Musica Maestro (1946)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo finalmente tornati a parlare del genere che più amiamo, l’horror, e l’abbiamo fatto con Daisy vuole solo giocare. Un film horror decisamente interessante che narra di una bambina considerata dagli abitanti del villaggio una changelling, ossia la figlia di una fata scambiata al posto di un neonato umano. Una storia molto interessante perché il film mette in dubbio lo spettatore sulla vera natura della bambina, se è solo una ragazzina autistica incompresa e vittima dell’ignoranza altrui oppure una vera changelling capace di far accadere cose orribili a chiunque si metta sulla sua strada. Una pellicola imperfetta e con alcuni problemi, ma che riesce a fare bene il suo lavoro e incuriosisce lo spettatore dall’inizio alla fine. Consigliato!
Dopo l’horror torniamo nuovamente a parlare di animazione e così continuiamo il nostro viaggio nella storia cinematografica della Disney, parlando dei suoi classici. In questo caso siamo ancora nel Periodo di Guerra, così è chiamata la fase Disney che va dal 1943 fino al 1949, un periodo di crisi per la casa di Topolino, per via dei fallimenti passati, della guerra e della mancanza di personale. Un periodo che rappresenta un momento delicato per questa casa di produzione che in ogni caso si dimostra molto interessante e affascinante sotto molti punti di vista. Con questo film arriviamo all’ottavo classico e continuiamo ancora una volta con una pellicola animata antologica.
Ecco a voi Musica Maestro (Make Mine Music), film d’animazione del 1946 scritta da Homer Brightman, Dick Huemer, Dick Kinney, John Walbridge, Tom Oreb, Dick Shaw, Eric Gurney, Sylvia Moberly-Holland, T. Hee, Erdman Penner, Dick Kelsey, James Bodrero, Roy Williams, Cap Palmer, Jesse Marsh ed Erwin Graham e diretto da Jack Kinney, Clyde Geronimi, Hamilton Huske, Robert Cormack e Joshua Meador. QUI trovate l’articolo di Chest of Tales.

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Come ho specificato con Saludos Amigos e I tre Caballeros, la Disney se la stava passando molto male. Alcuni suoi progetti ambiziosi avevano floppato e questo era dovuto a causa della second guerra Mondiale. Inoltre la guerra aveva portato molti animatori della Disney a venir arruolati dall’esercito, diminuendo drasticamente il personale e quelli rimasti vennero richiesti dal governo degli Stati Uniti per fare propaganda. Con tutti questi problemi molte idee per delle storie nuove rimasero completamente incompiute. Walt Disney però non voleva che queste idee rimanessero inutilizzate e soprattutto non voleva chiudere con i lungometraggi e per questo decise di produrre molti film collettivi che racchiudessero queste storie, seguendo la falsa riga di Fantasia, ossia creare segmenti che seguissero la musica. In questo film il risultato è molto interessante anche se altalenante. Abbiamo infatti dei segmenti simpatici ma semplici e altri più elaborati e complessi. Iniziamo a parlare così da vedere cosa cambia da segmento a segmento.

Il film inizia con I Testoni e I Cuticagna (The Martins and the Coys)diretto da Jack Kinney e cantato dai King’s Men (in italiano dal Quartetto Cetra) e parla della violenta faida tra due clan di montagna, appunto i Testoni e i Cuticagna. Questo segmento venne criticato per via della sua violenza, infatti tutti i membri di queste famiglie si uccideranno tra loro e vedremo le loro anime volare sopra le nuvole. Gli unici sopravvissuti saranno solo due giovani delle rispettive famiglie: un uomo e una donna. I due si innamoreranno, mettendo fine alla faida, ma dopo il matrimonio le cose non andranno proprio bene.
In questo episodio l’animazione e lo stile è molto comico, con i vari personaggi ritratti come delle caricature che non fanno altro che farsi guerra. Soltanto la coppia avrà un design più caratterizzato e serio. Qui i disegni funzionano bene, anche se non sono curati al massimo (alcuni personaggi sullo sfondo sono appena abbozzati), ma comunque riesce a fare un buon lavoro con le immagini e la musica.

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Il secondo segmento è Palude Blu (Blue Bayou) sempre di Jack Kinney. Questo corto è interessante perché doveva essere incluso inizialmente in Fantasia con il brano Clair de Lune di Claude Debussy. Però venne scartato e inserito in questo film, cambiando però la colonna sonora e aggiungendo Palude Blu dei Ken Darby (in italiano cantata da Alberto Rabagliati). Questo cambio di musica per me è stato uno sbaglio perché Clair de Lune riusciva meglio a descrivere la natura di questo corto e poi l’animazione era stata fatto apposta per quel brano. Qui vengono mostrati due aironi bianchi che volano in questa foresta. Questo è il corto che si differenzia di più di tutti, si vede che era destinato a Fantasia. Si rimane affascinati dalle varie sfumature del blu, della luce della luna e dei movimenti dei due aironi, lenti, eleganti, studiati nei minimi particolari. Qui c’è un enorme differenza rispetto al primo episodio e la cosa si ripeterà anche in seguito.

Il terzo episodio è intitolato Quando i gatti si riuniscono (All the Cats Join In), sempre diretto da Jack Kinney e con le musiche di Benny Goodman. In questo corto viene rappresentata la spensieratezza della gioventù americana ed è uno di quelli che mi ha divertito di più. Qui lo stile è stilizzato al massimo, i personaggi sono solo abbozzati e poco dettagliati, ma hanno delle linee molto dolci e flessibili e soprattutto l’animazione è molto veloce e dinamica. Questo tipo di animazione riesce a descrivere bene questo stato di spensieratezza e crea anche delle scene comiche divertenti come la ragazza si prepara a uscire e la sorellina piccola che la segue ovunque, la matita che disegna le scene e a volte deve sbrigarsi perché i personaggi sono più veloci di lei oppure quando i giovani si mettono a ballare, creando coreografie comiche. Un episodio che mi ha molto divertito e che per certi particolari mi ha tanto ricordato le Silly Symphonies. Un’evoluzione di quest’ultimo.

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Da qui in poi mi metterò a descrivere brevemente gli altri segmenti per poi concentrarmi su due corti molto di grande rilievo: abbiamo Casey at the Bat (corto tagliato nella versione italiana perché, quando il film uscì in Italia nel 1950, il baseball non era ancora conosciuto nella nostra penisola) che seguiva la falsa riga di I Testoni e I Cuticagna. Senza Te (Without You), una ballata sull’amore perduto dove l’ambientazione descrive la malinconia del brano. Con Due Silhouette (Two Silhouettes) abbiamo invece due ballerini ripresi con il rotoscopio e in ombra che ballano su uno sfondo animato. Quest’idea poteva essere meravigliosa, ma il risultato finale a mio avviso è troppo rigido. Abbiamo After you’re gone dove quattro strumenti musicali si muovono in situazioni folli e colorate e per finire Gianni di Feltro e Alice di Paglia (Johnny Fedora and Alice Bluebonnet), la storia d’amore tra due cappelli, separati quando sono stati comprati e che dovranno ritrovarsi. Ho deciso di riassumere queste parti perché non c’era molto da dire a riguardo e volevo parlare dei corti che mi avevano colpito di più, ma non volevo comunque lasciare fuori nessuno. Ora però passiamo ai due segmenti più lunghi e conosciuti.

Pierino e il lupo (Peter and the Wolf) è il settimo segmento e si basa sull’omonima composizione musicale di Sergei Prokofiev. In questa storia il giovane Pierino decide di andare a caccia di un lupo e viene accompagnato dall’uccellino Sasha, l’anatra Sonia e il gatto Ivan. Probabilmente in molti conosceranno questo corto, visto che più volte è stato trasmesso separatamente ed è certamente uno dei migliori del film. Lo stile dei personaggi è riconoscibile e ben dettagliato, Pierino ha dei tratti delicati così come i suoi amici mentre il lupo ha dei momenti veramente inquietanti, specialmente i primi piani fatti sui suoi occhi e le scene in cui è a un passo dal mangiare i protagonisti. Un ritmo ottimo e dei personaggi che, seppur appaiano per poco tempo, sono caratterizzati molto bene dal design e dai movimenti.

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Infine arriviamo all’ultimo segmento: La balena che voleva cantare all’Opera (The Whale Who Wanted to Sing at the Met). Il protagonista è Gianni (Willy in inglese), una balena con un talento musicale straordinario, capace di raggiungere tenori incredibili. In città si crea molta confusione per questa cosa e il direttore dell’Opera, Tetti-Tatti, inizia a credere che la balena abbia ingoiato tre cantanti e per questo decide di dargli la caccia, per liberare queste persone. La cosa interessante del corto sono sicuramente le fantasie di Gianni, che si immagina di cantare all’opera con vari brani musicali (e non credevo di poter vedere una balena gigante con un costume da pagliaccio o da Mefistofele). La cosa che però mi ha sorpreso di più è il finale: Gianni che viene ucciso dal direttore dell’Opera perché quest’ultimo non credeva in questo miracolo. Un finale cattivo, cinico, che cerca di consolare lo spettatore con Gianni in Paradiso che canta felice, ma nonostante ciò rimane un finale amaro che, come ha giustamente scritto Chest of Tales, sembra quasi descrivere il periodo che stava attraversando la Disney, un periodo in cui miracoli e fantasia non riuscivano a colpire le persone.

Per concludere Musica Maestro è un film che rappresenta perfettamente il periodo turbolento della Disney ma che, con tutti i limiti e il problemi presenti, riusciva comunque a dimostrare grande fantasia e immaginazione, provando stili d’animazioni nuovi e facendo del proprio meglio per dare sempre il massimo. Un film che ho sempre apprezzato nonostante i suoi difetti. Ve lo consiglio!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

22 pensieri riguardo “Musica Maestro (1946)

  1. Mi hai ricordato un classico che avevo dimenticato: lo guardavo con le mie figlie quando erano piccole, avevamo la cassetta, ed era veramente bello, un parente stretto di Fantasia, forse più adatto ai bambini.

    1. Non mi sorprende, in molti non conoscono queste pellicole. Neanche la Disney sembra ricordarsi della sua esistenza visto che sul catalogo di Disney+ questo titolo manca XD
      In ogni caso ti consiglio di recuperare l’ottima recensione su Chest of Tales.

      1. il fatto che su Disney+ manchino dei Classici secondo me è aberrante! Dovrebbero essere la punta di diamante della piattaforma, insieme alla sterminata produzione di cortometraggi che hanno fatto, e invece finiscono messi in ombra dalla qualunque che decidono di caricare.

        1. È terrificante che non abbiano la minima attenzione per le loro stesse opere. Mi rattrista molto ma almeno io ho il mio DVD a casa e lo riguardo volentieri insieme ai corti dedicati alla musica.

  2. Questo è uno dei due Classici Disney che non sono riuscito a vedere fino alla fine, dal tanto che non mi piaceva. La recensione è impeccabile, sei davvero bravo, e mi hai fatto conoscere anche lo spezzone del baseball che ignoravo, da ex giocatore potrei apprezzarlo. Magari potrò ridarci un’occhiatina. Grazie per l’enorme lavoro che stai compiendo. Si stanno avvicinando sempre di più i mitici anni ’50.

    1. Questa settimana infatti pubblicherò tutte le recensioni dedicate a questo periodo di crisi della Disney. Poi ci sarà una pausa e mi concentrerò su altre pellicole e infine anni ’50!

  3. Grazie come sempre per la pubblicità e la citazione! 😊
    Come hai scritto anche tu, Musica Maestro è un film abbastanza diseguale, si vede che i vari segmenti hanno provenienze e “pedigree” molto diversi, ma è comunque molto simpatico e piacevole da guardare. Pierino e il lupo è sicuramente uno dei corti migliori, insieme a Palude Blu e Quando i Gatti si Riuniscono, proprio per lo stile grafico così originale per i canoni disneyani; la storia della balena mi ha fatto rimanere malissimo quando l’ho vista, non me l’aspettavo proprio! 🙈

    1. Non c’è di che! E comunque immagino che tutti quanti siano rimasti male con la storia della balena. Era un finale molto amaro nonostante cercasse di far vedere che alla fine lui era contento.

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