Halloween Kills

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso un tipo di cinema che non trattavo su MMD da tantissimo tempo, il trash, e lo abbiamo fatto con un’opera nostrana, Cruel Jaws – Fauci Crudeli. La storia narra di una cittadina marittima che viene attaccata da un feroce squalo tigre. Nel frattempo avvengono numerose sotto trame, come il perfino uomo d’affari che vuole sfrattare il proprietario di un parco acquatico, delle storie d’amore e una regata fondamentale per la cittadina ma che rischia di mettere in pericolo la vita dei partecipanti. Il film è una perla del cinema trash italiano, un mix perfetto di errori involontari che riescono a creare un’opera esilarante. Gli attori passano dall’avere espressione sbagliate ad altre sopra le righe, non sanno sorridere e ogni volta che lo fanno proviamo ilarità e anche inquietudine. La regia non fa altro che sottolineare l’incapacità attoriale e perfino mostrare tutti i limiti tecnici dell’opera e altri errori. Inoltre la pellicola “prende in prestito” scene da altri film senza autorizzazione, passando da Lo Squalo a opere italiane. E queste scene non sono neanche montate bene, si vedono che provengono da altri film per via della qualità, della fotografia e anche per il fatto che lo squalo cambia dimensione e si trasforma da squalo tigre a squalo bianco. Un disastro su tutti i fronti che riesce a divertire dall’inizio alla fine e che, incredibilmente, riesce a intrattenere. Se amate il trash, non potete perdervelo. Inoltre ci tengo a invitarvi a leggere l’ultimo capitolo di Spiral, la storia che Shiki sta scrivendo. Ecco il link per l’ultimo capitolo (QUI).
Siamo arrivati finalmente ad Halloween e, come da tradizione, è il momento di parlare di un film horror. Come se in questo blog ci fossero recensioni di opere horror, ma non è questo il punto. In ogni caso da molto tempo avevo iniziato a parlare della saga di Halloween e ci eravamo lasciati l’anno scorso con l’undicesimo capitolo della saga, chiamato semplicemente Halloween. Ne avevo parlato con un certo interesse, anche se per certi versi non mi aveva entusiasmato così tanto, ma ne riparleremo tra poco. E adesso ci concentreremo sul dodicesimo capitolo della saga.
Ecco a voi Halloween Kills, pellicola horror del 2021 scritto da David Gordon Green, Scott Teems e Danny McBride e diretta da David Gordon Green.

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Trama:
Il film inizia poco dopo la fine del capitolo precedente con Laurie Strode (Jamie Lee Curtis), la figlia Karen (Judy Greer) e la nipote Allyson (Andi Matichak) che scappano dalla casa in fiamme dove hanno intrappolato Michael Myers. Tuttavia i vigili del fuoco intervengono subito per domare l’incendio e cos+ facendo liberano Myers che li uccide tutti dal primo all’ultimo. Intanto ad Haddonfield, in un pub, si sta svolgendo una festa di Halloween dove sono radunate diverse persone, tra cui alcuni che hanno avuto un incontro ravvicinato con Myers: Marion Chambers (Nancy Stephens), Lonnie Elam (Robert Longstreet), Lindsey Wallace (Kyle Richards) e Tommy Doyle (Anthony Michael Hall). In quel momento sul telegiornale viene trasmessa la notizia sul pullman che trasportava malati mentali, sulla fuga di Myers e sugli omicidi che ha appena commesso. Sentendo la notizia, il trauma degli abitanti per gli eventi di quarant’anni fa si risveglia e tutti loro, capitanati da Tommy, decidono di perlustrare la città per trovare e uccidere Myers. Intanto Laurie è stata ricoverata in ospedale per le gravi ferite mentre Michael continua a mietere vittime.

Questo film, uscito ben tre anni dopo il precedente capitolo (colpa anche la pandemia) fu molto affascinante ai tempi perché divise in due l’opinione, tra chi lo apprezzò molto e altri che invece lo disprezzarono assolutamente. Era difficile trovare qualcuno che considerasse quest’opera attraverso una via di mezzo, anche perché a mio avviso questa pellicola va collocata proprio lì. Ci sono diverse cose da dire e vorrei fare una piccola digressione riguardo alla sua produzione (non preoccupatevi, sarà molto breve). Si iniziò infatti a girare il seguito solo dopo il successo di Halloween nel 2018. Il regista aveva già in mente di girare entrambi i capitoli successivi insieme e di realizzarli immediatamente, ma la casa di produzione non diede il via, dato che aspettavano di vedere i guadagni che avrebbe fatto il nuovo Halloween. Solo quando venne confermato il successo commerciale si diede il permesso per girare i capitoli successivi, non a caso l’opera del 2018 ha un finale che possiamo definire autoconclusivo. E dopo questo passiamo alla recensione del film.

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Una cosa che non avevo apprezzato molto del primo capitolo precedente era la sua messa in scena. Non perché fosse brutta, anzi era girato bene ma l’avevo trovato abbastanza anonimo, non aveva dei momenti che mostrassero determinati eventi cercando di fare qualcosa di più. Era sicuramente un’opera fatta con passione ma con poca tecnica. In questo film invece ho visto un cambio di regia interessante (e il regista è lo stesso). Anche nella scena iniziale con Myers che trucida tutti i pompieri si nota un bel lavoro per quanto riguarda la fotografia, con dei bei tagli di luce e le fiamme alle spalle che rendono il tutto ancor più teso. E questo non sarà l’unico momento, ce ne saranno altri come ad esempio il modo in cui sono riusciti a rendere simili le atmosfere del film a quelle dell’opera originale di Carpenter ogniqualvolta ci sarà un flashback che narrerà gli eventi di quella notte, quando alla fine catturarono Myers. Per non parlare del finale, con una scena con lo sfondo nero e una luce che illumina l’azione, dando così una fotografia espressionista. A livello registico mostra di avere molto più stile e anima del precedente, anche se a certi punti si dimostra molto goffo, soprattutto nel voler mostrare certe tematiche interessanti che sono la base della storia ma che potevano essere messe in scena in maniera migliore, senza esagerare questi punti. Tra l’altro penso sia uno dei film in cui Myers miete più vittime in assoluto, una vera e propria carneficina. Il film si dimostra davvero molto interessante, ma ha anche scene volutamente comiche (a volte involontariamente) che danno un tocco in più alla storia.

A livello registico quindi funziona meglio, anche se certi momenti non riescono a raggiungere i livelli sperati, però ammetto di aver apprezzato molto la storia e le sue idee, partendo solo dal protagonista di questo capitolo, Infatti questa volta non sarà Laurie Strode l’unica protagonista, ma l’intera cittadina di Haddonfield, una scelta affascinante e a mio avviso originale in questa lunga saga. Sono passati quarant’anni dagli eventi del primo film e qui ci viene presentata una cittadina che ancora non ha superato il trauma di quella notte, in special modo coloro che sono sopravvissuti a Michael o lo hanno semplicemente incontrato. Parliamo di una cittadina ferita che, appena scopre della fuga di Michael e degli omicidi commessi, inizierà a dargli la caccia, bramosi di uccidere il mostro che li ha perseguitati per decenni. Ed è qui che il film mi ha davvero colpito perché voleva effettivamente parlare di qualcosa e in questo caso riguarda proprio un’intera comunità e il modo con cui reagiscono al Male portato da Michael, diventando persone sanguinolente, feroci, reazionarie, e così facendo non fanno altro che diffondere il caos e la paranoia, arrivando infine a commettere un errore tremendo. Un’idea bellissima e anche molto matura che viene a volte messa scena splendidamente ma in altre occasioni invece no. Ad esempio il culmine di quanto detto dovrebbe essere la scena dell’ospedale (chi ha visto probabilmente sa a cosa mi riferisco). Purtroppo però riesce a metà, con alcuni momenti che sanno colpire e fanno empatizzare e altri che sono troppo esagerati e quasi pomposi. Green è un buon regista, ma a mio avviso ci sarebbe voluto un tipo di regia molto più costruita e quadrata, forse qualcosa di più simile a quella di Carpenter. Davvero un peccato.

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Inoltre ci sono anche altre idee o personaggi che sono gestiti bene e non. Mi piace il ruolo che ha Tommy nel fomentare la folla oppure Big John (Scott MacArthur) e Little John (Michael McDonald), una coppia che, nonostante non abbiamo una certa rilevanza a livello di trama, sono riusciti a mostrare una personalità enorme, oltre che essere un’ottima coppia (seriamente, voglio uno spin-off su loro due). Poi ce ne sono altri che invece sono stati sprecati, come ad esempio Lonnie e in parte lo sceriffo Hawkins (Will Patton) che poteva dare molto di più, visto l’importanza che ebbe in passato e il suo desiderio di rimettere a posto le cose. Un film che ha alti e bassi ma che, incredibilmente, riesce ad avere un proprio stile, riesce a dare qualcosa in più attraverso la sua storia, attraverso il suo stile e attraverso anche la grandiosa colonna sonora (curata da John Carpenter, suo figlio Cody Carpenter e ultimo ma non ultimo Daniel Davies), nonostante certe ingenuità che sembrano uscite proprio da certi slasher anni ’80.

Per concludere, Halloween Kills e un film imperfetto, con momenti che a volte non convincono del tutto, ma è un capitolo fatto con un certo impegno e con grande amore, con delle idee ottime e coraggiose (che tra l’altro lo stesso Carpenter aveva pensato anni prima)  e che in certi momenti sa sorprendere. Inoltre apprezzo che abbiano fatto rimanere Michael Myers un essere vuoto, il Male puro che uccide senza guardare in faccia nessuno e senza a volte una vera ragione. A mio avviso è un capitolo riuscito.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

16 pensieri riguardo “Halloween Kills

    1. Più o meno. Alcuni sì altri no. Nella messa in scena sembrava proprio uno slasher anni ’80. Posso capire che questa cosa non piaccia, per questo motivo il pubblico si è spaccato in due. Però le tematiche sono state belle e trattate bene qui.

        1. Vabbè Carpenter è un artista il paragone non regge. E come ho scritto nella recensione, la scena dell’ospedale poteva essere veramente magnifica se solo fosse stata diretta da una persona come Carpenter. Il regista di questa nuova trilogia non è male, ma in certe occasioni sembra più un mestierante che comunque ci prova a dare autorialità alla sua creazione.

  1. Ho visto al cinema l’ultimo capitolo. Halloween ends spinto da mio figlio e siamo andati assieme.
    Mi mancano i primi due film dato che a quanto pare si tratta di una trilogia finale.
    Non mi pronuncio sul film se non con un meh! Nè farò spoiler ma una considerazione la voglio fare. Viviamo in una società in cui questi filoni horror non funzionano più, siamo talmente circondati e bombardati da immagini e video violenti e macabri che non ci fa più nè caldo nè freddo, diverso invece 40 anni fa quando non esisteva internet e quando dilagava molta più “ignoranza”, ogni cosa fantastica/magica , satanica ecc. attecchiva molto meglio, si vivevano le cose con molta più paura o con emozioni vere.
    Altra considerazione , 40 anni fa c’era tutto il tempo a disposizione di creare “miti” o cult , molto meno carne al fuoco ci permetteva di metabolizzare molto meglio un opera, un personaggio, un libro un film…oggi invece si ha al massimo un anno di tempo e in questo frangente si susseguono centinai se non migliaia di opere senza darci il tempo di assimilarle, farle nostre…insomma spero di non aver annoiato nessuno con i miei sproloqui da boomer! Ciao e continua sempre così!

    1. La tua è una considerazione molto interessante riguardo all’evoluzione della società e anche a certi cult. Effettivamente una cosa che non mi piace tanto di oggi è che si cerchi sempre di puntare tutto sulla quantità piuttosto che sulla qualità e ovviamente questa cosa risente parecchio anche in opere molto attese e su cui si sono spesi molti soldi. Per fare un esempio House of the Dragons. Quella serie comunque non è stata male ma si vedeva che certe cose erano state fatte in fretta in pre-produzione e ciò lo si notava sulle capigliature e sulle acconciature che in certi casi sembravano veramente attaccate male. Questo perché non c’è stato dietro un grande lavoro e si è puntato sulla velocità.
      Riguardo invece al concetto di violenza… dipende da come viene mostrata. Ad esempio se qualcuno vedesse Martyrs dubito che ne uscirebbe insensibile, visto che la violenza è impressionante sia a livello visivo che psicologico (e inoltre ha anche una grande importanza a livello di storia e tematiche e non è solo fan service). Certamente la nostra sensibilità a riguardo è cambiata molto anche perché siamo abituati a vedere un numero impressionanti di immagini che posso essere reperite facilmente attraverso internet, ma comunque penso che per certe cose siamo ancora impressionabili.
      Il tuo è stato un commento davvero interessante e spero che un giorno recupererai anche i due capitoli precedenti, così per avere un’idea più chiara di questa nuova trilogia e anche per sapere la tua opinione a riguardo.

    1. Se questo ti ha deluso aspetta di vedere Ends XD
      Molta gente ne è rimasta così delusa che adesso lo considera il peggiore della saga. Il bello è che probabilmente si sono perfino dimenticati di Halloween 6 e Halloween Resurrection. In ogni caso capisco bene se Kills non ti piace, è stato un film molto divisivo, ma nello stile e nelle tematiche riesce a fare molto meglio rispetto a quello del 2018 il quale a mio avviso era abbastanza anonimo.

            1. Sì, posso capire che questi elementi non ti piacciano. Io continuo a dire che questo capitolo aveva molta più sostanza perché comunque provava a dare una certa impronta autoriale, per quanto limitata, a un’opera come Halloween, senza basarsi solamente sulle numerose morti, ma parlando di alcuni argomenti di grande interesse.

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