Le avventure di Ichabod e Mr. Toad

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo continuato il nostro viaggio attraverso i classici Disney, arrivando al decimo classico, Lo scrigno dalle sette perle. Questo film era molto simile a Musica Maestro, essendo composto da molti episodi, ma c’è un elemento in più che saltava all’occhio: si è provato a dare più compattezza e organicità al film. Infatti due corti parlano del medesimo argomento ossia persone legate al folclore americano. Nonostante personalmente apprezzi di più i corti di Musica Maestro, qui si vede il tentativo di fare qualcosa di più. Un film consigliato.
E finalmente siamo arrivati a questo articolo, l’undicesimo classico Disney, l’ultimo film della così detta Epoca di Guerra, un periodo di crisi per la Disney, un periodo particolare in cui lo scoppio della guerra aveva costretto molti animatori a partire per il fronte e la Disney era rimasta con poco personale e tante idee incompiute. Walt Disney decise allora di racchiudere queste idee e progetti iniziati in vari film antologici. Un cambio di rotta necessario visto le condizioni in cui versavano, ma che pian piano incominciarono a dare i frutti sperati, dando la possibilità alla Disney di tornare a fare lungometraggi, ma questa è un’altra storia.
Ecco a voi Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (The Adventures of Ichabod and Mr. Toad), film d’animazione del 1949 scritto da Erdman Penner, Winston Hibler, Joe Rinaldi, Ted Sears, Homer Brightman e Harry Reeves e diretto da Jack Kinney, Clyde Geronimi e James Algar. Ecco la recensione di Chest of Tales (QUI)

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Questo film è composto da due corti così come lo era Bongo e i tre avventurieri e anche questi ebbero i loro problemi. Cominciamo dunque con Il vento tra i salici, basato sull’omonimo libro di Kenneth Grahame. Il protagonista è Taddeo Rospo, ricco proprietario di Villa Rospo che adora andare all’avventura senza badare a spese e con diverse manie. I suoi amici, Tasso McTass, Topus Waterat e Talpino Sweetmellow, sono preoccupati per lui visto che i debiti sono saliti alle stelle e Taddeo continua a causare disordine. Tutto però peggiora quando Taddeo viene accusato di aver rubato un auto. Qui viene imbrogliato dal locandiere Strizzalocchio, che lo accusa di aver tentato di imbrogliarlo vendendogli un auto rubata. Taddeo finisce in prigione ed è qui che inizia la sua avventura.

Poco dopo l’uscita di Biancaneve, James Bodrero e Campbell Grant proposero a Disney di acquisire i diritti del libro di Grahame. Lui lo fece anche se non ne era completamente sicuro. All’inizio doveva essere un lungometraggio con lo stesso budget di Dumbo e gli animatori di Bambi e la produzione ebbe inizio nel 1941. La seconda guerra Mondiale però portò al fronte molti animatori e il governo chiese alla Disney di realizzare corti di propaganda. Il progetto venne accantonato e poi ripreso nel 1945 e decisero di renderlo un film collettivo. Molte scene che non erano ancora state completate vennero rimosse e l’opera accorciata.

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Uno degli elementi che colpisce di più di questo corto è certamente il protagonista: viziato, incurante dei pericoli, egocentrico, impulsivo, pieno di ossessioni e fissazioni. Insomma, una brava persona. A parte gli scherzi lui è un personaggio molto negativo ed è il protagonista di questa storia e ciò si rivela una scelta affascinante e coraggiosa. Per via del suo modo da fare irresponsabile, la sua villa è a rischio e come se non bastasse si metterà pure nei guai con la legge, finendo in carcere. Ovviamente sappiamo che è stato imbrogliato, ma tutto è dovuto anche al suo comportamento egocentrico e anche distruttivo e da qui dovrebbe iniziare la sua redenzione. O almeno così credevo.

Perché se nel libro Taddeo alla fine matura e inizia a dare retta ai consigli degli amici, nel film rimane il solito egoista con le sue ossessioni. E ammetto che la cosa non mi ha fatto piacere. In compenso però il corto possiede degli sfondi veramente ben fatti e curati, probabilmente tra i migliori di questo strano periodo della Disney, che mostra il meglio di se soprattutto nell’aperta campagna donando una bellezza unica al panorama inglese. Anche le animazioni sono ben rese e curate, anche se Disney inizialmente non ne era convinto del tutto. Alla fin fine era un ottimo corto, peccato veramente per quel finale.

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E dopo aver parlato di un classico della letteratura inglese, si passa a un classico di quella americana. Ecco qui La leggenda della valle addormentata, tratto dal libro La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irwing.
La storia narra di Ichabod Crane, il nuovo insegnante della Valle Addormentata. Un tipo davvero bizzarro ma che nonostante tutto riesce ad avere un certo successo con le donne del paesino. Un giorno al villaggio arriva la giovane e bella Katrina Van Tassel, figlia del più ricco agricoltore della zona. Ichabod decide di sposarla per vivere una vita agiata, ma incontra la gelosia di Brom Bones, un altro contendente di Katrina, che però non riesce in alcun modo a sconfiggere Ichabod. Almeno fino a quando non scopre il suo punto debole.

Personalmente lo considero il corto migliore dei due e inoltre anche in questo caso ci ritroviamo di fronte a un protagonista particolare e atipico. Ichabod è molto alto e secco e ha un naso enorme, un aspetto molto comico, ma nonostante ciò riesce a essere molto carismatico. A volte viene deriso, ma lui non si lascia minimamente scoraggiare e si dimostra molto furbo e intelligente e perfino atletico e sa anche come gestire una persona come Brom, a volte anche con un pizzico di fortuna. Ichabod però non è un personaggio positivo. Lui cerca di fare amicizia con persone che gli convengono, soprattutto con le donne che sano cucinare bene e tanto, approfittandosi di loro. E quando Katrina arriverà al villaggio, lui non cercherà di conquistarla perché l’ama, ma perché è ricca e lui vuole vivere bene e mangiare tanto.

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Però è anche qui che scopriamo il suo punto debole: è superstizioso. Così Brom parlerà una sera del Cavaliere senza testa, spaventando a morte l’insegnante. Ed è qui che arriviamo alla parte migliore di tutto il film: l’inseguimento tra Crane e il Cavaliere senza testa. Prima di tutto devo dire hanno fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda l’attesa: la paura dell’insegnante quando si addentra nella foresta è visibile anche se resa in maniera comica, ma l’ambientazione riesce a mettere veramente ansia, fino a quando non appare il cavaliere. E il cavaliere è veramente stupendo sia nel modo in cui viene messo in scena sia nel design. Quest’ultima parte riesce a essere divertente ma anche spaventosa e a dare il suo massimo nell’atmosfera e nelle animazioni. Un finale perfetto con un climax stupendo.

Per concludere possiamo dire che anche questo era un ottimo film con delle buone idee e probabilmente con una realizzazione tecnica superiore rispetto ai film Disney di questo periodo. E con questo si conclude L’Epoca di Guerra della Disney, un periodo particolare caratterizzato da film a episodi in cui Walt Disney salvò delle idee che rischiavano di essere inutilizzate. Per ora direi basta con i film d’animazione Disney, ma in seguito continuerò con questo viaggio parlando dell’Epoca d’Argento e del ritorno ai lungometraggi.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

22 pensieri riguardo “Le avventure di Ichabod e Mr. Toad

    1. Ti consiglio assolutamente di recuperare allora quello di Sleepy Hollow. La parte finale è puramente horror, l’adoro (in generale apprezzo quell’episodio). Di Taddeo invece mi dispiace un sacco per quel finale. Sembra che alla fine non abbia imparato niente al contrario del libro.

  1. Un film con due protagonisti orribili che trasmettono messaggi molto negativi. Del secondo segmento lessi anche il racconto, il quale non si discosta poi molto. Per fortuna gli anni ’40 sono finiti. Goditi la pausa, ma non vedo l’ora di arrivare ad una delle mie epoche preferite, gli anni ’50. Grazie per il grande lavoro che stai facendo e per farmi rivivere tutte queste emozioni ^_^

    1. La cosa che mi dispiace di Mr Toad è che alla fine non cambia. Io apprezzo le storie in cui personaggi negativi hanno un cambiamento alla fine (tipo Il canto di Natale) ma qui ciò non avviene (nel libro sì invece). Almeno con Ichabod alla fine lui ha avuto quel che si meritava.
      In ogni caso ci vorrà un pò, ma anch’io non vedo l’ora di parlare degli anni ’50!

  2. Non li avevo mai visti da piccola, li ho recuperati entrambi da poco su Disney Plus e, come te, sono rimasta molto colpita, soprattutto per come i protagonisti siano personaggi davvero negativi. Ho trovato però, soprattutto in Ichabod, alcune raffinatezze dell’animazione che mi sono davvero piaciute: ottima visione, anche in famiglia, per Halloween!

    1. Ichabod è stato stupendo a livello d’animazione, ciò sottolineava come la Disney fosse pronta per tornare a fare lungometraggi. Certo, i protagonisti sono molto negativi e mi dispiace che Taddeo non abbia avuto quel cambiamento morale come nel libro (l’avrebbe reso un bel personaggio). Almeno Ichabod ha avuto quel che si meritava.

  3. Il nome di Taddeo Rospo mi dice qualcosa ma non credo di aver mai visto quel corto. La leggenda della valle addormentata è davvero così horror e dark? Se così mi incuriosisce assai.
    Grazie comunque per la segnalazione

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