaci e interessanti. Abbiamo iniziato con La Sirenetta, un vero caposaldo dell’animazione e ci accingiamo a parlare del secondo film di quest’epoca oltre che del 29° classico Disney. Un film a mio parere molto poco conosciuto.
Ecco a voi Bianca e Bernie nella terra dei canguri (The Rescuers Down Under), pellicola animata del 1990 scritta da Jim Cox, Karey Kirkpatrick, Byron Simpson e Joe Ranft e diretta da Hendel Butoy e Mike Gabriel.

Trama:
Siamo in Australia in una zona semi-desertica e il piccolo Cody (Adam Ryen) riceve una chiamata d’emergenza da parte degli animali del posto: sembra che una rara aquila dorata chiamata Marahuta sia stata catturata e solo lui può salvarla. Il bambino la trova e la libera, vedendo dov’è il suo nido ma soprattutto instaurando un forte legame di amicizia. Mentre torna a casa però cade nella trappola di un bracconiere ossia Percival C. McLeach (George C. Scott). Il cacciatore nota che il bambino ha con sé la penna dell’aquila dorata e lo rapisce per farsi dire dov’è, visto che vuole ricavarci un mucchio di soldi. La notizia del rapimento si diffonde e arriva a New York alla Società Internazionale di Salvataggio, che decide di mandare in Australia i loro membri migliori: Bianca (Eva Gabor) e Bernie (Bob Newhart). I due accettano e partono subito per l’Australia. Qui si faranno aiutare da Jake (Tristan Rogers), un topo del luogo, e nel frattempo Bernie cercherà di rivelare i suoi veri sentimenti a Bianca.

Questo fu uno dei primi sequel animati della Disney e ufficialmente fa parte dei classici. Sono una di quella persone che appena sente le parole “Disney”, “sequel” e “animato” nella stessa frase inizia a tremare di paura. Io ho vissuto con terrore quel periodo oscuro quando la Disney faceva uscire seguiti dalla dubbia qualità come Mulan 2, Pochaontas 2, Il Gobbo di Notre Dame 2, Cenerentola 2 ecc…
Tutti titoli che non sono neanche l’ombra delle opere originali. Anche parlando di titoli classici ufficiali non abbiamo degli ottimi lavori: Ralph Spacca Internet e Frozen 2 mi hanno sempre dato l’idea di seguiti superflui. Qui però la questione è diversa. Questo è veramente un seguito sorprendente.

L’idea di fare un seguito su Bianca e Bernie venne nel 1984 quando il primo film acquistò un maggior successo (la Disney riproponeva le proprie opere al cinema abbastanza spesso). Inoltre in quel periodo gli americani si erano molto appassionati all’Australia, specialmente al suo lato selvaggio, grazie anche a pellicola come Crocodile Dundee. La regia venne affidata a Mike Gabriel, qui al suo primo lavoro come regista. Prima infatti era un animatore e si era fatto notare con Oliver & Company come supervisore delle animazioni. Quest’opera fu importante per diversi motivi, non solo per il fatto che fosse un seguito.

Questo infatti fu il primo lungometraggio animato Disney in cui si abbandonò definitivamente la xerografia e soprattutto si usò completamente un 2D digitale, digitalizzando così l’inchiostrazione, la pittura e molti altri elementi, rendendo il tutto più semplice e abbandonando la pittura a mano di rodovetri. Non è un elemento da sottovalutare, fu un passaggio fondamentale per la Disney, fu una grande evoluzione. Anche per questo motivo si avranno dei tratti davvero molto puliti e precisi e dei colori accesi. I tratti dei vari personaggi saranno morbidi e l’unico che avrà delle linee più aspre sarà il villain, McLeach.

Con il design si sono impegnati molto e uno dei lavori più impressionanti e difficili fu sicuramente la realizzazione di Marahuta. Quest’aquila è gigantesca e disegnare ma soprattutto animare creature di grandi dimensioni è sempre complesso, inoltre disegnarono e animarono qualcosa come 200 piume. L’aquila apparirà anche poco, ma in quei dieci minuti si può vedere uno sforzo enorme. Per finire in tempo infatti furono costretti a chiamare degli animatori dalla Disney-MGM Studios, che si occupavano principalmente di corti indipendenti.
Ci sono altri elementi che sanno colpire, come ad esempio i numerosi animali che appaiono e nelle loro movenze si può vedere l’enorme studio che gli animatori hanno fatto. Inoltre amo molto il dinamismo delle animazioni. Questo film è diverso dal primo capitolo, questo è molto più action e ci saranno molte sequenze con un ritmo stupendo e senza freni. Le scene migliori sono a mani basse quelle di volo. Tutti questi momenti riescono a mostrare perfettamente la forza dell’animazione, l’adrenalina ma soprattutto la bellezza. Ogni volta che si vola si ha sempre la sensazione di velocità e di riuscire a percorrere in poco tempo distanze enormi. A quest’ultimo punto aiuteranno tantissimo anche gli ottimi background, in alcuni casi fatti in 3D e in certi casi disegnati in 2D. A livello tecnico non gli si può dire nulla, è eccellente, ma anche nella sceneggiatura sa sorprendere.

Apprezzo molto l’evoluzione che si avrà nel rapporto tra Bianca e Bernie. Ormai i due si conoscono da un po’ di tempo, c’è grande sintonia tra loro e Bernie vorrebbe fare il passo successivo, sposarla. Vista però la situazione e la sua goffaggine, sarà molto difficile per lui. Sono entrambi molto simili al film precedente, con la differenza che Bernie diverrà molto più sicuro di sé, soprattutto verso la fine. E i nuovi personaggi sono stupendi. Cody è stato un bambino davvero molto simpatico a cui mi sono affezionato molto così come è successo per Penny. Lui è un ragazzino molto vivace e con un profondo amore per la natura e gli animali e, come Penny, sarà molto attivo. Penny aveva provato più volte a scappare e alla fine era stata lei a ideare il piano di fuga. Qui Cody farà lo stesso, tentando di fuggire con l’aiuto degli animali e inoltre facendo del suo meglio per salvare l’aquila dorata, senza mai tradire i suoi ideali.

McLeach è un ottimo cattivo con una buona caratterizzazione. Lui è un uomo violento e senza scrupoli che fa il bracconiere per guadagnare sempre di più e non gli importa se la specie che caccia rischia l’estinzione, anzi per lui è meglio così, significa che così otterrà molti più soldi. Non è molto intelligente, ma è furbo e sa sfruttare le debolezze altrui, come fa ad esempio con Cody. Lui sa che il ragazzo è molto legato all’aquila dorata e userà questa conoscenza come un’arma. Lui rappresenta perfettamente un tipo di persona distruttiva a cui non importa nulla delle conseguenze delle sue azioni. Inoltre quando arriva con il suo veicolo gigante riesce a creare una certa tensione e, a tal proposito, voglio sottolineare che quel veicolo realizzato in 3D è stato fatto dalla Pixar, in una delle loro primissime collaborazioni. Seriamente, in questo film sono state fatte delle piccole rivoluzione, perché nessuno ne parla?

Ho apprezzato molto la tematica principale ossia l’ambientalismo e la protezione degli animali. Una tematica ai tempi molto attuale e che anche oggi rimane importantissima, probabilmente molto più di allora visto l’emergenze che stiamo affrontando. Qui il tutto viene trattato bene, senza essere didascalico, la tematica viene narrata attraverso la storia, attraverso la lotta di Cody per salvare l’aquila. Il messaggio è arrivato chiaro e forte e penso fosse dai tempi di Bambi che la Disney non affrontava un argomento simile, almeno sul grande schermo.

Per concludere, Bianca e Bernie nella terra dei canguri è un seguito stupendo, un film che riesce a sorprendere per il suo lato tecnico molto curato e nuovo che aveva per i tempi e che anche oggi convince molto. Una storia con dei bei personaggi e un messaggio più moderno che mai e capace di raggiungere lo spettatore. Vi consiglio assolutamente di vederlo.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Bianca e Bernie nella terra dei canguri

  1. Sono in controtendenza. Film sicuramente buono, ma inserirlo tra i classici mi è sempre sembrato un po’ eccessivo. Resta comunque uno dei migliori sequel in 2D, se non il migliore. A livello tecnico e realizzativo è qualcosa di importante. Tutto sommato il film fa il suo lavoro, intrattiene e non annoia, rispetto ad altri sequel in 2D che hai nominato (quelli in 3D li ho adorati invece). Cenerentola 3 lo metto appena dietro a questo.
    Grazie per far conoscere questo lungometraggio animato non troppo ricordato. Paga la convivenza stretta con Ariel e Belle.

    1. Sì, effettivamente era uscito in mezzo a due opere che hanno fatto la storia. Però per me rimane un’opera interessante che prova a dire qualcosa e che aveva capito come Bianca e Bernie poteva avere potenziale come sequel. Forse uno dei pochi che potevano avere sequel come potevano anche film come Basil. Io penso che stia bene invece tra i classici anche perché ha portato delle innovazioni e lo ha fatto molto bene. Grazie mille per il commento!

  2. Film che adoravo da bambino!
    Mi ricordo che mi faceva morire da ridere! Tra Jake, Wilbur, Frank, ma pure Joanna anche se incuteva un po’ di timore XD
    Poi non so se sia per il fatto che ho visto prima il 2 rispetto al 1 (il 2 ce l’avevo in cassetta, il primo lo vidi da qualche parte in tv, forse tele+) ma tra i due ho sempre preferito “Nella terra dei canguri”. Probabilmente sono l’unico al mondo :D

    1. Joanna mi faceva sempre ridere, non sono mai riuscita a trovarla inquietante. Comunque no, non sei l’unico a considerare il secondo migliore del primo. Diciamo che le persone che apprezzano i film di Bianca e Bernie sono sempre divise tra quale preferire perché, nonostante la loro differenza, sono molto validi. Io personalmente apprezzo leggermente il primo.

    1. I due film sono molto differenti tra loro. Il primo virava più sulle indagini e la calma mentre questo era più veloce e action. Penso dipenda dalla persona. A mio avviso sono entrambi film molto validi ma per gusti personali apprezzo leggermente di più il primo.

  3. Da bambino ho visto prima questo e poi il “Bianca e Bernie” originale, ed è quest’ultimo a non reggere il confronto: questo sequel è veramente fatto bene, pur essendo il film meno noto del Rinascimento penso sia quello in cui la Disney sperimentò di più e, per così dire, reimparò ad essere la Disney. Le ambientazioni, in particolare, sono spettacolari, e secondo me senza questo film non avremmo avuto cosucce come Il re leone. Faccio tre menzioni onorevoli su dei simpaticissimi personaggi di questo film: Jake, che è evidentemente una parodia di Crocodile Dundee ma che alla fine risulta simpatico nella sua infallibilità; Johanna, la lucertola di McLeash, che da bambino mi faceva scompisciare; e l’albatros imbranato che accompagna i due in Australia. Faccio queste menzioni perché sottolineano l’attenzione della Disney nello scrivere i comprimari, aspetto spesso sottovalutato del suo successo: ma pensiamo ad Aladdin, per dire. Avrebbe avuto tutto il successo che ha avuto, senza quei grandi comprimari che sono Jago, Abu, il tappeto e, ca va sans dire, il genio?

    1. Le animazioni ma soprattutto l’uso della nuova tecnica di animazione fu veramente fondamentale ed è una cosa che ho sottolineato anch’io. A volte rimango anch’io sorpreso di come questo film sia veramente poco noto, perché è stato veramente importante, ha segnato il definitivo cambio della Disney che ha abbandonato definitivamente l’suo della tecnica xerografica dopo quasi 30 anni. E per quanto riguarda i comprimari, questo è sempre stato un grande punto di forza della Disney di ogni periodo, soprattutto nel Rinascimento. Erano capaci di creare personaggi carismatici e affascinanti, studiati tantissimo e indimenticabili.

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