L’uomo nel buio – Man in the dark

Benvenuti o bentornati sul blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema e l’abbiamo fatto introducendo uno dei registi più interessanti di sempre e una delle sue pellicole migliori, Brood – Covata malefica di David Cronenberg. Una pellicola horror psicologica affascinante, che presenta una tematica e un sottogenere molto cari al regista ossia il body horror. In questo caso il cambiamento del corpo è legato alla terapia di questo dottore che costringe i pazienti a tirar fuori le loro emozioni represse, subendo però dei cambiamenti nel corpo. Questa pellicola parla di divorzio e affidamento, mostrando come questa situazione possa essere soffocante e stressante, soprattutto per una bambina, e tutto ciò si amalgama perfettamente con una storia in cui le emozioni possono cambiare il corpo e con delle creature mostruose, furiose e forti. Una pellicola che consiglio vivamente.
E dopo aver parlato di un film stupendo, passiamo a discutere di una pellicola che mi ha innervosito parecchio. Preferisco di gran lunga scrivere recensioni su opere che mi sono piaciute oppure che avevano qualcosa da dire seppur non perfette. Quando ho parlato negativamente di qualche prodotto, di solito era sempre qualcosa legato a me in un modo o nell’altro (tipo il film di Tom & Jerry del 2020). In un certo senso anche questo film è legato ame, dato che è il seguito di un’opera che avevo sinceramente apprezzato. Quando sentii la notizia del secondo capitolo, mi sono preoccupato perché temevo avrebbero fatto una scelta tremenda. Però continuavo a dirmi che non l’avrebbero mai fatto, sarebbe stato un grave errore. E invece…
Ecco a voi L’uomo nel buio – Man in the dark (Don’t Breathe 2), pellicola horror/thriller del 2021 scritta da Rodo Sayagues e Fede Álvarez e diretto da Rodo Sayagues.

Trama:
Sono passati otto anni dagli eventi del primo film e il veterano cieco Norman Nordstrom (Stephen Lang) vive insieme al suo cane Shadow e una ragazzina di nome Phoenix (Madelyn Grace), a cui dice di essere il padre. Lui educa Phoenix a casa sua e la prepara alla sopravvivenza, ma è molto restio a farla andare in città. Hernandez (Stephanie Arcila), una veterana come lui, riesce però a convincerlo e le due ragazze passano una giornata insieme. Qui però Phoenix incontra un uomo strano che sembra molto interessato a lei. Dopo aver riportato la bambina a casa, Hernandez riparte ma viene uccisa dall’uomo di prima insieme alla sua banda. Queste persone raggiungono la casa di Norman e cercano in tutti i modi di rapire Phoenix. Norman dovrà usare tutte le sue abilità per salvare la bambina e sconfiggere questi rapitori.

Il film del 2016 (QUI per la recensione) mi era piaciuto molto, aveva un’idea di base molto interessante e con un grande potenziale che a mio avviso è stato sfruttato molto bene, dando vita a uno dei villain più interessanti e inquietanti nel panorama horror moderno ma anche sfornando uno dei pochi titoli validi della Ghost House Pictures di Sam Raimi. Raimi è un regista straordinario, ma non posso dire lo stesso come produttore. Però quel film fu una mossa azzeccata e si creò così un’opera veramente bella. Quando annunciarono il seguito, ero un po’ scettico. A mio avviso avevano detto tutto quello che c’era da dire nel primo capitolo e anche la scelta di mettere L’uomo cieco come protagonista era strana per me. Però poteva funzionare, in passato ci sono stati dei film con dei protagonisti crudeli (ad esempio American Psycho oppure Bed Time). Quindi pensavo avrebbero messo L’uomo cieco come protagonista senza snaturarlo. Giusto?
Giusto?
Parliamo del lato tecnico che è meglio.

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Quello che mi fa innervosire, anzi incazzare, di questo film è un dettaglio di cui parleremo dopo, ma il punto è che rimane qualcosa di immorale e sbagliato. La cosa peggiore è che questo elemento non è inserito in un prodotto tecnicamente pessimo, al contrario il lato tecnico è fatto molto bene. Nonostante alla regia non ci sia Álvarez, la direzione è resa ottimamente, vengono costruite delle scene complesse e studiate. Prendiamo per esempio la sequenza in cui gli uomini entrano in casa e Phoenix si nasconde per non farsi trovare. Questa sequenza è fatta benissimo, ci ritroviamo di fronte a un bel piano sequenza che avviene su due piani della casa, con la ragazzina che si nasconde in ogni luogo possibile.
Una scena che mi ha sorpreso, ben fatta, così com’erano diretti bene gli scontri, violenti e dove sentivi la forza dei colpi. In particolar modo la prima parte del film era realizzata ottimamente, per poi diventare debole e sfiancante nella seconda. Perché?
Viene meno la credibilità.

Nel primo film era credibile che L’uomo cieco riuscisse ad avere la meglio sui protagonisti per vari motivi: era un veterano addestrato e capace e inoltre li affrontava a casa sua, un luogo di cui conosce ogni centimetro quadrato in maniera perfetta. Nella seconda parte di questo seguito invece l’azione si svolge in un hotel abbandonato, un luogo che L’uomo cieco non conosce, eppure si muove con assoluta sicurezza. Per non parlare dei cattivi. Li hanno resi cattivi a tutti i costi, risultando un po’ esagerati, ma in tutto questo ho trovato molto debole e sciocca la motivazione per cui vogliono rapire Phoenix, ma questo lo capirete vedendo il film.

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Quello che però mi ha fatto incazzare nero (e non sto esagerando) è questo: hanno reso L’uomo cieco come l’eroe. Qualcuno potrebbe anche dire che questa è una specie di redenzione per lui, ma vorrei descrivere cos’ha fatto e cos’era questo personaggio nel primo film: sua figlia è stata investita e uccisa da un’adolescente, allora lui cos’ha fatto? Ha rapito questa ragazza, l’ha stuprata, l’ha messa incinta affinché gli desse una nuova figlia e l’ha tenuta prigioniera a casa sua.
Hanno reso un dannato stupratore come l’eroe di questo film. Capite quanto possa essere sbagliato tutto questo?
Quello era un pazzo psicopatico e stupratore e qui invece l’hanno trasformato in un uomo sofferente che ha fatto qualche “errore” e lo giustificano pure più volte durante la pellicola! Hanno svilito la tematica dello stupro, rendendolo quasi come un peccatuccio da nulla. Niente potrà salvare questo film, niente.

Per concludere, L’uomo nel buio è un film sbagliato a partire dalle basi. Hanno sbagliato a rendere L’uomo cieco l’eroe e per salvare il tutto avrebbero dovuto lasciarlo il personaggio crudele e pazzo che era nel primo film. Tecnicamente il film è fatto bene, ma niente può salvare quest’opera davanti a un insulto simile.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

24 pensieri riguardo “L’uomo nel buio – Man in the dark

      1. È una porcata assoluta il voler minimizzare argomenti Gravissimi come il rapimento e lo stupro.
        Nel primo sapevamo chi era e cos’era…in questo io davvero non capisco le scelte fatte.

  1. Poi te la giustificano dicendoti “Eh ma è un antieroe” oppure “ha fatto anche cose buone” quando se un personaggio è un pezzo di fango è un pezzo di fango, punto. Il percorso di redenzione è credibile quanto quello del Conte cattivo degli Occhi del Cuore.

    1. Esatto! Hai fatto un esempio perfetto. Si sono arrampicati sugli specchi per cercare di renderlo al massimo un antieroe. Eppure questo personaggio è come Bateman. Come si fa a fare una cosa simile? Quest’opera è entrata nella mia blacklist.

    1. No! Evitalo XD
      Diciamo che il modo con cui hanno gestito la cosa fa molta rabbia proprio perché minimizza la gravità di certe tematiche, arrivando a giustificare delle azioni orrende.

        1. Esatto. Come ho scritto nella recensione, questo film avrebbe potuto salvarsi se avessero lasciato L’uomo cieco cattivo. Non è strano trovare dei protagonisti che sono malvagi e certamente ciò avrebbe aiutato la pellicola. E invece no! Giustifichiamolo, poverino. E la scena del cane! Quella è stata la conferma per me.

  2. Non conosco il film, né il primo e neppure il secondo,ma ciò che hai affermato è più che mai giusto non si può trasformare un energumeno del genere in un eroe, certi reati non è giusto che siano messi in secondo piano come fossero dei dettagli, non c’è film che tenga che possa fare una cosa del genere!!! Ciò che è immorale è immorale!!! Bravo come sempre per la recensione e per aver sollevato questa gravità 🥀👏

    1. Sul fatto di Alex l’ariete… Ti dò assolutamente ragione! Almeno quello fa ridere!
      Io non perdonerò mai questa pellicola per il modo in cui hanno deciso di perdonare certe azioni orrende, considerandolo dei peccatucci di poco conto. Questa cosa mi fa veramente imbestialire.

    1. Guarda, io sono uno che crede nella redenzione e nelle seconde opportunità, è una cosa di cui sono convinto, ma individui come questo qui non potranno mai redimersi. E il problema è che hanno fatto passare tutti i crimini che ha commesso in passato come dei piccoli errori. Cosa che non è assolutamente vero. C’è stata molta superficialità e ignoranza su tematiche davvero delicate in questo caso.

      1. Sì, io in generale comincio a sbuffare non appena vedo che i cattivi ‘erano in fondo delle vittime’ oppure ‘hanno fatto anche cose buone’. Questo, poi, è un caso talmente eclatante che stupisce come nessuno se ne sia preoccupato più di tanto durante la produzione.

        1. Infatti è proprio questo il problema. Un conto è una persona che ha intrapreso una strada sbagliata perché costretto dall’ambiente sociale in cui vive (come ad esempio chi ruba o è tossicodipendente che, nella maggior parte dei casi, sono veramente vittime della società e possono essere reintegrati e aiutati) ma un conto è un assassino che è arrivato anche a rapire e a violentare una ragazza. Un uomo capace di una cosa simile è uno psicopatico che non può essere giustificato in alcun modo. Cavolo, se i produttori la pensano così allora metà dei serial killer più spietati del mondo dovrebbero essere perdonati perché “anche loro hanno fatto cose buone”
          Che idiozia e mancanza di tatto.

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